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gennaio/febbraio 2003








paesaggio della Lunigiana



Musei in Lunigiana

Diverse località della Lunigiana, negli ultimi anni in particolare, si sono dotate di specifici musei dedicati alle particolarità ambientali, paesaggistiche, culturali, artistiche e storiche del territorio. Ecco i riferimenti telefonici per vistare i più significativi:
- Museo archeologico nazionale (Luni): 0187.66811
- Museo audiovisivo della Resistenza (Fosdinovo): 0187.680014 o 0187.29458
- Museo etnografico della Lunigiana (Villafranca in Lunigiana): 0187.493417
- Museo di storia naturale della Lunigiana (Aulla): 0187.400252
- Museo delle statue-stele lunigianesi (Pontremoli): 0187.831439.

www.lunigiana.net
www.lunigiana.com
www.lunigiana.it
www.lunigianastorica.it
www.lunigiana.ms.it
www.sarzana.com


 




STREGATI DALLA LUNIGIANA
È una regione che c'è ma non si vede, il cui nome non compare mai nelle cartine amministrative ed è presente soltanto in quelle fisiche.
È la Lunigiana, che si estende tra l'Appennino e il mar Ligure ed è amministrativamente divisa tra la Liguria, la Toscana e, per una sua piccola porzione, l'Emilia.


di Marco Stolfo
Il suo territorio offre varietà di paesaggi, è ricco di storia e mantiene una sua propria identità culturale. Inoltre non è neppure così lontana da casa nostra, tanto che potrebbe essere anche la meta di uno o più weekend. Tuttavia, se si può, è consigliabile esplorarla con più tempo e con più calma, perdendosi tra boschi e castelli, storie e leggende, sapori schietti e memorie forti, e ritrovandosi a due passi da località di mare come Levanto e le Cinque terre, Lerici, Tellaro e il Golfo dei Poeti, oppure Marina di Carrara, Massa e Montignoso.
Il nome della Lunigiana deriva da Luni, colonia romana fondata nel 177 a.C. nella pianura formata dal fiume Magra, in una posizione strategica, all'incrocio tra due importanti direttrici di passaggio, cioè quella costiera e quella che attraverso il Passo della Cisa unisce la pianura padana e il mare. La città fu fino al Medioevo il centro politico, economico, religioso e culturale della regione: porto d'imbarco del marmo estratto dalle cave del circondario e sede della diocesi e del "comitatus", i cui territori corrispondevano a quella che viene chiamata Lunigiana Storica e comprendevano anche le città di La Spezia, Massa e Carrara.

Dagli scavi ai "monti di Sarzana"
La scoperta della Lunigiana può cominciare proprio da qui, dai ruderi della sua antica capitale, che venne definitivamente abbandonata all'inizio del 1200 e cominciò a declinare già attorno all'anno Mille a causa dell'impaludamento della zona, dei saccheggi e dell'arretramento della linea costiera. Si può vedere quel che resta del sontuoso anfiteatro della Luni romana, cercare di immaginarsi il profilo della città sulla base delle sue tracce ancora presenti nel terreno, che raccontano del foro e anche di una basilica paleocristiana, e ripercorrerne le vicende storiche con una visita al locale Museo archeologico.
Quello della storia può essere un efficace filo conduttore da seguire per un itinerario nel cuore della Lunigiana. In questo caso il percorso raggiunge i due centri che si sono sviluppati proprio in seguito al declino di Luni, cioè Sarzana, di cui si possono ammirare la chiesa di Sant'Andrea, il palazzo comunale e la Cittadella, e più a monte Santo Stefano di Magra. Il nome di Sarzana è poi legato a una celebre canzone popolare ("Dai monti di Sarzana") che evoca sia una vittoriosa rivolta della popolazione cittadina contro le squadracce fasciste nel 1921, sia i partigiani anarchici del locale battaglione "Lucetti", sia più in generale la lotta di liberazione che coinvolse attivamente la popolazione lunigianese, come testimonia la medaglia d'oro al valor militare conferita alle province di La Spezia e Massa-Carrara. A questo proposito è consigliabile la visita del Museo audiovisivo della Resistenza, un'installazione multimediale allestita poco più di due anni fa all'interno di una ex colonia montana a Fosdinovo, in località Le Prade.

Fra grotte e castelli
Fosdinovo domina dall'alto la bassa Lunigiana, si affaccia sulle Alpi Apuane, è circondato da verdi boschi ed è a sua volta sovrastato da un castello. Da qui si può scegliere di procedere verso la Garfagnana per giungere a Equi Terme, da dove si parte per raggiungere la Buca, una caverna che si inoltra nel ventre della montagna per quasi due chilometri, o altre grotte come la Tecchia e il Solco. Oppure si sale in direzione di Casola, nel cui territorio si trova la pieve di Codiponte e una fitta rete di torri e fortificazioni, e di Fivizzano, con le sue mura bastionate erette dai Malaspina e la fiorentineggiante piazza Medicea.
Fortezze e castelli sono una costante del paesaggio della Lunigiana, terra contesa e più volte divisa e quindi, soprattutto dopo la caduta di Luni, continuamente teatro di conflitti. Ad Aulla, ad esempio, città di 10mila abitanti alla confluenza tra la Magra e l'Aulella, nota negli anni Novanta per una famosa discoteca, si può ammirare la possente fortezza della Brunella, al cui interno si trova il Museo di storia naturale, dove è possibile ricevere anche preziose indicazioni per eventuali escursioni. Nei dintorni, risalendo il Taverone, si trovano i borghi di Licciana Nardi e Caprigliola.
Più a monte lungo la Valle della Magra, autentica spina dorsale della Lunigiana, si giunge a Villafranca. Si tratta di un centro che affonda le sue radici nella preistoria e che in virtù della sua collocazione geografica ha conosciuto grande splendore soprattutto nel periodo medievale. Purtroppo però non conserva molte testimonianze architettoniche di quel periodo, in quanto come Aulla fu quasi totalmente raso al suolo dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che colpirono anche il castello dei Malaspina, di cui si possono vedere ormai solo i resti.
In compenso ci si può fermare al Museo etnografico allestito in un vecchio mulino oppure nelle vicinanze si può fare tappa a Filetto, con le sue torri, le sue mura, le sue porte e i suoi portici, e al borgo e al castello di Malgrate.

Da Pontremoli verso occidente
Il più importante centro dell'alta Valle della Magra è Pontremoli, che sorge all'imbocco del Passo della Cisa. La cittadina è ospitale e ha mantenuto buona parte della propria fisionomia medievale. Ciò vale in particolare per la zona adiacente alla Torre del Campanone, il campanile del duomo che originariamente era una parte della fortezza fatta costruire da Castruccio Castracane. Da vedere il Museo del comune, allestito nel Castello del Piagnaro, che ospita una ventina di statue-stele preistoriche raccolte nei dintorni a testimonianza di come l'intera zona fosse abitata già in tempi antichissimi.
A questo punto si può salire in quota sull'Appennino, ridiscendere la Valle lungo la strada principale, oppure deviare verso occidente in una delle valli laterali. In tal caso ci si può imbattere in località come Zeri, Mulazzo o Montereggio, la patria dei librai ambulanti, per poi varcare il confine amministrativo e scoprire, ascoltando la gente parlare e guardandosi attorno, dove, come e quando finisce la Lunigiana e comincia la Liguria.

Fuori di testa…roli
La Lunigiana non colpisce solo con la forza della sua storia, dei suoi paesaggi e della sua specifica identità culturale, ma conquista i viaggiatori anche prendendoli per la gola. La cucina lunigianese è semplice e essenziale ed è caratterizzata da piatti "poveri", legati alle tradizioni contadine e ai frutti di questa terra. Dominano le castagne, con la cui farina si fanno anche pane, polenta e particolari focacce chiamate "pattone", e le erbe sono la base di torte e piatti di vario tipo. E poi ci sono i "testaroli" e i "panegacci", delizie per il palato che sono il simbolo della gastronomia locale. Da non perdere.
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