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SPECIALE | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2001 | ||
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STORIE
DI PROGETTI Ecstasy, lsd, micropunte, popper, anfetamine, cocaina, acidi, eroina. Nuovi vocaboli per nuove e vecchie droghe. Il verbo più diffuso nel gergo dei giovani sembra essere "calare" che significa prendere, ingoiare l'ecstasy e si affianca a termini notissimi come sballo, tirare, pippare, sniffare. E allora "caliamoci" dentro a questo universo per capire cosa si sta facendo a livello istituzionale e privato. Fra quelli che si stanno calando dentro al problema ci sono gli operatori del gruppo Abele, che hanno appena terminato una campagna informativa sulle cosiddette nuove droghe e ne stanno approntando una nuova in collaborazione con la cooperativa d'animazione Valdocco di Torino. "No excess", nessun eccesso, s'intitolava quella conclusasi alla discoteca Cocoricò di Riccione. Un lungo tour in giro per l'Italia dei locali di tendenza macinando chilometri sopra un camper rielaborato in chiave tecnologica distribuendo materiale informativo, ma anche aiutando chi si faceva avanti. Un camper ambulante pensato come una zona mobile di decompressione fuori dalle discoteche in cui i ragazzi potevano salire per chiacchierare con gli operatori e per riposare un po' fisico e orecchie. "Il camper e tutte le iniziative collegate come le magliette, il body painting, lo spazio make up - spiega Paolo Sollecito del Gruppo Abele - sono serviti come strumenti per agganciare, senza secondi fini, i giovani che assumono droghe in discoteca o durante i rave party e passare loro informazioni preziose sulle sostanze". Informare, ma anche aiutare superando qualsiasi ottica moralistica del problema: "Durante il nostro lunghissimo viaggio - continua Paolo - non abbiamo mai detto ad un ragazzo di non drogarsi, ma abbiamo cercato di fargli capire quali sono i rischi cui va incontro abusando delle sostanze, mischiandole con alcool e altre droghe pesanti. Viviamo una fase sociale in cui il mondo degli adulti vuole programmare la vita dei propri figli in modo totalizzante, decidendo anche come impiegare il tempo libero e credo che la droga rappresenti un modo di protestare per i ragazzi del Duemila." Sulla scorta del successo registrato da questa campagna, soprattutto per la buona reazione dei giovani coinvolti, il gruppo Abele e la cooperativa Valdocco faranno partire un progetto simile, che agirà soprattutto nel territorio torinese. Tale progetto, finanziato su due anni dalla Regione Piemonte, coinvolgerà otto operatori (un'équipe mista formata da educatori, ma anche da persone con altre competenze), due coordinatori, un gruppo di volontari e sarà suddiviso in tre aree d'intervento con diversi attori che lavoreranno in rete: il gruppo Abele e la cooperativa Valdocco, le ASL e l'osservatorio epidemiologico dell'Università. "Il primo passo - precisa Paolo - vedrà la creazione di una info-zone, un luogo fisico dove poter reperire informazioni, ma soprattutto dove poter costruire relazioni stabili con i ragazzi che verranno a raccontarsi. Accanto ci sarà poi sempre il lavoro del techno - camper realizzato all'interno come uno spazio 'chill out', cioè di raffreddamento dalla musica e dagli eccitanti". Anche l'info-zone sarà alla moda, con ambientazioni techno per "calarsi" nell'ambito culturale dei giovani; ma anche un punto dove creare relazioni d'aiuto con chi ne ha bisogno e viene a cercare un sostegno. Nel nuovo progetto, oltre alle discoteche, saranno coinvolti luoghi d'aggregazione giovanile tipici, come gli stadi, le palestre e i club privati mantenendo sempre fede al principio di lavorare nel totale rispetto dell'anonimato e della privacy delle persone incontrate. Luoghi, secondo Paolo, dov'è più facile incontrare situazioni drammatiche: "i danni più gravi provocati dalle nuove droghe hanno un'incidenza maggiore nella fascia adolescenziale della popolazione. Sono i giovanissimi, le cui informazioni sulle sostanze sono poche e sbagliate, ad essere a rischio. A livello istituzionale sono molte le campagne contro l'uso delle nuove droghe, ecstasy in testa. "Fatti furbo non farti male" è il motto dell'ultima, lanciata dal Ministero per la solidarietà sociale. Per ogni sostanza, un piccolo vademecum per capirne gli effetti, i rischi e i danni. S'inizia dalla pasticca di ecstasy dove si nascondono le sostanze più diverse, a cominciare dall'Mdma, un derivato dell'anfetamina, che agisce soprattutto sulla serotonina, una sostanza del nostro cervello che interviene sull'umore, sul sonno e sull'appetito. Chi fa uso di ecstasy cerca una via veloce per emozioni forti e rapporti facili con gli altri, soprattutto con l'altro sesso. Gli effetti più pericolosi sono l'aumento della temperatura corporea e dei battiti cardiaci. E quando l'effetto delle pasticche finisce ci si può sentire depressi e facilmente irritabili. Altre sostanze simili da tenere sott'occhio sono le anfetamine. Si trovano in pasticche, in capsule o in polvere e vengono spesso usate per tagliare l'ecstasy o l'lsd. Ed eccoci all'acido lisergico di psichedelica memoria, noto comunemente come acido e basta (psichedelici deriva dal greco e letteralmente significa "sostanze che rivelano la mente"). È spacciato in francobolli colorati o pillole (micropunte) e chi lo assume inizia un viaggio che può durare fino a dodici ore filate. L'lsd interviene sulle percezioni sensoriali modificando la percezione della realtà. In pratica fa vedere cose che non ci sono, provoca illusioni e " il "trip", il viaggio, può essere anche un "bad trip", un viaggio infernale dal quale ci si risveglia depressi. Trova spazio anche la cocaina nella campagna ministeriale. La "neve", ricavata dalla foglia di coca che cresce sulle Ande, si sniffa, ma oggi la si può trovare anche in cristalli che si fumano, noti come "crack". La cocaina agisce su alcune sostanze che, nel nostro cervello, influenzano l'energia, la memoria, l'umore e il piacere. Resta un problema, sottolineato anche da Paolo Sollecito del Gruppo Abele: "Il pericolo più grande che si corre nel momento in cui ti cali sostanze è che non sai cosa ci sia dentro. Gli alti livelli d'impurità presenti nelle droghe, uniti al possesso del traffico da parte della criminalità organizzata, sono la causa principale delle overdosi". Secondo un rapporto del Ministero, le pasticche sul mercato cambiano ogni settimana e il colore, il nome, la forma non dicono niente di preciso su quello che contengono veramente. Ecco perché non bisogna accettare mai acidi o pastiglie gratis, perché vuol dire che qualcuno sta provando sulla tua pelle l'effetto di nuovi mix, di nuovi "tagli". Il consiglio che arriva da queste campagne, dunque, sembra andare in una direzione ben precisa: sappi che calare fa male, è pericoloso per la tua salute, e io ti dico quali sono i pericoli a cui ti esponi; se, nonostante tutto, vuoi proprio calarti, cerca almeno di non farti troppo male. Agganciare i ragazzi direttamente laddove vanno a divertirsi è sicuramente un buon metodo. Ma nelle scuole esistono progetti educativi sulle tossicodipendenze? "Certo - ci dice Filippo Furioso del Provveditorato agli Studi della Provincia di Torino -. Sono però progetti senza un coordinamento centrale, sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio di nostra competenza. L'unica centralità è data dal finanziamento. Tutti gli anni il Ministero della Pubblica Istruzione, in base alla legge 309 sulle tossicodipendenze, stanzia, per ogni provveditorato, un budget finalizzato alla realizzazione di progetti relativi all'educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze. Siamo noi, in seguito, ad attribuire ad ogni singola scuola una parte di questo capitale. Generalmente i soldi non sono molti, tenendo conto che nella Provincia di Torino ci sono circa 300 scuole e che il capitale va a coprire sia i progetti realizzati dagli studenti, che quelli avviati con l'ausilio di associazioni o gruppi di volontariato. Ma non basta: rientrano nei piani di finanziamento anche i progetti con le famiglie e i corsi di formazione del personale". Chiediamo all'Ufficio Scuola del Gruppo Abele quali siano i progetti in fieri sul tema nuove droghe. Per lo più sono progetti basati sull'educazione alla salute e alla cittadinanza. Partirà però a breve un progetto promosso in collaborazione con il CE.SE.DI. della provincia di Torino e la Fondazione Sipario Toscana. Si tratta di una proposta educativa che affronta il consumo di droghe sintetiche, finalizzata non solo e non tanto all'informazione sui rischi, ma all'aiutare a riflettere sulla propria identità, sulle proprie scelte, sulle proprie prospettive. In questo senso il teatro è strumento per affrontare efficacemente temi che non possono essere trattati solo dal punto di vista razionale, con disquisizioni teoriche.
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