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gennaio/febbraio 2003


 


volontaria con signora anziana








 




 

 

 


FAI LA TUA SCELTA

di Sergio Capelli
"Italiani brava gente". Se sia un luogo comune o una incontestabile realtà lo lasciamo stabilire ai lettori. È incontestabile, però, che nel belpaese, ci sia una tendenza, costantemente in crescita, a prestare gratuitamente la propria opera ad associazioni, gruppi, ong e chi più ne ha più ne metta.
Che si tratti di sociale, di ambiente, di assistenza alla persona, che si tratti di Italia e di estero, poco cambia: la volontà di "essere d'aiuto", e magari di fare contemporaneamente un'esperienza formativa (spendibile nel mondo del lavoro, certo, ma soprattutto formativa umanamente), passa sopra tutto.

Uomini e bambini, ambiente e animali…
In realtà i campi in cui "spendersi" in un'opera di volontariato sono molteplici, infiniti, diremmo, e coprono tutta la gamma delle cosiddette "buone azioni". Si va dalla classica assistenza alla persona (sia essa disagiata economicamente, psichicamente, sia malata o con problemi di dipendenza da sostanze, sia anche semplicemente bisognosa di compagnia e anziana) al volontariato in campo ambientale (tutela spazi verdi e parchi); dall'accompagnamento e assistenza a bambini che altrimenti sarebbero in strada (doposcuola e affini) all'assistenza ad animali feriti o abbandonati…

Volontariato… ma con chi? Okkio al pakko!
Decidere di investire parte del proprio tempo in un'attività "no-profit" volontaria, è già di per sé una scelta non facile. Alla quale, però segue un'altra scelta altrettanto difficile: quella dell'ente a cui rivolgersi. Anche se, in realtà, il percorso di avvicinamento al volontariato presuppone una conoscenza preventiva dell'ente e poi una sorta di coinvolgimento (anche emotivo) nell'opera dello stesso, non sono pochi i casi di una decisione "a freddo". In tal caso ci si trova immersi in un mare magnum di associazioni o sedicenti tali che danno la possibilità di fare volontariato. Ma attenzione: il pacco è sempre dietro l'angolo. Non sono rari i casi di associazioni che, dietro una facciata di aiuti (per lo più economici) ai più sfortunati, lucrano sulla buona fede della gente. E vi potrebbe quindi capitare di trovarvi in mezzo ad una strada a chiedere un "obolo" per l'acquisto di sedie a rotelle per disabili, costosi macchinari per curare fantomatici malati, con l'unico risultato di andare a rimpinguare le tasche di disonesti e loschi figuri.
Con questo, evidentemente, non intendiamo scoraggiare nessuno: sono moltissime le associazioni "serie" che realmente prestano un servizio utile alla collettività. Un buon modo per farsi un'idea delle associazioni presenti sul territorio è consultare la "Guida Ragionata delle associazioni di volontariato e delle Cooperative Sociali in Piemonte", un utile strumento a cura della "Tre Giorni del Volontariato, della Solidarietà, della Cittadinanza" (manifestazione che si svolge tutti gli anni e che proprio nel 2002 ha compiuto i 2 lustri) che fornisce una scheda di tutte le realtà recensite. Ideale per chi ha deciso di spendersi un po' nel volontariato, ma ancora è alla ricerca di un'associazione che possa rispondere in maniera adeguata alle sue aspettative e alle sue caratteristiche.

Le associazioni
Si va da lavori socialmente utili (accompagnamento e assistenza disabili, attività in strutture sanitarie…), a impegni in associazioni culturali; dall'impegno nella protezione civile a quello nell'ambito della formazione e del lavoro con i bambini; fino all'impegno in campo ambientale. Insomma c'è ampia scelta…
Da dati della Fivol (Fondazione Italiana per il Volontariato), nel 2001 sono state registrate 10516 associazioni in cui è possibile fare del volontariato, in maggioranza laiche e attive nel settore socio-assistenziale e sanitario. La gran parte di esse è nel Nord Italia (il record lo detiene la Lombardia con 1823 associazioni, 406 delle quali nella sola provincia di Milano), e al loro interno operano circa 3.300.000 persone, divise fra volontari attivi, membri sostenitori, obiettori di coscienza e personale retribuito. In Piemonte (sempre dai dati Fivol) sono presenti 603 associazioni, 182 nella sola provincia di Torino. Associazioni mediamente giovani (il 40% circa ha meno di 10 anni), sebbene non manchino i "Mostri sacri" del settore: un'ottantina delle associazioni presenti sul territorio subalpino sono state fondate prima degli anni 50.

Oltre al terzo settore
Oltre a tutte quelle strutture proprie del terzo settore (associazioni, cooperative sociali etc.) è possibile spendersi anche all'interno di enti che in teoria poco hanno a che fare con il volontariato.
Su tutti il servizio volontario sulle ambulanze (o negli uffici) di Croce Rossa, Croce Verde e di tutti le croci che gestiscono emergenze sanitarie. Esperienze a volte un po' "dure", ma che "segnano" positivamente. È possibile, inoltre, prestare la propria opera volontaria anche fra quelli che spesso vengono definiti "Eroi": i pompieri. Dopo corso di addestramento decisamente selettivo eccoli sull'autopompa (anche se generalmente vengono utilizzati per i servizi a minor tasso di pericolosità). Ma le divise che si possono indossare facendo del volontariato non finiscono qua: le pettorine gialle fluorescenti della protezione Civile, le giacche verdi-bruno delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie)…

Volontario… chi sei?
Il profilo di chi presta la propria opera in associazioni di volontariato sembra essere abbastanza chiaro e dettagliato: sono per lo più persone che hanno superato la trentina, che lavorano e che hanno un titolo di studio superiore. Il loro impegno arriva in media fino alle otto ore settimanali, ma la maggioranza non ne fa più di tre. Questo nella media.
In realtà sembra sempre più presente un cambio di tendenza: sono sempre di più gli studenti (soprattutto universitari e soprattutto delle discipline umanistiche) che si cimentano nel volontariato. Una scelta dettata dalla volontà di rendersi utili alla comunità, di andare a tappare quei buchi (spesso vere e proprie falle) che il settore pubblico lascia aperti, in parte una riscoperta (in tempi di new age) dei rapporti umani e del valore della persona. Ma non solo: spesso la passione per il lavoro disinteressato e no-profit, va di pari passo con la possibilità di avere una formazione (anche questa gratis) che esula dal mondo scolastico e che potrebbe avere in un futuro sbocchi lavorativi.

Volontariato e lavoro: due mondi totalmente differenti?
Le esperienze di volontariato e di servizio civile, infatti, possono essere utili per un futuro inserimento lavorativo del giovane. Una ricerca svolta dall'Associazione per la Pace e dalla società di ricerche Innovanet dal titolo "Giovani e Volontariato in Europa: percorsi formativi e sbocchi professionali" lo dimostra. I giovani compresi fra i 18 e i 26 anni che svolgono attività di volontariato o di Servizio Civile nel campo del sociale in Italia, Spagna, Germania e Inghilterra, ricevono una formazione extra scolastica tale da essere avvantaggiati al momento della ricerca di lavoro. Ma non solo.
Soprattutto per quanto riguarda l'Italia, sono molte le associazioni nate negli ultimi dieci anni. Per lo più fondate da giovani formatisi in associazioni più grandi e vecchie, che hanno deciso di portare avanti di persona le proprie attività parallelamente alla struttura in cui operavano, magari proprio andando a colmare le lacune che la struttura madre non riusciva a colmare autonomamente.

C'era una volta il servizio civile
C'era una volta il servizio civile… Lo si faceva al posto del servizio militare, in enti che il distretto militare sceglieva per te (e difficilmente combaciavano con ciò che tu avevi richiesto, con l'ente con cui tu, magari eri già in contatto e con cui già collaboravi) e durava quanto il servizio militare.
Oggi è stato fissato il termine, la "morte" del servizio Militare di leva obbligatorio e con esso del servizio civile. Domani la vecchia obiezione di Coscienza si chiamerà Servizio Civile Volontario. Dodici mesi per investirsi in progetti selezionati, lavorando cinque giorni alla settimana per almeno 30 ore totali. Ovviamente, come già il servizio di leva, anche il servizio civile volontario è aperto a tutte le ragazze fra i 18 e i 26 anni. Per quel che riguarda i ragazzi, invece possono fare domanda tutti quelli ritenuti "non abili" al servizio di leva, oppure tutti quelli nati dopo il 1986 gli ultimi "fortunelli" che dovranno fare naja. Si accede al Servizio Civile Volontario attraverso bandi di concorso pubblicati regolarmente su www.serviziocivile.it.
Ma non solo: esiste la possibilità di svolgere il proprio servizio civile volontario anche all'estero, presso le sedi degli enti che realizzano progetti di impiego, oppure nell'ambito di iniziative di servizio civile dell'Unione Europea, nei Paesi in via di Sviluppo per progetti di cooperazione internazionale e in missioni umanitarie. Attenzione però, per partecipare ad alcuni di questi progetti di servizio all'estero, sono previsti dei requisiti particolari.

In Italia o all'estero, c'est la même chose…
E se il servizio civile volontario all'estero è una recente novità, altrettanto non si può dire di tutti quei progetti che portano volontari italiani all'estero nell'ambito di iniziative di cooperazione internazionale.
Sono molti, infatti, i progetti che investono enti torinesi nelle più svariate forme. Si va dai campi lavoro, all'attività di assistenza e accompagnamento di soggetti disagiati, dagli interventi ambientali (è dei giorni in cui scriviamo il disastro in Galizia, per porre rimedio al quale sono molti i volontari di tutta Europa ad avvicendarsi nella raccolta del petrolio sulle spiagge spagnole) a quelli educativi.
Per avere un quadro delle proposte è sufficiente rivolgersi direttamente alle associazioni che si occupano di progetti transnazionali, meglio ancora se le stesse associazioni hanno dimensione internazionale (ad esempio, in campo ambientale Greenpeace o gli Amici della Terra, che da poco hanno aperto un distaccamento torinese). Ma attenzione: non pensate di presentarvi ad uno di questi enti e di imbarcarvi il giorno successivo per la vostra meta. Per poter operare in maniera corretta e con professionalità, nonostante la "qualifica" di volontario, sono necessari, molto spesso, corsi di formazione preventivi, soprattutto se il lavoro che andate a fare prevede un contatto con le persone. Il viaggio, dunque, sarà semplicemente uno dei capitoli, certamente il più importante, della vostra "avventura".
È comunque possibile rivolgersi all'Ufficio Pace Solidarietà Cooperazione Internazionale del Comune di Torino per avere notizie e delucidazioni sui progetti in corso nell'area torinese.
 
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