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IL MARACANA'
IN UNA STANZA
L'allenatore
abbaia le ultime istruzioni: i giocatori sono tesi, i lineamenti contratti,
i muscoli rigidi, i piedi pesanti. Tra poco incomincerà la sfida
del secolo; terreno di scontro:
di
Fabrizio Pezzana
Sale
alto l'urlo dei tifosi assiepati sulle tribune: di fronte due squadre
che infiammano milioni di appassionati: gli sfidanti, passati in poco
più di vent'anni dai primi ingenui calci a questa storica finale;
i campioni in carica, eredi di una tradizione lunga un secolo e mezzo,
fanno affidamento sull'esperienza, ma appaiono fisicamente in difficoltà;
tutto è pronto per il calcio d'inizio: il match VideoGiochi contro
CalcioTavolo può iniziare.
Il
pallone nello schermo
Già,
videogiochi o calciotavolo è l'alternativa per chi, innamorato
del gioco più diffuso (e forse più bello) al mondo, non
ne ha abbastanza di stadi e campetti, di televisioni pubbliche, private
e a pagamento, di giornali, riviste e del chiacchiericcio calcistico
che pervade i vari mezzi di comunicazione; insomma, per chi sogna il
Maracanà in salotto.
Era la fine degli anni '70 quando sugli schermi di mezzo mondo comparvero
due barrette mobili e luminose su cui rimbalzava una pallina: era nato
il Pong, chez Atari, il primo videogioco a carattere sportivo; da allora
ne abbiamo viste (e giocate) di tutti i colori: l'International Soccer
(1983), dove undici giocatori disegnati da grossi pixel rincorrevano
una pallina; la prima metà degli anni '90, le consolle a 16 bit
(Amiga, Atari) ed il Peter Shilton's Handball Maradona, tutto giocato
dal punto di vista del portiere; l'I Play 3d Soccer, che permetteva
di impersonificare un giocatore e con questo partecipare alle azioni;
ed il Kick-off, che con una prospettiva "a volo d'uccello"
rappresentava i giocatori come pallini, le teste, sotto cui si muovevano
freneticamente i piedi; infine i secondi anni '90, dove su Play Station
e PC "girano" videogiochi, quali la serie Fifa, dal Fifa Soccer
(1995) all'edizione 2002 o l'Acua Soccer, caratterizzati da una ottima
giocabilità.
Giocabilità, certo, ma anche e soprattutto verosimiglianza con
il calcio rappresentato, quello televisivo, per intendersi: tecniche
di animazione motion capture, capaci di riprodurre in maniera più
fluida il movimento dei giocatori, telecronaca a due voci, replay, scelta
della telecamera di ripresa, similitudine di tratti somatici, caratteristiche
e tattiche di gioco fra squadre vere ed elettroniche sono tutti elementi
imprescindibili dai videogiochi di calcio moderni; insomma, mancano
solo più gli scontri tra ultras e carabinieri, o cori e striscioni
razzisti per rendere completamente indistinguibili realtà e finzione.
Calcio
e le sue metafore
Se
dunque la verosimiglianza è il principio ispiratore dei videogiochi,
per i giochi di calciotavolo possiamo parlare di metafora, ossia di
estrapolazione dell'obiettivo (in inglese goal) specifico del gioco,
ovvero la violazione del territorio avversario, la porta, dal suo contesto
originario, il campo da calcio, e la sua domestica riproposizione con
regole, tattiche, meccanismi di gioco i più disparati: non per
nulla la leggenda narra che la prima rudimentale forma di calcio da
tavolo sia nata ad opera di marinai inglesi, che non potendo praticare
il football per mancanza di spazio a bordo delle navi, si risolsero
a fabbricare sagome in piombo dei giocatori.
Passando dalla leggenda alla storia, va rilevato il fatto che la English
Football Association, la Lega Calcio inglese, nacque nel 1863; ebbene,
già nel 1884 veniva messo in commercio un gioco da tavolo sostanzialmente
uguale a quello dei marinai inglesi, dotato di figurine in piombo e
di un tavoliere da gioco; da allora sono stati molti i tentativi di
riprodurre indoor il gioco del calcio: tra i tanti possiamo citare il
Kick-it, dove le miniature erano collegate ad una pistola di legno:
tirando il grilletto scattava una molla che comandava il piede di calcio
del giocatore; il Blow Football, un tavoliere dalle sponde rialzate
dove una pallina veniva soffiata con cannucce verso la porta avversaria;
i calci da tavolo magnetici, sorta di biliardini con giocatori dalla
base costituita da una calamita e manovrati da stecchette poste sotto
al piano di gioco.
Ancora, tra i giochi che hanno avuto una certa diffusione vanno citati
il calciotappo ed il Tipp-Kick; il primo, a carattere popolare ed artigianale,
derivato dal ciclotappo, viene giocato con tappi a corona all'interno
dei quali si applicano le immagini dei calciatori preferiti, oppure,
come avveniva negli anni '60, con le sagome dei giocatori di serie A
regalate dal "Corriere dei Piccoli"; non esistono ovviamente
regole formalizzate né sul numero dei giocatori (4 o 6 o 11),
né sulle dimensioni del campo, sulla durata dell'incontro (a
punti o a tempo) né sulla forma della palla (a volte un tappo
mignon, oppore una pallina di carta o altro materiale).
Ad un lignaggio ben differente appartiene il tedesco Tipp-Kick, in commercio
dal 1923: le miniature metalliche dei giocatori calciano la pallina
con una gamba mobile comandata da un apposito pulsante posto sulla sommità
del capo del giocatore stesso; le squadre sono composte da quattro giocatori,
disponibili in varie versioni, da principiante a bionico, con la gamba
calciante intercambiabile.
1947
nasce il Subbuteo
Ma
"il" calcio da tavolo è sicuramente il Subbuteo, che
riprende un precedente gioco di calciotavolo, il Newfooty, creato dall'inglese
Keelings nel 1929. Il Newfooty era costruito con materiali poveri: bottoni,
cartone e caucciù, le porte in fil di ferro, le palline in sughero;
eppure molti elementi sarebbero poi stati ripresi nel Subbuteo: il portiere
comandato da un'astina, la creazione di un'area di tiro, ma soprattutto
la tecnica del "colpo di dito", per il movimento dei giocatori.
Nel secondo dopoguerra, la diffusione dei materiali plastici permise
la realizzazione di miniature tridimensionali, oscillanti su piedistalli
semisferici e zavorrati, tecnicamente dei "misirizzi", capaci
di consentire il gioco "ad effetto". È il 1947 e nasce
il Subbuteo, così battezzato perché il suo creatore, l'inglese
Peter Adolph, ornitologo, vide nel rapido e secco colpo di dito impresso
al giocatore alla figurina qualcosa di simile al fulmineo colpo di becco
del falco lodolaio, il Falco Subbuteo, appunto.
Da allora per il Subbuteo è stata una marcia trionfale: milioni
di pezzi venduti in tutto il mondo, tra cui squadre con i colori delle
nazionali, delle società di club, un numero smisurato di accessori,
dai fari ai tabelloni pubblicitari agli stadi interi; svariati tentativi
di imitazione (in Italia ricordiamo il Giocagol della Atlantic e lo
Zeügo della Parodi) e ovviamente i campionati nazionali e mondiali
di categoria (dove, come in tutte le cose che costano poco ma valgono
molto, l'Italia è campione del mondo in carica).
Un universo calcistico parallelo ed in miniatura, la cui esistenza,
però, appare in pericolo: nel gennaio 2000 la società
Hasbro, costruttrice del Subbuteo, ha annunciato la cessazione della
sua produzione, dovuta al calo di vendite concomitante al boom dei videogiochi;
decisione successivamente sospesa, in zona Cesarini e sotto la spinta
del dodicesimo uomo, la tifoseria delle e-mail, che tempestando di proteste
il sito della società ha riportato il punteggio in parità.
Si va dunque ai supplementari; ancora un po' di spazio per l'illusione
che, nel calcio da tavolo come in quello vero, non siano le vittorie
e le sconfitte a decretare il successo di un giocatore ma, come recita
la famosa canzone, il coraggio, l'altruismo e la fantasia; quelle doti
che permettono ad ogni innamorato del calcio, nel chiuso di una cameretta
con i mobili cartonati, di scendere in campo al Maracanà.
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INFO
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Calciotavolo in libreria: "La tribù del calcio",
di Desmond Morris, Mondadori, dedicato alle metafore incarnate dal
e nel calcio; l'"Enciclopedia dei Giochi" di Giampaolo
Dossena, UTET, e "Giocare con sassolini, monete e tappi di
bottiglia" di Andrea Angiolino e Pier Giorgio Paglia, LDC,
per scoprire o riscoprire giochi dimenticati.
Calciotavolo sul web:
per una critica rilettura dei videogiochi di calcio, l'interessante
e "Breve storia dei videogiochi di calcio", www.noemalab.com/sections/ideas/ideas_articles/pdf/dantrassi.pdf
Kick-tipp: chi mastica un po' di tedesco può visitare il
sito www.toy.de/tipp-kick/;
o, in inglese, www.tipp-kick.com/player/player.htm
Numerosissimi i siti ufficiali ed amatoriali dedicati al Subbuteo:
quello della Federazione Internazionale Calcio da Tavolo (www.nano.no/~jhb/fistf/),
dell'Associazione Italiana (www.aicat.it),
mentre per la Federazione Italiana, il cui sito è in ristrutturazione,
ci si può rivolgere al responsabile regionale piemontese,
Paolo Cuccu, cuccu@libero.it;
una miniera di informazioni, immagini e links all'indirizzo http://calciotavolo.virtualave.net/ita/intro.shtml;
il Subbuteo Club Valsangone (http://digilander.iol.it/scvalsangone)
e il Freeclub (http://www.freeclub.it/subbuteo.htm),
due club piemontesi che permettono ai profani di muovere i primi
passi nel mondo affascinante del calcio da tavolo. |
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