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NUOTO
SINCRONIZZATO ALL' OMBRA DELLA MOLE
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Piscina
Franzoy, Strada Antica di Collegno 221, Torino, tel. 011.723090
(lun-merc-ven dalle 16.50 alle 17.40 e dalle 17.40 alle
18.30)
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Piscina
Parri, Via Tiziano 39, Torino, tel. 011.6635262 (mart-giov
dalle 17.40 alle 18.30)
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Piscina
Gerbido, Via Don Borio 6, Grugliasco, tel. 011 3092041 (mart-giov
dalle 16.00 alle 16.50 e dalle 16.50 alle 17.40).
Indirizzi utili
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Federazione
italiana nuoto - Comitato regionale Piemonte,
C.so Orbassano 72, 10136 Torino, tel. 011.3040686 aperto
dalle 15.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì
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NUOTO SICRONIZZATO,
IN ACQUA BATTENDO IL TEMPO
di Marco
Stolfo
La sua storia
è recente e poco conosciuta, la sua identità è ancora
in parte in discussione e la sua pratica si configura come una valida
alternativa alle "solite vasche" per chi sa nuotare, nonché
come uno sport nel contempo impegnativo e avvincente. È il nuoto
sincronizzato, disciplina giovane che richiede grande preparazione tecnica
e atletica, totale padronanza dei riflessi e dei movimenti del corpo,
senso del ritmo e della musica e soprattutto un'assoluta capacità
di muoversi in acqua. Per chi vuole cercare la gloria in questo sport
sono inoltre fondamentali due altri requisiti: si deve evidentemente avere
costanza e determinazione non comuni e bisogna essere di sesso femminile,
dato che a livello agonistico il nuoto sincronizzato è riservato
soltanto alle donne. Almeno per ora.
Tutte le forme di movimento sono effettuate in acqua a tempo di musica.
In una frase del genere è possibile una definizione sintetica di
ciò che si intende per nuoto sincronizzato. Per saperne di più
è necessario entrare in una piscina, domandare informazioni e,
se ci sono delle nuotatrici che si allenano oppure stanno partecipando
ad una gara, salire sulle gradinate il più in alto possibile per
avere una visione globale delle loro evoluzioni subacquee.
"È una disciplina per molti versi simile alla ginnastica artistica
femminile - spiega Valentina Marfulli, atleta di nuoto sincronizzato della
società sportiva Torino Sincro - soltanto che si pratica in piscina,
in acqua". Si può anche dire che è qualcosa di simile
alla danza, considerata la presenza della musica e tenendo conto che le
"sincronette", le nuotatrici di sincronizzato (sport ufficialmente
riconosciuto solo come femminile), effettuano una serie di figure obbligatorie,
paragonabili in qualche modo agli esercizi alla sbarra delle danzatrici.
In
principio fu il "balletto acquatico"
Non
ci sono notizie precise circa le sue origini. Quel che si sa è
che si tratta di una disciplina relativamente nuova, probabilmente nata
negli Stati Uniti, dove esistono gare e campionati sin dal 1945.
In principio c'era il "balletto acquatico", in cui le nuotatrici
formavano delle figure in superficie e la musica era usata soltanto
come accompagnamento di sottofondo. Successivamente si ebbe un'evoluzione:
la musica assunse un ruolo sempre più importante e le figure
divennero anche subacquee. Il 1955 è un anno fondamentale per
il nuoto sincronizzato, sia in quanto per la prima volta venne incluso
nel programma dei giochi Panamericani, e tale scelta fu contestata da
molti che preferivano considerarlo una forma d'arte piuttosto che una
disciplina sportiva, sia perché allora fu fondata l'Accademia
internazionale dell'arte acquatica, proprio per metterne in evidenza
le peculiarità espressive e creative.
In bilico tra arte e sport, il nuoto sincronizzato è rimasto
a lungo in questa posizione di limbo, nonostante la sua pratica cominciasse
a diffondersi anche in Europa e altrove nel mondo. Il suo inserimento
tra le discipline olimpiche in occasione dei Giochi di Los Angeles del
1984 ha almeno formalmente risolto l'annosa questione, tuttavia in alcuni
settori permane ancora una certa resistenza ad accettare il nuoto sincronizzato
come "un vero sport".
In
Italia, in Piemonte e a Torino
La
prima società italiana di nuoto sincronizzato è stata
costituita a Roma nel 1975, mentre la Nazionale azzurra di questa disciplina
ha fatto il suo esordio ufficiale a Bolzano due anni dopo, con una gara
contro la rappresentativa dell'Austria, e la sua prima partecipazione
a una competizione internazionale di rango è stata la presenza
ai Campionati del mondo che si tennero a Berlino nel 1978.
Nel frattempo anche nel nostro Paese si è creato un significativo
movimento sportivo legato a questa disciplina, incoraggiato dal sesto
posto conquistato dalla selezione italiana Juniores ai primi Campionati
europei giovanili di Berna del 1980 e caratterizzato dalla crescita
del numero di praticanti e dal miglioramento dei risultati a livello
internazionale.
Attualmente sono circa 2.000 le sincronette in Italia. Di queste, secondo
i dati presentati da Mauro Foschia, Vicepresidente regionale della Federazione
italiana nuoto, "circa 300 praticano questo sport in Piemonte,
partecipando all'attività di una delle 15 società che
sono impegnate in questo specifico settore". Più o meno
un quarto di queste atlete gravitano attorno a Torino, dove sono sostanzialmente
due i sodalizi che se ne occupano, cioè la Torino Sincro, che
ha una prima squadra in Serie B e cura il settore giovanile, e la Rari
Nantes Torino, che svolge attività promozionale, organizzando
corsi di avviamento a questa disciplina.
Fatica,
impegno e soddisfazione
"È
uno sport faticoso, ma dà anche tante soddisfazioni". Valentina
Marfulli descrive così il nuoto sincronizzato e spiega come sia
necessario "avere buone doti di acquaticità e grande preparazione
atletica per compiere movimenti e evoluzioni in piscina".
Bisogna curare molto la respirazione, sviluppando i polmoni in modo
tale da affrontare anche figure e esercizi da effettuare in apnea. È
altresì necessario essere costanti negli allenamenti, che a livello
di avviamento al nuoto sincronizzato consistono in due orette di piscina
a settimana - in cui si parte dal perfezionamento dei movimenti del
nuoto, si sperimentano le posizioni in verticale in acqua e si cominciano
i primi esercizi tecnici fondamentali senza musica - ma per chi fa agonismo,
anche nelle categorie giovanili, si trasformano in appuntamenti pressoché
quotidiani in cui si fa fondo e si perfezionano le figure.
Le soddisfazioni di cui parla Maffulli risiedono sia nei risultati da
raggiungere nella pratica agonistica sia nella possibilità di
esprimere se stesse e la propria creatività. Al di là
delle figure tecniche, che rappresentano ai massimi livelli soltanto
una delle due parti di ogni gara di sincronizzato, ogni atleta può
preparare degli esercizi liberi. Si tratta di combinazioni inventate
di tecnici al ritmo di uno o più brani musicali selezionati personalmente
oppure d'intesa con la compagna o le compagne con cui viene eseguita
ciascuna prova, se invece di essere singolare, si tratta di esercizi
doppi o di squadra. Il nuoto sincronizzato inoltre favorisce lo sviluppo
di agilità, armonia e coordinazione dei movimenti e fa crescere
in chi ce l'ha il proprio buon rapporto con l'acqua.
Sirene
e sirenetti
Per
praticare questa disciplina, in particolare con l'idea di approdare
all'agonismo, bisogna cominciare giovanissime, già all'età
di sei-otto anni, al massimo dieci. L'attività agonistica viene
svolta a livello di singola società e poi locale, regionale,
nazionale e internazionale e il tutto è organizzato per categorie
e fasce d'età, dalla Propaganda (corrispondente ai Pulcini del
calcio) alle Assolute (le sincronette professioniste, che hanno all'incirca
18-22 anni).
Nato e cresciuto come sport rigorosamente al femminile, il nuoto sincronizzato
sembra essere destinato ad aprirsi anche all'altra metà
della
piscina. In diversi Paesi iniziano a praticarlo anche dei ragazzi, sebbene
non possano farlo a livello agonistico ufficiale. In Italia un rappresentante
di queli che potrebbero essere i "sincronetti" è lo
statunitense Bill Mey, che da New York è giunto alla Roma Sincro
per perfezionarsi in vista delle prime gare ufficiali miste e maschili.
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Quanto
costa
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| Il
nuoto sincronizzato è uno sport costoso, soprattutto per
le società che lo promuovono. Il motivo è il bisogno
di spazio acqua: per poche sincronette è necessario utilizzare
un'intera piscina, anche solo per gli allenamenti. I costi di gestione
degli impianti sono molto alti, soprattutto in relazione al limitato
numero di praticanti. Per questo le società chiedono a chi
fa nuoto sincronizzato una quota di iscrizione - contributo alle
spese che va dai 200 ai 360 euro. Un corso per principianti della
durata di tre mesi costa all'incirca 100 euro. In compenso l'equipaggiamento
non differisce dalla dotazione di chiunque vada a nuotare in piscina. |
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