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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2004 | ||
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PERCHÉ
LO FAI? Spiegare una storia fatta in primo luogo di persone, di ragazzi e ragazze, di emozioni, storie personali, vittorie e sconfitte, non è mai semplice, ma l'opportunità offertami di affrontare questo argomento mi spinge a riflettere sulle mie esperienze e contemporaneamente mi permette di legittimare la convinzione che ciascuno di noi, per poter costruire e sviluppare armonicamente la propria personalità, ha bisogno di relazionarsi agli altri ed avere un ruolo socialmente più significativo assumendosi più responsabilità nel "mettersi in gioco". Qualche anno fa molti ragazzi e ragazze come me animati da una passione comune iniziarono a ritrovarsi e si avvicinarono all'unico luogo nella nostra città dove era possibile fare musica in maniera diversa. Nacque così, progressivamente, una stretta collaborazione tra chi gestiva ed alcuni giovani che amavano la musica, che suonavano in gruppi, che scrivevano fanzine; collaborazione che ha portato oggi alla costituzione di un'associazione con scopi culturali e musicali senza fine di lucro composta da ragazzi e ragazze tutti tra i 20 e i 35 anni. SPAZIO211 ha una lunga storia alle sue spalle. Oggi vengono pensati ed organizzati eventi ed iniziative tutte le settimane, concerti di gruppi alternativi italiani e stranieri in uno spazio libero (non senza regole, però) dove i ragazzi e le ragazze della nostra provincia (e non solo) si possono ritrovare al di fuori dei canonici luoghi commerciali, per ascoltare e "fare" musica in assoluta libertà. Ma al di là della nostra "storia", quello che ogni giorno spinge me insieme a tanti altri giovani a costruire progetti è che nelle cose che facciamo c'è un piccolo pezzo, ma significativo, delle nostre vite di questi ultimi anni. I giovani non sono più integrati sulla base di valori comuni, e spesso di fronte all'Istituzione valgono solo regole, norme, nelle quali è difficile determinare in modo categorico ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Negli ultimi tempi pare che la Città di Torino abbia compreso che va evitata la tendenza a lanciare progetti viziati all'origine dalla presunzione di poter cogliere l'essenza totale dell'essere "giovane" a partire da rappresentazioni sociali predominanti o sulla base di generici bisogni del territorio. Per noi è difficile sapere sempre e subito quello che piace e quello che sappiamo fare. Possiamo scoprirlo solo strada facendo, facendo esperienza, sbagliando e riprovando senza arrenderci o rassegnarci. Vorremmo solo che l'Istituzione fosse sempre più sensibile a riconoscere ai giovani la capacità di scelta nel proporre idee, facendoli partecipare direttamente alla loro realizzazione. Da parte nostra ci dobbiamo impegnare per avere più diritti, alimentando così il bisogno di sentirci stimati. Ho chiesto ad alcuni dei ragazzi che frequentano sPAZIO211 cosa spinge ciascuno di loro a volerci essere per costruire insieme una "cultura altra" e queste sono state le risposte. Roberto (anni 21 associazione ROCK e I SUOI FRATELLI): "Sono un ragazzo che partecipa a molte attività. Da sempre ho avuto un certo interesse associativo che è notevolmente cresciuto nel tempo e che continua a maturare di giorno in giorno. Per me incontrare, parlare e stringere nuovi rapporti con le persone è sempre stato interessante e mi ha sempre aiutato in molte cose, soprattutto a livello umano. Ciò che mi spinge continuamente a portare avanti diversi discorsi è che credo fermamente che "l'unione fa la forza" e che ci sono buone idee in ognuno di noi, il più delle volte sono solo da sviluppare e riunirsi per parlarne è il modo migliore per dare vita a queste. Marco (anni 20 musicista di PAGELLA ROCK): "Sono circa 4 anni che collaboro attivamente in associazioni di aggregazione e protagonismo giovanile e spesso pare che l'Istituzione non sia in grado di supportare e stimolare positivamente le idee che nascono dai ragazzi per i ragazzi. Ascoltare, promuovere e prendersi cura di luoghi, spazi, idee che ci rappresentano è la mia aspettativa per provare a far emergere insieme una realtà che spesso già esiste nel sotterraneo ed ha solo bisogno di essere riconosciuta. Quello che mi spinge è la voglia di fare nuove esperienze utili a me e agli altri, che mi facciano crescere." Francesco (anni 17 musicista a sPAZIO211): "Personalmente cerco di vivere esperienze di questo tipo perché penso che sia un ottimo modo per conoscere persone con i miei stessi interessi, perché ad ogni incontro, riunione o assemblea che ci sia imparo sempre qualcosa, perché si incontrano persone che magari diventano amici, perché può essere un modo per aiutare qualcuno che ne ha bisogno e perché queste esperienze mi arricchiscono, mi riempiono, alcune penso che mi abbiano addirittura migliorato! Pensandoci bene forse lo faccio perché se mi limitassi a vivere la mia vita da spettatore, prima o poi faticherei a trovare un senso alle mie giornate." |
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