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INFO
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Indirizzi
CIVES
(Coordinamento Italiano Video e Scuola)
Via Castellamonte 32, Banchette di Ivrea
tel. 0125.611213
fax (recapito di Torino) 011.482513
LA CASA DELLA TIGRE
Parco Michelotti ex-zoo
Corso Casale 5, Torino
tel. 011.747171 fax 011.7497185
E-mail: rtpteam@arpnet.it
AIACE TORINO
Galleria Subalpina 30, Torino
tel. 011.538962 fax 011.542691
e-mail: aiacetorino@iol.it
http://www.arpnet.it/aiace
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DIRE
VIDEO
di
Luigi Urru
Insegnami a dire video. A Torino, niente di più allettante e
fattibile. A sei, dodici, diciannove, fino a venticinque anni. Con le
scuole, innanzi tutto, oppure alla Casa della Tigre; insieme ai compagni
di classe, gli amici e persino da soli. E poi vederli, i video prodotti,
sugli schermi grandi dei cinema o teatri torinesi, magari al Film Festival
nei pomeriggi dedicati alla scuola e agli apprendisti stregoni delle
immagini su nastro magnetic o dischetto elettronico. Il fermento è
notevole, le iniziative disparate, le possibilità di esprimersi
inesauribili. Il video è alla portata di tutti e di (quasi) tutte
le tasche, ha una somiglianza di famiglia con la tv e possiede un'affinità
che non è esagerato definire elettiva con il linguaggio giovanile.
Della sua immediatezza pedagogica si sono accorti infine anche al Ministero
della Pubblica Istruzione, che un anno e mezzo fa ha varato piani di
intervento audiovisivo nelle elementari, nelle medie e nelle superiori.
Di quei semi iniziano a maturare i primi frutti.
Il
cives televisivus
"Ancora mancano le competenze", sostiene Sergio Califano,
vicepresidente del Cives, il Coordinamento Nazionale Video e Scuola,
ma intanto sgrana una lista di istituti attrezzati con laboratori di
produzione video e multimediale dove gli strumenti da ripresa fanno
parte della didattica con lo stesso diritto dei libri di testo e i Vhs,
anziché solo proiettarli, ce li si produce. Del resto, basta
scorrere il programma della seconda rassegna internazionale 'Video Scuola',
curata proprio dal Cives all'ultimo Torino Film Festival, per scoprire,
accanto ad altri, i nomi delle elementari di Condove, Orbassano, Nichelino
e Settimo Torinese, dell'Itis di Susa, del Liceo Artistico di Ivrea
e dello Scientifico di Moncalieri. È la provincia a fare da volano
e le scuole materne ed elementari a dimostrarsi più aperte alla
sperimentazione, con quella fresca spontaneità che è dei
più piccini e dei programmi, come L'albero azzurro e la Melevisione,
che il piccolo schermo dedica loro.
"La produzione Vhs è leggera, può essere gestita
da poche persone e non richiede le attrezzature e gli investimenti del
cinema", sottolinea il consulente Riziero Zucchi, caratteristiche
che dovrebbero attrarre anche quelle classi dove il video e la cultura
dell'immagine in movimento non sono ancora entrati. Supporto generale,
seminari sulle nuove tecnologie, corsi di aggiornamento per gli insegnanti,
testi per la formazione, possibilità di gemellaggi internazionali
con la Maison du Geste et de l'Image di Parigi (che sforna cinquanta
cassette l'anno), insomma itinerari didattici completi che culminino
in un prodotto video sono quanto il Coordinamento offre. Sua pure la
rete 'Scuola e immagine televisiva' (con sede alle Elementari Salvemini
di Torino), già al lavoro per organizzare un convegno e una maratona
tv per il prossimo aprile. Tra i relatori a cui si pensa, un nome noto
ai pedagoghi, Amilcare Acerbi.
I
tigrotti della videocamera
Per la scuola, ma non solo, come vedremo, lavora anche la Casa della
Tigre di Corso Casale, vetrina della creatività e della fantasia
dei ragazzi del capoluogo, sostenuta da Città di Torino, Regione
Piemonte e Torino Film Festival. Alle singole classi scolastiche - e
l'anno passato ne hanno approfittato quelle dell'Istituto Giolitti di
Torino - propone un corso su misura di produzione video con l'eventuale
approdo alle sale del Reposi all'interno della rassegna 'Comincio da
tre'. Tre, non uno di più, sono infatti i minuti dei video che
i ragazzi del corso producono. Al festival, lo scorso novembre, hanno
portato undici opere nelle due sezioni premiate, under e over 19, tra
cui le apprezzate 'Lilla' di Elena San Pietro e 'L'eroe' di Valerio
Valente.
"L'iniziativa è ormai al terzo anno di vita", ricorda
Carlo De Giacomi, responsabile della Casa della Tigre, "si tratta
di avvicinare i giovani al linguaggio video in un modo molto tranquillo
e molto pratico, alla portata anche di quelli che non hanno conoscenze
precedenti". E di quelli che non riescono a convincere i propri
professori, aggiungiamo noi: per iscriversi a 'Vengo
e video'
- questo il nome del corso nella sua versione standard - basta avere
tra i quattordici e i venticinque anni, versare centomila lire, compilare
il modulo e sperare che pochi altri lo facciano. Per l'edizione del
2000 la direzione è dovuta ricorrere a un colloquio per selezionare
la metà dei sessanta ragazzi che avevano fatto domanda. Quest'anno
la scadenza è il 20 gennaio e già si preannuncia il successo
di dodici mesi fa: meglio allora munirsi di tanta grinta e passione,
meglio ancora con una infarinatura libresca e, soprattutto, sul campo,
alle spalle. Chi proprio non sa nulla ma ha tanta voglia di fare, comunque
non si scoraggi: 'Vengo
e video' è strutturato in due
livelli, e nel primo c'è spazio come nel secondo.
La Casa della Tigre fornisce le videocamere, insegna a usarle e mette
a disposizione un laboratorio per il montaggio digitale. In venti incontri
settimanali i partecipanti passano dalle attività a tema fisso
dettate dagli insegnanti all'estensione di un progetto individuale.
Beppe Selva, direttore del corso, non nasconde che si parte proprio
dall'abc, anzi dalla preistoria del linguaggio video, quell'inquadratore
usato anche in pittura che permette di scegliere le immagini che si
vogliono fermare. Esercizi monotematici sui singoli colori, sui luoghi
('racconta dove sei'), sul ritratto ('il tuo volto'), sulle tecniche
di addizione e sottrazione dei dettagli sono il presupposto per un buon
video di fine anno. Durante l'estate tutti i lavori godono di un'anteprima,
al teatro Juvarra nel 2000, e i più originali passano, come accennato,
alle selezioni del Torino Film Festival.
I
video: vederli!
A 'Cominicio da tre' può concorrere chiunque, scuole, gruppi
e singoli, anche se non ha frequentato il corso. Le storie che si sono
viste finora raccontano di adolescenza, vita quotidiana, tristezze e
melanconie in monologhi, passaggi all'età adulta, esperienze
bislacche.
La vetrina specializzata per video e cinema giovanissimi, tuttavia,
non è né al Massimo né al Reposi. "Sottodiciotto",
nelle sale del Cinema Centrale e del Teatro Nuovo, è il festival
che l'Aiace di Torino ha appena lanciato come spazio privilegiato per
l'universo scolastico, rivolgendosi a studenti e insegnanti con proiezioni
e dibattiti. Al Concorso nazionale dei prodotti audiovisivi realizzati
dalle scuole, che costituisce il fulcro della manifestazione, hanno
partecipato centoventi video, spesso di ottima fattura, notevole originalità
e varietà che hanno stupito più di uno spettatore. Negli
spazi del festival erano inoltre allestite le mostre dei laboratori
per l'immagine della Città di Torino: 'Qui gatto ci cova', che
illustra il percorso didattico che ha portato i bambini a realizzare
l'omonimo video, 'Per finta' e 'La luce racconta', luoghi-gioco sulle
macchine del pre-cinema, un viaggio alla scoperta di luce, ombre e colori.
Alla domanda di Bruno Bozzetto, invitato speciale, "Che cos'è
un disegno animato?", un bambino ha risposto "Un'idea con
una linea intorno".
Le remore dei grandi sull'importanza del video si sono frantumate all'istante.
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INFO
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Gli
appuntamenti
Vengo
e video (corso video)
Iscrizioni entro il 20 gennaio presso La casa della tigre
Convegno
sul video e la scuola e maratona video
Ad aprile, a cura del Cives
Comincio da tre
(concorso video)
Iscrizioni entro il 31 maggio presso La casa della tigre
Festival Sottodiciotto
A novembre, a cura dell'Aiace.
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