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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2005 | ||
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LA PENSANO RAGAZZI E RAGAZZE? "Pensi che ragazze e ragazzi possano fare esattamente le stesse cose, a scuola, nel lavoro e nella vita quotidiana?". "Le ragazze di oggi hanno più possibilità rispetto al passato? "Ti piacerebbe essere maschio o femmina? Perché?". Queste sono alcune delle domande poste a ragazze e ragazzi incontrati per le strade della città, per cercare di capire quali dinamiche mentali e atteggiamenti caratterizzano i giovani di oggi nell'affrontare le differenze e le peculiarità dei due sessi. Carlotta, 18 anni, studentessa in un liceo linguistico di Torino: "Credo nelle potenzialità di entrambi i sessi in qualunque ambito, ma allo stesso tempo penso che le ragazze siano in qualche modo avvantaggiate da un innato senso di responsabilità e maturità fin dall'età adolescenziale. La ragazza sa gestire meglio il suo tempo e le sue risorse, trovando un equilibrato compromesso tra dovere e piacere. Sicuramente la conquista della libertà ha concesso alle ragazze di oggi di poter scegliere. Per esempio nell'ambito lavorativo la donna ricopre ruoli fino a poco tempo fa prettamente maschili, è investita di maggiore fiducia nella gestione amministrativa della casa, è più indipendente negli spostamenti e nelle uscite. Vorrei rinascere donna anche solo per godere dei meriti conquistati e di questa nostra capacità di metterci sempre alla prova, ispirate da fantasia e concretezza insieme". "Se da un lato è vero che ragazzi e ragazze possiedono le stesse capacità", confida Daniele, 16 anni, studente di telecomunicazioni, "dall'altro bisogna riconoscere che il ragazzo si distingue per il suo spirito di adattamento sia nello studio sia nel lavoro, cosa che molte volte gli consente di essere più 'plasmabile' ed elastico nelle situazioni che non rientrano nel suo ambito di competenze. La lotta femminista ha permesso di equilibrare le enormi differenze che caratterizzavano la vita sociale di uomini e donne, ma comunque è un dato di fatto che al giorno d'oggi esistano ancora delle convenzioni di comportamento cui il sesso femminile deve attenersi per non essere frainteso e male interpretato. Pur rispettando e apprezzando le tante qualità e prerogative femminili, ammetto che sono contento di essere un ragazzo, non saprei rinunciare alla giocosità che ci caratterizza e alla fisicità che, per natura, ci consente una marcia in più in alcuni settori". "Non credo che in pratica ragazzi e ragazze possano fare esattamente le stesse cose", sottolinea invece Giovanni, studente diciassettenne, "siamo molto diversi fisicamente e abbiamo approcci mentali alle cose e alle situazioni totalmente differenti: in media le ragazze sono molto più sensibili, si fanno coinvolgere troppo sia in ambito scolastico che lavorativo, soffrono molto di più le delusioni e difficilmente si risollevano in modo ottimista dai fallimenti di Rossella O'Hara ce n'è una sola! Il ragazzo è solitamente più forte nell'affrontare o superare determinate situazioni. Sono contento però del fatto che le donne oggi abbiano più opportunità di una volta, grazie anche al fatto che sono più istruite di un tempo, hanno meno vincoli familiari e domestici, hanno più facilità di movimento, quasi tutte hanno la patente e sono più disposte a spostamenti per lavoro o studio. Sono soddisfatto di essere un ragazzo", conclude, "ma lo sarei stato anche se fossi nato femmina, perché entrambi possediamo caratteristiche uniche e caratterizzanti, sia nel bene che nel male". Riccardo, 15 anni, studente in un istituto per geometra: "La scuola e l'ambito lavorativo offrono le stesse opportunità ai ragazzi e alle ragazze, date le medesime potenzialità intellettuali. La differenza si riscontra probabilmente nella vita di tutti i giorni, in cui, ai miei occhi, le ragazze appaiono più fragili e sensibili, mentre l'uomo, anche se in molti casi può essere un'autodifesa, sembra molto più sicuro di sé. Diverse sono le conquiste e i passi avanti fatti dalla donna negli ultimi anni, conquiste che sicuramente hanno contribuito a una maggiore libertà di parola e di pensiero: nessuno si scandalizza nel vedere donne emancipate tralasciare gli obblighi di casa per dedicarsi ad un hobby o a una professione. Ha acquisito inoltre una rispettabilità sociale che prima le era negata a tavolino semplicemente perché 'donna'. Ammetto comunque che potendo scegliere vorrei rinascere 'maschio', anche per una questione di comodità: il ragazzo spesso si nasconde dietro la sindrome da Peter Pan ma non è detto che sia sempre un male. La donna prende tutto troppo sul serio, si crea problemi inesistenti, è troppo impegnata a 'fare' e poco a 'essere', a volte invece è proprio il caso di essere un po' più subdoli ed infantili!". "È scientificamente provato che la donna possiede più materia grigia dell'uomo, ma è anche vero che bisogna essere in grado di amministrare e usufruire al meglio le proprie risorse", confida sorridendo Sara, 18 anni. "A scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana la donna è molto più concreta e operativa dell'uomo e nonostante questo spiccato senso del dovere, riesce a conservare allo stesso tempo un animo romantico e fantasioso tipicamente adolescenziale. È questa coesione che a mio parere manca ai ragazzi. La donna e le ragazze hanno preso consapevolezza solo da poco delle loro enormi potenzialità e grazie a questa presa di posizione, anche forzata delle volte (vedi le femministe accanite), hanno conquistato l'indipendenza dall'uomo. Non si tratta solo di un'autonomia economica ma anche di volontà: la volontà di allevare da sole un bambino, la volontà di intervenire in modo attivo nella politica e nel sociale, la volontà di dire "non so cucinare!". Potendo rinascere, perché non provare a entrare nei panni di un uomo? magari, se possibile, conservando il cervello di donna!". |
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