RECENSIONI

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gennaio/febbraio 2001







 


 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONI


Dario Buzzolan
Non dimenticarti di respirare

Mursia Ed., L. 26000

Non dimentichiamoci di respirare. Non prima di avere letto questo libro inquieto e prezioso. Dario Buzzolan, già vincitore del Prix Calvino, ci porta in quei territori imprecisati abitati da visioni viaggi racconti e geometrie della mente dove si annebbiano i contorni tra reale e irreale, finzione e verità e che costringono il lettore alla scelta tra uno sforzo di disperata lucidità e il consapevole abbandono all'incomprensibile.
Stessa scelta si sono trovati a fare prima di lui i personaggi del romanzo, quella Leni-Illi-Ilaria, sopra tutto, che ne è la protagonista una e trina. Bravo, Buzzolan, a tenerle testa. A farle raccontare tutto già al secondo capitolo, lei, assillata da fantasmi, che s'infila sotto le coperte alla prima difficoltà della giornata e che possiede quella "specialità nell'inventare storie", per cui volti pagina e ti chiedi: e adesso? Il morto l'abbiamo avuto e sappiamo chi è l'assassino.
Nessun timore: ci saranno altri cadaveri - lapidati in un parcheggio, annegati nel Po, decapitati con la roncola, esplosi, chissà, sulle mine della giungla vietnamita. E quando la vicenda sembrerà perdersi nella successione invariata di svelti capitoli, spesso costruiti con mirabili recuperi temporali, a spasso per Roma e per Saigon, proprio lì l'autore la tiene più saldamente in pugno e, dissimulando, prepara l'incredibile. Che è poi l'incredibile di ogni vita che rischia di rimanere "un'accozzaglia priva di ritmo" nonostante la tenace volontà di assecondarla, dirigerla o semplicemente comprenderla. L'enigma sovrasta ogni tentativo di decifrarlo e anche chi rintraccia un plausibile bandolo s'arrende infine esausto di fronte all'illusorietà del senso e del raziocinio. Il raccontare limpido e sapiente - come quello, appunto, di Dario Buzzolan - pare allora, con Ricoeur, l'unico antidoto al caos straripante.
Luigi Urru

Fabio Zanello, Giorgio Navarro
Thomas Milian - Er cubbano de Roma
Igor Molino Ed., L. 21.000

C'è un volume che, pur mettendo in copertina Monnezza, ormai simbolo indiscusso dei coatti romani, parte da un titolo emblematico: Thomas Milian-Er cubbano de Roma. Come scrive Margherita Fumero, sua partner per quattro volte, nella prefazione: "Lui non recita il personaggio, lo vive". Parole sante! Quindi attraverso una narrazione veloce e giustamente ironica, si sviluppano e condensano gli alti e i bassi di un attore amante dei travestimenti che prima e dopo i film di Er Monnezza ha collaborato anche con gradi registi quali Michelangelo Antonioni, Dennis Hopper, Steven Spielberg, Valerio Zurlini, Giulio Questi e Sergio Sollima. A prescindere da questi presupposti seri Zanello e Navarro hanno caratterizzato in maniera analitica e giocosa le due parti che lo compongono. Dapprima c'è la biografia con riferimento alla vita romanzesca del nostro (la fuga da Cuba, il suicidio paterno), poi una cronistoria dei generi cinematografici frequentati (come il western del capitolo Corri Cuchillo, corri), infine una critica al suo metodo recitativo. Un saggio che risponde parzialmente alle contraddizioni che hanno animato l'esistenza di questo attore, troppo spesso considerato legato principalmente al cinema di largo consumo.
R.C.

Mirafiori Kids
Nove pezzi del rompicapo mondiale
Cd autoprodotto, L. 20.000

Né rockstar né profeti, ma Mirafiori Kidz. La gloriosa band torinese che per quello che fa e per come lo fa è un autentico esempio di onestà, credibilità e coerenza. Il più recente capitolo della loro produzione è un bel cd, che nel titolo si rifà a uno scritto del subcomandante Marcos del 1995 e dal punto di vista dei contenuti propone la consueta miscela di rock tetragono e ruspante e testi che trasmettono idee, passioni, memoria e futuro. Un disco autoprodotto sincero e emozionante, soprattutto in alcune parti. Non c'è la pretesa né di seguire l'ultima moda né di imporre una nuova tendenza. Piuttosto, i nove pezzi del disco esprimono gli stati d'animo, i pensieri e le speranze (nonostante tutto) di chi non è convinto che questo sia il migliore dei mondi possibili e che la storia sia finita, come affermò anni fa uno studioso giapponese. Nove istantanee della realtà contemporanea, tra brani originali e alcune cover, come E se ci diranno di Luigi Tenco e Dante Di Nanni degli Stormy Six, diventata ormai un classico del repertorio del gruppo. Un disco che merita attenzione, in cui compare anche la voce di Lalli e che si conclude con le cadenze reggae della sempre attuale Torneremo sulla langa. Per informazioni e contatti: www.geocities.com/SunsetStrip/Towers/1163 e mirakidz@mailcity.com.
Marco Stolfo
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