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Apprendista
astronomo
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| Il
percorso formativo per diventare Astronomo prevede prima di tutto
una laurea scientifica come Astronomia, Matematica o Fisica; dopo
si debbono attendere i concorsi pubblici da Ricercatore (non molto
frequenti), banditi presso gli Osservatori Astronomici, per accedere
al primo gradino per così dire di ruolo (seguono le figure
di Professore Associato e Professore Ordinario). Nel frattempo
esistono le Borse di Studio o gli Assegni di Ricerca e il Dottorato
di Ricerca, accessibili sempre tramite concorso, e sono formule
che permettono di perfezionare i propri studi in un dato settore
(astronomia teorica, osservativa, numerica ecc.). |
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UN
PLANETARIO SPAZIALE!
Il complesso del Planetario
e del Museo dell'Astronomia e dello Spazio che sta prendendo forma nel
parco dell'Osservatorio Astronomico di Pino Torinese, sarà uno
dei più moderni d'Europa; infatti, lo strumento principale sarà
un Digistar 3 (uno dei più avanzati nel settore) fornito dalla
ditta americana Evans & Sutherland per scopi didattici e per la diffusione
della cultura astronomica.
La struttura, realizzata unicamente con contributi finanziari da enti
pubblici e privati, dovrebbe essere completata ed operativa nei primi
mesi del 2005.
di
Gabriella Bernardi
Vedere le
stelle in pieno giorno e non solo, sarà possibile a Torino, prima
delle Olimpiadi invernali del 2006. Ma dove? Semplice, in collina: basterà
lasciarsi alle spalle la città e fare rotta precisamente verso
Pino Torinese dove ha sede, dai primi del novecento, l'Osservatorio Astronomico
della città; anzi, quello che all'epoca della costruzione era il
Regio Osservatorio Astronomico, come si può ancora leggere chiaramente,
con tanto di stemma sabaudo, su una facciata delle palazzine che ospitano
gli uffici degli astronomi. Ma come mai l'Osservatorio Astronomico di
Torino si trova in collina?
L'astronomia in Piemonte vede come fondatore, a tutti gli effetti, padre
Giovanni Battista Beccaria che nel 1759 determinò il "Gradus
Taurinensis" ovvero la lunghezza dell'arco di meridiano rispetto
alla posizione geografica di Torino; non addentrandoci troppo nella storia
(reperibile anche dal sito dell'Osservatorio) ricca di personaggi famosi
come Giovanni Plana possiamo dire che nel 1912 le attrezzature furono
trasferite dai tetti di Palazzo Madama presso la nuova sede, lontano dalle
luci della città, sulla collina di Pino Torinese a 620 metri, la
quota più alta per l'epoca.
Dai primi del 1900 ad oggi l'Osservatorio è progredito in ricerche
sempre più avanzate grazie all'incremento del personale altamente
qualificato, ma tenendo sempre aperto un collegamento divulgativo con
il pubblico, per esempio con le serate osservative, ma si sta preparando
per un progetto ben più ambizioso. Verso la fine del XX secolo,
infatti, nasce l'idea di creare un Planetario, basato sulle più
moderne tecniche espositive, come centro di didattica e divulgazione dell'astronomia
e della fisica spaziale; il suo compito sarà di offrire al pubblico
le più avanzate conoscenze relative all'Universo. Nel 2001 l'Osservatorio
Astronomico di Pino Torinese ha sottoscritto una convenzione con l'Università
di Torino, il Comune di Pino Torinese, la Regione Piemonte, la Compagnia
S. Paolo e la Fondazione C.R.T per la realizzazione di un Planetario con
annesso Museo dell'Astronomia e dello Spazio e percorso didattico. Bisogna
ricordare che la Regione Piemonte, è una tra le pioniere nella
costituzione dei Science Center: centri non solo museali, ma interattivi
con il pubblico dove l'intento principale è quello di offrire ai
visitatori la possibilità d'imparare divertendosi e l'Osservatorio
Astronomico con il suo progetto del Planetario rientra in questo scenario.
Ma
che cos'è un planetario?
È un simulatore del cielo: ciò che si vede non è
reale, ma ricostruito. Esso è costituito da due componenti fondamentali:
un sistema di proiezione (ottico-meccanico o digitale) e uno schermo
semisferico. Quello che si vede proiettato sulla cupola è il
cielo che si osserva ad una certa ora in un determinato luogo, il fascino
del planetario sta nel fatto che senza muoverci dalla nostra poltrona
siamo in grado di vedere l'evolversi dei fenomeni celesti in tempi brevi,
tornare ai cieli degli antichi, o a quelli osservati nell'emisfero Sud
e addirittura di compiere un viaggio fantastico attraverso la nostra
galassia e oltre. Lo strumento di proiezione che sarà presente
nel planetario di Torino è un sistema che utilizza grafica digitale
computerizzata per creare immagini tridimensionali e proiettarle sulla
cupola, permettendo allo spettatore di vedere gli oggetti astronomici
da diverse prospettive. Il percorso della visita propone anzitutto un
cammino virtuale alla scoperta dell'Universo, dal sistema solare alle
galassie, alla distribuzione della materia su scale cosmologiche. Si
susseguiranno serie di postazioni interattive dove sarà possibile
l'approfondimento differenziato di argomenti specifici a seconda del
livello richiesto dal visitatore. Meta finale del percorso sarà
il planetario dove si potranno ammirare le meraviglie del cielo, i movimenti
dei pianeti, il trascorrere delle stagioni, il cielo degli antichi e
delle future generazioni, nell'ideale scoperta dell'Universo che evolve.
Il planetario presenterà anche filmati di eventi cosmici, mediante
l'utilizzo di immagini raccolte dalle missioni spaziali e dai più
potenti telescopi. Lo strumento scelto per la realizzazione del progetto
è il Digistar 3, l'ultima generazione in fatto di planetari,
non presente finora in nessun altro planetario italiano o europeo. Il
software importato dagli Stati Uniti permetterà di variare le
prospettive dell'osservatore nel planetario, offrendoci una più
vasta gamma di panorami celesti rispetto alle più tradizionali
strutture. La particolarità di tale planetario è che si
basa su un sistema di proiezione completamente programmato e guidato
da un calcolatore. In questo modo è possibile rappresentare più
oggetti celesti che in qualunque altro proiettore, e nelle situazioni
spazio-temporali più varie ad esempio sarà possibile vedere
il cielo che splendeva sull'antico Egitto ed il cielo che sovrasterà
i nostri posteri, il cielo visto dalle altre stelle o dall'altra parte
della Galassia o da Andromeda, o assistere in diretta allo scoppio di
una Supernova. Il programma del planetario varierà durante l'anno
ed i suoi spettacoli saranno rinnovati attraverso la collaborazione
con i maggiori planetari internazionali. I lavori sono già iniziati
ed il nuovo edificio che sta sorgendo, avrà una superficie coperta
complessiva di 1.500 metri quadrati sviluppata su tre piani, che ospiterà,
oltre al planetario (capienza circa 100 - 120 persone), il Museo dell'Astronomia
e dello Spazio. Il percorso espositivo e il planetario sono stati concepiti
a fianco dell'Osservatorio proprio per creare interazioni tra il mondo
scientifico che produce conoscenza e la sede che la divulgherà.
L'Università sta lavorando al progetto di allestimento, con l'obiettivo
di trasferire al pubblico i risultati delle ricerche effettuate in campo
astronomico; l'idea è di collegare in rete il planetario e il
museo con i luoghi in cui avviene la ricerca e l'attività astronomica,
infatti, si pensa, oltre a dei laboratori didattici per gli studenti,
anche a delle lezioni di aggiornamento per gli insegnanti e serate tematiche
e conferenze durante eventi particolari. La realizzazione della componente
museale e del percorso didattico è gestita da un Comitato Scientifico
(costituito nel 2001) con presidente Attilio Ferrari, professore di
Astronomia dell'Università di Torino.
Il Planetario e il Museo dell'Astronomia e dello Spazio sarà
una struttura a bassissimo impatto ambientale, immersa parzialmente
nel terreno. Un tetto in titanio a forma di vela e una vetrata affacciata
verso Chieri saranno gli unici elementi architettonici visibili dall'esterno,
comunque ben schermati dalla vegetazione esistente per non disturbare
il paesaggio e l'attività dei telescopi dell'Osservatorio. L'edificio
si comporrà di tre piani, con pianta di circa 35x15 m, più
un piano zero di ingresso. Un cono rovesciato in vetro autopulente,
che porta luce fino all'ultimo piano, e una cupola di titanio rossastro,
contenente il planetario, sono gli elementi architettonici caratterizzanti.
Già la sua struttura esterna in vetro trasparente rappresenta
un chiaro invito al visitatore ad osservare l'Universo, di cui egli
entrerà poi progressivamente a far parte, simboleggiando l'ideale
cammino dell'uomo che da ignaro osservatore diventa interprete consapevole
del mondo che lo circonda. La sfera di alluminio che è la copertura
del planetario, il cono di vetro e la scala a forma di infinito sono
ispirati dalle forme dell'Universo, infatti ricordano un sistema binario,
in cui una stella supergigante fa piovere materiale sul buco nero che
orbita intorno ad esso.
Per facilitare il raggiungimento dell'impianto il Comune di Pino Torinese
sta costruendo un ascensore a cremagliera che partirà alla base
della collina del Bric della Torre, e porterà direttamente in
loco i visitatori.
L'idea della realizzazione di un Planetario a Torino rappresenta un'iniziativa
scientifica ed educativa ambiziosa, un collegamento ideale fra lo scienziato
di professione e lo scienziato per curiosità, fra la scoperta
scientifica e la sua corretta divulgazione. Combinerà il planetario
più avanzato d'Europa ed un'area espositiva pronta ad accogliere
mostre sulle più recenti scoperte della moderna astronomia, e
costituirà un esempio di centro educativo del 21esimo secolo.
La struttura sarà dotata di una cineteca con proiezioni a tema
ed attrezzature multimediali da utilizzare per speciali occasioni. Saranno
possibili collegamenti con Osservatori o Centri spaziali per seguire
in diretta fenomeni astronomici o eventi speciali. Il programma di attività
sarà continuamente aggiornato e rinnovato. Verranno preparate
mostre dedicate e eventi a tema astronomico di grande interesse. La
struttura comprenderà anche il Museo degli strumenti antichi
dell'Osservatorio Astronomico di Torino, quelli che operarono nei tre
secoli passati dai tetti dell'Accademia delle Scienze e di Palazzo Madama
e che saranno raccolti in una delle cupole storiche. Sarà anche
possibile accedere, in condizioni favorevoli, agli strumenti dell'Osservatorio
e a piccoli telescopi amatoriali disposti sulla terrazza ove effettuare
osservazioni dirette in occasioni di visite serali e di tempo favorevole.
Come si può notare lo scenario è ricco di possibilità,
si dovrà solo attendere.
Cos'è
un Science Center?
Un progetto, promosso dalla Provincia di Torino che prevede la creazione
di un Parco della scienza e della tecnica a Torino, al fine di consolidare
il polo museale scientifico. I nuovi Science Center spostano l'attenzione
dalla pura nozione al processo, aiutano a pensare scientificamente,
sollecitando domande dal pubblico, e allo stesso tempo recuperano una
dimensione storica, sociale ed economica. È importante che siano
radicati nella comunità locale, collaborino con le realtà
produttive e scientifiche e si dimostrino luoghi di socializzazione;
l'Osservatorio Astronomico ed il futuro Planetario rientrano nella realtà
presente a Torino.
Tra
padri spirituali e Conti: due secoli di direzione
Scorrendo l'elenco dei direttori che si sono succeduti alla guida dell'Osservatorio
Astronomico Torinese si possono contare prelati, conti come Luigi Volta
e baroni come Giovanni Plana, molti erano dei fisici o dei matematici
di formazione, alcuni hanno compiuto studi che li resero universalmente
noti, come la teoria sul moto della luna del Plana, altri si dedicarono
al pianeta Marte come Schiapparelli, mentre il nipote di Alessandro
Volta scoprì e battezzò due asteroidi col nome Littoria
e Sabauda.
L'elenco completo dei direttori è reperibile presso il sito dell'Osservatorio,
ma se volete saperne di più sulla loro vita professionale e trovare
delle curiosità potete consultare il sito www.astropa.unipa.it/biblioteca/Astronomi:
si tratta di un elenco di astronomi italiani messi in rete dall'Università
di Padova.
On
Line
Se volete saperne di più sulla storia dell'Osservatorio Astronomico
o degli attuali progetti scientifici e non solo, andate al sito www.to.astro.it,
troverete anche le informazioni per prenotare una visita guidata diurna
o notturna (tenete conto che non sarà immediata). Potrete anche
trovare link per siti di divulgazione e di altri osservatori astronomici
ed enti di ricerca guardando il sito ufficiale dell'INAF: l'Istituto
Nazionale di Astrofisica www.inaf.it.
Il sito ufficiale del Planetario e del Museo dell'Astronomia e dello
Spazio è all'indirizzo www.planetarioditorino.it
ovviamente ancora in aggiornamento: qui troverete dagli schemi dell'architettura
della costruzione e le foto aggiornate dei lavori in corso.
Per quanto riguarda i Science Center potete collegarvi al sito della
Provincia di Torino che riguarda il settore scientifico: www.torinoscienza.it.
Se vi interessano belle immagini astronomiche e non solo ogni giorno
controllate questo sito della Nasa:
http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/astropix.html.
In Europa esistono altri parchi scientifici come la Cité de
l'espace a Tolosa in Francia con planetario e parco scientifico
dedicato allo Spazio www.cite-espace.com.
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