InformaGiovani RECENSIONI

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gennaio/febbraio 2003






copertina skarabazoo




 






copertina pagella rock

 

 

 

 





copertina libro

RECENSIONI



SKARABAZOO
Tutti giù per terra

Cd Autoprodotto 2002, 7 euro

Agli Skarabazoo piace lo ska. Si vede dal nome e si sente dal contenuto di "Tutti giù per terra", il loro disco di esordio in circolazione già da un paio di mesi. Dall'inizio alla fine (ghost track compresa), il levare, associato a testi in italiano, domina pressoché incontrastato. Ska "classico", ma anche qua a là accelerazioni, stacchi e qualche chitarra un po' più ruvida e "piena", che il quintetto abbina a testi in italiano efficaci e ben amalgamati con la musica. Gli Skarabazoo utilizzano con disinvoltura, senza però apportarvi nessun contributo innovativo, un linguaggio sonoro che unisce voglia di divertirsi e urgenza comunicativa. Gli arrangiamenti sono scarni e essenziali: l'unico "lusso" è rappresentato da un organo hammond che conferisce calore e colore e altrove da tastiere che cercano di supplire con esiti alterni all'assenza dei fiati. I risultati, nel complesso, sono comunque positivi, in particolare nella gradevole e divertita "Lo ska nel mare" e nella sostanziosa "Emigrante". Non male anche "Sorgerà", "Bacco Tabacco Venere Maria" e la stessa titletrack, nonostante l'intro "alla 883".
Per informazioni e contatti: skarab@skarabazoo.it e www.skarabazoo.it.
Marco Stolfo

A.A.V.V.
Pagella Rock Edizione 2002
Cd Generikamente - Città di Torino 2002

L'edizione 2002 di "Pagella Rock", il concorso che dal 1990 coinvolge i gruppi musicali composti almeno in parte da studenti delle scuole superiori di Torino e provincia, lascia ai posteri una testimonianza importante delle gesta di alcuni dei suoi protagonisti, cioè le band vincitrici. Si tratta di un disco da ascoltare e, ancor prima, da vedere perché contiene una traccia multimediale per PC o MAC con un videoclip che ripropone alcuni momenti della giornata conclusiva ai Giardini Ginzburg. La parte audio si apre con tre brani di Officine Marcuse, gruppo artefice di un originale pop-rock dagli echi psichedelici, che dà il meglio di sé in "Amore o rivoluzione?" e "Pink Spider". A seguire il suono si fa più pesante. Gli Enslow, con "Muriel" e "Rain", propongono un hard rock potente, claustrofobico e visionario. Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda si collocano gli Overock con "This isn't my way" e "In/Away", brano in cui il loro crossover assume connotazioni metalliche e tinte oscure. Chitarre, ritmi sostenuti, ma atmosfere più solari in chiusura, con i gruppi ospiti della serata finale, i provenzali Kilkenny di "Miniwinni" e i nostrani Medusa di "Oggi". Il disco è in distribuzione gratuita presso Città di Torino - Settore Gioventù, Via delle Orfane 22, Torino (tel. 011 4424957, e-mail: rock@comune.torino.it).
Marco Stolfo


Enrico Remmert
La ballata delle canaglie
Edizioni Marsilio (Farfalle), 14.50 euro

Enrico Remmert, autore torinese, classe '66, presenta il suo secondo romanzo. Avevamo già parlato di Rossenotti, il suo romanzo d'esordio, pubblicato da Marsilio e vincitore del Premio Chianciano 1997 per la Sezione Under 30 e del Premio Tuscanica 1997 per la Sezione opera Prima. Rossenotti, che racconta le vicende di un giovane universitario alle prese con problemi esistenziali e occupazionali, è tradotto in sette paesi ed è stato best seller in Francia nel 1998. C'è di che essere orgogliosi.
Stessa ambientazione per la Ballata delle Canaglie, una Torino acqua e sapone, tale e quale a quella in cui siamo immersi tutti i giorni. E anche i problemi dei giovani che ci nuotano a fatica sono ancora gli stessi: il desiderio di realizzare se stessi, o più precisamente di avere successo nella vita, di essere visibili e ricchi, soprattutto molto ricchi. Confessiamolo, quante volte, come Vittorio e Milo, i protagonisti del romanzo, abbiamo cercato una scorciatoia. Magari senza imbrogli, senza inganni, ma semplicemente immaginandoci padroni di un cilindro magico da cui estrarre proprio il coniglio che fa per noi.
Vittorio e Milo, appena sfornati dall'università e con il destino segnato dalla disoccupazione, individuano il loro cilindro, la soluzione a ogni loro problema in una grande truffa, anzi nella Grande T., che tenteranno di mettere in pratica con l'aiuto dello zio Grissino, esperto in imbrogli. La lettura è piacevolissima. C'è ironia, ritmo, ci sono battute serrate, folgoranti, e trovate ben piazzate. Ci sono frenetiche serate in discoteca che sembrano uscite da un videogioco, c'è il ritratto, amaro, di una realtà. E forse, rispetto a Rossenotti, c'è un piccolo spazio per l'utopia, per i sentimenti, o almeno così ci è parso dalle ultime righe: "Davvero, generosi lettori, non è sorprendente com'è scintillante e miracolosa la realtà che ticchetta da un secondo all'altro?"
Se vi va, potete rispondere a Enrico Remmert: ziogrissino@virgilio.it.
Maria Abbrescia
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