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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2005 | ||
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BASKET
MADE IN TURIN 3 agosto 2004, Colonia, 95-78 Una data, una città e dei numeri. Se il basket vi appartiene quanto il caldo appartiene agli eschimesi, allora vi starete chiedendo se è un messaggio cifrato. Se invece ferri, contese, palloni a spicchi, ciuffi e playground sono parte del vostro dna sportivo, un sorriso vi sarà sorto spontaneo sulle labbra e starete rivivendo l'inizio di un mese eccezionale per il basket italiano. Proprio il 3 agosto, infatti la nazionale italiana sconfiggeva a Colonia per 95 a 78 la corazzata statunitense, infliggendogli così la più cocente sconfitta di ogni tempo. Ma era solo l'inizio, come detto: il mese si chiude con una medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atene, impresa eccezionale per il quintetto azzurro guidato da Carlo Recalcati. E il più florido periodo del basket italiano arriva proprio quando anche a Torino, che in tempi lontani ma non remoti ha fatto parte del "basket a 5 stelle" sia a livello nazionale che internazionale, qualcosa si sta muovendo, e si assiste a tentativi per riportare in città la pallacanestro che conta. Ma proviamo a ripercorrere la storia del basket Torinese, seguendo quella della società che più in alto delle altre è riuscita ad arrivare, l'Auxilium Torino. La storia dell'Auxilium nella massima serie cestistica italiana nasce nella seconda metà degli anni '60, quando la società, grazie ad un'unione alla Libertas Asti, si poté iscrivere al massimo campionato. Alcuni anni di assestamento ed arrivano i primi memorabili eventi: è il 1976, e il Palaruffini accoglie 10.000 spettatori raccolti attorno alla compagine casalinga che lotta per la Coppa Korac contro la Jugoplastica di Spalato. La coppa andrà agli slavi, ma solo grazie alla differenza canestri. Si ripartì dunque con una lenta salita verso i vertici, che nel 1982 portò la società torinese al secondo posto nella regular season del campionato italiano, conclusosi poi con la vittoria di Milano. Intanto per tre torinesi (Caglieris, Sacchetti e Vecchiato), ci fu vera gloria a Nantes, ai Campionati Europei: prima medaglia d'oro per il nostro basket e proprio loro tre sugli scudi, i migliori della pattuglia azzurra guidata in panchina dall'ex-torinese Sandro Gamba. E la storia proseguì fra alti e bassi, costellata di sfide spesso sulla soglia del mito con Milano. Nel frattempo cresceva una nuova generazione di atleti torinesi doc. Nel campionato 84/85 viene consacrato il talento del giovane Ricky Morandotti, che per lunghi anni porterà la casacca. Fino alla prima retrocessione in A2 (1988), alla quale seguì una prontissima e brillante risalita, grazie anche al contributo del nuovo straniero, Darryl Dawkins, potentissimo centro proveniente dalla NBA. Ma, dopo due anni nella massima categoria, iniziò la lenta ma inesorabile discesa: problemi economici portarono l'Auxilium ad autoretrocedersi nella serie B eccellenza, dopo 23 anni di Serie A. Cominciano gli anni difficili, che portano la società fino alla soglia della scomparsa dalla faccia del basket italiano. Solo la fusione con il Collegno salva l'Auxilium, che però sprofonda in C. Finalmente nel 2001 si trovano sponsor nuovi e si risale nel 2002 in serie B, dove l'Auxilium milita tutt'ora. Qualcosa si sta muovendo, dicevamo. "Ci stiamo provando e ci crediamo fermamente - ci dice Giorgio Bassignana, presidente del Comitato Regionale Piemontese della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) - Il basket piemontese gode di buona salute: abbiamo 12000 tesserati in Piemonte, la metà dei quali in provincia di Torino; 184 squadre, di cui 86 in Provincia. Stiamo cercando persone e soldi per creare una holding del nuovo basket torinese. Entro febbraio dovremmo avere le prime risposte. Con la disponibilità economica la serie A arriverà senza problemi, e questo è quello che ci interessa. Poi, per quale società, vedremo ". Un ottimismo, quello che traspare dalle parole di Bassignana che trova riscontro nelle dichiarazioni dell'assessore allo Sport del Comune di Torino, Montabone "Nella nostra città - sottolinea - nonostante manchi da diversi anni una squadra nel massimo campionato, l'amore per il basket è rimasto inalterato. Per questo, la speranza mia e di moltissimi torinesi è che, nel capoluogo piemontese, la pallacanestro dei campioni non resti una presenza occasionale, limitata a qualche evento eccezionale. Che a Torino vi siano competenze e risorse per allestire un progetto finalizzato ad avere una squadra capace di sfidare le grandi d'Italia, non credo si tratti solo di un semplice auspicio. L'Amministrazione comunale è sempre pronta a collaborare con chiunque decida di lavorare per far crescere lo sport torinese". Insomma, c'è la volontà, c'è l'impegno, c'è l'appoggio politico. Che presto il torello torni a bruciare retine nella massima serie?
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