TEMPO LIBERO

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2002

gennaio/febbraio 2002


 

 

ADEMPIMENTI
La IATA è l'associazione mondiale del Teatro Amatoriale, nata nel 1957, a cui aderiscono oggi 80 paesi, compresa l'Italia (www.aitaiata.org).
La FITA è invece la Federazione Italiana Teatro Amatori, che fa riferimento appunto alla sopra citata IATA. Nel suo sito, www.fitateatro.org, al link "adempimenti" si trova un valido aiuto per la compilazione delle pratiche: ne viene fornito un elenco e una copia in fac-simile per ognuna. (agibilità ENPALS, posizione INPS ed INAIL, Nulla Osta del Ministero, versamenti alla Siae).
Altro punto di riferimento è il TAI: Ente Teatro Amatoriale Italiano, associazione nata nell'83 allo scopo di promuovere il consolidamento, la promozione e lo sviluppo del Teatro.

 


TEATRO MON AMOUR

di Guido Folco e Viviana Masi
Dagli appassionati che svolgono tutt'altro mestiere ai giovani che desiderano un'esperienza che permetta loro di entrare in contatto con la professione che sognano, tutti accomunati dall'amore per il palcoscenico e da un'incontenibile voglia di comunicare: questo è il teatro amatoriale, a Torino realtà molto variegata.
I gruppi più strutturati si stimano essere una cinquantina, senza contare quelli che si ritrovano nell'ambiente scolastico o aziendale o quelli che magari durano lo spazio di pochi mesi. Realizzano pièces tratte dal repertorio classico o propongono testi inediti in italiano o in dialetto piemontese. L'approccio a questo mondo può essere momento di divertimento e unione con un gruppo, un passatempo ricco di creatività e al tempo stesso educativo, oppure ottimo punto di partenza per chi voglia iniziarsi al palcoscenico e intraprendere questa professione nel futuro, vista la serietà con cui queste compagnie lavorano e la possibilità di farsi conoscere partecipando a numerosi festival di teatro amatoriale.
Le istituzioni svolgono un ruolo di sostegno dell'attività svolta dai gruppi di teatro amatoriale e promuovono iniziative in quest'ambito. Nello stesso tempo le compagnie espongono delle problematiche: purtroppo, infatti, non basta armarsi di abiti di scena, copioni, fantasia e talento, per intraprendere un'attività di questo tipo. Il palcoscenico ospita in Italia solo chi raccoglie tutta la sua pazienza e affronta le numerose pratiche burocratiche di dovere, il che comporta naturalmente esborso di denaro.

La parola agli interessati
Il Gruppo Teatro Zero (011.4429710), che produce spesso testi inediti o riadatta lavori famosi, ad esempio, è composto da dipendenti del Circolo Comunale e vede nella mancanza degli spazi e nella loro agibilità a norma di legge uno dei problemi maggiori: "È difficile reperire luoghi utili e adatti a fare teatro - spiega Sergio Toniato - non solo per allestire lo spettacolo, ma anche per le prove.
Torino inoltre ha un pubblico molto indifferente e, anche nelle rassegne organizzate dal Comune o da enti pubblici in teatri noti della città, arrivano sempre e solo parenti e amici. La stampa non ci aiuta e non si deve fare affidamento sui finanziamenti.
La burocrazia invece è un tasto dolente. Per soddisfare le richieste di Siae e Enpals, che è l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (ma noi non siamo professionisti!), si perdono intere giornate agli sportelli. Il Tai (Teatro Amatoriale Italiano) è un ente che si preoccupa di seguire le varie pratiche delle compagnie per i documenti Enpals. Il problema è che, a parte l'iscrizione iniziale, si devono pagare 25mila lire per ogni attore della compagnia in occasione di ogni spettacolo".
Marco Rossanino, del Teatro dell'Ora Esatta (339.2335629), pone invece l'accento sulla differenza di organizzazione che esiste tra l'Italia e l'estero nel campo del teatro amatoriale. Racconta Rossanino: "Ho notato una grande diversità di gestione. Il teatro amatoriale fuori dall'Italia è organizzato e coordinato in modo da ottenere il meglio da qualsiasi lavoro, facilitandolo e risolvendo problemi strutturali e burocratici che non vanno a pesare sulle compagnie. Da noi, al contrario, sono necessari troppi permessi e c'è una eccessiva rigidità per quanto concerne la sicurezza.
Di conseguenza, esiste anche il problema degli spazi che devono essere adeguati e a norma di legge, altrimenti la Commissione di Vigilanza non concede i permessi. Per fortuna, a Torino esiste la possibilità di usufruire di spazi alternativi, percorrendo vie più informali. Ci sono strutture come le arcate dei Murazzi, l'ex giardino zoologico o edifici industriali dismessi che possono ospitare alcuni spettacoli, ma l'Assessorato dovrebbe darsi più da fare per sostenere le compagnie".
Più o meno sulla stessa linea sono anche altre compagnie teatrali, come l'Associazione Bruno Marzini (011.351272), fondata da Gesa Guarienti: "Negli anni ho visto molti cambiamenti a Torino, direi una vera rivoluzione in positivo che ha investito il nostro settore. Oggi esistono tante realtà, di diverso livello, che riescono comunque poco per volta a crescere e hanno la libertà di sperimentare. Ruolo fondamentale è quello delle parrocchie e degli oratori che offrono spazi ai gruppi.
L'associazione Bruno Marzini ha la fortuna di appoggiarsi al Cral dei tranvieri di corso Francia 6, ma a volte affittiamo dei teatri veri o utilizziamo quelli messi a disposizione dal Comune, come è successo qualche tempo fa al Gobetti, dove è stata ospitata la rassegna 'Esperienze di teatro'. Mi sembra opportuno sottolineare poi che il ricavato dei nostri spettacoli, come spesso capita nelle compagnie amatoriali, va sempre in beneficenza".
Improntato ad un discorso di organizzazione anche l'intervento di Alberto Borgi, della Bottega degli Specchi (011.4364616): "Torino è un buon palcoscenico per le compagnie amatoriali, c'è fermento, ma mi sembra che alcuni anni fa la situazione fosse ancora migliore. Infatti l'Assessorato alla Cultura organizzava parecchie rassegne, mentre oggi queste scarseggiano un po'.
Sarebbe necessaria una manifestazione ad ampio respiro, per coinvolgere tanti gruppi e aiutare la divulgazione dell'iniziativa anche grazie all'intervento della stampa. Evidentemente sono state fatte altre scelte e questo è un peccato, anche perché il nostro problema maggiore non è tanto la ricerca dei finanziamenti, quanto il riuscire ad avere un pubblico in teatro ad ogni rappresentazione. Normalmente, infatti, riusciamo a riempire la sala un paio di volte perché arrivano parenti e amici, ma poi si esauriscono i contatti di chi ci segue magari da anni e lo spettacolo non può durare a lungo.
Per quanto riguarda gli spazi, siamo abbastanza fortunati rispetto ad altre realtà amatoriali, perché possiamo contare sul palco del Piccolo Valdocco, limitando così le spese almeno per quanto riguarda il reperimento della sala".
Fabio Palazzolo, della Compagnia Anticamera (347.2438726 011.4366185), parla di difficoltà economiche e di visibilità: "Il teatro amatoriale è sempre stato ghettizzato, considerato di seconda scelta e per questo ha spesso subìto il non interesse delle istituzioni. Per avere finanziamenti dal Comune è necessario avere un'attività dimostrabile almeno da un paio d'anni e ciò significa dover presentare registro Iva, borderò eccetera, tutti strumenti che una compagnia come la nostra non può permettersi il lusso di tenere. Non siamo professionisti e non possiamo pagare un commercialista che ci segua in questo tipo di burocrazia.
Tra i problemi maggiori restano il reperimento degli spazi, le pratiche burocratiche, gli affitti di una sala prove e di un teatro. Una cantina ci costa 600mila lire al mese per fare qualche prova, ogni spettacolo può portare a circa 800mila lire di incasso, di cui 350mila vanno in pratiche e diritti Siae e Enpals. Dobbiamo curare noi la distribuzione e la produzione - continua Palazzolo - e si finisce con il restare 'amatoriali' a vita. Inoltre i giornalisti non ci seguono mai. Sarebbero necessarie, da parte delle istituzioni, proposte agevolate per le compagnie come la nostra".
Ij Farfuij (011.4553300), gli Allegri Pasticcioni in italiano, sono invece guidati da Franco Farinelli: "Qualcosa si sta facendo per il teatro amatoriale e la rassegna 'Esperienze di teatro' lo dimostra. Ritengo che questo settore stia crescendo e che piaccia sempre di più al pubblico. Naturalmente, come gruppo che recita soprattutto in dialetto, puntiamo su spettacoli allegri e divertenti perché siamo convinti che il teatro brillante sia più amato e riscuota maggior successo. Peccato per i costi dei teatri, che spesso superano il milione e a volte arrivano fino ai quattro o cinque, proibitivi per noi. In collaborazione con il Tai e con la Parrocchia di N.S. della Salute stiamo organizzando una rassegna di dieci serate che coinvolge altrettante compagnie con spettacoli in italiano e piemontese. Terminerà il 20 aprile."
Giuseppe Boccalatte, responsabile della compagnia Il Ceppo (011.3094171), rimarca le difficoltà esistenti a Torino: "Ci sono pochi locali a disposizione per le prove e spesso abbiamo trovato porte chiuse anche nelle Circoscrizioni. Recitando in dialetto, inoltre, in città sono ormai poche le persone che lo capiscono, perciò dobbiamo andare in provincia e nei paesi a proporre i nostri spettacoli, ma il pubblico non è molto numeroso e le spese sono tante. Per quanto riguarda i fondi, non è facile averli. Abbiamo ricevuto tante promesse, ma mai una lira".
Ruggero Fracchia del Piccolo Teatro Instabile (011.6809448) propone degli incentivi per le compagnie: "Sarebbe bello che le istituzioni organizzassero dei concorsi per i gruppi amatoriali. Ai migliori potrebbero venire offerte delle serate in giro per la regione in teatri conosciuti, anche perché trovare spazi e contesti giusti per proporre i propri spettacoli è difficile".

I gruppi sono tanti…
Vi sono poi molte altre compagnie di teatro amatoriale che operano sul territorio cittadino e della provincia di Torino. Ne citiamo alcune.
Gli amici del Pilone propongono spettacoli gratuiti al solo scopo di portare un momento di allegria tra la gente (011.8226819).
La Compagnia Crescere Insieme è nata nel quartiere Mirafiori all'interno dell'omonima associazione per disabili. Nel gruppo sono inserite persone disabili, accompagnatori e responsabili dell'Associazione medesima (011.6191532).
La Funicolare nasce invece nel 1995 per volontà di un gruppo di amici di origine partenopea appassionati di teatro e, soprattutto, del teatro classico napoletano (338.9143785).
Lo stesso amore lega gli elementi della Compagnia Teatrale Masaniello che prediligono i testi di Eduardo De Filippo ed Eduardo Scarpetta (011.3292894).
La Compagnia Teatrale Carla S., fondata nel 1975 da alcuni giovani del Circolo Giovanile Michele Rua, ha un repertorio comico-brillante, perlopiù in piemontese (011.850639).
La Compagnia Artisti per Caso, nata nel 1997, è composta da sei persone e specializzata in testi drammatici (011.6689308).
La Compagnia Vianney, fondata nel 1980, è composta da una decina di elementi. Propone commedie brillanti e un lavoro nuovo ogni anno (011.6192596).
L'A.C.T.A Teatrandi nasce nel 1995 con il nome "Carro di Tespi". La scelta dei testi privilegia lavori comici o satirici. È composto da venti elementi (011.66.12.632 - 011.69.68.051).
Eikòn Teatro promuove il teatro di parola, con particolare attenzione alla drammaturgia italiana contemporanea (328.8439763).
E poi ancora segnaliamo gli Insoliti Ignoti (011.9593941), il Gruppo Teatro Metropolis (011.2215474), il Laboratorio Teatrale San Felice (011.887623), l'Attaccabottoni (011.4347140), Il Gioco delle Parti (011.8177323) e Il Teatro Instabile delle gambe sotto il tavolo (011.9818000).

Il parere del professionista
Un osservatorio privilegiato sul teatro amatoriale è però anche quello dei professionisti del palco, che hanno l'occasione di valutare e giudicare le offerte presenti sul territorio con una competenza particolare.
Massimo Scaglione, studioso ed esperto di teatro, docente universitario e regista di fama, è uno dei professionisti più noti del mondo teatrale piemontese.
"Il teatro amatoriale è sempre esistito soprattutto come forza alternativa all'espressività esercitata in maniera professionale dagli attori veri e propri - spiega Massimo Scaglione - e mi auguro che anche in futuro mantenga questo suo carattere specifico.
Un appunto è da fare al repertorio proposto, in particolare, dalle compagnie che si occupano di teatro dialettale: sovente è troppo impostato sulla risata facile, sulla comicità sguaiata. Vorrei una maggiore attenzione per i testi di impegno civile, drammatici o con valenze sociali profonde che invece caratterizzano fortemente la tradizione drammaturgica piemontese più alta. Per chi recita in lingua italiana, invece, auspicherei un repertorio più ampio.
Servono inoltre molti fondi per creare un buon circuito di compagnie amatoriali e cartelloni di spettacoli di rilievo - continua Scaglione -. Di certo non sono sufficienti i cento milioni circa che investe il Comune in progetti e manifestazioni, anche perché le compagnie sono moltissime. Sarebbe opportuno incentivare le produzioni stabilendo delle tappe di qualità da raggiungere. Anche la politica degli spazi andrebbe rivista. Comune, Provincia e Regione dovrebbero occuparsi un po' di più di creare sale e luoghi adatti al teatro, anche perché lo Stabile di Torino non se ne occupa molto".

Il ruolo delle istituzioni
L'Ufficio Teatro dell'Assessorato alla Cultura ha una sezione che si occupa proprio di teatro amatoriale, con la finalità di inserirlo fra le proposte culturali della programmazione cittadina, integrando i loro spettacoli in cartelloni di importanti teatri cittadini e offrendo ai diversi gruppi occasioni di crescita e formazione artistica attraverso lavoro comune con professionisti del settore.
Infatti gli ultimi progetti mirano proprio ad obiettivi di tal genere: un esempio per tutti può essere Esperienze di teatro, progetto in corso che terminerà nel giugno 2002. È una vetrina teatrale il cui cartellone prevede spettacoli di compagnie amatoriali accanto a quelli di professionisti. I gruppi di teatro amatoriale hanno così l'opportunità di presentare le loro produzioni al teatro Gobetti senza sostenere alcuna spesa. Sono state contattate originariamente tutte le cinquanta compagnie torinesi, cui è stato richiesto però di portare in scena uno spettacolo assolutamente nuovo: la selezione delle diciassette in cartellone è avvenuta con questo criterio.
Altro ausilio viene dato alle compagnie amatoriali attraverso la messa a disposizione di sale prova, da quest'anno site presso il parco "Le Serre" di Grugliasco.
Tra il 2000 ed il 2001 gli stanziamenti pubblici per questo settore sono scesi da 120 a 70 milioni, a causa del generale ridimensionamento di tutto il bilancio della Città di Torino che ha prodotto tagli anche per gli altri settori culturali. Sono venute meno anche alcune vetrine delle produzioni amatoriali, ad esempio quelle realizzate lo scorso anno alle Serre e alla Tesoriera, in quanto molti teatri e altri organismi pubblici e privati organizzano autonomamente rassegne e festival di teatro amatoriale durante tutto l'anno.
Il progetto Periferie a Teatro è un'altra iniziativa che vede la partecipazione di compagnie amatoriali. Lo scorso anno sono stati organizzati diversi laboratori in alcune zone di Torino in cui professionisti quali Marcido Marcjdoris, Microband e le Suburbe hanno lavorato insieme a componenti di numerose compagnie non professioniste.
Quest'anno il progetto denominato Teatro Comunità ha messo in luce e sperimentato l'utilizzo, i risvolti e le funzioni che il teatro può svolgere in ambito sociale. Vi hanno partecipato gruppi amatoriali territoriali che utilizzano il teatro come strumento aggregativo ed espressivo per diverse fasce di popolazione.
Continua dal 1996 ad oggi il Progetto Carcere, un'attività teatrale incentrata sulle problematiche che coinvolgono non solo la realtà detentiva, ma tutta la città di Torino. Curato da C.A.S.T. e da Claudio Montagna, il progetto si svolge all'interno della Casa Circondariale delle Vallette. I detenuti, guidati e aiutati anche psicologicamente da professionisti non solo di teatro, ma anche medici, danno vita ad uno spettacolo dedicato alle tematiche della difficile condizione carceraria che viene presentato ad un pubblico di studenti delle Scuole Medie Superiori di Torino.
Prosegue anche l'altro filone del "Progetto carcere", quello per cui sono le compagnie amatoriali a portare le loro rappresentazioni e attività nelle carceri, trovando di nuovo riscontro proprio in quella funzione sociale del teatro amatoriale che il Comune di Torino vuole sottolineare ed incentivare.
SCUOLA SUPERiore, progetto del Settore Gioventù - Ufficio Adolescenti, è nato nel 1990 per offrire agli adolescenti/studenti l'opportunità di "prendere parola" facendo uso dei vari linguaggi creativi, tra cui naturalmente il teatro. Fin dall'inizio ha avuto come interlocutore privilegiato il Provveditorato agli Studi. Su tale iniziativa hanno poi preso vita anche altre manifestazioni, come il progetto internazionale Ma-tur-jeunes I e II nel '96-'97 e '97-'98 e SCUOLA SUPERiore OLTRECONFINE nel triennio dal 1998 al 2001.
Lingue in scena è stato invece un progetto realizzato in collaborazione tra il Comune di Torino Settore Gioventù, la Direzione Regionale per il Piemonte del Ministero della Pubblica Istruzione e il Centre Culturel Français di Torino. Si tratta del primo Festival dei Ragazzi di teatro plurilingue che, nella prima edizione (aprile 2001), ha ottenuto un grande successo di partecipazione. Dal 18 al 23 aprile 2002 si terrà la seconda edizione.
Fra i servizi che la Città di Torino ha attivato per i gruppi di teatro amatoriale, ricordiamo l'inserimento nel sito www.comune.torino.it/cultura/teatro/amatoriale. Info: Divisione Servizi Culturali, Settore Eventi Culturali, Ufficio Teatro, Via San Francesco da Paola 3, Torino, tel. 011.4424753 fax 011.4434492, teatro@comune.torino.it.
Il Centro Studi del T.S.T. invece si è messo a disposizione di tutte le compagnie teatrali per fornire in fotocopia testi drammatici, siano essi copioni inediti o testi teatrali editi ma non più in commercio. Si tratta di molte migliaia di testi teatrali e riviste del settore (come Sipario e PrimaFila) che permettono di ampliare il repertorio delle compagnie. Si può poi contare su Cataloghi a schede e sull'Archivio documentario dello spettacolo con recensioni, fotografie, programmi di sala, locandine e manifesti. Info: Teatro stabile Torino/Centro Studi, via Rossini 8, tel. 011.5169405, fax 011.5622033, orario: lun-mart-giov ore 14-18, merc-ven ore 9-13, www.teatrostabiletorino.it/ e-mail:biblioteca@teatrostabile.torino.it

Gli spazi
Il problema degli spazi, anch'esso molto sentito dalle compagnie, è un tema che riguarda sia le istituzioni, sia il territorio, come lo è il problema della sicurezza che - affermano dall'Ufficio Teatro del Comune - "viene affrontato con la giusta attenzione dal momento che bisogna prevedere ogni situazione che potrebbe rivelarsi pericolosa, garantendo l'incolumità di addetti ai lavori e spettatori".
A parte alcuni luoghi deputati al teatro e messi a disposizione dal Comune, come ad esempio il Teatro Gobetti (011.5619129) e, a Grugliasco, la sala prove molto ospitale presso il Centro Culturale Le Serre, oppure spazi come l'Alfa Teatro (011.8193529), il Teatro Araldo, il Cine-Teatro Petrarca a Settimo Torinese il Teatro Monterosa (011.284028), l'Erba (011.6615447), il Tangram Teatro (011.338698), lo Juvarra o il Procope (011.540675), gli spazi cittadini adatti a portare in scena rappresentazioni teatrali non sono poi così numerosi come si potrebbe credere. Da un'indagine sul territorio emerge infatti che, a parte i luoghi istituzionali del fare teatro, le varie Circoscrizioni possono contare soprattutto su luoghi alternativi come oratori, centri d'incontro o sedi di associazioni, come ad esempio la sala polivalente della Grotta di Merlino di piazza Statuto 15 o l'Oratorio della Chiesa di San Filippo in via Maria Vittoria.
Nella Circoscrizione 1 (011.4435111-4435126), ad esempio, si trova il Teatro della Crocetta, appena restaurato, ricavato nei locali dell'Istituto Salesiano di via Piazzi 25.
La Circoscrizione 2 non possiede invece ambienti propri adibiti a luogo teatrale e si appoggia alla sala del Teatro Agnelli in cui tutte le compagnie possono trovare le attrezzature necessarie all'allestimento delle rappresentazioni.
La Circoscrizione 5 si avvale di uno spazio in via Stradella 192 che è possibile prenotare telefonando allo 011.4435511 o 011.4431601.
La Circoscrizione 6 può contare sulla Cascina Marchesa di corso Vercelli 241
(011.4435606-4435656). La Circoscrizione 7 si appoggia soprattutto sulle parrocchie che mettono a disposizione i propri locali, come la Parrocchia di San Giulio d'Orta (c.so Cadore 17/3, tel. 011.8995632), quella di San Gioachino (via Cignaroli 3, tel. 011.4365831) o l'Oratorio di San Francesco di Sales (tel. 011.337462).
Per quanto riguarda la Circoscrizione 8 (011.4435811-4438800-4438801) si aprirà a breve, dai primi mesi del 2002, una splendida sala parrocchiale nella Basilica di San Massimo Primo Vescovo di Torino in via dei Mille 21 (011.882858).
La Circoscrizione 9 può contare sugli spazi molto ampi e modulabili del Lingotto, sulle Parrocchie Vianney, Madonna delle Rose in via Rosario di S. Fè 7 (011.3190216) e il Patrocinio San Giuseppe. Sempre in zona, in via Bossoli 83, si trova Hiroshima Mon Amour (011.3176636-3174997).
La Circoscrizione 10, infine, si doterà a partire dal prossimo maggio, di una sala polivalente in via Negarville 30/2.

.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave