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RECENSIONI
Il
terzo occhio photography
I torinesi tra secondo e terzo millennio
Edizioni Angolo Manzoni,
Euro 28,41 (L. 55.000)
I sei di Torino? Sul volgere degli anni Venti erano muniti di pennello
e allievi di Gobetti e Casorati, oggi con la Leica al collo se ne vanno
bighellonando per la città, i pensieri ritorti su Zygmund Bauman
e Leonardo Sciascia, entrambi ampiamente citati sul frontespizio del volume.
Valerio Bianco, Franco Bussolino, Marco Corongi, Emilio Ingenito, Giorgio
Veronesi e Pier Paolo Viola costruiscono un lavoro ben amalgamato, provvisto
di ritmo e respiro, anche troppo elegantemente inserito nel classico filone
del reportage sociale del quale conoscono e sfruttano ogni particolarità
di tecnica. Gli autori, riuniti come Terzo Occhio Photography, alla quarta
prova collettiva mostrano di avere raggiunto unità di intenti e
sviluppato maturità di linguaggio, passando con nonchalance dalla
foto di architettura al ritratto, dal dettaglio alla panoramica, dalla
foto di strada a quella d'interni. Stupisce e persino inquieta allora
la loro assonanza di stili. Ne esce una Torino riconoscibilissima, quotidiana,
consueta, banale eppur sorprendente, comunque parziale come lo è
un'istantanea affidata all'intuito del momento. Manca nel volume la ricerca,
la trafila delle autorizzazioni, lo scatto ponderato anziché rubato,
checché ne dica Cartier-Bresson, mancano le quinte delle grandi
industrie e gli interni delle ville della collina. Il Terzo Occhio mostra
di conoscere profondamente Torino ma non trova il coraggio di penetrare
oltre l'ordinario visibile, documenta senza svelare: ne vale la pena se
vogliamo credere al volto del ragazzo in copertina, che nella Torino che
volta il millennio ci si possa ancora stupire, che anche il farò
di San Giovanni sia straordinario.
Luigi Urru
dEMI
Vuoto a rendere
Cd SubAqueo 2001,
Euro 7,75 (L. 15.000)
Si chiama "Vuoto a rendere", ma è pieno di buona musica
e rende molto bene all'ascolto. È il disco d'esordio di dEMI,
arcana denominazione sotto la quale si cela un esperto musicista dell'area
torinese, che con dieci brani offre un assortito e accattivante campionario
di ritmiche ora sincopate ora ipnotiche associate a sonorità
a cavallo tra funk visionario, pop crepuscolare e club culture. Il tutto
è confezionato con mestiere, intelligenza e talento, dosando
con equilibrio elettronica, un certo gusto per la melodia e basso, batteria
e voci in primo piano. Se si vuole trovare un termine di paragone, sebbene
"Vuoto a rendere" manifesti una propria forte identità,
si può dire che dEMI si colloca sulla scia degli illustri concittadini
Subsonica per come sa unire cantabilità, ballabilità e
tanta sostanza. Un disco eccellente che non è modaiolo, ma può
anche essere di moda, come dimostrano tutti i dieci pezzi e in particolare
"Eterno addio", supportata da giro di basso avvolgente, "Un
sano sfogo", accattivante sintesi tra chitarra hendrixiana e silicio,
e "Un'ombra che cammina", brano a metà tra dance anni
'70 e Jamiroquai. Info in rete all'indirizzo http://demi.34x.com.
Contatti e-mail:faxsoft@libero.it
Marco Stolfo
SATTAMASSAGANA
Fatina del sole
Cd autoprodotto 2001,
Euro 7,75 (L. 15.000)
Dalle parti di Giaveno arrivano i SattaMassaGana, gruppo che dopo alcuni
anni di cantina, tra cambi di formazione e tentativi di darsi una propria
fisionomia, sembra aver raggiunto un certo equilibrio e un sound con
precise caratteristiche. Ne è testimonianza "Fatina del
sole", l'esordio su cd della band, registrato lo scorso anno e
distribuito con il meritorio sostegno di un giornale locale. Il tratto
comune della raccolta è l'unione tra melodia, ritmo sostenuto
e azzeccati intrecci di voci e chitarre. Se non fosse per il formato
digitale, sembrerebbe di essere nel Regno Unito tra il '77 e il '79.
Dal punto di vista sonoro, infatti, è assai marcata l'impronta
di gruppi come Boys, Sham 69 e soprattutto Clash, con la differenza
che allora rifarsi al rock delle origini - niente fronzoli e tanta energia
- e magari "sporcarlo" di cadenze reggae, ska o funk, come
facevano con personalità Strummer, Jones e compagnia suonante,
era una scelta innovativa e "di rottura", mentre oggi rischia
spesso di rivelarsi un mero esercizio di stile. È proprio questa
l'impressione che danno i SattaMassaGana, ai quali va però riconosciuto
il merito di svolgere il proprio compito con profitto nella misura in
cui riescono a dar vita a dodici brani gradevoli all'orecchio. Informazioni
più dettagliate sul sito web www.sattamassagana.com.
Marco Stolfo
Alessandra Montrucchio
Macchie rosse
Marsilio ed., Euro 15,49 (L. 30.000)
Chi di noi non ha un'estate speciale da raccontare? Forse qualcuno.
Ma fate attenzione: tutto potrebbe stravolgersi proprio nel momento
in cui osservate impotenti il suo avanzare, che ha la parvenza d'essere
totalmente uguale a quelli passati. Titi ne sapeva qualcosa in proposito.
Certo Lido di Spina era il medesimo, tale e quale a quando ci si andava
da piccoli. Gli amici? Gli amici anche, come se il tempo si prendesse
sottilmente gioco di loro; i ritrovi... insostituibili; i pettegolezzi
inevitabili; poi il mare,sempre lui, così statico nella sua dinamicità
per non parlare del solito pensiero masochista di uno pseudoamore lontano
e impalpabile: Fizz. Ed Alessandro. "Ale", tanto perfetto
da trasmettere ammirazione e dolore; tanto anticonformista da costituire
il suo più grande punto di riferimento; tanto cinico da odiarlo;
tanto bello da adorarlo.
Probabilmente tutto sarebbe rimasto invariato, ma l'aria che tirava
non era quella: il periodo che si accingevano ad attraversare avrebbe
provocato un cambiamento in ciascuno soltanto per ingannare l'abitudine?
O stavano solo inevitabilmente crescendo? Qualsiasi fosse la spiegazione,
una parte sconosciuta stava affiorando in ognuno di loro, la meno nobile
o semplicemente la più reale; la parte che l'essere giovani,
immaturi, celava divinamente.
La Montrucchio ci ripropone un personaggio che ci è familiare.
Una specie di linea continua percorre tutti e tre i suoi lavori letterari
attraverso una protagonista implicitamente perpetua: la mordace ragazza
dall'intramontabile coda di cavallo, che si proietta con un pizzico
di timore e con molta nostalgia al mondo adulto, in cui non troppo inconsapevolmente
sta entrando. Ciò nonostante, stavolta questa figura sembra pervasa
da un alito di freschezza che solo la tardoadolescenza dona, e allora,
"Forse è per questo che scrivi, forse è perché
tutto quello che puoi riacchiappare della giovinezza è un'eco.
Tutto quello che puoi fare è testimoniarla".
Manuela Catania
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