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Musei
in Lunigiana
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Diverse
località della Lunigiana, negli ultimi anni in particolare,
si sono dotate di specifici musei dedicati alle particolarità
ambientali, paesaggistiche, culturali, artistiche e storiche del
territorio. Ecco i riferimenti telefonici per vistare i più
significativi:
- Museo archeologico nazionale (Luni): 0187.66811
- Museo audiovisivo della Resistenza (Fosdinovo): 0187.680014
o 0187.29458
- Museo etnografico della Lunigiana (Villafranca in Lunigiana):
0187.493417
- Museo di storia naturale della Lunigiana (Aulla): 0187.400252
- Museo delle statue-stele lunigianesi (Pontremoli): 0187.831439.
www.lunigiana.net
www.lunigiana.com
www.lunigiana.it
www.lunigianastorica.it
www.lunigiana.ms.it
www.sarzana.com
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STREGATI
DALLA LUNIGIANA
È
una regione che c'è ma non si vede, il cui nome non compare mai
nelle cartine amministrative ed è presente soltanto in quelle fisiche.
È la Lunigiana, che si estende tra l'Appennino e il mar Ligure
ed è amministrativamente divisa tra la Liguria, la Toscana e, per
una sua piccola porzione, l'Emilia.
di Marco
Stolfo
Il suo territorio
offre varietà di paesaggi, è ricco di storia e mantiene
una sua propria identità culturale. Inoltre non è neppure
così lontana da casa nostra, tanto che potrebbe essere anche la
meta di uno o più weekend. Tuttavia, se si può, è
consigliabile esplorarla con più tempo e con più calma,
perdendosi tra boschi e castelli, storie e leggende, sapori schietti e
memorie forti, e ritrovandosi a due passi da località di mare come
Levanto e le Cinque terre, Lerici, Tellaro e il Golfo dei Poeti, oppure
Marina di Carrara, Massa e Montignoso.
Il nome della Lunigiana deriva da Luni, colonia romana fondata nel 177
a.C. nella pianura formata dal fiume Magra, in una posizione strategica,
all'incrocio tra due importanti direttrici di passaggio, cioè quella
costiera e quella che attraverso il Passo della Cisa unisce la pianura
padana e il mare. La città fu fino al Medioevo il centro politico,
economico, religioso e culturale della regione: porto d'imbarco del marmo
estratto dalle cave del circondario e sede della diocesi e del "comitatus",
i cui territori corrispondevano a quella che viene chiamata Lunigiana
Storica e comprendevano anche le città di La Spezia, Massa e Carrara.
Dagli
scavi ai "monti di Sarzana"
La scoperta della Lunigiana può cominciare proprio da qui, dai
ruderi della sua antica capitale, che venne definitivamente abbandonata
all'inizio del 1200 e cominciò a declinare già attorno
all'anno Mille a causa dell'impaludamento della zona, dei saccheggi
e dell'arretramento della linea costiera. Si può vedere quel
che resta del sontuoso anfiteatro della Luni romana, cercare di immaginarsi
il profilo della città sulla base delle sue tracce ancora presenti
nel terreno, che raccontano del foro e anche di una basilica paleocristiana,
e ripercorrerne le vicende storiche con una visita al locale Museo archeologico.
Quello della storia può essere un efficace filo conduttore da
seguire per un itinerario nel cuore della Lunigiana. In questo caso
il percorso raggiunge i due centri che si sono sviluppati proprio in
seguito al declino di Luni, cioè Sarzana, di cui si possono ammirare
la chiesa di Sant'Andrea, il palazzo comunale e la Cittadella, e più
a monte Santo Stefano di Magra. Il nome di Sarzana è poi legato
a una celebre canzone popolare ("Dai monti di Sarzana") che
evoca sia una vittoriosa rivolta della popolazione cittadina contro
le squadracce fasciste nel 1921, sia i partigiani anarchici del locale
battaglione "Lucetti", sia più in generale la lotta
di liberazione che coinvolse attivamente la popolazione lunigianese,
come testimonia la medaglia d'oro al valor militare conferita alle province
di La Spezia e Massa-Carrara. A questo proposito è consigliabile
la visita del Museo audiovisivo della Resistenza, un'installazione multimediale
allestita poco più di due anni fa all'interno di una ex colonia
montana a Fosdinovo, in località Le Prade.
Fra
grotte e castelli
Fosdinovo domina dall'alto la bassa Lunigiana, si affaccia sulle Alpi
Apuane, è circondato da verdi boschi ed è a sua volta
sovrastato da un castello. Da qui si può scegliere di procedere
verso la Garfagnana per giungere a Equi Terme, da dove si parte per
raggiungere la Buca, una caverna che si inoltra nel ventre della montagna
per quasi due chilometri, o altre grotte come la Tecchia e il Solco.
Oppure si sale in direzione di Casola, nel cui territorio si trova la
pieve di Codiponte e una fitta rete di torri e fortificazioni, e di
Fivizzano, con le sue mura bastionate erette dai Malaspina e la fiorentineggiante
piazza Medicea.
Fortezze e castelli sono una costante del paesaggio della Lunigiana,
terra contesa e più volte divisa e quindi, soprattutto dopo la
caduta di Luni, continuamente teatro di conflitti. Ad Aulla, ad esempio,
città di 10mila abitanti alla confluenza tra la Magra e l'Aulella,
nota negli anni Novanta per una famosa discoteca, si può ammirare
la possente fortezza della Brunella, al cui interno si trova il Museo
di storia naturale, dove è possibile ricevere anche preziose
indicazioni per eventuali escursioni. Nei dintorni, risalendo il Taverone,
si trovano i borghi di Licciana Nardi e Caprigliola.
Più a monte lungo la Valle della Magra, autentica spina dorsale
della Lunigiana, si giunge a Villafranca. Si tratta di un centro che
affonda le sue radici nella preistoria e che in virtù della sua
collocazione geografica ha conosciuto grande splendore soprattutto nel
periodo medievale. Purtroppo però non conserva molte testimonianze
architettoniche di quel periodo, in quanto come Aulla fu quasi totalmente
raso al suolo dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che colpirono
anche il castello dei Malaspina, di cui si possono vedere ormai solo
i resti.
In compenso ci si può fermare al Museo etnografico allestito
in un vecchio mulino oppure nelle vicinanze si può fare tappa
a Filetto, con le sue torri, le sue mura, le sue porte e i suoi portici,
e al borgo e al castello di Malgrate.
Da
Pontremoli verso occidente
Il più importante centro dell'alta Valle della Magra è Pontremoli,
che sorge all'imbocco del Passo della Cisa. La cittadina è ospitale
e ha mantenuto buona parte della propria fisionomia medievale. Ciò
vale in particolare per la zona adiacente alla Torre del Campanone, il
campanile del duomo che originariamente era una parte della fortezza fatta
costruire da Castruccio Castracane. Da vedere il Museo del comune, allestito
nel Castello del Piagnaro, che ospita una ventina di statue-stele preistoriche
raccolte nei dintorni a testimonianza di come l'intera zona fosse abitata
già in tempi antichissimi.
A questo punto si può salire in quota sull'Appennino, ridiscendere
la Valle lungo la strada principale, oppure deviare verso occidente in
una delle valli laterali. In tal caso ci si può imbattere in località
come Zeri, Mulazzo o Montereggio, la patria dei librai ambulanti, per
poi varcare il confine amministrativo e scoprire, ascoltando la gente
parlare e guardandosi attorno, dove, come e quando finisce la Lunigiana
e comincia la Liguria.
Fuori di testa
roli
La Lunigiana non colpisce solo con la forza della sua storia, dei suoi
paesaggi e della sua specifica identità culturale, ma conquista
i viaggiatori anche prendendoli per la gola. La cucina lunigianese è
semplice e essenziale ed è caratterizzata da piatti "poveri",
legati alle tradizioni contadine e ai frutti di questa terra. Dominano
le castagne, con la cui farina si fanno anche pane, polenta e particolari
focacce chiamate "pattone", e le erbe sono la base di torte
e piatti di vario tipo. E poi ci sono i "testaroli" e i "panegacci",
delizie per il palato che sono il simbolo della gastronomia locale. Da
non perdere. |