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gennaio/febbraio 2005






Ragazze ad un seminario


Info

Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea
via del Carmine 13, Torino
tel. 011.4380090

Centro Studi e documentazione femminile
corso Re Umberto 40, Torino
tel. 011.537645

Almateatro
via Norberto Rosa 13a, Torino
tel. 011.2467002
www.arpnet.it

Poliedra Progetti Integrati
corso Unione Sovietica 612/3E, Torino
tel. 011.3473774

LE SCUOLE SI INTERROGANO
Seminari formativi, tavoli di lavoro comune e ricerche sulle dinamiche delle pari opportunità e dell'integrazione rappresentano il nuovo modo di fare scuola oggi. Fra le tematiche maggiormente affrontate nelle classi delle nostre scuole medie e superiori compaiono quelle inerenti il ruolo della donna oggi e il pensiero femminista, che negli ultimi trent'anni si è misurato, oltre che sul terreno dei nuovi rapporti tra i sessi, sull'elaborazione di modelli di relazione e convivenza tra popoli e culture.

di Susanna De Palma


Gli insegnanti, che da anni attuano la sperimentazione dei percorsi di "Donna e cittadinanza" hanno ampliato il campo di riflessione. Insieme con gli studenti mettono a confronto le nuove categorie interpretative necessarie per analizzare i cambiamenti epocali a cui stiamo assistendo; approfondiscono lo studio di testi di scrittrici e poetesse; analizzano la cultura della pace maturata negli ultimi anni in ambito femminile e femminista attraverso le diverse posizioni e strategie politiche; accolgono nelle proprie classi le testimonianze delle donne.
Sono molte le attività svolte nel corso dell'anno scolastico 2003-2004 dalle scuole di Torino in collaborazione con l'Istituto piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea. Un progetto che ha visto la partecipazione di 20 classi degli istituti superiori di Torino e provincia (tra i quali l'istituto Tecnico Santorre di Santarosa e il liceo scientifico Gobetti) che, in orari e giorni stabiliti a inizio anno scolastico, hanno partecipato ai "moduli" di orientamento attraverso un percorso di 4 ore mensili. Gli incontri, in classe o presso la sede dell'Istituto della storia, hanno visto la partecipazione di esperte delle politiche di parità e della differenza di genere.
I temi affrontati sono stati spesso suggeriti dagli allievi stessi, nella continua ricerca di scambio e informazioni. Si è parlato di "Donne in Nero" (vedi box); di "Percorsi di donne" (donne che parlano e scrivono nel decennio 1933-1943, come Virginia Woolf e Simone Weil, e si pongono con coraggio domande sulla guerra al di fuori degli schemi prestabiliti); di "Donne e confronto" (viaggio nella storiografia sulla donna nei vari paesi del mondo).

Tra scienza e nuovi diritti
Il tema della Pari opportunità tra uomo e donna è entrato nelle scuole anche grazie al progetto Women's Improving on a New Deal - W.I.N.D - promosso per l'anno 2003-2004 dal Comune di Torino e in particolare dalla Divisione Servizi Educativi e Pari Opportunità in collaborazione con il Centro Studi e documentazione femminile di Torino. Il progetto ha voluto puntare l'attenzione soprattutto sui giovani delle scuole medie-superiori, per sostenere le studentesse nella scelta della loro carriera professionale, una carriera che può esprimersi attraverso studi sinora ritenuti d'esclusivo o privilegiato ambito maschile. Il programma, a cui hanno aderito la scuola media Baretti, Ugo Foscolo, l'istituto tecnico industriale Luigi Casale, il liceo magistrale Berti e Gramsci, ha previsto infatti incontri sul rapporto attualmente esistente tra le donne e le scienze. Un interesse motivato dalla forte differenza di presenze tra uomini e donne nelle carriere scientifiche.
L'attività prevista per concretizzare tali scopi si è riassunta in diverse iniziative: percorsi formativi per gli insegnanti, operazioni di monitoraggio nelle scuole ed esperienze pilota in alcune medie inferiori, incontri informativi con le famiglie e gli studenti per presentare le opportunità offerte dal mondo lavorativo e valutare insieme le effettive inclinazioni di ragazze e ragazzi.
Un approfondimento sui Diritti invisibili: la donna nell'Islam è invece stato svolto da diverse scuole medie inferiori e superiori, sempre in collaborazione con il Centro Studi e documentazione del pensiero femminile. Durante il corso, di due ore settimanali per quattro settimane, cui hanno partecipato la scuola media Dante Alighieri, la Palazzeschi, il liceo classico Cavour e il Gioberti, sono stati analizzati gli aspetti salienti del diritto di famiglia islamico. La sua comprensione infatti costituisce una chiave di lettura fondamentale delle dinamiche e interazioni sociali con le quali la società europea, caratterizzata da una forte presenza musulmana, deve confrontarsi sempre più direttamente.
Le modalità di svolgimento del progetto sono state molto originali: i ragazzi hanno affrontato diversi giochi di ruolo che li hanno portati a riflettere sul concetto di oppressione, di sfruttamento, e sugli stereotipi che li circondano; hanno assistito alla proiezione di un documentario, seguito da un dibattito interattivo e hanno analizzato così le regole religiose e giuridiche che motivano il persistere della condizione di subordinazione delle donne nei paesi musulmani.
Il programma si è concluso con un'analisi critica delle dinamiche di confronto-scontro tra la cultura occidentale e quella islamica nell'attuale momento storico, caratterizzato da nuove convivenze e mescolanze etniche e sociali. Le scuole interessate ad approfondire tematiche sulla donna possono avvalersi della collaborazione del Centro Studi e documentazione femminile.
Da segnalare inoltre il convegno proposto dalla Provincia di Torino in collaborazione con il Miur, che si è svolto a febbraio presso il centro Poliedra Progetti Integrati, aperto a tutte le scuole medie inferiori interessate al tema Snodi di genere: dalla scuola media all'università, le biforcazioni che vedono donne e uomini diversamente orientati. Un'analisi - attraverso interviste, questionari e orientamento individuale degli studenti - dei momenti di passaggio in cui la variabile "genere" agisce in modo significativo per ragazzi e ragazze di fronte a scelte importanti.
Ispirata all'affermazione contenuta nel documento Spazio europeo della Ricerca, approvato dal Consiglio Europeo, "l'integrazione della dimensione del genere nella ricerca richiede una profonda trasformazione della struttura stessa della ricerca nonché dei paradigmi e dei concetti alla base di tale struttura". L'azione si è quindi concretizzata attraverso un rilevamento qualitativo dell'atteggiamento mentale, culturale e sociologico dei diversi sessi. In avvio, l'intervento nelle classi di studiose del pensiero della differenza, ricercatrici e scienziate che hanno testimoniato del loro percorso professionale e risposto alle domande dei giovani.

Teatro è donna
Cultura di parità e intercultura è il titolo di una rassegna di incontri che ha invece visto la partecipazione di alcune scuole medie inferiori e superiori del comune di Moncalieri. Il progetto, portato avanti anche dall'associazione Alma Teatro, ha avuto inizio a settembre 2003 e si è concluso a settembre 2004: ha incluso numerose attività di educazione e sensibilizzazione alle pari opportunità insieme con genitori, insegnanti e studenti. I ragazzi, per esempio, hanno realizzato un'antologia di testi letterari sulla scrittura delle donne in diverse aree geografiche del mondo intitolato Le sorelle di Shakespeare; hanno raccolto dati sulla condizione femminile in Maghreb, Africa sub-sahariana, Sud America, Cina, Giappone ed Europa, e a fine anno, in collaborazione con le scuole medie inferiori del quartiere San Salvario, hanno allestito un laboratorio teatrale interetnico dal titolo Femminile Plurale. Sulla scia di queste iniziative, la Provincia e il Centro Donna di Collegno hanno programmato per l'anno scolastico 2003-2004 il progetto Tutte Dappertutto: azioni nel campo della mediazione interculturale, consulenza giuridica e gruppi di dibattito portati nelle scuole da donne migranti che vivono nella nostra città.

 
L'ultimo venerdì a Via Garibaldi
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Via Garibaldi, ultimo venerdì del mese: alle sei di pomeriggio, per un'ora, un gruppo di donne vestite di nero, con un lungo striscione dello stesso colore, si dispone silenziosamente su una riga parallela alle belle vetrine e al rilassato passaggio di gambe, zampe e biciclette. Sono le Women in Black (Donne in Nero o DiN in italiano): una rete internazionale al femminile contro le guerre, nata nel 1988 a Gerusalemme ovest per iniziativa di alcune donne israeliane. Il silenzio e il nero, colore del lutto e della perdita, servivano a denunciare il prevalere di una cultura di morte e a manifestare contro l'occupazione dei Territori palestinesi. Negli anni successivi questa forma di opposizione pacifica si è diffusa e ha coinvolto molti gruppi di donne in altre città del mondo: dall'attivissimo gruppo di Belgrado, fondato nel 1991, fino a New York, da Sidney a Torino, contro i conflitti tra i popoli, la produzione e il commercio delle armi, il militarismo e i razzismi, ogni forma di violenza sulle donne.
Info: tel. 011.8122519, www.donneinnero.org.
Carla Dodi

 
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