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gennaio/febbraio 2002


 

NUOTO SINCRONIZZATO ALL' OMBRA DELLA MOLE
  • Piscina Franzoy, Strada Antica di Collegno 221, Torino, tel. 011.723090 (lun-merc-ven dalle 16.50 alle 17.40 e dalle 17.40 alle 18.30)
  • Piscina Parri, Via Tiziano 39, Torino, tel. 011.6635262 (mart-giov dalle 17.40 alle 18.30)
  • Piscina Gerbido, Via Don Borio 6, Grugliasco, tel. 011 3092041 (mart-giov dalle 16.00 alle 16.50 e dalle 16.50 alle 17.40).

    Indirizzi utili
  • Federazione italiana nuoto - Comitato regionale Piemonte,
    C.so Orbassano 72, 10136 Torino, tel. 011.3040686 aperto dalle 15.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì
  • Torino Sincro: www.torinosincro.com
  • Rari Nantes Torino: www.sinet.it/rarinantesto

 


NUOTO SICRONIZZATO, IN ACQUA BATTENDO IL TEMPO

di Marco Stolfo
La sua storia è recente e poco conosciuta, la sua identità è ancora in parte in discussione e la sua pratica si configura come una valida alternativa alle "solite vasche" per chi sa nuotare, nonché come uno sport nel contempo impegnativo e avvincente. È il nuoto sincronizzato, disciplina giovane che richiede grande preparazione tecnica e atletica, totale padronanza dei riflessi e dei movimenti del corpo, senso del ritmo e della musica e soprattutto un'assoluta capacità di muoversi in acqua. Per chi vuole cercare la gloria in questo sport sono inoltre fondamentali due altri requisiti: si deve evidentemente avere costanza e determinazione non comuni e bisogna essere di sesso femminile, dato che a livello agonistico il nuoto sincronizzato è riservato soltanto alle donne. Almeno per ora.
Tutte le forme di movimento sono effettuate in acqua a tempo di musica. In una frase del genere è possibile una definizione sintetica di ciò che si intende per nuoto sincronizzato. Per saperne di più è necessario entrare in una piscina, domandare informazioni e, se ci sono delle nuotatrici che si allenano oppure stanno partecipando ad una gara, salire sulle gradinate il più in alto possibile per avere una visione globale delle loro evoluzioni subacquee.
"È una disciplina per molti versi simile alla ginnastica artistica femminile - spiega Valentina Marfulli, atleta di nuoto sincronizzato della società sportiva Torino Sincro - soltanto che si pratica in piscina, in acqua". Si può anche dire che è qualcosa di simile alla danza, considerata la presenza della musica e tenendo conto che le "sincronette", le nuotatrici di sincronizzato (sport ufficialmente riconosciuto solo come femminile), effettuano una serie di figure obbligatorie, paragonabili in qualche modo agli esercizi alla sbarra delle danzatrici.

In principio fu il "balletto acquatico"
Non ci sono notizie precise circa le sue origini. Quel che si sa è che si tratta di una disciplina relativamente nuova, probabilmente nata negli Stati Uniti, dove esistono gare e campionati sin dal 1945.
In principio c'era il "balletto acquatico", in cui le nuotatrici formavano delle figure in superficie e la musica era usata soltanto come accompagnamento di sottofondo. Successivamente si ebbe un'evoluzione: la musica assunse un ruolo sempre più importante e le figure divennero anche subacquee. Il 1955 è un anno fondamentale per il nuoto sincronizzato, sia in quanto per la prima volta venne incluso nel programma dei giochi Panamericani, e tale scelta fu contestata da molti che preferivano considerarlo una forma d'arte piuttosto che una disciplina sportiva, sia perché allora fu fondata l'Accademia internazionale dell'arte acquatica, proprio per metterne in evidenza le peculiarità espressive e creative.
In bilico tra arte e sport, il nuoto sincronizzato è rimasto a lungo in questa posizione di limbo, nonostante la sua pratica cominciasse a diffondersi anche in Europa e altrove nel mondo. Il suo inserimento tra le discipline olimpiche in occasione dei Giochi di Los Angeles del 1984 ha almeno formalmente risolto l'annosa questione, tuttavia in alcuni settori permane ancora una certa resistenza ad accettare il nuoto sincronizzato come "un vero sport".

In Italia, in Piemonte e a Torino
La prima società italiana di nuoto sincronizzato è stata costituita a Roma nel 1975, mentre la Nazionale azzurra di questa disciplina ha fatto il suo esordio ufficiale a Bolzano due anni dopo, con una gara contro la rappresentativa dell'Austria, e la sua prima partecipazione a una competizione internazionale di rango è stata la presenza ai Campionati del mondo che si tennero a Berlino nel 1978.
Nel frattempo anche nel nostro Paese si è creato un significativo movimento sportivo legato a questa disciplina, incoraggiato dal sesto posto conquistato dalla selezione italiana Juniores ai primi Campionati europei giovanili di Berna del 1980 e caratterizzato dalla crescita del numero di praticanti e dal miglioramento dei risultati a livello internazionale.
Attualmente sono circa 2.000 le sincronette in Italia. Di queste, secondo i dati presentati da Mauro Foschia, Vicepresidente regionale della Federazione italiana nuoto, "circa 300 praticano questo sport in Piemonte, partecipando all'attività di una delle 15 società che sono impegnate in questo specifico settore". Più o meno un quarto di queste atlete gravitano attorno a Torino, dove sono sostanzialmente due i sodalizi che se ne occupano, cioè la Torino Sincro, che ha una prima squadra in Serie B e cura il settore giovanile, e la Rari Nantes Torino, che svolge attività promozionale, organizzando corsi di avviamento a questa disciplina.

Fatica, impegno e soddisfazione
"È uno sport faticoso, ma dà anche tante soddisfazioni". Valentina Marfulli descrive così il nuoto sincronizzato e spiega come sia necessario "avere buone doti di acquaticità e grande preparazione atletica per compiere movimenti e evoluzioni in piscina".
Bisogna curare molto la respirazione, sviluppando i polmoni in modo tale da affrontare anche figure e esercizi da effettuare in apnea. È altresì necessario essere costanti negli allenamenti, che a livello di avviamento al nuoto sincronizzato consistono in due orette di piscina a settimana - in cui si parte dal perfezionamento dei movimenti del nuoto, si sperimentano le posizioni in verticale in acqua e si cominciano i primi esercizi tecnici fondamentali senza musica - ma per chi fa agonismo, anche nelle categorie giovanili, si trasformano in appuntamenti pressoché quotidiani in cui si fa fondo e si perfezionano le figure.
Le soddisfazioni di cui parla Maffulli risiedono sia nei risultati da raggiungere nella pratica agonistica sia nella possibilità di esprimere se stesse e la propria creatività. Al di là delle figure tecniche, che rappresentano ai massimi livelli soltanto una delle due parti di ogni gara di sincronizzato, ogni atleta può preparare degli esercizi liberi. Si tratta di combinazioni inventate di tecnici al ritmo di uno o più brani musicali selezionati personalmente oppure d'intesa con la compagna o le compagne con cui viene eseguita ciascuna prova, se invece di essere singolare, si tratta di esercizi doppi o di squadra. Il nuoto sincronizzato inoltre favorisce lo sviluppo di agilità, armonia e coordinazione dei movimenti e fa crescere in chi ce l'ha il proprio buon rapporto con l'acqua.

Sirene e sirenetti
Per praticare questa disciplina, in particolare con l'idea di approdare all'agonismo, bisogna cominciare giovanissime, già all'età di sei-otto anni, al massimo dieci. L'attività agonistica viene svolta a livello di singola società e poi locale, regionale, nazionale e internazionale e il tutto è organizzato per categorie e fasce d'età, dalla Propaganda (corrispondente ai Pulcini del calcio) alle Assolute (le sincronette professioniste, che hanno all'incirca 18-22 anni).
Nato e cresciuto come sport rigorosamente al femminile, il nuoto sincronizzato sembra essere destinato ad aprirsi anche all'altra metà…della piscina. In diversi Paesi iniziano a praticarlo anche dei ragazzi, sebbene non possano farlo a livello agonistico ufficiale. In Italia un rappresentante di queli che potrebbero essere i "sincronetti" è lo statunitense Bill Mey, che da New York è giunto alla Roma Sincro per perfezionarsi in vista delle prime gare ufficiali miste e maschili.

Quanto costa
Il nuoto sincronizzato è uno sport costoso, soprattutto per le società che lo promuovono. Il motivo è il bisogno di spazio acqua: per poche sincronette è necessario utilizzare un'intera piscina, anche solo per gli allenamenti. I costi di gestione degli impianti sono molto alti, soprattutto in relazione al limitato numero di praticanti. Per questo le società chiedono a chi fa nuoto sincronizzato una quota di iscrizione - contributo alle spese che va dai 200 ai 360 euro. Un corso per principianti della durata di tre mesi costa all'incirca 100 euro. In compenso l'equipaggiamento non differisce dalla dotazione di chiunque vada a nuotare in piscina.
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