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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2002 | ||
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IL GRUZZOLETTO
DOVE LO METTO L'obiezione monetaria nasce dopo il Sessantotto nel nord Europa stimolata da movimenti ispiratori di altre obiezioni come, appunto, l'obiezione di coscienza e la pratica della disobbedienza civile. In Italia si affacciò quando vennero a galla negli anni settanta alcuni grandi scandali finanziari che fecero conoscere all'opinione pubblica i rapporti tra banche e criminalità e i finanziamenti di attività illecite da parte di noti istituti di credito che utilizzavano per queste attività i risparmi di ignari cittadini. Fu questa mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro che fece montare la contestazione. L'obiezione monetaria in Italia portò con sé la nascita delle cooperative MAG (Mutua Auto Gestione) che a partire dalla fine degli anni settanta iniziarono a raccogliere i risparmi dei soci al fine di investirli in attività "no-profit". "Una struttura - precisa Guido Audino della cooperativa MAG4 di Torino - che sostiene finanziariamente solo quelle imprese che offrono sufficienti garanzie sull'equa partecipazione di lavoratori e investitori alla gestione dell'attività e sulla qualità dei valori e degli obiettivi di riferimento". Le MAG hanno costruito una rete alternativa al sistema creditizio tradizionale, il quale raramente finanzia imprese che non garantiscono utili immediati e che non vogliono accettare tempi e modalità di rientro esclusivamente speculativi. Come si sarà capito questo nuovo canale indipendente di finanziamento si basa su un modello economico diverso da quello imperante; un modello in grado di ridare la priorità al lavoro e alle persone, escludendo dal gioco la speculazione. Una scelta che porta ad organizzare le attività produttive garantendo la partecipazione dei lavoratori e degli investitori alla gestione dell'impresa con il reinvestimento degli utili nell'attività stessa. Ecco perché le MAG (sei in tutta Italia ad oggi) impiegano il denaro raccolto dai risparmiatori nel finanziare le cosiddette imprese sociali, più conosciute come cooperative e associazioni no-profit. Imprese che vengono selezionate in base ad alcune linee guida che devono essere rispettate. Innanzitutto una gestione interna democratica e trasparente; poi l'attenzione al mondo del lavoro delle persone emarginate (disoccupati, disabili, immigrati, per esempio) e all'occupazione giovanile; infine la priorità d'intervento nei settori di attività ad alto contenuto sociale (come ecologia e pacifismo). Seguendo questi precetti il denaro viene raccolto garantendo ai risparmiatori la copertura dall'inflazione, ma soprattutto offrendo la possibilità di riappropriarsi della gestione e del controllo dei propri risparmi, evitando così che vengano utilizzati per rinforzare l'ingiustizia sociale ormai dilagante. Tutto questo, aggiungono i soci MAG, per impedire che ogni minuto, nel silenzio e nella legalità formale della legge del mercato, società multinazionali e gruppi bancari soffochino sempre più le idee e le iniziative che cercano di rispettare l'uomo, il suo ambiente e la richiesta pressante di una migliore qualità della vita. La storia delle Mag s'intreccia con quella della Banca etica. Infatti, negli anni novanta una serie di disposizioni legislative volte a limitare la possibilità per i soggetti non bancari di raccogliere risparmio pubblico ha costretto le Mag a ristrutturarsi e cercare nuove strategie. Fu così che nacque la cooperativa "Verso la banca etica" che riuscì a raccogliere il capitale sociale necessario (dodici miliardi di lire) per ottenere dalla Banca d'Italia l'autorizzazione a costituirsi come Banca popolare. Con gli stessi principi ispiratori delle Mag, dal marzo del 1999 la Banca Popolare Etica ha iniziato ad operare sul mercato proponendo ai risparmiatori una totale trasparenza sull'impiego del denaro e lasciando al correntista la facoltà di indicare le proprie preferenze circa la destinazione dei suoi risparmi. Dove sta allora la differenza fra la banca etica e le Mag? Nel fatto che la prima è, appunto, una banca con tutti i servizi connessi (conti correnti, servizio bancomat, certificati di deposito, libretti di risparmio), mentre le Mag sono delle finanziarie in grado di offrire altri tipi di servizi. Inoltre, altro tratto che le distingue, mentre le Mag sono strutture molto radicate sul territorio dove operano, la banca etica ha una dimensione nazionale. La sede della Banca Popolare Etica è a Padova e non esitono sportelli in tutte le Regioni d'Italia, anche se esistono uffici di rappresentanza a Milano, Brescia e Torino potrebbe avere uno sportello fra non molto. Attualmente, quindi, per aprire, ad esempio, un conto corrente occorre contattare un promotore finanziario, naturalmente "etico", della propria zona e insieme a lui scegliere gli impieghi del denaro tra diverse soluzioni: cooperazione sociale e volontariato organizzato; associazioni ambientaliste e agricoltura biologica; cooperazione allo sviluppo del terzo mondo; commercio equo e solidale; iniziative culturali o, se si è indecisi, non dare nessuna preferenza. In più il risparmiatore ha la possibilità di autodeterminare il tasso da applicare al proprio risparmio scegliendo tra un tasso massimo prefissato dalla banca e un tasso "zero". In tal caso il vantaggio chiaramente non è economico, ma permette al risparmiatore una maggiore adesione e partecipazione nei progetti finanziati in cambio di una remunerazione più bassa rispetto ai tassi correnti. Gli strumenti per la raccolta del risparmio da parte di banca etica sono quelli tradizionali. Vanno dai depositi di tipo vincolato, certificati di deposito e obbligazioni, a quelli di tipo libero, conti correnti e libretti di risparmio con i quali non si hanno vincoli temporali per prelevare o versare fondi. A questi si affiancano i classici servizi aggiuntivi come la possibilità di avere un bancomat e una carta di credito, di utilizzare internet per la gestione del proprio corrente e anche di domiciliare le utenze ed effettuare operazioni con l'estero. Unica differenza con le banche 'meno etiche' la mancanza del libretto degli assegni. Il fenomeno è in espansione, anche se in Italia la raccolta e le erogazioni realizzate dai vari fondi e conti etici sono ancora molto modeste, circa lo 0,2% della raccolta del sistema creditizio italiano. Tuttavia in Bangladesh, dove si è sviluppato il primo caso al mondo di finanza etica, la Grameen Bank è diventata oggi la quinta banca del Paese con una raccolta di circa due mila miliardi di lire impiegati in prestiti a favore di quasi due milioni di persone nullatenenti. E quello del Bangladesh non è un caso isolato. In Olanda la "Triodos Bank" opera nei settori dell'economia sociale, dell'ambiente e del no-profit; la "Oekbank" tedesca e "l'Alternative bank Suisse", sulla spinta del movimento verde, sostengono progetti ecocompatibili; ma, soprattutto, molte organizzazioni non governative specializzate in microcredito si sono trasformate in vere e proprie banche, come "Banco Solidario" e "Cerudeb" che rappresentano oggi le esperienze di microcredito bancario di maggior successo in Sudamerica e in Africa.
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