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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2004 | ||
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FEDE IN UNA MAGLIA Parliamo dunque di Ultras con Oskar, il cantante degli Statuto. Da sempre Oskar è parte integrante della curva Maratona. Prova ne sia che il primo album degli Statuto (Vacanze - 1988) contiene "Ragazzo Ultrà", "brano dedicato a tutti quei ragazzi che seguono le partite in curva", come si legge sul sito del gruppo, e che ancora oggi è il vero e proprio inno di tutti le tifoserie d'Italia. di Sergio Capelli Oskar, cosa significa Vivere da Ultras? Innanzitutto, per chi è abituato a far scelte, a volte anche controcorrente, è fondamentale il senso di appartenenza. Il calcio inteso come spettacolo è per un ultras una concezione limitante. Il punto fondamentale è che l'ultras si sente parte integrante di quel che succede in campo. E questo avviene a qualsiasi livello. In curva ci sono persone che non vedono la partita, perché passano tutto il tempo a coordinare il tifo e le coreografie sugli spalti. Ma ciò non significa che non siano interessati al risultato della propria squadra. Per un ultras, fare bella figura come curva, significa fare bella figura come squadra e come società. Poi vengono alcune convinzioni: la cosa fondamentale è la maglia, non chi la indossa. Ovvero la fede è riposta nella squadra e in tutta la sua storia, non nella contingenza. Ma
qual è la vita da Ultras? Esiste
un "codice di comportamento" ultras? Alcune
tifoserie si distinguono per un indirizzo politico ben preciso. Quanto
conta la politica in curva? Oskar,
tu sei notoriamente un Tifoso del Torino. Ma col lavoro che fai ti capita
di suonare in tutta Italia. Mai avuto problemi sul lavoro per questioni
calcistiche? Guardi
la partita dietro uno striscione che recita "Ultras Vecchia Maniera".
È uno schierarsi contro una "nuova" maniera di concepirsi
Ultras? |
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