|
|
HO
VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE NEPPURE IMMAGINARE
Le ultime parole di vita non-vita di Roy,
l'androide ribelle di Blade Runner riprendono, forse inconsapevolmente,
quelle dell'editoriale d'esordio di Hugo Gernsback, fondatore e direttore
dal 1926 di Amazing Stories, una rivista ed un anno riconosciuti come
inizio ufficiale della fantascienza.
Una scienza che fa sognare
Scriveva Gernsback: "Duecento anni fa, queste storie non erano possibili.
La scienza entra oggi così intimamente nelle nostre vite che l'intero
nostro modo di vivere è cambiato con l'attuale progresso; non c'è
da stupirsi, perciò, se molte situazioni fantastiche - impossibili
cent'anni fa - oggi sono reali".
La fantascienza (o science-fiction o SF): un genere letterario originariamente
rivolto ad un pubblico di giovani lettori che ha saputo conquistare platee
di tutto il mondo e di ogni età senza mai tradire la sua ragione
d'essere: quella di far convivere la rigorosità, la linearità,
la neutralità dell'approccio scientifico con le pulsioni più
vitali - la curiosità, il senso d'avventura, la ricerca di nuovi
orizzonti - dell'uomo.
Un ossimoro, una contraddizione in termini che la rende così sfuggente
ai tentativi di formalizzarla, quanto così umana nel rappresentare
le nostre contraddizioni ed inquietudini; e tuttavia, come molte delle
contaminazioni tra generi che non hanno nessuna apparente ragione d'essere,
anche il connubio tra scienza e fantasia si rivela particolarmente fecondo:
la SF "non occupandosi soltanto del sostanzialmente reale, ma anche
del congiunturalmente possibile (...) ci aiuta a diventare consapevoli
della gamma di futuri alternativi che è implicita nel presente"
(Brian Stableford - 1976 - "Il ruolo sociale della SF" in Robot,
n. 7).
Se dunque l'oggetto della fantascienza è il rapporto tra l'uomo,
il suo futuro e gli strumenti per realizzarlo e provare ad indirizzarlo,
molti classici della letteratura possono essere riletti in chiave SF:
nella sezione "viaggi meravigliosi" possiamo citare l'Odissea
e l'Orlando Furioso, dove Ariosto spedisce sulla Luna Astolfo a cavallo
dell'Ippogrifo per cercare il senno perduto di Orlando; nel filone "la
creazione che sfugge al creatore", troviamo il Frankenstein di Shelley
e Dottor Jekyll - Mister Hyde di Stevenson; ancora Edgar Allan Poe, che
ispira diversi plots narrativi della SF, dall'esplorazione lunare (L'impareggiabile
avventura di un certo Hans Pfaal) al viaggio nel tempo (Un racconto delle
Ragged Mountains) al viaggio verso l'ignoto (Discesa nel Maelstrom).
E poi Jules Verne, il primo autore a distinguere la narrativa fantascientifica
da altri generi similari - la storia "gotica" d'orrore, la fantasy
(dove non vi è scienza, ma magia) - i cui viaggi fantastici (Dalla
Terra alla Luna, Viaggio al centro della Terra, Ventimila leghe sotto
i mari, Cinque settimane in pallone), avventure di esplorazione e di ricerca
del limite, vengono accompagnati, quasi con pignoleria, da annotazioni
scientifiche precise e verosimili; infine Herbert Wells, che nell'affrontare
tematiche classiche in opere altamente evocative (La Macchina del Tempo,
La Guerra dei Mondi, L'Uomo Invisibile) mostrò il potenziale distruttivo
della tecnologia.
SF stars&stripes
Ad inizio '900, dunque, la SF è pronta ad essere inventata: negli
Stati Uniti esiste un ricco humus culturale, una sensibilità
verso il progresso, la scienza, l'esplorazione sedimentata nei decenni
precedenti; e proprio una innovazione tecnica nel campo della tipografia,
permettendo la realizzazione di fascicoli a basso costo - i "pulp
magazines", appunto prodotti con la "polpa" di legno
- favorisce la diffusione delle storie di SF presso quel pubblico giovanile
anche allora con poche disponibilità economiche. Tra questi fascicoli
a basso costo, Amazing Stories, Hugo Gernsback, esplorazioni spaziali,
mostri intergalattici, scenari profetici e tutto quanto può stuzzicare
la curiosità di un pubblico ingenuo.
Gli anni '40 rappresentano la "golden age" della SF: attorno
ad Astounding, una nuova rivista di SF, si coagula un gruppo di autori
del calibro di Asimov, Sturgeon, Henleim, van Vogt, e gli improbabili
mostri tentacolari e robot impazziti degli esordi lasciano spazio a
racconti maggiormente centrati sulla tecnologia; con la fine della Seconda
Guerra Mondiale, con i suoi orrori e con scoperte scientifiche dalle
applicazioni letali, nuove tematiche di tipo sociologico ed ecologico
- il rapporto uomo-macchina, la sovrappopolazione, l'accesso alle risorse
- e nuovi autori - Clarke, Bradbury - trovano spazio su Galaxy.
Gli avvenimenti degli anni '60 - la contestazione studentesca, l'arroventarsi
della Guerra Fredda, l'esplorazione spaziale che culminerà nello
sbarco sulla Luna - danno nuovo vigore ai sogni e alle inquietudini
narrate dalla SF.
Così, se da un lato essa trova la consacrazione presso il grande
pubblico con le versioni cinematografiche di vari racconti (l'Odissea
2001 è stata ispirata a Kubrick da un racconto di Clarke, il
Fahrenheit 451 di Bradbury viene portato sullo schermo da Truffaut),
la SF porta il suo baricentro creativo verso l'Inghilterra dove autori
quali Ballard, Aldiss, Brunner e Spinrad immaginano un uomo alienato
da società neodarwiniane dove violenza, sesso e sopraffazione
prevalgono; l'esplorazione non è più rivolta verso il
cosmo, ma verso l'"inner space", gli abissi della mente umana:
è il fenomeno della New Wave.
Negli anni '80, la tematica di un rapporto alterato e difficoltoso con
la realtà, nel quale l'uso dei mass media si fa sempre più
politico, elitario, generatore di conflitti di potere porta alla diffusione
del filone noto come Cyberpunk: la realtà reale fa da sfondo
a quella virtuale; in un mondo popolato da uomini-macchine ed allucinato
da droghe sintetiche, i regimi crollano, il potere è detenuto
da un'oligarchia, la tecnologia può rappresentare uno strumento
di rivolta contro le dittature mediatiche; siamo nell'era dei computer
e delle connessioni, della lotta di classe via Web, della guerriglia
mediatica: l'opera simbolo del periodo, Neuromante (ovvero neuro-romantico)
di Gibson influenzerà una ricca produzione cinematografica successiva,
da Terminator a Matrix passando per Nirvana.
Come lacrime nella pioggia
Ed ora, che il futuro tanto atteso è arrivato, che sono stati
superati il 1984 di Orwell, il 1999 della omonima saga TV, il 2001 dell'Odissea
di Kubrick, che aspettarci ancora dalla SF? Probabilmente la SF, che
misura i nostri sogni e le nostre aspettative, non fa altro che riflettere
la nostra crisi, quella di un'umanità lanciata verso un mondo
di mirabolanti innovazioni, dove ogni cosa appare già prevista,
dunque già vecchia, metabolizzata ed emotivamente invisibile,
come lacrime nella pioggia. Ma la SF ci ha anche insegnato che non è
scontato dover prendere a cannonate gli alieni: a volte, ciò
che rende quella creatura verdina (o marroncina, o giallina) così
aggressiva è solo la sua difficoltà nel trovare un telefono-casa
con cui salutare la mamma.
Vale la pena di pensarci, il futuro comincia ora, il futuro siamo noi.
| |
To
boldly go where no mas has gone before
|
torna
su |
|
| |
Il motto di Star Trek ben si addice alla fantascienza
su schermo: cinema, televisione e computer ci teletrasportano
"là dove nessun uomo è mai stato prima":
un "là" che può essere un satellite venusiano,
un'agorà del cyberspazio, una commessura neuronale. Citati
doverosamente due antenati della SF su pellicola, Viaggio nella
Luna di Georges Méliès, (1902) e Metropolis di Lang
(1932), è davvero difficile selezionare i film più
significativi: si può forse omettere Star Wars di Lucas?
o il Fahrenheit 451 di Truffaut? o ancora l'Odissea 2001 di Kubrick?
Ed ancora Brazil e il serial Ritorno al futuro, Blade Runner ed
Alien, Giurassik Park e Matrix, Indipendence Day e l'Esercito
delle 12 scimmie e per ultimi, ma non da ultimi, Alien vs Predator
e Io robot. Meglio allora dare un'occhiata alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_di_fantascienza
per trovare tutto questo e molto altro.
Stesso discorso per la SF in TV: vogliamo essere nostalgici, e
parlare degli anni '60 con le serie Il prigioniero e UFO? O caliamo
subito gli assi, citando Spazio 1999, le varie serie di Star Trek,
con corollario di film e videogioco, e X-Files? Rivolgetevi agli
specialisti: Mickovic, Rossi e Vianello, "Enciclopedia della
Fantascienza in TV", Edizioni Fanucci; tra l'altro, in Rete,
sta circolando un appello per chiedere "Più SF per
tutti"; per trovarlo, basta digitare "fantascienza in
TV" in un qualunque motore di ricerca.
Infine fra tanto web dedicato alla SF (indovinello: quando nel
1972 Internet era un segreto militare, indovinate di cosa trattava
il primo gruppo di interesse autorizzato dal Pentagono a scambiarsi
e-mail), per un approccio culturale date una clicckata a www.delos.fantascienza.com
...e ora, motori antigravitazionali e a razzo verso l'edicola
di fiducia, è uscito Urania, il quindicinale italiano di
SF, indispensabile in viaggio (stellare), in coda (nella macchina
del tempo), tra un'avventura e l'altra.
|
|
|