RECENSIONI

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gennaio/febbraio 2002


 

 

 


RECENSIONI


Il terzo occhio photography
I torinesi tra secondo e terzo millennio
Edizioni Angolo Manzoni,
Euro 28,41 (L. 55.000)


I sei di Torino? Sul volgere degli anni Venti erano muniti di pennello e allievi di Gobetti e Casorati, oggi con la Leica al collo se ne vanno bighellonando per la città, i pensieri ritorti su Zygmund Bauman e Leonardo Sciascia, entrambi ampiamente citati sul frontespizio del volume. Valerio Bianco, Franco Bussolino, Marco Corongi, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola costruiscono un lavoro ben amalgamato, provvisto di ritmo e respiro, anche troppo elegantemente inserito nel classico filone del reportage sociale del quale conoscono e sfruttano ogni particolarità di tecnica. Gli autori, riuniti come Terzo Occhio Photography, alla quarta prova collettiva mostrano di avere raggiunto unità di intenti e sviluppato maturità di linguaggio, passando con nonchalance dalla foto di architettura al ritratto, dal dettaglio alla panoramica, dalla foto di strada a quella d'interni. Stupisce e persino inquieta allora la loro assonanza di stili. Ne esce una Torino riconoscibilissima, quotidiana, consueta, banale eppur sorprendente, comunque parziale come lo è un'istantanea affidata all'intuito del momento. Manca nel volume la ricerca, la trafila delle autorizzazioni, lo scatto ponderato anziché rubato, checché ne dica Cartier-Bresson, mancano le quinte delle grandi industrie e gli interni delle ville della collina. Il Terzo Occhio mostra di conoscere profondamente Torino ma non trova il coraggio di penetrare oltre l'ordinario visibile, documenta senza svelare: ne vale la pena se vogliamo credere al volto del ragazzo in copertina, che nella Torino che volta il millennio ci si possa ancora stupire, che anche il farò di San Giovanni sia straordinario.

Luigi Urru

dEMI
Vuoto a rendere
Cd SubAqueo 2001,
Euro 7,75 (L. 15.000)

Si chiama "Vuoto a rendere", ma è pieno di buona musica e rende molto bene all'ascolto. È il disco d'esordio di dEMI, arcana denominazione sotto la quale si cela un esperto musicista dell'area torinese, che con dieci brani offre un assortito e accattivante campionario di ritmiche ora sincopate ora ipnotiche associate a sonorità a cavallo tra funk visionario, pop crepuscolare e club culture. Il tutto è confezionato con mestiere, intelligenza e talento, dosando con equilibrio elettronica, un certo gusto per la melodia e basso, batteria e voci in primo piano. Se si vuole trovare un termine di paragone, sebbene "Vuoto a rendere" manifesti una propria forte identità, si può dire che dEMI si colloca sulla scia degli illustri concittadini Subsonica per come sa unire cantabilità, ballabilità e tanta sostanza. Un disco eccellente che non è modaiolo, ma può anche essere di moda, come dimostrano tutti i dieci pezzi e in particolare "Eterno addio", supportata da giro di basso avvolgente, "Un sano sfogo", accattivante sintesi tra chitarra hendrixiana e silicio, e "Un'ombra che cammina", brano a metà tra dance anni '70 e Jamiroquai. Info in rete all'indirizzo http://demi.34x.com.
Contatti e-mail:faxsoft@libero.it

Marco Stolfo


SATTAMASSAGANA
Fatina del sole
Cd autoprodotto 2001,
Euro 7,75 (L. 15.000)

Dalle parti di Giaveno arrivano i SattaMassaGana, gruppo che dopo alcuni anni di cantina, tra cambi di formazione e tentativi di darsi una propria fisionomia, sembra aver raggiunto un certo equilibrio e un sound con precise caratteristiche. Ne è testimonianza "Fatina del sole", l'esordio su cd della band, registrato lo scorso anno e distribuito con il meritorio sostegno di un giornale locale. Il tratto comune della raccolta è l'unione tra melodia, ritmo sostenuto e azzeccati intrecci di voci e chitarre. Se non fosse per il formato digitale, sembrerebbe di essere nel Regno Unito tra il '77 e il '79. Dal punto di vista sonoro, infatti, è assai marcata l'impronta di gruppi come Boys, Sham 69 e soprattutto Clash, con la differenza che allora rifarsi al rock delle origini - niente fronzoli e tanta energia - e magari "sporcarlo" di cadenze reggae, ska o funk, come facevano con personalità Strummer, Jones e compagnia suonante, era una scelta innovativa e "di rottura", mentre oggi rischia spesso di rivelarsi un mero esercizio di stile. È proprio questa l'impressione che danno i SattaMassaGana, ai quali va però riconosciuto il merito di svolgere il proprio compito con profitto nella misura in cui riescono a dar vita a dodici brani gradevoli all'orecchio. Informazioni più dettagliate sul sito web www.sattamassagana.com.

Marco Stolfo


Alessandra Montrucchio
Macchie rosse
Marsilio ed., Euro 15,49 (L. 30.000)

Chi di noi non ha un'estate speciale da raccontare? Forse qualcuno. Ma fate attenzione: tutto potrebbe stravolgersi proprio nel momento in cui osservate impotenti il suo avanzare, che ha la parvenza d'essere totalmente uguale a quelli passati. Titi ne sapeva qualcosa in proposito. Certo Lido di Spina era il medesimo, tale e quale a quando ci si andava da piccoli. Gli amici? Gli amici anche, come se il tempo si prendesse sottilmente gioco di loro; i ritrovi... insostituibili; i pettegolezzi… inevitabili; poi il mare,sempre lui, così statico nella sua dinamicità… per non parlare del solito pensiero masochista di uno pseudoamore lontano e impalpabile: Fizz. Ed Alessandro. "Ale", tanto perfetto da trasmettere ammirazione e dolore; tanto anticonformista da costituire il suo più grande punto di riferimento; tanto cinico da odiarlo; tanto bello da adorarlo.
Probabilmente tutto sarebbe rimasto invariato, ma l'aria che tirava non era quella: il periodo che si accingevano ad attraversare avrebbe provocato un cambiamento in ciascuno soltanto per ingannare l'abitudine? O stavano solo inevitabilmente crescendo? Qualsiasi fosse la spiegazione, una parte sconosciuta stava affiorando in ognuno di loro, la meno nobile o semplicemente la più reale; la parte che l'essere giovani, immaturi, celava divinamente.
La Montrucchio ci ripropone un personaggio che ci è familiare. Una specie di linea continua percorre tutti e tre i suoi lavori letterari attraverso una protagonista implicitamente perpetua: la mordace ragazza dall'intramontabile coda di cavallo, che si proietta con un pizzico di timore e con molta nostalgia al mondo adulto, in cui non troppo inconsapevolmente sta entrando. Ciò nonostante, stavolta questa figura sembra pervasa da un alito di freschezza che solo la tardoadolescenza dona, e allora, "Forse è per questo che scrivi, forse è perché tutto quello che puoi riacchiappare della giovinezza è un'eco. Tutto quello che puoi fare è testimoniarla".

Manuela Catania

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