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gennaio/febbraio 2002



 
 



 

INFO

CESEDI
Il CE.SE.DI., Centro Servizi Didattici, è un servizio della Provincia di Torino in grado di offrire strumenti per la progettazione didattica e la sperimentazione agli insegnanti e agli studenti delle scuole medie superiori.
Il Cesedi mette a disposizione un centro di documentazione che raccoglie al suo interno una biblioteca, un'emeroteca, un archivio di materiali didattici e un laboratorio di audiovisivi, e organizza laboratori su varie tematiche, tra cui il consumo consapevole e
l'Agenda 21. Info: CEntro SErvizi Didattici,
Via Gaudenzio Ferrari 1, 10123 (To)
tel. 011/8 61 36 45
fax011/8 61 36 00
www.provincia.torino.it.


LA SCUOLA SI DA' DA FARE
Il mondo partendo dalla scuola. Dalla raccolta differenziata in classe alla gestione più razionale
del riscaldamento, dall'analisi dei conflitti e degli squilibri economici fra Paesi ricchi e Paesi poveri alla creazione di spazi autogestiti.

di Fabrizio Cellai
Sono tantissime e sono in costante crescita le attività scolastiche mirate a sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto ai prodotti provenienti dal mercato internazionale, i meccanismi economici, le condizioni di lavoro e di vita del Sud del Mondo. Questo grazie anche ai nuovi principi sull'autonomia scolastica che permettono a ciascun istituto di scegliersi, entro limiti stabiliti, i propri contenuti, metodi e strumenti di lavoro. Percorsi didattici promossi da associazioni e organizzazioni non governative in collaborazione con gli enti pubblici, gestiti nella maggior parte dei casi da animatori culturali insieme con i professori delle scuole medie superiori. Tra i tanti progetti attivati in questi ultimi anni, quello della "Scuola nel territorio", nato dalla collaborazione tra il Dispartimento Ambiente della Provincia di Torino e l'associazione Triciclo, ha visto trecento ragazzi e i loro insegnanti in quattro istituti superiori della provincia di Torino coinvolti nella realizzazione della cosiddetta "Agenda XXI della scuola".
L'Agenda XXI, ovvero le cose da fare nel ventunesimo secolo per migliorare le condizioni dell'ambiente naturale ma anche la qualità della vita delle persone, è un documento ideato nell'ormai lontano 1992 alla Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro sottoscritto da 178 Paesi del mondo. Un programma composto da un insieme di principi, strategie, obiettivi e azioni per la costruzione di un modello di sviluppo sostenibile. In questo caso si tratta di un "piano di sostenibilità" realizzato a scuola a cui ha aderito, tra gli altri, l'I.T.I. Peano di Torino: dai bagni con rubinetti a chiusura automatica per evitare gli sprechi d'acqua alla raccolta differenziata dei rifiuti in ogni aula, dalla sostituzione dell'illuminazione rumorosa dei neon all'elezione di un responsabile per ciascuna classe incaricato nella regolazione del riscaldamento (evitando così le finestre spalancate per combattere temperature tropicali in novembre). "In più - aggiungono Paolo Orecchia ed Elena Proietti, animatori dell'associazione Triciclo - si è portata avanti la creazione di un piccolo spazio culturale autogestito per lo scambio di informazioni con postazioni Internet, il prestito di compact disc e la consultazione di materiale legislativo e informativo". I laboratori dell'Agenda XXI hanno stimolato anche un lavoro di ricerca su quello che è stato definito "l'ecosistema scuola", un lavoro presentato pubblicamente dagli studenti in un'assemblea che ha concluso il primo anno di attività del progetto e che ha aperto le prospettive sul secondo (anno scolastico 2001-2002): concretizzare alcune delle tante proposte emerse attraverso un dettagliato piano operativo dove saranno indicati tempi di realizzazione, costi, responsabilità, ruoli e beneficiari. Altro obiettivo per quest'anno è la diffusione dell'iniziativa attraverso la creazione di una rete di scuole interessate al lavoro sullo sviluppo sostenibile. Un progetto che potrebbe concretizzarsi, fanno sapere dalla Provincia di Torino, nell'apertura di uno spazio web. Dai termosifoni delle scuole al cibo il passo è breve. Si chiama "Riso Tô e tagliolini" un progetto promosso dalle Organizzazioni Non Governative Cisv e LVIA in collaborazione con il Centro Interculturale del Comune di Torino. Un progetto che ha visto lo scambio tra alcuni alunni delle scuole superiori di Torino (tra cui il Regina Margherita) e quelle del Senegal. Tema dello scambio le ricette alimentari dei due Paesi (il Tô è un tipico piatto senegalese, per i tagliolini chiedere alla nonna). Ne è scaturita la pubblicazione di un libro con storie legate ai cibi, soggiorni incrociati e una mostra fotografica presentata in occasione dell'ultima edizione di "Identità e Differenza". L'Africa, e per l'esattezza il Burkina Faso, è la protagonista di alcuni progetti portati avanti ormai da quattro anni dall'Istituto Zerboni.
"Abbiamo attivato - spiega il professore Paolo Ghibaudi, referente di tutte le iniziative - spazi per la critica e la responsabilizzazione degli alunni attraverso il fondamentale recupero del ruolo della scuola come garante di una cultura di pace e di integrazione delle popolazioni più deboli". Un primo progetto, realizzato in rete con l'istituto d'arte Passoni, la Coap, la cooperativa IN/contro, il gruppo Abele e il sostegno economico della Regione Piemonte, ha avuto come scopo quello di facilitare la scolarizzazione di un gruppo di bambine del Burkina, paese poverissimo dove l'alfabetizzazione delle donne non arriva al 2% e dove le bambine sono costrette al lavoro nei campi per incentivare le povere economie della famiglia. Concedendo dei microcrediti alle loro mamme, queste bambine hanno potuto staccarsi dalla terra e dedicare del tempo alla scuola. Un altro progetto dell'Istituto Zerboni è rivolto al tema della violazione dei diritti dei minori in Burkina Faso e a quello del rispetto dei diritti dell'uomo in carcere. "Questa iniziativa - continua Ghibaudi - ha permesso la formazione scolastica di un gruppo di venti minori detenuti in Burkina grazie ad alcune borse di studio".
Le tematiche interculturali caratterizzano anche i laboratori della scuola Erasmo di Nichelino. "Stiamo organizzando - spiega il professor De Leon - una serie di incontri con esperti della zona del Maghreb per capire le differenze tra le varie culture e per favorire una migliore integrazione tra i nostri giovani e quelli provenienti da questa grande fascia del mondo arabo africano. Tuttavia non dimentichiamo le minoranze che stanno dentro il nostro Paese, come la comunità valdese e quella israelita. Ogni anno cerchiamo di promuovere giornate d'incontro per capire le loro tradizioni e la loro storia". "Pianeta possibile" è invece un protocollo d'intesa tra il Comune di Torino e l'associazione Cicsene nato per promuovere progetti di scambio e di solidarietà tra scuole, associazioni, comuni italiani e Paesi del Sud del mondo, con una speciale attenzione all'area mediterranea e al Sahel africano. Il percorso prevede la creazione di un progetto educativo comune tra due scuole del Nord e del Sud del mondo. Il che vuol dire, per esempio, scambiarsi i libri di testo, lavorare a prodotti comuni di educazione ambientale, di storia, di geografia o di educazione alla pace. In questo modo il progetto di scambio diventa un partenariato di solidarietà e di cooperazione tra scuole che passa attraverso operazioni di adozione a distanza, forniture di materiali didattici e sostegno economico. Il centro interculturale di Torino è molto attivo nel promuovere attività legate ai temi della globalizzazione e dell'interculturalità. Organizza i laboratori "Economia e Globalizzazione" e "O la borsa o la vita" (quest'ultimo in collaborazione con l'Ong CISV), destinati agli studenti delle superiori, per far riflettere sui principali fenomeni economici di portata planetaria attraverso giochi di simulazione e momenti di riflessione sulle tematiche che riguardano i rapporti economici tra Nord-Sud del mondo.

BILANCI DI GIUSTIZIA A SCUOLA
Fare la spesa: un'azione che, in diversa misura, ci coinvolge tutti. Anche le scuole affrontano questo argomento cercando di fare la spesa in classe. L'idea è quella di elencare le spese che normalmente si fanno mensilmente, analizzarle, quantificarle, vedere se ci sono delle alternative, misurare i risparmi. Insomma stilare un vero e proprio bilancio suddividendo le uscite per vari capitoli di spesa (alimentare, abbigliamento, salute, divertimento, casa, ecc). Il passo successivo è quello di far sì che gli alunni per un mese s'impegnino a modificare in senso alternativo alcuni dei loro consumi in modo da ottenere quello che viene definito un bilancio di giustizia, un bilancio che tenga conto dei propri bisogni reali e non di quelli indotti dalla società consumistica in cui viviamo.
La proposta di questo laboratorio è fatta da Bilanci di Giustizia al sito www.unimondo.org/bilancidigiustizia.
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