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ADEMPIMENTI
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La
IATA è l'associazione mondiale del Teatro Amatoriale, nata
nel 1957, a cui aderiscono oggi 80 paesi, compresa l'Italia (www.aitaiata.org).
La FITA è invece la Federazione Italiana Teatro Amatori,
che fa riferimento appunto alla sopra citata IATA. Nel suo sito,
www.fitateatro.org, al
link "adempimenti" si trova un valido aiuto per la compilazione
delle pratiche: ne viene fornito un elenco e una copia in fac-simile
per ognuna. (agibilità ENPALS, posizione INPS ed INAIL,
Nulla Osta del Ministero, versamenti alla Siae).
Altro punto di riferimento è il TAI: Ente Teatro Amatoriale
Italiano, associazione nata nell'83 allo scopo di promuovere il
consolidamento, la promozione e lo sviluppo del Teatro. |
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TEATRO
MON AMOUR
di
Guido Folco e Viviana Masi
Dagli
appassionati che svolgono tutt'altro mestiere ai giovani che desiderano
un'esperienza che permetta loro di entrare in contatto con la professione
che sognano, tutti accomunati dall'amore per il palcoscenico e da un'incontenibile
voglia di comunicare: questo è il teatro amatoriale, a Torino realtà
molto variegata.
I gruppi più strutturati si stimano essere una cinquantina, senza
contare quelli che si ritrovano nell'ambiente scolastico o aziendale o
quelli che magari durano lo spazio di pochi mesi. Realizzano pièces
tratte dal repertorio classico o propongono testi inediti in italiano
o in dialetto piemontese. L'approccio a questo mondo può essere
momento di divertimento e unione con un gruppo, un passatempo ricco di
creatività e al tempo stesso educativo, oppure ottimo punto di
partenza per chi voglia iniziarsi al palcoscenico e intraprendere questa
professione nel futuro, vista la serietà con cui queste compagnie
lavorano e la possibilità di farsi conoscere partecipando a numerosi
festival di teatro amatoriale.
Le istituzioni svolgono un ruolo di sostegno dell'attività svolta
dai gruppi di teatro amatoriale e promuovono iniziative in quest'ambito.
Nello stesso tempo le compagnie espongono delle problematiche: purtroppo,
infatti, non basta armarsi di abiti di scena, copioni, fantasia e talento,
per intraprendere un'attività di questo tipo. Il palcoscenico ospita
in Italia solo chi raccoglie tutta la sua pazienza e affronta le numerose
pratiche burocratiche di dovere, il che comporta naturalmente esborso
di denaro.
La
parola agli interessati
Il
Gruppo Teatro Zero (011.4429710), che produce spesso testi inediti o
riadatta lavori famosi, ad esempio, è composto da dipendenti
del Circolo Comunale e vede nella mancanza degli spazi e nella loro
agibilità a norma di legge uno dei problemi maggiori: "È
difficile reperire luoghi utili e adatti a fare teatro - spiega Sergio
Toniato - non solo per allestire lo spettacolo, ma anche per le prove.
Torino inoltre ha un pubblico molto indifferente e, anche nelle rassegne
organizzate dal Comune o da enti pubblici in teatri noti della città,
arrivano sempre e solo parenti e amici. La stampa non ci aiuta e non
si deve fare affidamento sui finanziamenti.
La burocrazia invece è un tasto dolente. Per soddisfare le richieste
di Siae e Enpals, che è l'ente previdenziale dei lavoratori dello
spettacolo (ma noi non siamo professionisti!), si perdono intere giornate
agli sportelli. Il Tai (Teatro Amatoriale Italiano) è un ente
che si preoccupa di seguire le varie pratiche delle compagnie per i
documenti Enpals. Il problema è che, a parte l'iscrizione iniziale,
si devono pagare 25mila lire per ogni attore della compagnia in occasione
di ogni spettacolo".
Marco Rossanino, del Teatro dell'Ora Esatta (339.2335629), pone invece
l'accento sulla differenza di organizzazione che esiste tra l'Italia
e l'estero nel campo del teatro amatoriale. Racconta Rossanino: "Ho
notato una grande diversità di gestione. Il teatro amatoriale
fuori dall'Italia è organizzato e coordinato in modo da ottenere
il meglio da qualsiasi lavoro, facilitandolo e risolvendo problemi strutturali
e burocratici che non vanno a pesare sulle compagnie. Da noi, al contrario,
sono necessari troppi permessi e c'è una eccessiva rigidità
per quanto concerne la sicurezza.
Di conseguenza, esiste anche il problema degli spazi che devono essere
adeguati e a norma di legge, altrimenti la Commissione di Vigilanza
non concede i permessi. Per fortuna, a Torino esiste la possibilità
di usufruire di spazi alternativi, percorrendo vie più informali.
Ci sono strutture come le arcate dei Murazzi, l'ex giardino zoologico
o edifici industriali dismessi che possono ospitare alcuni spettacoli,
ma l'Assessorato dovrebbe darsi più da fare per sostenere le
compagnie".
Più o meno sulla stessa linea sono anche altre compagnie teatrali,
come l'Associazione Bruno Marzini (011.351272), fondata da Gesa Guarienti:
"Negli anni ho visto molti cambiamenti a Torino, direi una vera
rivoluzione in positivo che ha investito il nostro settore. Oggi esistono
tante realtà, di diverso livello, che riescono comunque poco
per volta a crescere e hanno la libertà di sperimentare. Ruolo
fondamentale è quello delle parrocchie e degli oratori che offrono
spazi ai gruppi.
L'associazione Bruno Marzini ha la fortuna di appoggiarsi al Cral dei
tranvieri di corso Francia 6, ma a volte affittiamo dei teatri veri
o utilizziamo quelli messi a disposizione dal Comune, come è
successo qualche tempo fa al Gobetti, dove è stata ospitata la
rassegna 'Esperienze di teatro'. Mi sembra opportuno sottolineare poi
che il ricavato dei nostri spettacoli, come spesso capita nelle compagnie
amatoriali, va sempre in beneficenza".
Improntato ad un discorso di organizzazione anche l'intervento di Alberto
Borgi, della Bottega degli Specchi (011.4364616): "Torino è
un buon palcoscenico per le compagnie amatoriali, c'è fermento,
ma mi sembra che alcuni anni fa la situazione fosse ancora migliore.
Infatti l'Assessorato alla Cultura organizzava parecchie rassegne, mentre
oggi queste scarseggiano un po'.
Sarebbe necessaria una manifestazione ad ampio respiro, per coinvolgere
tanti gruppi e aiutare la divulgazione dell'iniziativa anche grazie
all'intervento della stampa. Evidentemente sono state fatte altre scelte
e questo è un peccato, anche perché il nostro problema
maggiore non è tanto la ricerca dei finanziamenti, quanto il
riuscire ad avere un pubblico in teatro ad ogni rappresentazione. Normalmente,
infatti, riusciamo a riempire la sala un paio di volte perché
arrivano parenti e amici, ma poi si esauriscono i contatti di chi ci
segue magari da anni e lo spettacolo non può durare a lungo.
Per quanto riguarda gli spazi, siamo abbastanza fortunati rispetto ad
altre realtà amatoriali, perché possiamo contare sul palco
del Piccolo Valdocco, limitando così le spese almeno per quanto
riguarda il reperimento della sala".
Fabio Palazzolo, della Compagnia Anticamera (347.2438726 011.4366185),
parla di difficoltà economiche e di visibilità: "Il
teatro amatoriale è sempre stato ghettizzato, considerato di
seconda scelta e per questo ha spesso subìto il non interesse
delle istituzioni. Per avere finanziamenti dal Comune è necessario
avere un'attività dimostrabile almeno da un paio d'anni e ciò
significa dover presentare registro Iva, borderò eccetera, tutti
strumenti che una compagnia come la nostra non può permettersi
il lusso di tenere. Non siamo professionisti e non possiamo pagare un
commercialista che ci segua in questo tipo di burocrazia.
Tra i problemi maggiori restano il reperimento degli spazi, le pratiche
burocratiche, gli affitti di una sala prove e di un teatro. Una cantina
ci costa 600mila lire al mese per fare qualche prova, ogni spettacolo
può portare a circa 800mila lire di incasso, di cui 350mila vanno
in pratiche e diritti Siae e Enpals. Dobbiamo curare noi la distribuzione
e la produzione - continua Palazzolo - e si finisce con il restare 'amatoriali'
a vita. Inoltre i giornalisti non ci seguono mai. Sarebbero necessarie,
da parte delle istituzioni, proposte agevolate per le compagnie come
la nostra".
Ij Farfuij (011.4553300), gli Allegri Pasticcioni in italiano, sono
invece guidati da Franco Farinelli: "Qualcosa si sta facendo per
il teatro amatoriale e la rassegna 'Esperienze di teatro' lo dimostra.
Ritengo che questo settore stia crescendo e che piaccia sempre di più
al pubblico. Naturalmente, come gruppo che recita soprattutto in dialetto,
puntiamo su spettacoli allegri e divertenti perché siamo convinti
che il teatro brillante sia più amato e riscuota maggior successo.
Peccato per i costi dei teatri, che spesso superano il milione e a volte
arrivano fino ai quattro o cinque, proibitivi per noi. In collaborazione
con il Tai e con la Parrocchia di N.S. della Salute stiamo organizzando
una rassegna di dieci serate che coinvolge altrettante compagnie con
spettacoli in italiano e piemontese. Terminerà il 20 aprile."
Giuseppe Boccalatte, responsabile della compagnia Il Ceppo (011.3094171),
rimarca le difficoltà esistenti a Torino: "Ci sono pochi
locali a disposizione per le prove e spesso abbiamo trovato porte chiuse
anche nelle Circoscrizioni. Recitando in dialetto, inoltre, in città
sono ormai poche le persone che lo capiscono, perciò dobbiamo
andare in provincia e nei paesi a proporre i nostri spettacoli, ma il
pubblico non è molto numeroso e le spese sono tante. Per quanto
riguarda i fondi, non è facile averli. Abbiamo ricevuto tante
promesse, ma mai una lira".
Ruggero Fracchia del Piccolo Teatro Instabile (011.6809448) propone
degli incentivi per le compagnie: "Sarebbe bello che le istituzioni
organizzassero dei concorsi per i gruppi amatoriali. Ai migliori potrebbero
venire offerte delle serate in giro per la regione in teatri conosciuti,
anche perché trovare spazi e contesti giusti per proporre i propri
spettacoli è difficile".
I
gruppi sono tanti
Vi
sono poi molte altre compagnie di teatro amatoriale che operano sul
territorio cittadino e della provincia di Torino. Ne citiamo alcune.
Gli amici del Pilone propongono spettacoli gratuiti al solo scopo di
portare un momento di allegria tra la gente (011.8226819).
La Compagnia Crescere Insieme è nata nel quartiere Mirafiori
all'interno dell'omonima associazione per disabili. Nel gruppo sono
inserite persone disabili, accompagnatori e responsabili dell'Associazione
medesima (011.6191532).
La Funicolare nasce invece nel 1995 per volontà di un gruppo
di amici di origine partenopea appassionati di teatro e, soprattutto,
del teatro classico napoletano (338.9143785).
Lo stesso amore lega gli elementi della Compagnia Teatrale Masaniello
che prediligono i testi di Eduardo De Filippo ed Eduardo Scarpetta (011.3292894).
La Compagnia Teatrale Carla S., fondata nel 1975 da alcuni giovani del
Circolo Giovanile Michele Rua, ha un repertorio comico-brillante, perlopiù
in piemontese (011.850639).
La Compagnia Artisti per Caso, nata nel 1997, è composta da sei
persone e specializzata in testi drammatici (011.6689308).
La Compagnia Vianney, fondata nel 1980, è composta da una decina
di elementi. Propone commedie brillanti e un lavoro nuovo ogni anno
(011.6192596).
L'A.C.T.A Teatrandi nasce nel 1995 con il nome "Carro di Tespi".
La scelta dei testi privilegia lavori comici o satirici. È composto
da venti elementi (011.66.12.632 - 011.69.68.051).
Eikòn Teatro promuove il teatro di parola, con particolare attenzione
alla drammaturgia italiana contemporanea (328.8439763).
E poi ancora segnaliamo gli Insoliti Ignoti (011.9593941), il Gruppo
Teatro Metropolis (011.2215474), il Laboratorio Teatrale San Felice
(011.887623), l'Attaccabottoni (011.4347140), Il Gioco delle Parti (011.8177323)
e Il Teatro Instabile delle gambe sotto il tavolo (011.9818000).
Il
parere del professionista
Un
osservatorio privilegiato sul teatro amatoriale è però
anche quello dei professionisti del palco, che hanno l'occasione di
valutare e giudicare le offerte presenti sul territorio con una competenza
particolare.
Massimo Scaglione, studioso ed esperto di teatro, docente universitario
e regista di fama, è uno dei professionisti più noti del
mondo teatrale piemontese.
"Il teatro amatoriale è sempre esistito soprattutto come
forza alternativa all'espressività esercitata in maniera professionale
dagli attori veri e propri - spiega Massimo Scaglione - e mi auguro
che anche in futuro mantenga questo suo carattere specifico.
Un appunto è da fare al repertorio proposto, in particolare,
dalle compagnie che si occupano di teatro dialettale: sovente è
troppo impostato sulla risata facile, sulla comicità sguaiata.
Vorrei una maggiore attenzione per i testi di impegno civile, drammatici
o con valenze sociali profonde che invece caratterizzano fortemente
la tradizione drammaturgica piemontese più alta. Per chi recita
in lingua italiana, invece, auspicherei un repertorio più ampio.
Servono inoltre molti fondi per creare un buon circuito di compagnie
amatoriali e cartelloni di spettacoli di rilievo - continua Scaglione
-. Di certo non sono sufficienti i cento milioni circa che investe il
Comune in progetti e manifestazioni, anche perché le compagnie
sono moltissime. Sarebbe opportuno incentivare le produzioni stabilendo
delle tappe di qualità da raggiungere. Anche la politica degli
spazi andrebbe rivista. Comune, Provincia e Regione dovrebbero occuparsi
un po' di più di creare sale e luoghi adatti al teatro, anche
perché lo Stabile di Torino non se ne occupa molto".
Il
ruolo delle istituzioni
L'Ufficio
Teatro dell'Assessorato alla Cultura ha una sezione che si occupa proprio
di teatro amatoriale, con la finalità di inserirlo fra le proposte
culturali della programmazione cittadina, integrando i loro spettacoli
in cartelloni di importanti teatri cittadini e offrendo ai diversi gruppi
occasioni di crescita e formazione artistica attraverso lavoro comune
con professionisti del settore.
Infatti gli ultimi progetti mirano proprio ad obiettivi di tal genere:
un esempio per tutti può essere Esperienze di teatro, progetto
in corso che terminerà nel giugno 2002. È una vetrina
teatrale il cui cartellone prevede spettacoli di compagnie amatoriali
accanto a quelli di professionisti. I gruppi di teatro amatoriale hanno
così l'opportunità di presentare le loro produzioni al
teatro Gobetti senza sostenere alcuna spesa. Sono state contattate originariamente
tutte le cinquanta compagnie torinesi, cui è stato richiesto
però di portare in scena uno spettacolo assolutamente nuovo:
la selezione delle diciassette in cartellone è avvenuta con questo
criterio.
Altro ausilio viene dato alle compagnie amatoriali attraverso la messa
a disposizione di sale prova, da quest'anno site presso il parco "Le
Serre" di Grugliasco.
Tra il 2000 ed il 2001 gli stanziamenti pubblici per questo settore
sono scesi da 120 a 70 milioni, a causa del generale ridimensionamento
di tutto il bilancio della Città di Torino che ha prodotto tagli
anche per gli altri settori culturali. Sono venute meno anche alcune
vetrine delle produzioni amatoriali, ad esempio quelle realizzate lo
scorso anno alle Serre e alla Tesoriera, in quanto molti teatri e altri
organismi pubblici e privati organizzano autonomamente rassegne e festival
di teatro amatoriale durante tutto l'anno.
Il progetto Periferie a Teatro è un'altra iniziativa che vede
la partecipazione di compagnie amatoriali. Lo scorso anno sono stati
organizzati diversi laboratori in alcune zone di Torino in cui professionisti
quali Marcido Marcjdoris, Microband e le Suburbe hanno lavorato insieme
a componenti di numerose compagnie non professioniste.
Quest'anno il progetto denominato Teatro Comunità ha messo in
luce e sperimentato l'utilizzo, i risvolti e le funzioni che il teatro
può svolgere in ambito sociale. Vi hanno partecipato gruppi amatoriali
territoriali che utilizzano il teatro come strumento aggregativo ed
espressivo per diverse fasce di popolazione.
Continua dal 1996 ad oggi il Progetto Carcere, un'attività teatrale
incentrata sulle problematiche che coinvolgono non solo la realtà
detentiva, ma tutta la città di Torino. Curato da C.A.S.T. e
da Claudio Montagna, il progetto si svolge all'interno della Casa Circondariale
delle Vallette. I detenuti, guidati e aiutati anche psicologicamente
da professionisti non solo di teatro, ma anche medici, danno vita ad
uno spettacolo dedicato alle tematiche della difficile condizione carceraria
che viene presentato ad un pubblico di studenti delle Scuole Medie Superiori
di Torino.
Prosegue anche l'altro filone del "Progetto carcere", quello
per cui sono le compagnie amatoriali a portare le loro rappresentazioni
e attività nelle carceri, trovando di nuovo riscontro proprio
in quella funzione sociale del teatro amatoriale che il Comune di Torino
vuole sottolineare ed incentivare.
SCUOLA SUPERiore, progetto del Settore Gioventù - Ufficio Adolescenti,
è nato nel 1990 per offrire agli adolescenti/studenti l'opportunità
di "prendere parola" facendo uso dei vari linguaggi creativi,
tra cui naturalmente il teatro. Fin dall'inizio ha avuto come interlocutore
privilegiato il Provveditorato agli Studi. Su tale iniziativa hanno
poi preso vita anche altre manifestazioni, come il progetto internazionale
Ma-tur-jeunes I e II nel '96-'97 e '97-'98 e SCUOLA SUPERiore OLTRECONFINE
nel triennio dal 1998 al 2001.
Lingue in scena è stato invece un progetto realizzato in collaborazione
tra il Comune di Torino Settore Gioventù, la Direzione Regionale
per il Piemonte del Ministero della Pubblica Istruzione e il Centre
Culturel Français di Torino. Si tratta del primo Festival dei
Ragazzi di teatro plurilingue che, nella prima edizione (aprile 2001),
ha ottenuto un grande successo di partecipazione. Dal 18 al 23 aprile
2002 si terrà la seconda edizione.
Fra i servizi che la Città di Torino ha attivato per i gruppi
di teatro amatoriale, ricordiamo l'inserimento nel sito www.comune.torino.it/cultura/teatro/amatoriale.
Info: Divisione Servizi Culturali, Settore Eventi Culturali, Ufficio
Teatro, Via San Francesco da Paola 3, Torino, tel. 011.4424753 fax 011.4434492,
teatro@comune.torino.it.
Il Centro Studi del T.S.T. invece si è messo a disposizione di
tutte le compagnie teatrali per fornire in fotocopia testi drammatici,
siano essi copioni inediti o testi teatrali editi ma non più
in commercio. Si tratta di molte migliaia di testi teatrali e riviste
del settore (come Sipario e PrimaFila) che permettono di ampliare il
repertorio delle compagnie. Si può poi contare su Cataloghi a
schede e sull'Archivio documentario dello spettacolo con recensioni,
fotografie, programmi di sala, locandine e manifesti. Info: Teatro stabile
Torino/Centro Studi, via Rossini 8, tel. 011.5169405, fax 011.5622033,
orario: lun-mart-giov ore 14-18, merc-ven ore 9-13, www.teatrostabiletorino.it/
e-mail:biblioteca@teatrostabile.torino.it
Gli
spazi
Il
problema degli spazi, anch'esso molto sentito dalle compagnie, è
un tema che riguarda sia le istituzioni, sia il territorio, come lo
è il problema della sicurezza che - affermano dall'Ufficio Teatro
del Comune - "viene affrontato con la giusta attenzione dal momento
che bisogna prevedere ogni situazione che potrebbe rivelarsi pericolosa,
garantendo l'incolumità di addetti ai lavori e spettatori".
A parte alcuni luoghi deputati al teatro e messi a disposizione dal
Comune, come ad esempio il Teatro Gobetti (011.5619129) e, a Grugliasco,
la sala prove molto ospitale presso il Centro Culturale Le Serre, oppure
spazi come l'Alfa Teatro (011.8193529), il Teatro Araldo, il Cine-Teatro
Petrarca a Settimo Torinese il Teatro Monterosa (011.284028), l'Erba
(011.6615447), il Tangram Teatro (011.338698), lo Juvarra o il Procope
(011.540675), gli spazi cittadini adatti a portare in scena rappresentazioni
teatrali non sono poi così numerosi come si potrebbe credere.
Da un'indagine sul territorio emerge infatti che, a parte i luoghi istituzionali
del fare teatro, le varie Circoscrizioni possono contare soprattutto
su luoghi alternativi come oratori, centri d'incontro o sedi di associazioni,
come ad esempio la sala polivalente della Grotta di Merlino di piazza
Statuto 15 o l'Oratorio della Chiesa di San Filippo in via Maria Vittoria.
Nella Circoscrizione 1 (011.4435111-4435126), ad esempio, si trova il
Teatro della Crocetta, appena restaurato, ricavato nei locali dell'Istituto
Salesiano di via Piazzi 25.
La Circoscrizione 2 non possiede invece ambienti propri adibiti a luogo
teatrale e si appoggia alla sala del Teatro Agnelli in cui tutte le
compagnie possono trovare le attrezzature necessarie all'allestimento
delle rappresentazioni.
La Circoscrizione 5 si avvale di uno spazio in via Stradella 192 che
è possibile prenotare telefonando allo 011.4435511 o 011.4431601.
La Circoscrizione 6 può contare sulla Cascina Marchesa di corso
Vercelli 241
(011.4435606-4435656). La Circoscrizione 7 si appoggia soprattutto sulle
parrocchie che mettono a disposizione i propri locali, come la Parrocchia
di San Giulio d'Orta (c.so Cadore 17/3, tel. 011.8995632), quella di
San Gioachino (via Cignaroli 3, tel. 011.4365831) o l'Oratorio di San
Francesco di Sales (tel. 011.337462).
Per quanto riguarda la Circoscrizione 8 (011.4435811-4438800-4438801)
si aprirà a breve, dai primi mesi del 2002, una splendida sala
parrocchiale nella Basilica di San Massimo Primo Vescovo di Torino in
via dei Mille 21 (011.882858).
La Circoscrizione 9 può contare sugli spazi molto ampi e modulabili
del Lingotto, sulle Parrocchie Vianney, Madonna delle Rose in via Rosario
di S. Fè 7 (011.3190216) e il Patrocinio San Giuseppe. Sempre
in zona, in via Bossoli 83, si trova Hiroshima Mon Amour (011.3176636-3174997).
La Circoscrizione 10, infine, si doterà a partire dal prossimo
maggio, di una sala polivalente in via Negarville 30/2.
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