InformaGiovani RECENSIONI

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gennaio/febbraio 2004

RECENSIONI






copertina libro di Buzzolan
Dario Buzzolan
Tutto brucia
Garzanti Ed., euro 16,50

Alla fine tutto si aggiusta: l'investigatore privato si compiace di essere ormai superfluo per gli ex-coniugi che hanno smarrito il figlio e tornano a baciarsi su una panchina della stazione ferroviaria; l'alleanza tra bambini e deficienti dimostra di funzionare benissimo; i malvagi scompaiono, vittime delle proprie rancide ossessioni; sollecite "manciate di neve" estinguono in tutta fretta l'unico focherello dell'intero volume, quattrocento e rotte pagine senza ecpirosi, a dispetto del titolo. Non è una storia normale, questa di Dario Buzzolan, ma lui ce la presenta così - pacata, logica, levigata - con quel tono un po' verboso del son-cose-che-potrebbero-capitare-anche-a-te: un incidente d'auto, un po' di peripezie, il sospiro di sollievo nell'ultimo capitolo. È anche troppo facile credere che le soluzioni per l'irreparabile siano nel cortile di casa, che i conti tra i buoni e i cattivi si appianino comunque. L'unica a restare senza appello è Torino, "cittadina insignificante dell'Italia" dove i mariti sono impulsivi, le mogli hanno l'amante a Milano, i giovani prima si menano ai concerti poi si redimono col lavoro nei timbrifici di via Bligny, mentre nei bar del centro camerieri dall'aria sofferente servono panini stanchi, e i pensionati accomodano gli ospiti sul "divano consumato" del salotto di fronte a "ceramiche sbeccate e opache". Da un certo punto in poi è la sapienza dei dettagli, a profusione, a tenere desto l'interesse in un romanzo dal vasto impianto, a lasciare al lettore, altrimenti sopraffatto dalla sazietà di conoscere tutto della vicenda, qualche giusta curiosità insoddisfatta; non purtroppo la più grande, quella del film perduto di Murnau, scambiato - lo si saprà sciaguratamente a poche righe dall'ultima - per "una cassa di pesce sotto sale".
Luigi Urru
   




copertina libro di Mungo
Domenico Mungo
Sensomutanti

Tirrenia Stampatori, euro 10

Il G8 di Genova 2001 ha segnato in modo indelebile l'ultima generazione di giovani impegnati a vario titolo nel sociale e nel politico, e non solo. Questo libro si pone a metà fra il racconto contemporaneo e il pamphlet autobiografico di un personaggio, il quale fra sesso, droga, ultras calcistici e ribellismo viene segnato definitivamente dagli eventi di Genova. Domenico Mungo presenta quindi un lavoro che sembra scritto con una doppia modalità: la prima, quella del racconto crudo, in prima persona, delle avventure metropolitane fra curve di stadio, discoteche, feste, violenza e droga a volontà, ecc.; l'altra è quella della descrizione letteraria, densa di riferimenti e metafore, delle sensazioni interiori, della rabbia giovanile, che dimostra l'indubbia capacità, proprietà di linguaggio e preparazione dell'autore. Le due modalità confluiscono nella parte sulla cronaca dell'esperienza al G8, culmine generazionale e risultato di una condizione che forse non poteva che avere quell'epilogo per i ventenni del ventunesimo secolo. Mungo non fa la parte né del classico hooligan pentito né si astiene descrivendo gli eventi da osservatore esterno: è protagonista organico ai fatti e ragiona mentre racconta. Sensomutanti non è un libro sui centri sociali, sugli anarchici o sugli ultras viola ma semplicemente un libro scritto da un ultras anarchico arrabbiato, che vede le cose da quel punto di vista sebbene tutta l'opera sia caratterizzata da una tragicità inesorabile. Da leggere anche da chi segue il calcio, ma sconsigliato agli juventini…
Marco Ciari

   




copertina libro di Malabaila
Andrea Malabaila
Bambole cattive a Green Park
Marsilio, euro 11

"Sono nato a Torino giovedì 19 maggio 1977. Tre giorni dopo la Juve vinceva lo scudetto con un punto di vantaggio sul Toro, 51 a 50. Gli dei avevano deciso la mia futura juventinità." Così si presenta l'autore di Bambole cattive a Green Park sulle pagine del suo sito www.andremalabaila.it. Il giovane scrittore è alla sua seconda prova letteraria, dopo l'esordio con il romanzo Quelli di Goldrake, recensito su queste stesse pagine. Qui i protagonisti sono tre amici diciottenni, che decidono di "tagliare" l'esame di maturità e partire per Londra. Insomma, un viaggio iniziatico, di formazione, la prima palestra di vita, in cui i tre si allenano soprattutto alle relazioni con l'altro sesso. Relazioni superficiali, affamate della verità dei luoghi comuni, dove le ragazze sono "mandrie di manze bionde" e Londra "il figaio" per eccellenza. Dove l'incomunicabilità non è dovuta solo all'ignoranza della lingua, ma soprattutto a quella del pensiero, che non scende mai in profondità, che parla un linguaggio ancora primitivo, un miscuglio fatto di gergo adolescenziale e di "mitologia di massa", con un piede ancora sprofondato nella fanciullezza. Ma persino la Londra dei centri commerciali può riservare sorprese tragiche e schiodare l'adolescenza dal suo pantano. La conoscenza di tre ragazze condurrà i protagonisti su una strada sconosciuta e ancora inaspettata, quella della morte, dell'incomunicabilità totale.
Maria Abbrescia
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