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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2004 | ||
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GIOVANI
E IDEE A TORINO Un progetto, nelle parole del vicesindaco Marco Calgaro e del direttore di Torino Internazionale Paolo Verri, che supporti e faccia crescere iniziative il più possibile innovative, che provengano dalle aspirazioni e dalle progettualità dei giovani. Un progetto, secondo il pensiero del dirigente comunale Giuseppe Nota, che nasce da una duplice constatazione: " da un lato, la sensazione che il deficit di partecipazione dei giovani alla vita della comunità e alle prospettive di sviluppo del territorio sia molto sentito; dall'altro lato riteniamo che nel mondo giovanile ci siano molte idee che possono in tanti modi aiutare lo sviluppo di una comunità". Il tutto inserito dentro lo spazio vuoto lasciato dalle politiche per il sostegno alla partecipazione dei giovani alla costruzione di progetti culturali, sociali ed economici utili allo sviluppo dell'area metropolitana torinese. Un vuoto che, negli intenti dell'amministrazione cittadina, è possibile colmare anche attraverso iniziative che promuovano e accompagnino l'imprenditorialità giovanile e la capacità di realizzare idee soprattutto alla luce del forte ritardo che l'Italia lamenta nei confronti del resto d'Europa rispetto alle opportunità per i giovani che vogliono avviare percorsi di tipo imprenditoriale autonomamente. Un ritardo dovuto, secondo chi si occupa di tali problematiche, alla mancanza di un quadro normativo nazionale di interventi a sostegno del mondo giovanile. Nonostante questo ritardo, è convinzione dei promotori del progetto, con in testa l'associazione Torino Internazionale, che nell'area metropolitana esista una grande ricchezza sia di soggetti che forniscono servizi e supporti ai giovani, sia di iniziative di promozione giovanile in vari settori (come quello sociale, culturale o formativo), ma che sia necessario favorire la messa in rete, il coordinamento e la valorizzazione di queste potenzialità, affinché si realizzino pienamente. Se questo è lo sfondo delineato dagli amministratori, cosa porta in sé di veramente innovativo il progetto e chi ne sono i protagonisti? "Innanzitutto - sottolineano Fabrizio Barbiero e Chiara Daperno dell'ufficio 'Giovani e Idee' - è bene ricordare che non si tratta di un progetto del Comune di Torino, bensì dei giovani, di quelli compresi tra i 18 e i 30 anni che prenderanno parte al processo di crescita del progetto stesso. Noi del Comune insieme con l'associazione Torino Internazionale abbiamo avuto e continueremo ad avere soltanto un compito organizzativo. Prova ne sia il fatto che il percorso di lavoro partecipato che ha coinvolto enti, istituzioni e organizzazioni che forniscono servizi al mondo giovanile é culminato nei giorni 27 e 28 giugno 2003 in un evento pubblico di confronto, denominato "Open Space Technology", che ha visto i giovani protagonisti assoluti. E il quadro emerso dalle due giornate di lavoro ha fornito indicazioni sostanziali per la stesura del progetto definitivo. L'Open Space Tecnology ha sollecitato una partecipazione diretta e responsabile da parte dei giovani protagonisti che hanno proposto al tavolo di discussione i temi verso i quali provavano maggior interesse. E uno dei temi emersi con maggiore chiarezza nella due giorni estiva ha riguardato proprio la loro partecipazione. I giovani hanno richiesto in modo pressante, per se stessi e per gli altri, di essere coinvolti attivamente nelle diverse fasi del progetto, dall'ideazione alla valutazione, alla direzione politica del processo. Un progetto che si è andato via via delineando veramente aperto alle idee dei giovani non solo come utenti di un servizio, ma come veri costruttori e responsabili del suo impianto. Un livello di responsabilità che si è tradotto nella richiesta, oltre che in quella di essere costantemente informati, di conoscere il progetto nella sua globalità, nel poter contribuire alla costruzione degli indirizzi da seguire e alla definizione delle politiche cittadine. Dunque protagonismo giovanile inserito in un progetto che si propone essenzialmente tre cose: primo, offrire la possibilità a gruppi di giovani di essere accompagnati e sostenuti nell'ideazione e nella realizzazione di idee progettuali innovative, non solo nell'ottica di far loro vivere un'esperienza formativa e di crescita personale, ma anche come occasione per valorizzare progettualità culturali, sociali ed economiche capaci di arricchire il contesto metropolitano. In seconda battuta, individuare, attraverso l'analisi dei processi che si svilupperanno, i punti di forza e quelli di debolezza del sistema delle risorse e dei servizi locali esistente che può favorire, ma anche ostacolare l'emergere e il realizzarsi delle buone iniziative provenienti dal mondo giovanile. Infine sperimentare alcune modalità innovative di accompagnamento dei giovani nella realizzazione delle loro idee e favorirne la messa in rete dei servizi offerti dal pubblico e dal privato, rendendoli facilmente accessibili, efficienti e più vicini alle esigenze espresse dal mondo giovanile. Il progetto poggia su quattro punti di forza, così come sono stati individuati dagli organizzatori. In primo luogo la creazione di una rete di partner con i quali indirizzare scelte, offrire servizi e offrire quei valori aggiunti necessari affinché il progetto possa crescere e la passione di un giovane possa diventare in futuro la sua professione. Poi l'avvio di un sistema dei servizi offerti da pubblico e privato al fine di renderli facilmente accessibili, efficienti e più vicini alle esigenze espresse dal mondo giovanile. Segue il terzo punto di forza, cioè l'accompagnamento, attraverso la figura del tutor, che ha lo scopo di accompagnare i giovani attraverso tutte le fasi del progetto in modo da facilitarne e snellirne la realizzazione. Infine la creazione di quello che viene definito un 'sistema dei luoghi', un sistema volto a individuare una rete di spazi disponibili per la realizzazione dei progetti attraverso la loro localizzazione. Spazi che opportunamente attrezzati e identificati saranno disponibili ai giovani che vi vorranno svolgere attività inerenti il progetto o che li useranno per incontrarsi e per lavorare sullo sviluppo delle proprie idee. Esaminando più da vicino le colonne su cui poggia il progetto vengono alla luce alcune caratteristiche che vale la pena approfondire. Iniziamo dalla figura del tutor e dall'apertura di uno sportello. "Quando è stato pubblicato il bando per tutor del progetto - spiega Fabrizio Barbiero - sono arrivate duecento trenta domande. La selezione svolta in questi mesi ha ristretto la rosa fino ad individuare venti persone: due di queste saranno i tutor che inizieranno subito la loro attività attraverso l'apertura dello sportello 'Giovani e Idee a Torino', mentre gli altri diciotto costituiranno un albo dei tutor da cui attingere in un secondo momento". I tutor, in base ai criteri selettivi adottati, dovevano possedere alta capacità relazionale e di ascolto, disporre di competenze progettuali, di un buon livello di esperienza nella realizzazione di idee-progetto e sapersi orientare nel panorama delle risorse e dei servizi esistenti. "La loro formazione, che sarà permanente, - aggiunge Chiara Daperno - sarà molto importante soprattutto in una direzione: la conoscenza in maniera approfondita dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione in modo da superare quegli ostacoli burocratici che spesso si frappongono fra una buona idea e la sua realizzazione". Alla figura dei tutor si affiancherà quella degli "specialisti", ovvero persone che saranno in grado di fornire consulenze su temi specifici di ciascun progetto (dalla stesura di un business plan alla ricerca di opportunità di finanziamenti). Lo sportello, che aprirà i battenti a metà gennaio 2004 in via Palazzo di Città con il lavoro a tempo pieno dei due tutor, sarà una struttura intermedia di interfaccia fra il progetto e i giovani, un luogo dove accogliere le loro idee e accompagnarli nello sviluppo verso la realizzazione. Uno sportello che lavorerà a stretto contatto con i luoghi di aggregazione sparsi sul territorio che funzioneranno da antenne e con gli spazi a disposizione per ospitare i gruppi di giovani. Inoltre, secondo le indicazioni emerse dal lavoro in comune con i giovani durante l'Open Space technology, questa struttura dovrà essere in grado di accogliere in modo competente, ma anche personalizzato le idee proposte, accompagnare i giovani nella definizione teorica e operativa delle loro idee e favorire l'auto selezione delle idee dei giovani attraverso una fase preliminare di autoformazione. Quest'ultimo è un aspetto molto importante del progetto, come tiene a sottolineare Barbiero: "Ci piacerebbe, nell'ottica del protagonismo giovanile, che le idee valide rimanessero a galla da sole, mentre quelle improponibili venissero riconosciute tali da un lavoro comune di analisi in modo che non si crei una distinzione netta fra chi propone e chi è deputato a giudicare e selezionare". E veniamo agli oltre quaranta partner del progetto, che vedono come protagonisti associazioni, enti istituzionali come alcuni Comuni ma anche la Camera di Commercio di Torino, sindacati, università le cui risorse rappresentano il contributo di tutta l'area metropolitana torinese nella sua componente esterna alla macchina comunale. Partner che, in rete, hanno deciso di mettere a disposizione risorse e competenze già presenti e attive sul territorio. Partner con i quali indirizzare scelte, offrire servizi, valutare il processo e offrire quei valori aggiunti necessari affinché il progetto possa crescere e ottenere risultanti significativi. E, data l'eterogeneità dei partner (vedere il box), anche i contributi offerti saranno variabili sia per qualità che per intensità. Supporti offerti a titolo volontario che investono campi ben precisi: consulenza, attraverso la definizione di figure specializzate disponibili per collaborare su chiamata in supporto alle strutture di accompagnamento del progetto; offerta di spazi, grazie a una mappatura di luoghi o attrezzature che potrebbero essere resi disponibili per la localizzazione delle idee progettuali proposte dai giovani; assistenza tecnica, forme di orientamento e di accompagnamento, ma anche sostegno economico-finanziario attraverso la concessione di contributi o di microcrediti per la realizzazione delle idee. "La decisione di entrare fra i partner del progetto - spiega Barbara Chiavarino di Artigianato Torino C.A.S.A. - è maturata naturalmente grazie all'intesa di intenti tra le nostre iniziative già in corso, come quelle rivolte all'imprenditoria delle donne, e quella auspicata da 'Giovani e Idee a Torino', cioè la volontà di aiutare i giovani con buone idee a capire il linguaggio troppe volte esageratamente tecnico dei servizi già presenti sul mercato". Una preoccupazione, questa, già emersa nelle fasi preliminari del lavoro durante le quali i giovani avevano auspicato la sperimentazione di innovazioni amministrative volte a snellire le procedure o a renderle più flessibili. La partecipazione dei partner al progetto è stata importante sin dall'inizio: "Siamo entrati subito nel lavoro della cosiddetta cabina di regia - prosegue Vladimir Nigro, sempre di Artigianato C.A.S.A. - portando le nostre idee così come nelle successive due commissioni, quella di tutoraggio e quella dedicata alla comunicazione nella quale si è scelto il logo del progetto". Un logo poco istituzionale, molto nello stile del canale televisivo musicale 'MTV' o del cartone animato 'South Park', dove l'impronta giovanile si nota subito. Un logo che, soprattutto, deve saper comunicare ai giovani. Una comunicazione che costituisce il perno centrale su cui ruota tutto il progetto. In questo ambito, 'Torino Internazionale' assumerà un ruolo fondamentale nella trasmissione dei risultati del progetto verso l'esterno (cittadinanza, turisti, protagonisti delle politiche pubbliche e private a scala europea). Un processo che articolerà su tre livelli: quello denominato rappresentativo, che si svolgerà all'interno di Atrium Torino, i padiglioni in costruzione in piazza Solferino; il livello propositivo, nell'ambito di una discussione ampia sulle buone pratiche individuate nelle capitali europee che si distinguono per l'elevata attenzione alla imprenditorialità giovanile; infine il livello comunicativo attraverso il coinvolgimento mediatico necessario per rendere noti alla società civile i momenti realizzativi del progetto. "A sostegno e a completamento del lavoro di comunicazione - aggiunge Fabrizio Barbiero - sarà creato un nuovo sito internet, gestito dai giovani, che ospiterà forum interni e pubblici oltre che le schede messe a disposizione dai partner del progetto". C'è anche chi, tra i partner, ha scelto di dare la propria disponibilità senza entrare nella cabina di regia. " Condividiamo le finalità del progetto 'Giovani e Idee' - sostiene Lorenzo Vinci della cooperativa MAG 4 Piemonte - e quindi siamo ben lieti di mettere a disposizione la nostra esperienza sui temi di economia solidale insieme con Banca Etica e il Consorzio CTM altromercato che possono offrire ai giovani validi strumenti di finanza etica e di attività commerciali legate alla rete di botteghe del commercio equo e solidale presenti sul territorio. Il tutto nel rispetto dei principi del Distretto di Economia Solidale Torinese a cui aderiamo". Principi che si riferiscono alle idee di giustizia e rispetto delle persone, dell'ambiente, alla democraticità partecipativa. Infine altri due strumenti che vanno a completare la struttura organizzativa: il Tavolo tecnico interdivisionale e quello Intercomunale. Il primo è costituito dalla messa in rete e dal coordinamento operativo di alcuni settori comunali direttamente interessati alle tematiche del progetto e vedrà coinvolti gli assessori al Lavoro, alla Cultura, al Patrimonio, Promozione e quello alla Gioventù. Il Tavolo intercomunale, invece, ricoprirà un ruolo di raccordo tra gli uffici dei Comuni aderenti al parternariato e svolgerà una funzione di rappresentazione delle politiche pubbliche in atto nei diversi settori al fine di avviare percorsi efficaci di confronto e collaborazione. Questo tavolo di lavoro sarà composto dai funzionari di settori dell'area metropolitana torinese che si occupano di giovani. "Creare spazi per la progettualità - conclude Chiara Daperno dell'ufficio 'Giovani e Idee'-, dar vita a una banca dati che raccolga tutte le possibilità offerte dal mondo del lavoro, sostenere le idee senza duplicare i servizi già presenti sul territorio. Questi devono essere i nostri obiettivi da realizzare insieme con i protagonisti del progetto, perché sono loro ad avere in mano il proprio futuro". Un lavoro lungo, difficile, ma senza ombra di dubbio molto interessante, messo in piedi per far germogliare e sbocciare le idee dalle teste pensanti dei futuri imprenditori torinesi.
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