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gennaio/febbraio 2001





INFORMAZIONI

 

Indirizzi utili
AFederazione italiana badeball e softball
Comitato regionale
C.so Duca degli Abruzzi 26, Torino
Tel. 011 597686 - 502640
Torino Softball Junior
Via Passo Buole 16, 10127 Torino
Tel. 011/6638109 - 0368/3408475
Pol. Torino Grugliasco
Via Feletto 35/g, 10155 Torino,
Tel. 011/235071
Grizzlies Torino 48 B.C.
Via Gorizia 110, 10137 Torino,
Tel. 011/351330
Juve 98 B.C.
Via Bergera 9, 10040 Val della Torre (To),
Tel. 0349/4106162
B.C. Settimo
Complesso sportivo Via Torino,
10036 Settimo T.se (To)
S.C. Settimo
Via Pascoli 11, 10036; Settimo T.se (To),
Tel. 011/8984837
Softball La Loggia
Via Tetti Aiassa 4, 10040 La Loggia (To),
Tel. 011/9629341

 


SI FA PRESTO A DIRE BASEBALL

di Marco Stolfo
Per la maggior parte di noi si tratta di un gioco strano e complicato. Al massimo ci viene in mente come sfondo delle vicende raccontate da libri, film o fumetti Made in Usa. Tuttavia, oltre il cappellino tipico, indossato da una generazione di rapper, c'è di più: una disciplina affascinante, che in Italia ha un numero limitato di praticanti, pur con risultati interessanti. Uno sport che si è fatto in due per dare spazio alle donne e che a Torino si può conoscere, imparare e sperimentare con meno difficoltà di quanto si creda.
Un gioco di squadra che esalta il ruolo del singolo individuo e il suo contributo al conseguimento del risultato. Uno sport in cui l'intelligenza, il ragionamento e la capacità di prendere decisioni rapidamente contano più della forza fisica. Una disciplina facile da praticare, che però ha regole e meccanismi complicati e nella quale ogni azione è limitata e definita in termini statistici. Queste sono soltanto alcune delle definizioni del baseball formulate da chi non è riuscito a resistere al richiamo di mazza, pallina e guantone. Per altri - molti, in Italia - si tratta soltanto di un passatempo strano e difficile da capire. Tutti, in un modo o nell'altro, abbiamo avuto a che fare con quello che, come il football americano o forse ancora di più, è lo sport yankee per antonomasia. Anche se non se ne condividiamo la mentalità e la filosofia - le particolari relazioni individuo-gruppo e l'importanza dei dati statistici sono tipicamente a stelle e strisce - abbiamo quanto meno incontrato il baseball nei libri, nei fumetti (ad esempio nei Peanuts di Charles Schultz), al cinema e in tv.

Uno sport pacifico diffuso dai militari
Nel novero delle qualità del baseball compare anche la pressoché totale assenza di violenza in campo. Il livello agonistico è molto alto, tuttavia è difficile che sfoci in scontri fisici volontari. Ci si può al massimo far male in qualche scivolata o se si viene colpiti dalla pallina, ma ciò capita raramente sia grazie alla preparazione atletica, sia per effetto delle protezioni previste dal regolamento. E', quindi, una disciplina che si considera pacifica, anche se in realtà si è sviluppata in ambito militare e si è diffusa in stretta relazione con i movimenti di truppe statunitensi.
Le origini del baseball risalgono al secolo XVIII: il suo antenato sarebbe, per alcuni, un gioco britannico chiamato feeder o rounders, per altri si tratterebbe di una evoluzione del cricket esportata nel cosiddetto "nuovo mondo". Durante le guerre di secessione americane era il divertimento dei soldati, che si lanciavano palline di stracci, le colpivano con mazze di legno a base tonda e abbinavano a questi gesti la corsa finalizzata alla conquista di alcune postazioni. Le regole fondamentali del baseball vennero codificate nel 1839 da Abner Doubleday, un ufficiale dell'accademia di West Point, la prima gara fu disputata in New Jersey nel 1846 e nella seconda metà dell'Ottocento sorsero le due leghe americane.
In virtù dei rapporti economici e soprattutto politici e militari con gli Stati Uniti, nel corso di un secolo sono diversi i paesi che hanno fatto proprio il baseball, assurto a sport nazionale in tutto il Centroamerica, da Cuba all'Honduras, e nell'estremo oriente, dal sud est asiatico al Giappone. In Italia iniziò a essere praticato negli anni 30, con l'autarchica definizione di "batti e corri", anche se la sua diffusione vera e propria è conseguente allo sbarco americano di Anzio.
Non è un caso che la capitale nostrana del baseball sia la città laziale di Nettuno, né che, analogamente ad altri sport Made in Usa come il basket, trovi terreno fertile soprattutto in Emilia (Parma), Romagna (Rimini) e Toscana (Grosseto e Livorno). Altre realtà emergenti sono in Veneto e Friuli, su cui è innegabile l'influenza della presenza militare a stelle e strisce, e Sicilia, in cui spicca il nome di Paternò. Il baseball latita, invece, o quasi nelle grandi città.

C'è posto per lei
Si parla di baseball, ma in realtà ci si riferisce anche al softball, che altro non è che la versione femminile di questa disciplina, del tutto simile a quella maschile, diffusa nel mondo e in Italia. Le uniche differenze consistono nelle dimensioni del campo, un po' più piccolo, e di palla e mazza, un po' più grosse, oltre che nel diverso movimento del braccio effettuato per il lancio: "da sopra" per il baseball, "da sotto" per il softball.
Le caratteristiche del gioco sono le medesime e ben si prestano a che venga praticato dalle donne. È almeno questa l'opinione di Mario Bruno, presidente della Juve 98, sodalizio torinese che ha squadre sia di baseball e di softball, secondo il quale si tratta di "un gioco simpatico e geniale e per questo vero e proprio territorio di conquista per le ragazze". Concordano Pietro Tola, numero uno del Comitato regionale della Federazione baseball e softball, e Angela Manca, dirigente del Grizzlies Torino 48, per la quale accanto all'apertura alle donne offerta dal softball persistono molti ostacoli di carattere culturale: "Le famiglie sono ancora poco propense ad accompagnare una figlia a praticare una disciplina che non sia danza, nuoto o pallavolo".

Baseball e softball a Torino
Anche a Torino, come in gran parte d'Italia, la pratica di baseball e softball ha una diffusione limitata. Nella storia di queste discipline la nostra città, in cui la prima società venne fondata nel 1948, non occupa una posizione di rilievo, anzi: nessuno scudetto, solo qualche piazzamento in serie A, tra cui il terzo posto di una Juventus di un po' di anni fa, e presenza nelle serie minori. Nel corso della stagione 2000, con 640 giocatori e giocatrici tra città e provincia, c'erano quattro compagini torinesi di baseball tra serie B (Grizzlies, Torino 48 e Juve 98) e C (Grugliasco Torino), e due di softball (Torino Junior in B e Juve 98 in C). Accanto alle prime squadre, le varie società hanno formazioni di settore giovanile organizzato nelle categorie Ragazzi (8-11 anni), Cadetti (12-14) e Primavera (15-17, più fuoriquota). Identica la divisione per classi d'età per il softball.
Avvicinarsi a questi sport non è difficile, nonostante si tratti, come spiega Mario Bruno, di "una disciplina povera e non considerata dalla tv". I vari sodalizi sono ben lieti di accogliere nuovi aspiranti giocatori: "L'ideale è cominciare da giovanissimi (prima dei 10-12 anni), ma si può provare anche a 15, 18 anni, basta impegnarsi a fondo", spiega Pietro Tola. Un'altra opportunità è offerta dall'attività promozionale nelle scuole svolta dalla Federazione a Torino e Moncalieri e da singole società a Settimo, Pinerolo, Avigliana e la Loggia. Attualmente è già in corso la preparazione per i campionati 2001, al via in aprile. Chi vuole cominciare a giocare a baseball e softball, contatti le società o si presenti presso gli impianti in cui si praticano queste discipline. Per assaggiare, in campo o solo in tribuna, questi sport a Torino ci sono due indirizzi sicuri: il campo di Via Passo Buole 16 e quello di Via Servais 20.

Quanto costa giocare
Mazze, guanti, palline, scarpe, divise e attrezzature varie. Sono queste, insieme all'uso degli impianti, le principali voci di spesa per chi gioca a baseball e softball. La maggior parte dell'equipaggiamento è normalmente a carico delle società, che però chiedono una quota di iscrizione annuale tra le 200 e le 300mila lire. Un paio di scarpe costa minimo 100mila lire e per un guantone (spesso dato in prestito dalle società per chi comincia) si va dalle 100 alle 300mila. Per chi vuole le mazze personali la spesa media da preventivare è di 150mila ciascuna. Ogni pallina costa all'incirca 10mila lire.
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