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L'IDEA
IMPRENDITORIALE È QUELLA DA INCUBARE
Idee e progetti per divertirsi,
esprimere se stessi, ma anche per "guadagnarsi il pane". In
questo caso, se all'idea segue un progetto di lavoro in proprio, si
può contare su specifici supporti operativi, a partire dagli
incubatori, di cui si sente parlare sempre più.
di
Marco
Stolfo
Incubatore
è una parola che ha radici antiche, ma è entrata ufficialmente
nel vocabolario italiano solo in tempi recenti. Fino a qualche anno fa
c'erano solo l'incubazione - negli animali ovipari il periodo necessario
perché all'interno delle uova si sviluppi in particolari condizioni
il nuovo individuo - e l'incubatrice, intesa non solo come apparecchio
che effettua l'incubazione artificiale delle uova ma anche come quella
particolare culla che ha temperatura e umidità costanti e per i
neonati prematuri ha la stessa funzione dell'utero materno abbandonato
anticipatamente. Adesso non ci sono più soltanto le uova e i bambini
da incubare - che è il sinonimo dotto del più popolare verbo
latino cubare, cioè covare - ma è necessario garantire un
trattamento simile anche alle idee imprenditoriali e ai nuovi progetti
di impresa. Il ruolo della chioccia o dell'incubatrice è affidato
a Politecnico e Università, o meglio ai corrispondenti incubatori.
Al Poli l'incubatore esiste ormai da quattro anni e in giro se ne parla
un gran bene. Il nome è tutto un programma: Incubatore delle Imprese
Innovative del Politecnico di Torino: in sintesi I3P. Lo scopo è
incoraggiare e dare supporto a studenti, giovani laureati e dipendenti
del Politecnico, delle Università e dei centri di ricerca piemontesi,
nella creazione di imprese. La cova consiste in una costante assistenza
che dura tre anni ed accompagna la fase dell'avvio - il famoso "start-up"
- dell'iniziativa imprenditoriale. Alla base di I3P c'è la volontà
di generare nuova imprenditoria ad alta intensità di conoscenza,
in grado di trarre vantaggio dal rapporto stretto con il Politecnico e
dalla sua capacità di catalizzare, stimolare e portare avanti iniziative
progettuali di innovazione. I3P ha ospitato finora 37 imprese, dieci delle
quali hanno già concluso il periodo di incubazione. Le imprese
che vogliono entrare nell'incubatore (sono 18 quelle accettate per il
2004) devono dimostrare di saper sviluppare progetti ad alta intensità
di conoscenza, secondo modalità corrette sul piano imprenditoriale
e con caratteristiche di interesse dal punto di vista del mercato. Di
più recente creazione l'incubatore dell'Università. Le finalità
sono grosso modo le stesse, tuttavia - almeno per ora - il sostegno offerto
agli studenti che intendono aprire un'attività in proprio è
prevalentemente di carattere informativo e formativo. Per esempio con
incontri con imprenditori e formatori rivolti a studenti, laureandi e
laureati, o tramite un concorso che premia le migliori idee imprenditoriali.
Sono inoltre previsti tutor, convenzioni con commercialisti e notai e
varie agevolazioni e servizi. Ci sono anche altri soggetti impegnati in
attività di incubazione. È questo il caso del progetto "M.i.p."
(Mettersi in proprio) della Provincia di Torino, i cui servizi di supporto
alle nuove imprese sono totalmente gratuiti in virtù del sostegno
di Unione europea e Ministero del lavoro, o del servizio "Crea Impresa"
della Camera di Commercio.
Offrono formazione, informazione e incubazione anche alcune iniziative
legate ai programmi di recupero urbano (PRU). A Mirafiori Nord - nel quadro
dell'azione Urban 2 - ci sono il LISEM (Laboratorio d'intervento per lo
sviluppo economico), che accompagna progetti legati alle nuove tecnologie,
il progetto E-Commerce, a cui partecipa anche l'ASCOM (associazione commercianti),
e il Progetto Atelier, il primo incubatore per imprese multimediali ad
alto tasso di creatività. Tra le attività di accompagnamento
sociale al PRU di via Ivrea figurano incontri informativi sulla costituzione
di associazioni e sulla gestione di attività no profit. |