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gennaio/febbraio 2004







cane



Il vostro è un cane dominante?
Dodman suggerisce un lungo test per valutare il grado di dominanza del proprio cane, ecco alcune delle domande. Più il punteggio è alto, più grave è il problema

- Se gli toccate il cibo mentre mangia?
- Se gli passate accanto mentre rosicchia un osso?
- Se gli togliete un oggetto che ha rubato?
- Se lo svegliate mentre dorme?
- Se gli impedite di andare dove vuole?
- Se lo fissate negli occhi?
- Se gli tagliate le unghie?
- Se gli posate una mano sul muso?

- Ringhia: 1 punto
- Mostra i denti: 2 punti
- Batte di scatto i denti: 4 punti
- Morde: 8 punti



SE SOLO POTESSERO PARLARE
Avete notato come è cambiato il comportamento nei confronti dei cani? Per strada le persone, appena ne vedono uno in lontananza, indietreggiano, cambiano marciapiede, si fermano spalle al muro (non parliamo poi se ci sono bambini di mezzo).

di Daniela Finocchi

Sguardi di odio, degni delle sfide dei migliori film western, si incrociano tra pedoni e padroni di cani, finché questi ultimi non tirano il guinzaglio, ormai obbligatorio (ma non lo è sempre stato?), e passano oltre. La scena si ripete in continuazione, che si tratti di un bassotto o di un alano poco importa. I ripetuti casi di aggressione registrati dalle cronache estive, che hanno visto protagonisti i pitbull ed altre razze da difesa, hanno suscitato infatti, oltre le polemiche, una diffusa zoofobia.
È recentemente uscito in libreria "Se solo potessero parlare" (Longanesi & C. Editori) di Nicholas H.Dodman, uno dei massimi esperti mondiali del comportamento animale. Il testo spiega chiaramente come sia quasi sempre l'uomo la causa dell'aggressività e come i programmi di modifica comportamentale prevedano il cambiamento delle abitudini del padrone più che di quelle dell'animale.
"Il problema nella riabilitazione è raramente il cane - conferma il prof. Giorgio Malacarne, etologo dell'Università di Alessandria - nei programmi di terapia comportamentale il problema principale è spesso la disponibilità del proprietario a seguire i consigli e le terapie prescritte. Solo in una percentuale ridotta di casi il cane può rappresentare un problema." Perché si sviluppi un corretto e forte legame tra cane e uomo, Dodman scrive poi che sono indispensabili empatia, comprensione, fiducia ed esperienza. Ma non solo, sottolinea il prof. Malacarne, che ritiene altrettanto indispensabile:
o una scelta adeguata del cucciolo e della razza in base alle proprie caratteristiche e al proprio stile di vita
- una corretta socializzazione nelle prime settimane di vita e nei mesi successivi
- evitare punizioni, comportamenti incoerenti, scarsità o eccesso di stimolazione, richieste troppo elevate per le capacità del cane
- evitare traumi legati, per esempio, a troppe ore di solitudine
- garantire al cane un ambiente adatto alle proprie esigenze, attività fisica, affetto e libertà di comportarsi da animale.
Le aspettative dell'uomo verso il cane non si riscontrano nei confronti di nessun'altra specie. "Rispetto agli abusi che subiscono, i cani dimostrano una tolleranza assolutamente incomprensibile - dice Alexa Capra, nota addestratrice italiana - in una comunicazione scientifica sul comportamento dei cani ho letto che li selezioniamo in base alla capacità di subire punizioni senza scappare o reagire con aggressività. C'è da meditarci. Ho sul tavolo uno studio su 'The welfare of dogs in human care', che elenca le brutalità commesse dall'uomo, ma spesso il 'cattivo padrone' è solo una persona che non ha l'abilità, l'esperienza e le informazioni necessarie per provvedere nel modo corretto alla cura e alla gestione del cane."
Raramente, infatti, i futuri proprietari sono a conoscenza delle attitudini tipiche della razza che stanno per acquistare. I cani sono troppo spesso considerati "oggetti" e risentono delle mode, come qualsiasi altro genere di consumo. Quando uscì il film "La carica dei 100 e uno" ci fu un'impennata nelle vendite dei Dalmata, così per i Carlini quando Marina Ripa di Meana li portò con sé in una trasmissione televisiva e gli esempi potrebbero continuare all'infinito. A questo si aggiunga la sottovalutazione dell'impegno e delle responsabilità che comporta oggi l'adozione di un cane.
Dodman fa anche un elenco di problemi legato alle razze, risultato degli studi condotti presso la Scuola di veterinaria della Tufts University (una delle più prestigiose negli Stati Uniti). Ecco così i cani che mordono di più (Pastore Tedesco, Chow Chow e Cocker Spaniel); quelli colpevoli di attacchi letali (Pit Bull, Rottweiler, Pastore Tedesco); quelli più aggressivi verso altri cani (Terrier in generale). Segue poi una lunga casistica di "comportamenti compulsivi", da cui emerge come i cani siano ben più stressati degli umani.
"Tutti gli studi scientifici - dice il prof. Malacarne - dimostrano che qualsiasi forma di punizione e di abuso sono un grave fattore di rischio nel causare o peggiorare problemi di comportamento e di gestione del cane". Tutto ciò non significa però negare l'evidenza scientifica. Gli esperti, infatti, mettono in guardia non solo da processi sommari, ma anche da sommarie assoluzioni degli animali.
"Che la colpa di un comportamento aggressivo sia esclusivamente del padrone è una parziale verità - dice Francesco Dessì, professore ordinario di etologia alla Facoltà di Scienza dell'Università di Firenze - la selezione artificiale è in grado di modificare alcuni caratteri dei cani, e dei mammiferi in generale. Nel tempo sono state selezionate razze adatte agli impieghi più disparati, dai bassotti per la caccia in tana ai levrieri per le corse. Nel caso dei cani aggressivi, si tratta di abbassare la soglia di risposta a certi stimoli. Non esiste il concetto di 'buono' e 'cattivo' per gli animali, ma esistono cani il cui ceppo è stato selezionato per dare certe risposte. Se poi a questo si aggiunge una errata educazione e un cattivo rapporto col padrone, certo la situazione peggiora. Diciamo che le due cose concorrono al cinquanta per cento. Esiste uno spazio estremamente ampio per l'intervento umano. Se si amano i cani di grossa taglia, ci si può indirizzare verso razze più tranquille, selezionate per il lavoro con l'uomo, come possono essere terranova, labrador e molte altre. Anche questi esemplari, se hanno una cattiva educazione, possono dare problemi, ma certo non rischiano di provocare gli incidenti di quest'estate".

 
Gilda e la Pet Therapy
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  Gilda ha occhi vivaci e seducenti, guarda da sotto in su illuminata dai riflessi mielati del suo mantello. È una giovane femmina di golden retriever arruolata dalla ASL 4 di Torino per un compito tutt'altro che facile. Per la prima volta in Italia, infatti, è stato varato un progetto di pet therapy che prevede l'inserimento dell'animale, destinato a svolgere terapia assistita (per il recupero mentale e fisico dei pazienti), direttamente all'interno della struttura ospedaliera. Il compito di Gilda sarà quello di lavorare a fianco degli anziani ospiti non autosufficienti della RSA di via Botticelli 130 e presso il Centro diurno Aurora per malati di Alzheimer di via Schio 1. Un progetto dell'Azienda Sanitaria Locale, finanziato dal Rotary Club Torino Mole Antonelliana e dai dipendenti del San Paolo IMI. A dimostrazione di quanto possa dare un cane con il quale si stabilisca un corretto rapporto ed un'educazione appropriata.
 
 
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