REPORTAGE

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gennaio/febbraio 2002


 


 

 

 


TERRA AUSTRALIS INCOGNITA

di Emanuela Mazzucchetti
Terra Australis Incognita, secondo gli antichi portolani; Antartide, oggi, sugli atlanti. Stiamo per sbarcare nell'ultimo "mondo" scoperto dall'uomo, nel più affascinante e ancora in gran parte inesplorato. Un continente dalla storia recente: le prime notizie si devono ai nomi di Amundsen (1911), Scott (1913), Byrd (nel '29). La sua nascita geologica ci riporta molto indietro nel tempo, a 30 milioni di anni fa quando, dopo essersi staccato da Africa, sud America e Australia, ha occupato l'area del polo. Un processo ancora in corso: sotto il ghiaccio si nasconde un cuore infuocato, che trova sfogo nelle attività vulcaniche delle dorsali oceaniche, della Terra di Byrd e del mare di Ross.
Ghiaccio e fuoco, gli estremi a contatto, la natura all'ennesima potenza: un elemento in più ad accrescere il fascino di questa terra unica al mondo. 15 milioni di kmq di ghiaccio perenne, distribuiti tra la piattaforma continentale e gli iceberg galleggianti, che le correnti trasportano verso Nord: una coltre ghiacciata dello spessore medio di 2400 metri, con punte massime di 4700: 30 milioni di metri cubi di acqua gelata. La temperatura del continente antartico è inferiore di circa il 30% rispetto a quella artica: in inverno, sull'altopiano centrale, oscilla tra -40 e -70°C; in estate, tra -15 e -35°C. Sulla costa si registrano temperature invernali tra -15° e -35°C, ed estive tra 0° e +15°.
Non è cambiato il paesaggio da ciò che videro i primi esploratori: bianco abbagliante, infinito silenzio, la sensazione dell'assenza del tempo. Forti venti, il blizzard può soffiare anche a 300 km all'ora, rendono quasi impossibile la vita al suolo, se non per alcune specie vegetali, soprattutto licheni, e per diverse specie di vertebrati. Ricchissimo è invece l'ecosistema marino: fitoplancton e zooplancton e, a livelli superiori, pesci, uccelli marini (ben 8 differenti specie di pinguini), foche e balene.
"In una terra così difficile, così estrema, che costringe ai limiti delle proprie potenzialità fisiche e mentali, l'uomo è, e continuerà ad essere, un ospite", è il pensiero ricorrente di chi laggiù c'è stato. Già perché, a dispetto dell'isolamento geografico (4000 km di mare la separano dall'Africa, 2000 dalla Nuova Zelanda, 1000 dall'America Meridionale) e delle condizioni climatiche e ambientali proibitive, l'Antartide è meta di spedizioni scientifiche e anche, potenza dei tour operators, di un certo, selezionato, turismo.
"Attualmente le cifre della 'popolazione antartica' sono le seguenti: in inverno circa 1000 persone svernano rinchiuse nelle basi a Sud del 60° parallelo e circa 200 nelle isole subantartiche", leggiamo nei rapporti scientifici. D'estate il numero dei residenti nelle basi sale a circa 4000 e altrettanti sono i non stanziali, gli addetti ai rifornimenti e a servizi annessi: a questi si aggiungono circa 9000 turisti estivi. "La crociera in Antartide - spiega un agente turistico - prevede una o due settimane di navigazione. In tutto sono previste un paio di escursioni sul territorio, due sbarchi di poche ore ciascuno".
Politicamente il territorio dell'Antartide è stato suddiviso tra Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Sud Africa, Francia, Norvegia, USA, Argentina: tuttavia, il Trattato Antartico del 23 giugno del 1961 ne ha congelato la divisione territoriale e l'ha trasformata nel primo continente smilitarizzato, denuclearizzato e dedicato all'attività scientifica di ricerca: un immenso parco naturale, un laboratorio unico per gli studiosi che si occupano di ricostruire la storia della Terra e per i ricercatori che ne monitorano il presente per guidarne in qualche modo il futuro.
Un luogo fuori dallo spazio globalizzato e fuori dal tempo scandito. Un paradiso? Certamente un ecosistema da preservare a tutti i costi. Ecco perché le spedizioni internazionali si sono riunite in un organo comunitario che fissa e regola le modalità e gli scopi della presenza scientifica in Antartide: "Lo SCAR, Scientific Committee on Antartic Research, prevede un comitato esecutivo che esamina i progetti di ricerca. Geologia, biologia, medicina, fisica e chimica dell'atmosfera, climatologia, astrofisica sono i settori principali. L'approvazione e l'ammissione del progetto di ricerca è vincolato al fatto che l'attività scientifica sia riconosciuta come significativa e indipendente".
Nel 1981 anche l'Italia ha sottoscritto il Trattato Antartico e ha costituito il PNRA, Programma Nazionale di Ricerche in Antartide: dal 1991 si sono susseguite 13 spedizioni; a fine dicembre altri ricercatori sono partiti, destinazione la base permanente italiana, denominata Baia Terra Nova.
Siamo sulla penisola tra Campbell e Drygalski (latitudine 74°41'42"Sud, longitudine 164°07'23"Est), in una struttura bassa e articolata, costituita da 5000 kmq di superficie coperta, distribuiti tra gli alloggi per i ricercatori (circa 70 persone), laboratori, sala radio, uffici logistici e locali di servizio (centrale elettrica, potabilizzatore, inceneritore, depuratore, officine, magazzini). La posizione offre un agevole accesso al mare (ghiacciato normalmente fino alla fine di dicembre) sia da est che da ovest. "I rifornimenti - e i contatti col resto del mondo - sono garantiti solo d'estate. L'atterraggio del C130 significa per noi visite, notizie, cibo fresco, pezzi di ricambio…".
"Una delle prime cose da fare all'arrivo è il corso di sopravvivenza antartica. Questa è la condizione per affrontare spedizioni fuori dalla base. Le regole per la preparazione dei programmi polari sono stabilite dalla National Science Foundation americana e prevedono due giorni di addestramento all'esterno, con pernottamento in un igloo che ci si è autocostruiti. La temperatura oscilla normalmente tra i -12° e i -14°C, ma col vento è normale avere -40°C".
L'attività primaria dei nostri ricercatori consiste nel carotaggio sistematico in profondità della coltre ghiacciata. Le perforazioni hanno consentito di raggiungere i sedimenti di età oligocenica, che risalgono a 30 milioni di anni fa, ovvero alla formazione del continente antartico, a oltre 300 metri di profondità, che sono risultati ricchi di conchiglie fossili.
"Le analisi delle 'carote' hanno individuato molte forme di vita primordiale, tra cui spiccano delicati coralli a calice, appartenenti a una specie finora sconosciuta sulla Terra".
L'obiettivo è di scendere ancora, fino ai livelli del Cretaceo, alla fine dell'era Mesozoica: un viaggio nelle viscere stesse del nostro pianeta, indietro fino alle origini della nostra storia.
Ogni spedizione dura circa 6 mesi, al termine dei quali normalmente il personale ruota. La permanenza per periodi troppo prolungati genera problemi di adattamento: il ritmo delle stagioni e della scansione giorno/notte è completamente alterato: durante l'estate australe, da ottobre a febbraio, la regione è costantemente illuminata dal sole, ma nei restanti mesi regna la completa oscurità. "Non esiste ancora l'Homo Antarticus, anche se è vero che la lunga notte polare fa sì che si crei un forte spirito di coesione: nascono gerghi, riti, costumi allusivi delle esperienze comuni, incomprensibili agli estranei. Il soggiorno in Antartide è un'esperienza meravigliosa, ma alla fine è bello rientrare a casa".

MUSEO NAZIONALE DELL'ANTARTIDE
Il Museo Nazionale dell'Antartide (MNA) nasce dalla collaborazione interuniversitaria di Genova, Siena e Trieste. Il museo propone un percorso interattivo alla scoperta del Continente Bianco, attraverso un allestimento dinamico, appassionante e davvero coinvolgente: filmati, collezioni di reperti, mappe, ricostruzioni fedeli degli ambienti antartici immergono i visitatori nell'atmosfera di un vero viaggio nella più remota delle destinazioni.Il Museo Antartico è aperto a Genova dal 1998, nell'area del Porto Antico. Uno dei suoi punti "forti" è il percorso didattico personalizzato, espressamente creato per tutti gli ordini di scuole, dalle materne alle superiori, in cui si approfondiscono temi storici o più specificatamente scientifici. Brevi lezioni monografiche di un'ora precedono la visita ai locali espositivi, e al termine della giornata di "full immersion" antartica si viene promossi, con consegna ufficiale di un diploma, "esploratori polari"! A breve è prevista anche l'apertura delle sezioni senesi e triestine. Per saperne di più è utile visitare il sito ufficiale del museo www.mna.it.
Sezione espositiva: Palazzina Millo, Area Porto Antico, Genova, tel. 010 2543690
Gli orari: da martedì a sabato, dalle 9.45 alle 17.30; la domenica, dalle 10.00 alle 18.00.

Per saperne di più
Curiosi o studiosi? In ogni caso ecco alcuni indirizzi interessanti in rete:
www.pnra.it: Sito ufficiale del Programma Nazionale di Ricerche Antartiche italiano
www.vps.it/scienza/pnra: Viaggio virtuale nella base italiana Baia di Terra Nova
www.mna.it: Sito ufficiale del Museo Nazionale Antartico, nato dalla collaborazione del centro interuniversitario di Genova, Siena e Trieste.
www.fiat.to/viaggi/antartide: In diretta dall'Antartide, notizie da Marco Taviani, ricercatore del CNR che per tre volte è stato in Antartide. Molte foto accompagnano il diario delle spedizioni
www.nordesud.it: Sito amatoriale sul continente bianco, ricco di informazioni
www.antarctica2001.com: Affronta temi naturalistici e ambientali
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