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gennaio/febbraio 2003


 

 

 


personaggio Dragon Ball




 




MONDO MANGA
Nel momento in cui sentiamo nominare Lady Oscar o Goku sappiamo subito di cosa si stia parlando: cartoni animati.
Ormai da diversi anni la stragrande maggioranza delle serie animate che ci vengono proposte provengono dal Giappone,ed è proprio da questo paese che dobbiamo partire per parlare del manga. I due personaggi sopra citati infatti non hanno fatto la loro prima comparsa sotto forma di cartone animato, ma proprio come personaggi di fumetti giapponesi: manga, per l'appunto.


di Elena Santoro

La parola manga può avere diverse traduzioni in italiano, ma possiamo affermare con sicurezza che è formata da due parole diverse: "man", svago, e "ga", immagine. Alcuni vorrebbero far risalire le origini del manga in Giappone addirittura nel 1814, quando fu coniato il termine, ed altri anche prima: si parla però di manga in senso moderno soltanto con Osamu Tezuka.
Questo autore inizia la sua avventura intorno agli anni del Dopoguerra dapprima come realizzatore di cartoni animati: soltanto dopo infatti decide di lanciarsi nel fumetto con opere come Astor Boy. A lui va il grande merito di aver inventato praticamente da solo i codici del fumetto giapponese, che ha in particolare due obiettivi: la leggibilità narrativa e il coinvolgimento del lettore. Era infatti molto facile che le storie potessero durare anche interi anni. Astor Boy per esempio risale al 1951 ma le sue storie continuarono fino al 1968. Questo soprattutto grazie all'abilità di Tezuka di catturare l'attenzione del lettore anche per migliaia di pagine e nel montaggio quasi cinematografico delle immagini.
Negli anni settanta abbiamo una rivoluzione del manga: è questo il periodo in cui nascono fumetti che toccano nuovi argomenti e che sperimentano innovative tecniche di disegno. Vengono pubblicati dei veri e propri miti come Occhi di Gatto, Ranma1/2, Lamù.
Arriviamo quindi ai giorni nostri e non possiamo quindi fare a meno di nominare uno dei più grandi maestri contemporanei, Jiro Taniguchi, di cui possiamo ammirare il primo capitolo della sua ultima opera, intitolato "In una lontana città".
Ai giorni nostri il manga è diventato un vero e proprio caso economico, ma Taniguchi si distacca deliberatamente dal fenomeno commerciale e non è raro che in Giappone venga paragonato ai grandi maestri del cinema.
Il manga incontra il gusto di così tante persone soprattutto perché tratta degli argomenti più diversi, al punto che in Giappone è nata una vera e propria classificazione del manga a seconda delle storie che raccontano. Esistono quindi fumetti dedicati alle adolescenti, che trattano naturalmente di storie d'amore, ma non mancano quelli di genere sportivo - chi può dimenticare Holly e Benji? - che rispecchiano i gusti dei ragazzi, ma anche dei manga che si ispirano alla storia giapponese nonché a quella italiana. Abbiamo poi una corrente fantascientifica ed una erotica. Ma questi sono solo alcuni esempi: il manga tratta davvero tutti gli argomenti possibili. In particolare si può notare quanto sia seguito e apprezzato dai nipponici da una pratica molto diffusa: quella di travestirsi come i propri eroi preferiti fabbricandosi il costume da soli.
Naturalmente il manga è cambiato nel corso del tempo: se prima le storie potevano durare anni, ora diventano sempre più brevi. In Giappone il fumetto viene spesso gettato dopo la prima lettura, che nella maggior parte dei casi avviene in metropolitana.
Esiste addirittura un verbo che indica proprio l'azione di leggere il manga in metropolitana, dato che mediamente lo fa una persona su due, e gli editori hanno adattato la lunghezza dei capitoli in modo che possano essere letti tra una fermata e l'altra.
Fare il mangaka, cioè l'autore di manga, è diventato un mestiere molto in voga nel paese del sol levante e non è raro che fra gli uomini più ricchi della patria dei manga compaiano diversi autori. Le case editrici sono continuamente in cerca di nuovi talenti che molto spesso diventano prima assistenti di mangaka già affermati per poi eventualmente intraprendere la propria strada. Il parere dei lettori è tenuto in grande considerazione e ha molto peso sullo sviluppo del manga: vengono proposti continui sondaggi ed esistono delle vere e proprie équipe che hanno il compito di controllare le risposte dei partecipanti ed eventualmente eliminare le serie che riscontrano meno successo.
È frequente che le storie di maggiore successo diventino cartoni animati, anime, per dirla alla giapponese. È proprio sotto questa forma che abbiamo cominciato, a partire dagli anni Settanta, a conoscere il manga, con le avventure Goldrake o Ufo Robot. Queste serie animate hanno però influenzato negativamente l'Italia, soprattutto per la diversa concezione del cartone animato che abbiamo nel nostro paese rispetto al Giappone.
Come abbiamo già detto molti anime derivano dai manga che non solo vengono suddivisi a seconda del loro argomento, ma anche in fasce d'età cui sono destinati. Molti di noi avranno presente la serie animata di Ken il Guerriero, che presenta diverse scene piene di violenza. In Italia, in quanto cartone animato, la serie era destinata ad un pubblico di bambini, mentre in Giappone era stata pensata per un pubblico più adulto. Questa violenza presente in diverse serie animate ha portato l'Italia ad utilizzare molto spesso la censura sia negli anime che nei manga. E qui tocchiamo uno degli argomenti che più stanno a cuore agli appassionati e ai collezionisti italiani. Questi ultimi non hanno infatti la possibilità di ammirare i loro eroi preferiti in versione originale, ma soltanto dopo che le terribili forbici della censura hanno terminato il loro lavoro. Questo, bisogna dire, non va certo a scapito di quei milioni di bambini a cui viene evitato di vedere scene non adatte alla loro età.
Non bisogna affatto sottovalutare la potenza del mezzo televisivo per quanto riguarda la diffusione del manga. In Italia il manga sotto forma di vero e proprio giornalino è arrivato solo all'inizio degli anni Novanta, con la rivista Zero che includeva, fra le altre, la serie di Ken il Guerriero. Come ci dice Antongiulio Pizzimenti, proprietario della fumetteria Tappabuchi a Torino, il manga ha cominciato ad essere apprezzato e a diffondersi in particolare nel momento in cui veniva trasmessa la serie televisiva. Possiamo portare tantissimi esempi: da Sailor Moon ad una pubblicazione più recente come quella di One piece. In particolare quest'ultimo manga ha cominciato un po' in sordina ma nel momento in cui è stato trasmesso il cartone animato, con il nome di All'arrembaggio, è diventato uno dei manga più venduto degli ultimi mesi. Sono molti i manga che hanno raggiunto il successo grazie alla serie televisiva: possiamo citare ancora Ranma, Saint seya meglio conosciuti come i Cavalieri dello Zodiaco, Lupin III, ma questi sono tutti manga che si devono inchinare di fronte al primato imbattuto di Dragonball. È questo il manga che ha riscosso il successo maggiore in assoluto, prima come fumetto e dopo come serie animata.
L'avvento del manga ha portato molti cambiamenti all'interno del mercato italiano: sebbene la nostra partecipazione non possa essere paragonata a quella dei giapponesi, sono davvero molti i ragazzi, e in particolare le ragazze, che si sono avvicinati a questo tipo di fumetto in un momento in cui l'alternativa era costituita da Tex o da Martin Mystere. Una delle poche eccezioni era forse quella di Dylan Dog, fumetto certamente innovativo e capace di attirare anche un pubblico femminile.
Otto anni fa l'associazione Radar e la Vittorio Pavesio Production hanno fondato una manifestazione molto importante per gli appassionati del fumetto: Torino Comics. Come ci dice Flavio Troisi, collaboratore della Vittorio Pavesi Production, questa manifestazione è una mostra mercato che non cura solo l'aspetto espositivo, ma vuole essere anche un luogo d'incontro tra pubblico e autori. Sono sempre maggiori le iniziative al suo interno: in particolare ricordiamo il Premio Pietro Miccia per giovani autori.
A Torino non sono molti i punti specializzati nella vendita dei manga. Ne indichiamo due: la fumetteria 901 Comic Resort, in via Dante Di Nanni 49/a e la fumetteria Il Tappabuchi in via Sacchi 52/a. Molti manga si possono trovare nelle edicole ma lo stesso non vale per gli arretrati e le edizioni speciali.
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