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FAI
LA TUA SCELTA
di
Sergio
Capelli
"Italiani
brava gente". Se sia un luogo comune o una incontestabile realtà
lo lasciamo stabilire ai lettori. È incontestabile, però,
che nel belpaese, ci sia una tendenza, costantemente in crescita, a prestare
gratuitamente la propria opera ad associazioni, gruppi, ong e chi più
ne ha più ne metta.
Che si tratti di sociale, di ambiente, di assistenza alla persona, che
si tratti di Italia e di estero, poco cambia: la volontà di "essere
d'aiuto", e magari di fare contemporaneamente un'esperienza formativa
(spendibile nel mondo del lavoro, certo, ma soprattutto formativa umanamente),
passa sopra tutto.
Uomini
e bambini, ambiente e animali
In realtà i campi in cui "spendersi" in un'opera di
volontariato sono molteplici, infiniti, diremmo, e coprono tutta la
gamma delle cosiddette "buone azioni". Si va dalla classica
assistenza alla persona (sia essa disagiata economicamente, psichicamente,
sia malata o con problemi di dipendenza da sostanze, sia anche semplicemente
bisognosa di compagnia e anziana) al volontariato in campo ambientale
(tutela spazi verdi e parchi); dall'accompagnamento e assistenza a bambini
che altrimenti sarebbero in strada (doposcuola e affini) all'assistenza
ad animali feriti o abbandonati
Volontariato
ma con chi? Okkio al pakko!
Decidere di investire parte del proprio tempo in un'attività
"no-profit" volontaria, è già di per sé
una scelta non facile. Alla quale, però segue un'altra scelta
altrettanto difficile: quella dell'ente a cui rivolgersi. Anche se,
in realtà, il percorso di avvicinamento al volontariato presuppone
una conoscenza preventiva dell'ente e poi una sorta di coinvolgimento
(anche emotivo) nell'opera dello stesso, non sono pochi i casi di una
decisione "a freddo". In tal caso ci si trova immersi in un
mare magnum di associazioni o sedicenti tali che danno la possibilità
di fare volontariato. Ma attenzione: il pacco è sempre dietro
l'angolo. Non sono rari i casi di associazioni che, dietro una facciata
di aiuti (per lo più economici) ai più sfortunati, lucrano
sulla buona fede della gente. E vi potrebbe quindi capitare di trovarvi
in mezzo ad una strada a chiedere un "obolo" per l'acquisto
di sedie a rotelle per disabili, costosi macchinari per curare fantomatici
malati, con l'unico risultato di andare a rimpinguare le tasche di disonesti
e loschi figuri.
Con questo, evidentemente, non intendiamo scoraggiare nessuno: sono
moltissime le associazioni "serie" che realmente prestano
un servizio utile alla collettività. Un buon modo per farsi un'idea
delle associazioni presenti sul territorio è consultare la "Guida
Ragionata delle associazioni di volontariato e delle Cooperative Sociali
in Piemonte", un utile strumento a cura della "Tre Giorni
del Volontariato, della Solidarietà, della Cittadinanza"
(manifestazione che si svolge tutti gli anni e che proprio nel 2002
ha compiuto i 2 lustri) che fornisce una scheda di tutte le realtà
recensite. Ideale per chi ha deciso di spendersi un po' nel volontariato,
ma ancora è alla ricerca di un'associazione che possa rispondere
in maniera adeguata alle sue aspettative e alle sue caratteristiche.
Le
associazioni
Si va da lavori socialmente utili (accompagnamento e assistenza disabili,
attività in strutture sanitarie
), a impegni in associazioni
culturali; dall'impegno nella protezione civile a quello nell'ambito
della formazione e del lavoro con i bambini; fino all'impegno in campo
ambientale. Insomma c'è ampia scelta
Da dati della Fivol (Fondazione Italiana per il Volontariato), nel 2001
sono state registrate 10516 associazioni in cui è possibile fare
del volontariato, in maggioranza laiche e attive nel settore socio-assistenziale
e sanitario. La gran parte di esse è nel Nord Italia (il record
lo detiene la Lombardia con 1823 associazioni, 406 delle quali nella
sola provincia di Milano), e al loro interno operano circa 3.300.000
persone, divise fra volontari attivi, membri sostenitori, obiettori
di coscienza e personale retribuito. In Piemonte (sempre dai dati Fivol)
sono presenti 603 associazioni, 182 nella sola provincia di Torino.
Associazioni mediamente giovani (il 40% circa ha meno di 10 anni), sebbene
non manchino i "Mostri sacri" del settore: un'ottantina delle
associazioni presenti sul territorio subalpino sono state fondate prima
degli anni 50.
Oltre
al terzo settore
Oltre a tutte quelle strutture proprie del terzo settore (associazioni,
cooperative sociali etc.) è possibile spendersi anche all'interno
di enti che in teoria poco hanno a che fare con il volontariato.
Su tutti il servizio volontario sulle ambulanze (o negli uffici) di
Croce Rossa, Croce Verde e di tutti le croci che gestiscono emergenze
sanitarie. Esperienze a volte un po' "dure", ma che "segnano"
positivamente. È possibile, inoltre, prestare la propria opera
volontaria anche fra quelli che spesso vengono definiti "Eroi":
i pompieri. Dopo corso di addestramento decisamente selettivo eccoli
sull'autopompa (anche se generalmente vengono utilizzati per i servizi
a minor tasso di pericolosità). Ma le divise che si possono indossare
facendo del volontariato non finiscono qua: le pettorine gialle fluorescenti
della protezione Civile, le giacche verdi-bruno delle GEV (Guardie Ecologiche
Volontarie)
Volontario
chi sei?
Il profilo di chi presta la propria opera in associazioni di volontariato
sembra essere abbastanza chiaro e dettagliato: sono per lo più
persone che hanno superato la trentina, che lavorano e che hanno un
titolo di studio superiore. Il loro impegno arriva in media fino alle
otto ore settimanali, ma la maggioranza non ne fa più di tre.
Questo nella media.
In realtà sembra sempre più presente un cambio di tendenza:
sono sempre di più gli studenti (soprattutto universitari e soprattutto
delle discipline umanistiche) che si cimentano nel volontariato. Una
scelta dettata dalla volontà di rendersi utili alla comunità,
di andare a tappare quei buchi (spesso vere e proprie falle) che il
settore pubblico lascia aperti, in parte una riscoperta (in tempi di
new age) dei rapporti umani e del valore della persona. Ma non solo:
spesso la passione per il lavoro disinteressato e no-profit, va di pari
passo con la possibilità di avere una formazione (anche questa
gratis) che esula dal mondo scolastico e che potrebbe avere in un futuro
sbocchi lavorativi.
Volontariato
e lavoro: due mondi totalmente differenti?
Le esperienze di volontariato e di servizio civile, infatti, possono
essere utili per un futuro inserimento lavorativo del giovane. Una ricerca
svolta dall'Associazione per la Pace e dalla società di ricerche
Innovanet dal titolo "Giovani e Volontariato in Europa: percorsi
formativi e sbocchi professionali" lo dimostra. I giovani compresi
fra i 18 e i 26 anni che svolgono attività di volontariato o
di Servizio Civile nel campo del sociale in Italia, Spagna, Germania
e Inghilterra, ricevono una formazione extra scolastica tale da essere
avvantaggiati al momento della ricerca di lavoro. Ma non solo.
Soprattutto per quanto riguarda l'Italia, sono molte le associazioni
nate negli ultimi dieci anni. Per lo più fondate da giovani formatisi
in associazioni più grandi e vecchie, che hanno deciso di portare
avanti di persona le proprie attività parallelamente alla struttura
in cui operavano, magari proprio andando a colmare le lacune che la
struttura madre non riusciva a colmare autonomamente.
C'era
una volta il servizio civile
C'era una volta il servizio civile
Lo si faceva al posto del servizio
militare, in enti che il distretto militare sceglieva per te (e difficilmente
combaciavano con ciò che tu avevi richiesto, con l'ente con cui
tu, magari eri già in contatto e con cui già collaboravi)
e durava quanto il servizio militare.
Oggi è stato fissato il termine, la "morte" del servizio
Militare di leva obbligatorio e con esso del servizio civile. Domani
la vecchia obiezione di Coscienza si chiamerà Servizio Civile
Volontario. Dodici mesi per investirsi in progetti selezionati, lavorando
cinque giorni alla settimana per almeno 30 ore totali. Ovviamente, come
già il servizio di leva, anche il servizio civile volontario
è aperto a tutte le ragazze fra i 18 e i 26 anni. Per quel che
riguarda i ragazzi, invece possono fare domanda tutti quelli ritenuti
"non abili" al servizio di leva, oppure tutti quelli nati
dopo il 1986 gli ultimi "fortunelli" che dovranno fare naja.
Si accede al Servizio Civile Volontario attraverso bandi di concorso
pubblicati regolarmente su www.serviziocivile.it.
Ma non solo: esiste la possibilità di svolgere il proprio servizio
civile volontario anche all'estero, presso le sedi degli enti che realizzano
progetti di impiego, oppure nell'ambito di iniziative di servizio civile
dell'Unione Europea, nei Paesi in via di Sviluppo per progetti di cooperazione
internazionale e in missioni umanitarie. Attenzione però, per
partecipare ad alcuni di questi progetti di servizio all'estero, sono
previsti dei requisiti particolari.
In
Italia o all'estero, c'est la même chose
E se il servizio civile volontario all'estero è una recente novità,
altrettanto non si può dire di tutti quei progetti che portano
volontari italiani all'estero nell'ambito di iniziative di cooperazione
internazionale.
Sono molti, infatti, i progetti che investono enti torinesi nelle più
svariate forme. Si va dai campi lavoro, all'attività di assistenza
e accompagnamento di soggetti disagiati, dagli interventi ambientali (è
dei giorni in cui scriviamo il disastro in Galizia, per porre rimedio
al quale sono molti i volontari di tutta Europa ad avvicendarsi nella
raccolta del petrolio sulle spiagge spagnole) a quelli educativi.
Per avere un quadro delle proposte è sufficiente rivolgersi direttamente
alle associazioni che si occupano di progetti transnazionali, meglio ancora
se le stesse associazioni hanno dimensione internazionale (ad esempio,
in campo ambientale Greenpeace o gli Amici della Terra, che da poco hanno
aperto un distaccamento torinese). Ma attenzione: non pensate di presentarvi
ad uno di questi enti e di imbarcarvi il giorno successivo per la vostra
meta. Per poter operare in maniera corretta e con professionalità,
nonostante la "qualifica" di volontario, sono necessari, molto
spesso, corsi di formazione preventivi, soprattutto se il lavoro che andate
a fare prevede un contatto con le persone. Il viaggio, dunque, sarà
semplicemente uno dei capitoli, certamente il più importante, della
vostra "avventura".
È comunque possibile rivolgersi all'Ufficio Pace Solidarietà
Cooperazione Internazionale del Comune di Torino per avere notizie e delucidazioni
sui progetti in corso nell'area torinese. |