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Istituto
Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società
Contemporanea
via del Carmine 13, Torino
tel. 011.4380090
Centro Studi e documentazione femminile
corso Re Umberto 40, Torino
tel. 011.537645
Almateatro
via Norberto Rosa 13a, Torino
tel. 011.2467002
www.arpnet.it
Poliedra Progetti Integrati
corso Unione Sovietica 612/3E, Torino
tel. 011.3473774
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LE
SCUOLE SI INTERROGANO
Seminari formativi, tavoli di lavoro comune
e ricerche sulle dinamiche delle pari opportunità e dell'integrazione
rappresentano il nuovo modo di fare scuola oggi. Fra le tematiche maggiormente
affrontate nelle classi delle nostre scuole medie e superiori compaiono
quelle inerenti il ruolo della donna oggi e il pensiero femminista, che
negli ultimi trent'anni si è misurato, oltre che sul terreno dei
nuovi rapporti tra i sessi, sull'elaborazione di modelli di relazione
e convivenza tra popoli e culture.
Gli insegnanti, che da anni attuano la sperimentazione
dei percorsi di "Donna e cittadinanza" hanno ampliato il campo
di riflessione. Insieme con gli studenti mettono a confronto le nuove
categorie interpretative necessarie per analizzare i cambiamenti epocali
a cui stiamo assistendo; approfondiscono lo studio di testi di scrittrici
e poetesse; analizzano la cultura della pace maturata negli ultimi anni
in ambito femminile e femminista attraverso le diverse posizioni e strategie
politiche; accolgono nelle proprie classi le testimonianze delle donne.
Sono molte le attività svolte nel corso dell'anno scolastico 2003-2004
dalle scuole di Torino in collaborazione con l'Istituto piemontese per
la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea. Un progetto
che ha visto la partecipazione di 20 classi degli istituti superiori di
Torino e provincia (tra i quali l'istituto Tecnico Santorre di Santarosa
e il liceo scientifico Gobetti) che, in orari e giorni stabiliti a inizio
anno scolastico, hanno partecipato ai "moduli" di orientamento
attraverso un percorso di 4 ore mensili. Gli incontri, in classe o presso
la sede dell'Istituto della storia, hanno visto la partecipazione di esperte
delle politiche di parità e della differenza di genere.
I temi affrontati sono stati spesso suggeriti dagli allievi stessi, nella
continua ricerca di scambio e informazioni. Si è parlato di "Donne
in Nero" (vedi box); di "Percorsi di donne" (donne che
parlano e scrivono nel decennio 1933-1943, come Virginia Woolf e Simone
Weil, e si pongono con coraggio domande sulla guerra al di fuori degli
schemi prestabiliti); di "Donne e confronto" (viaggio nella
storiografia sulla donna nei vari paesi del mondo).
Tra scienza e nuovi diritti
Il tema della Pari opportunità tra uomo e donna è entrato
nelle scuole anche grazie al progetto Women's Improving on a New Deal
- W.I.N.D - promosso per l'anno 2003-2004 dal Comune di Torino e in
particolare dalla Divisione Servizi Educativi e Pari Opportunità
in collaborazione con il Centro Studi e documentazione femminile di
Torino. Il progetto ha voluto puntare l'attenzione soprattutto sui giovani
delle scuole medie-superiori, per sostenere le studentesse nella scelta
della loro carriera professionale, una carriera che può esprimersi
attraverso studi sinora ritenuti d'esclusivo o privilegiato ambito maschile.
Il programma, a cui hanno aderito la scuola media Baretti, Ugo Foscolo,
l'istituto tecnico industriale Luigi Casale, il liceo magistrale Berti
e Gramsci, ha previsto infatti incontri sul rapporto attualmente esistente
tra le donne e le scienze. Un interesse motivato dalla forte differenza
di presenze tra uomini e donne nelle carriere scientifiche.
L'attività prevista per concretizzare tali scopi si è
riassunta in diverse iniziative: percorsi formativi per gli insegnanti,
operazioni di monitoraggio nelle scuole ed esperienze pilota in alcune
medie inferiori, incontri informativi con le famiglie e gli studenti
per presentare le opportunità offerte dal mondo lavorativo e
valutare insieme le effettive inclinazioni di ragazze e ragazzi.
Un approfondimento sui Diritti invisibili: la donna nell'Islam è
invece stato svolto da diverse scuole medie inferiori e superiori, sempre
in collaborazione con il Centro Studi e documentazione del pensiero
femminile. Durante il corso, di due ore settimanali per quattro settimane,
cui hanno partecipato la scuola media Dante Alighieri, la Palazzeschi,
il liceo classico Cavour e il Gioberti, sono stati analizzati gli aspetti
salienti del diritto di famiglia islamico. La sua comprensione infatti
costituisce una chiave di lettura fondamentale delle dinamiche e interazioni
sociali con le quali la società europea, caratterizzata da una
forte presenza musulmana, deve confrontarsi sempre più direttamente.
Le modalità di svolgimento del progetto sono state molto originali:
i ragazzi hanno affrontato diversi giochi di ruolo che li hanno portati
a riflettere sul concetto di oppressione, di sfruttamento, e sugli stereotipi
che li circondano; hanno assistito alla proiezione di un documentario,
seguito da un dibattito interattivo e hanno analizzato così le
regole religiose e giuridiche che motivano il persistere della condizione
di subordinazione delle donne nei paesi musulmani.
Il programma si è concluso con un'analisi critica delle dinamiche
di confronto-scontro tra la cultura occidentale e quella islamica nell'attuale
momento storico, caratterizzato da nuove convivenze e mescolanze etniche
e sociali. Le scuole interessate ad approfondire tematiche sulla donna
possono avvalersi della collaborazione del Centro Studi e documentazione
femminile.
Da segnalare inoltre il convegno proposto dalla Provincia di Torino
in collaborazione con il Miur, che si è svolto a febbraio presso
il centro Poliedra Progetti Integrati, aperto a tutte le scuole medie
inferiori interessate al tema Snodi di genere: dalla scuola media all'università,
le biforcazioni che vedono donne e uomini diversamente orientati. Un'analisi
- attraverso interviste, questionari e orientamento individuale degli
studenti - dei momenti di passaggio in cui la variabile "genere"
agisce in modo significativo per ragazzi e ragazze di fronte a scelte
importanti.
Ispirata all'affermazione contenuta nel documento Spazio europeo della
Ricerca, approvato dal Consiglio Europeo, "l'integrazione della
dimensione del genere nella ricerca richiede una profonda trasformazione
della struttura stessa della ricerca nonché dei paradigmi e dei
concetti alla base di tale struttura". L'azione si è quindi
concretizzata attraverso un rilevamento qualitativo dell'atteggiamento
mentale, culturale e sociologico dei diversi sessi. In avvio, l'intervento
nelle classi di studiose del pensiero della differenza, ricercatrici
e scienziate che hanno testimoniato del loro percorso professionale
e risposto alle domande dei giovani.
Teatro è donna
Cultura di parità e intercultura è il titolo di una rassegna
di incontri che ha invece visto la partecipazione di alcune scuole medie
inferiori e superiori del comune di Moncalieri. Il progetto, portato
avanti anche dall'associazione Alma Teatro, ha avuto inizio a settembre
2003 e si è concluso a settembre 2004: ha incluso numerose attività
di educazione e sensibilizzazione alle pari opportunità insieme
con genitori, insegnanti e studenti. I ragazzi, per esempio, hanno realizzato
un'antologia di testi letterari sulla scrittura delle donne in diverse
aree geografiche del mondo intitolato Le sorelle di Shakespeare; hanno
raccolto dati sulla condizione femminile in Maghreb, Africa sub-sahariana,
Sud America, Cina, Giappone ed Europa, e a fine anno, in collaborazione
con le scuole medie inferiori del quartiere San Salvario, hanno allestito
un laboratorio teatrale interetnico dal titolo Femminile Plurale. Sulla
scia di queste iniziative, la Provincia e il Centro Donna di Collegno
hanno programmato per l'anno scolastico 2003-2004 il progetto Tutte
Dappertutto: azioni nel campo della mediazione interculturale, consulenza
giuridica e gruppi di dibattito portati nelle scuole da donne migranti
che vivono nella nostra città.
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L'ultimo
venerdì a Via Garibaldi
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Via Garibaldi, ultimo venerdì del mese:
alle sei di pomeriggio, per un'ora, un gruppo di donne vestite
di nero, con un lungo striscione dello stesso colore, si dispone
silenziosamente su una riga parallela alle belle vetrine e al
rilassato passaggio di gambe, zampe e biciclette. Sono le Women
in Black (Donne in Nero o DiN in italiano): una rete internazionale
al femminile contro le guerre, nata nel 1988 a Gerusalemme ovest
per iniziativa di alcune donne israeliane. Il silenzio e il nero,
colore del lutto e della perdita, servivano a denunciare il prevalere
di una cultura di morte e a manifestare contro l'occupazione dei
Territori palestinesi. Negli anni successivi questa forma di opposizione
pacifica si è diffusa e ha coinvolto molti gruppi di donne
in altre città del mondo: dall'attivissimo gruppo di Belgrado,
fondato nel 1991, fino a New York, da Sidney a Torino, contro
i conflitti tra i popoli, la produzione e il commercio delle armi,
il militarismo e i razzismi, ogni forma di violenza sulle donne.
Info: tel. 011.8122519, www.donneinnero.org.
Carla Dodi
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