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gennaio/febbraio 2003




logo "El Barrio"


Info

Per informazioni su "El Barrio" e iscrizioni ai laboratori contattare la segreteria del Centro del Protagonismo Giovanile di strada Cuorgné 81 a Torino dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 17,30 al numero 011.4379468.
Oppure dal lunedì al giovedì dalle 14,30 alle 17,30 allo 011.2625526 e il venerdì, stesso orario, allo 011.2629089,
el.barrio@libero.it



 




EL BARRIO UNO SPAZIO PER I GIOVANI


di Fabrizio Cellai

Zona nord della città, strada Cuorgné, di fianco alla Falchera: nasce il centro sperimentale del protagonismo giovanile "El Barrio", promosso dal Settore Gioventù del Comune di Torino, Settore Periferie, VI Circoscrizione, Piano di Accompagnamento Sociale di via Ivrea e sul versante dell'associazionismo dalla cooperativa Cisv solidarietà, associazione Triciclo e dall'associazione MIAO (Musica Internet Arte Oltre).
"Un centro - spiega Pasquale Salerno del Settore Gioventù - che nasce dall'idea di creare luoghi destinati a migliorare la qualità della vita dei giovani in quartieri particolarmente disagiati e carenti sul piano delle attività aggregative, culturali, formative e professionali. E per far questo è stato creato all'inizio un tavolo di lavoro tra l'amministrazione e i soggetti coinvolti nel quartiere per pensare al riutilizzo della struttura comunale abbandonata di strada Cuorgné 81".
Il tavolo di lavoro è durato un anno circa e ha prodotto un documento che è stato presentato all'amministrazione comunale che a sua volta ha dato il via alla delibera istitutiva del centro "El Barrio". Un centro di protagonismo giovanile, come piace definirlo, che ha l'obiettivo di porsi come punto di riferimento per i giovani del territorio offrendo loro occasioni per sperimentarsi. Insomma un laboratorio sociale a tutti gli effetti in cui creare spazi di partecipazione che permettano lo sviluppo di capacità di cittadinanza in un'ottica interculturale che favorisca il contatto con mondi, esperienze e culture "altre": El Barrio, dunque, come luogo di transito e di contaminazione, in grado di coniugare la dimensione globale con quella locale.
Il passaggio successivo è stato la creazione di un tavolo di discussione allargato con tutti quegli enti in qualche modo interessati all'utilizzo degli spazi del Barrio. "Una sorta di gruppo lavoro-pensatoio - sottolinea Katia, referente del centro - che sta operando seguendo le linee guida espresse dall'amministrazione nella delibera".
Linee guida che si sviluppano in tre direzioni: la prima nell'affrontare il tema della riqualificazione del degrado e delle azioni a favore dello sviluppo sostenibile coerentemente con gli strumenti di programmazione regionale e locale ponendo attenzione alle problematiche del riuso plurifunzionale ed ecocompatibile degli spazi. La seconda linea nel promuovere l'elaborazione e l'attuazione di strategie particolarmente innovative ai fini del miglioramento della qualità della vita, del tempo libero e dell'ambiente utilizzando il tema della solidarietà come connessione fra i giovani e il territorio. Infine la terza linea volta a favorire lo sviluppo e lo scambio di conoscenze ed esperienze sulla rivitalizzazione e lo sviluppo urbano sostenibile nell'Unione Europea con l'obiettivo di diventare punto rete.
"Secondo questi principi - continua Pasquale Salerno - El Barrio diventa un luogo dove convivono tre aspetti: uno istituzionale, di centro dove fare riflessioni sui giovani; un secondo aspetto che chiameremo co-progettuale perché nel centro si vuole fare qualcosa insieme con i giovani. E infine El Barrio come centro dove dar spazio alla autorganizzazione dei giovani, dar loro responsabilità nei progetti".
Alla segreteria operativa del Barrio spetta il compito di proporre idee concrete per la realizzazione delle linee guida sopraccitate, come spiega Eva, futura volontaria in servizio civile femminile al CISV: "Formiamo un gruppo dove sono presenti tutte le associazioni che agiscono al Barrio e dal confronto delle varie proposte è nata l'idea di dar vita ad alcuni laboratori aperti a tutti i giovani torinesi, non solo quelli della sesta circoscrizione. Lo scopo è quello di creare un percorso in grado di 'agganciare i giovani' su alcune aree tematiche di particolare interesse".
Eccoli i laboratori, la cui iscrizione è gratuita, ci tengono a sottolineare gli organizzatori, e che inizieranno tutti quanti nella settimana del 13 gennaio 2003.
Innanzitutto il laboratorio di improvvisazione teatrale ad opera di Alberto Valente della compagnia "Quinta tinta": dieci incontri di avvicinamento alle tecniche di improvvisazione teatrale con l'obiettivo di creare una performance a tematica ambientale e che sappia incidere in spazi di forte aggregazione giovanile come sono, nel quartiere, il centro commerciale Auchan o il fast food MacDonald.
Poi il laboratorio dedicato alle immagini dal titolo Corto: video, sport e fantasia condotto da Monica Falco dell'associazione Triciclo. Dodici incontri durante i quali, fra teoria e pratica, imparare a realizzare un video partendo dalla scrittura del soggetto, dall'elaborazione di una sceneggiatura per arrivare alla realizzazione delle riprese e al loro montaggio.
Il terzo laboratorio è dedicato agli aspiranti speaker radiofonici. Andrea Mantelli dell'associazione Miao spiega: "Il laboratorio offrirà una panoramica degli strumenti radiofonici e del loro utilizzo pratico, con una particolare attenzione ai nuovi sviluppi informatici e multimediali, come ad esempio le radio digitali, le web radio, e portare i partecipanti alla realizzazione di un programma completo".
Infine il laboratorio sui tessuti, i colori del mondo, curato da Eleonora Casetta del Cisv che mira all'apprendimento di due tecniche tradizionali africane di tintura dei tessuti: il batik e il tye dye. Un modo, secondo gli organizzatori, per vincere lo stress quotidiano con la cromoterapia.
El Barrio non nasce dal nulla, bensì da esperienze simili che sono state portate alla luce durante il seminario "I giovani protagonisti nelle periferie" promosso dalla Città di Torino il 25 e 26 ottobre scorsi. Esperienze internazionali come quella di Stoccolma, una struttura molto grande in grado addirittura di dar ricovero ad alcuni giovani; italiane come Corneliano d'Alba, molto vicina all'idea del Barrio, Messina e Venezia; ma anche torinesi perché in molte circoscrizioni cittadine esistono da parecchi anni realtà di aggregazione giovanile come El Barrio.
"Realtà - precisa Salerno - che non sono mai state messe in rete e l'obiettivo del settore Gioventù del Comune di Torino è proprio la costruzione di una rete in grado di far parlare tra loro i vari centri, ciascuno con la sua specificità. Questo processo è iniziato con una massiccia campagna di comunicazione e con il coinvolgimento di tutte le circoscrizioni cittadine".
Dunque siamo agli inizi, ma El Barrio è già in movimento, perché lo scopo principale è quello di dare spazio a chi ha idee. Katia: "Approfondiremo il cinema con serate di proiezioni a tema e ci piacerebbe anche dar vita a laboratori sulla comunicazione". Eva: "Sono in cantiere incontri sul consumo critico, il commercio equo, l'impatto ambientale con momenti di dibattito". Monica: "L'associazione Triciclo vorrebbe proporre laboratori legati ai temi del riuso e del riciclo con la creazione di oggetti che andranno ad arredare il centro del Barrio".
Il pensatoio sta rimuginando ed è aperto a tutti. Sotto a chi tocca.
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