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gennaio/febbraio 2002


 

 

 


IL MARACANA' IN UNA STANZA
L'allenatore abbaia le ultime istruzioni: i giocatori sono tesi, i lineamenti contratti, i muscoli rigidi, i piedi pesanti. Tra poco incomincerà la sfida del secolo; terreno di scontro:

di Fabrizio Pezzana

Sale alto l'urlo dei tifosi assiepati sulle tribune: di fronte due squadre che infiammano milioni di appassionati: gli sfidanti, passati in poco più di vent'anni dai primi ingenui calci a questa storica finale; i campioni in carica, eredi di una tradizione lunga un secolo e mezzo, fanno affidamento sull'esperienza, ma appaiono fisicamente in difficoltà; tutto è pronto per il calcio d'inizio: il match VideoGiochi contro CalcioTavolo può iniziare.

Il pallone nello schermo
Già, videogiochi o calciotavolo è l'alternativa per chi, innamorato del gioco più diffuso (e forse più bello) al mondo, non ne ha abbastanza di stadi e campetti, di televisioni pubbliche, private e a pagamento, di giornali, riviste e del chiacchiericcio calcistico che pervade i vari mezzi di comunicazione; insomma, per chi sogna il Maracanà in salotto.
Era la fine degli anni '70 quando sugli schermi di mezzo mondo comparvero due barrette mobili e luminose su cui rimbalzava una pallina: era nato il Pong, chez Atari, il primo videogioco a carattere sportivo; da allora ne abbiamo viste (e giocate) di tutti i colori: l'International Soccer (1983), dove undici giocatori disegnati da grossi pixel rincorrevano una pallina; la prima metà degli anni '90, le consolle a 16 bit (Amiga, Atari) ed il Peter Shilton's Handball Maradona, tutto giocato dal punto di vista del portiere; l'I Play 3d Soccer, che permetteva di impersonificare un giocatore e con questo partecipare alle azioni; ed il Kick-off, che con una prospettiva "a volo d'uccello" rappresentava i giocatori come pallini, le teste, sotto cui si muovevano freneticamente i piedi; infine i secondi anni '90, dove su Play Station e PC "girano" videogiochi, quali la serie Fifa, dal Fifa Soccer (1995) all'edizione 2002 o l'Acua Soccer, caratterizzati da una ottima giocabilità.
Giocabilità, certo, ma anche e soprattutto verosimiglianza con il calcio rappresentato, quello televisivo, per intendersi: tecniche di animazione motion capture, capaci di riprodurre in maniera più fluida il movimento dei giocatori, telecronaca a due voci, replay, scelta della telecamera di ripresa, similitudine di tratti somatici, caratteristiche e tattiche di gioco fra squadre vere ed elettroniche sono tutti elementi imprescindibili dai videogiochi di calcio moderni; insomma, mancano solo più gli scontri tra ultras e carabinieri, o cori e striscioni razzisti per rendere completamente indistinguibili realtà e finzione.

Calcio e le sue metafore
Se dunque la verosimiglianza è il principio ispiratore dei videogiochi, per i giochi di calciotavolo possiamo parlare di metafora, ossia di estrapolazione dell'obiettivo (in inglese goal) specifico del gioco, ovvero la violazione del territorio avversario, la porta, dal suo contesto originario, il campo da calcio, e la sua domestica riproposizione con regole, tattiche, meccanismi di gioco i più disparati: non per nulla la leggenda narra che la prima rudimentale forma di calcio da tavolo sia nata ad opera di marinai inglesi, che non potendo praticare il football per mancanza di spazio a bordo delle navi, si risolsero a fabbricare sagome in piombo dei giocatori.
Passando dalla leggenda alla storia, va rilevato il fatto che la English Football Association, la Lega Calcio inglese, nacque nel 1863; ebbene, già nel 1884 veniva messo in commercio un gioco da tavolo sostanzialmente uguale a quello dei marinai inglesi, dotato di figurine in piombo e di un tavoliere da gioco; da allora sono stati molti i tentativi di riprodurre indoor il gioco del calcio: tra i tanti possiamo citare il Kick-it, dove le miniature erano collegate ad una pistola di legno: tirando il grilletto scattava una molla che comandava il piede di calcio del giocatore; il Blow Football, un tavoliere dalle sponde rialzate dove una pallina veniva soffiata con cannucce verso la porta avversaria; i calci da tavolo magnetici, sorta di biliardini con giocatori dalla base costituita da una calamita e manovrati da stecchette poste sotto al piano di gioco.
Ancora, tra i giochi che hanno avuto una certa diffusione vanno citati il calciotappo ed il Tipp-Kick; il primo, a carattere popolare ed artigianale, derivato dal ciclotappo, viene giocato con tappi a corona all'interno dei quali si applicano le immagini dei calciatori preferiti, oppure, come avveniva negli anni '60, con le sagome dei giocatori di serie A regalate dal "Corriere dei Piccoli"; non esistono ovviamente regole formalizzate né sul numero dei giocatori (4 o 6 o 11), né sulle dimensioni del campo, sulla durata dell'incontro (a punti o a tempo) né sulla forma della palla (a volte un tappo mignon, oppore una pallina di carta o altro materiale).
Ad un lignaggio ben differente appartiene il tedesco Tipp-Kick, in commercio dal 1923: le miniature metalliche dei giocatori calciano la pallina con una gamba mobile comandata da un apposito pulsante posto sulla sommità del capo del giocatore stesso; le squadre sono composte da quattro giocatori, disponibili in varie versioni, da principiante a bionico, con la gamba calciante intercambiabile.

1947 nasce il Subbuteo
Ma "il" calcio da tavolo è sicuramente il Subbuteo, che riprende un precedente gioco di calciotavolo, il Newfooty, creato dall'inglese Keelings nel 1929. Il Newfooty era costruito con materiali poveri: bottoni, cartone e caucciù, le porte in fil di ferro, le palline in sughero; eppure molti elementi sarebbero poi stati ripresi nel Subbuteo: il portiere comandato da un'astina, la creazione di un'area di tiro, ma soprattutto la tecnica del "colpo di dito", per il movimento dei giocatori.
Nel secondo dopoguerra, la diffusione dei materiali plastici permise la realizzazione di miniature tridimensionali, oscillanti su piedistalli semisferici e zavorrati, tecnicamente dei "misirizzi", capaci di consentire il gioco "ad effetto". È il 1947 e nasce il Subbuteo, così battezzato perché il suo creatore, l'inglese Peter Adolph, ornitologo, vide nel rapido e secco colpo di dito impresso al giocatore alla figurina qualcosa di simile al fulmineo colpo di becco del falco lodolaio, il Falco Subbuteo, appunto.
Da allora per il Subbuteo è stata una marcia trionfale: milioni di pezzi venduti in tutto il mondo, tra cui squadre con i colori delle nazionali, delle società di club, un numero smisurato di accessori, dai fari ai tabelloni pubblicitari agli stadi interi; svariati tentativi di imitazione (in Italia ricordiamo il Giocagol della Atlantic e lo Zeügo della Parodi) e ovviamente i campionati nazionali e mondiali di categoria (dove, come in tutte le cose che costano poco ma valgono molto, l'Italia è campione del mondo in carica).
Un universo calcistico parallelo ed in miniatura, la cui esistenza, però, appare in pericolo: nel gennaio 2000 la società Hasbro, costruttrice del Subbuteo, ha annunciato la cessazione della sua produzione, dovuta al calo di vendite concomitante al boom dei videogiochi; decisione successivamente sospesa, in zona Cesarini e sotto la spinta del dodicesimo uomo, la tifoseria delle e-mail, che tempestando di proteste il sito della società ha riportato il punteggio in parità.
Si va dunque ai supplementari; ancora un po' di spazio per l'illusione che, nel calcio da tavolo come in quello vero, non siano le vittorie e le sconfitte a decretare il successo di un giocatore ma, come recita la famosa canzone, il coraggio, l'altruismo e la fantasia; quelle doti che permettono ad ogni innamorato del calcio, nel chiuso di una cameretta con i mobili cartonati, di scendere in campo al Maracanà.

INFO
Calciotavolo in libreria: "La tribù del calcio", di Desmond Morris, Mondadori, dedicato alle metafore incarnate dal e nel calcio; l'"Enciclopedia dei Giochi" di Giampaolo Dossena, UTET, e "Giocare con sassolini, monete e tappi di bottiglia" di Andrea Angiolino e Pier Giorgio Paglia, LDC, per scoprire o riscoprire giochi dimenticati.
Calciotavolo sul web:
per una critica rilettura dei videogiochi di calcio, l'interessante e "Breve storia dei videogiochi di calcio", www.noemalab.com/sections/ideas/ideas_articles/pdf/dantrassi.pdf
Kick-tipp: chi mastica un po' di tedesco può visitare il sito www.toy.de/tipp-kick/; o, in inglese, www.tipp-kick.com/player/player.htm
Numerosissimi i siti ufficiali ed amatoriali dedicati al Subbuteo: quello della Federazione Internazionale Calcio da Tavolo (www.nano.no/~jhb/fistf/), dell'Associazione Italiana (www.aicat.it), mentre per la Federazione Italiana, il cui sito è in ristrutturazione, ci si può rivolgere al responsabile regionale piemontese, Paolo Cuccu, cuccu@libero.it; una miniera di informazioni, immagini e links all'indirizzo http://calciotavolo.virtualave.net/ita/intro.shtml; il Subbuteo Club Valsangone (http://digilander.iol.it/scvalsangone) e il Freeclub (http://www.freeclub.it/subbuteo.htm), due club piemontesi che permettono ai profani di muovere i primi passi nel mondo affascinante del calcio da tavolo.
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