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EFFETTO
ECSTASY
"C'erano
gli anni in cui i tossici si contavano sulle dita di una mano,e di loro
si sapeva tutto, nome e cognome" ci racconta Ligabue all'inizio
del suo film Radiofreccia.Ma erano tempi lontani, lontanissimi. Il panorama
del consumo di droghe è cambiato molto negli ultimi anni. Il
numero delle dipendenze da eroina ha smesso di crescere e la "roba"
sembra avere perso, o per lo meno diminuito, la sua attrattiva sul mondo
dei giovani e dei giovanissimi. Ma ciò non significa che il fascino
delle sostanze psicotrope sia esaurito. Sono infatti cambiate le sostanze,
le modalità dell'assunzione, ma il fenomeno "droga"
è sempre vivo e vegeto
di
Sergio
Capelli
Il rapporto
annuale 1999 sullo stato del fenomeno droga nei Paesi dell'Unione Europea
diffuso dall'Osservatorio sulle droghe afferma che l'Italia è,
alla pari del Lussemburgo, la nazione con il più alto tasso di
tossicodipendenti da eroina rispetto alla popolazione: otto su mille nella
fascia fra i 15 e i 54 anni. Secondo le stime, una cifra oscillante fra
i tre e i cinque milioni di cittadini europei hanno consumato eroina almeno
una volta, mentre i tossicodipendenti sono valutati tra il milione e il
milione e mezzo.
Cambia
il mondo
Cifre grosse, cifre enormi. E pensare che il panorama del consumo di
droghe è cambiato molto negli ultimi anni. Il numero delle dipendenze
da eroina hanno smesso di crescere e l'età media dell'eroinomane
è in crescita (il che fa supporre che manchi il cosiddetto ricambio
generazionale, ovvero che siano relativamente pochi i ragazzi che si
tuffano nel vortice dell'eroina). Insomma la "roba" sembra
avere perso, o per lo meno diminuito, la sua attrattiva sul mondo dei
giovani e dei giovanissimi. Ma ciò non significa che il fascino
delle sostanze psicotrope sia esaurito.
Sono infatti cambiate le sostanze, le modalità dell'assunzione,
ma il fenomeno "droga" è sempre vivo e vegeto. Riprende
quota la cocaina, fino a poco tempo fa considerata la droga del jet-set
e oggi alla portata di molti, continua il successo di hascisc e marijuana,
ma soprattutto cresce a dismisura l'utilizzo di sostanze sintetiche.
Si era iniziato con l'ecstasy, sono poi giunte nuove sostanze derivate
dall'Mdma (dette ecstasy like), sono ritornate in voga, direttamente
dagli anni '70, "vecchie conoscenze" quali l'acido lisergico
(LSD) e il popper, fino ad arrivare a nuovi utilizzi di sostanze conosciute
e utilizzate da decenni. È il caso, ad esempio della chetamina
(special K, super K o semplicemente K, in gergo), utilizzata da molto
tempo in veterinaria come anestetico per equini. Insomma, un ampio ventaglio
di scelte, per chi fa dello sballo il suo interesse principale.
Per
divertirsi, solo per divertirsi!
Già, lo sballo come unico interesse. Questo risulta da alcune
ricerche fatte intervistando il popolo della notte. "Per provare"
(47%), "Per divertirmi di più con i miei amici" (24%),
"Per caso" (10%), "Per sentirmi diverso dal solito"
(8%). Sono queste le risposte più frequenti che si sono sentiti
dare gli operatori del progetto Gioedro di Pesaro, quando hanno domandato
il motivo della prima assunzione. Insomma, nessun problema esistenziale,
nessun problema famigliare. Solo il divertimento come obiettivo. Risulta,
infatti, che i riferimenti positivi all'uso delle sostanze superino
di gran lunga quelli negativi ("Mi sentivo triste e depresso"
si attesta attorno al 2%).
Una
tribù che sballa
Quattrocentomila! Sono tanti i consumatori di ecstasy e altre droghe
sintetiche compresi nella fascia di età tra i 15 e i 25 anni
in Italia. Per lo più consumatori occasionali, per lo più
associano alle cale altre sostanze, soprattutto alcool. Ma gli atti
della II Conferenza nazionale sulle droghe (1997) stimano il numero
di consumatori abituali fra i 50 e gli 80mila.
Per lo più studenti o lavoratori con un diploma in tasca, per
lo più soddisfatti delle loro possibilità economiche e
del periodo che stanno vivendo (dati dalla ricerca Mosaico, effettuata
su 1543 interviste in 6 città italiane: Roma, Torino, Bologna,
Bari, Napoli e Palermo). Ragazzi perfettamente integrati. Gli stili
di vita legati all'assunzione di sostanze di sintesi non producono emarginazione,
come succedeva, ad esempio, per l'eroina. Una vita assolutamente nella
norma, ma, si sa, molti considerano la discoteca come zona liberata,
dove è possibile e lecito fare tutto, dove si possono sfogare
le tensioni accumulate durante una settimana "normale", dove
il divertimento è un obbligo assoluto. E più si balla
più ci si diverte. E allora giù la pastiglia che ti fa
ballare, che ti mette in sintonia con la massa di persone che ti circonda,
che ti fa sentire la musica con tutto il corpo e non solo con le orecchie.
Terra
di nessuno
"Sale, sale e non fa male" era il coro che apriva le danze
in molte discoteche italiane fino a non molti anni fa. Il riferimento
è evidentemente all'effetto delle chicche. E lo si diceva apertamente,
lo si dichiarava beffardi, tanto si era in un porto franco, in una sorta
di terra di nessuno. La discoteca era (è?) concepita come tale
dagli stessi clienti. E a poco servono le crociate indette dal fustigatore
di costumi di turno.
Certo, è la discoteca il luogo prediletto per l'assunzione di
tali sostanze (43% dei casi), ma non è un'eccezione che si cali
in un pub (15%) o per strada (20%). Le feste private, poi, sono il luogo
in cui molti dei consumatori hanno avuto il primo incontro con le pastiglie.
E poi lo stadio, le sale giochi ("Sai quanto è più
bello giocare quando sei calato?", ci ha detto un ragazzino), anche
i centri sociali.
Un
po' di questo e un po' di quello
Le pastiglie. Già, le pastiglie. Ma non sono loro l'unico problema.
Spesso chi cala abitualmente non si limita a quello, aumentando esponenzialmente
i già tanti rischi a cui espone la propria salute.
Cocktail alcolici e liquori sono associati al consumo di droghe di sintesi
nella pressoché totalità dei casi (chi ha mai visto, andare
in discoteca e non consumare al bancone
). Ma non solo: hascisc,
marijuana, cocaina, anfetamine, popper e LSD, fanno spesso parte dello
sballo.
Proviamo, allora, a raccontare una serata tipo, una come tante altre,
una di quelle che ci hanno raccontato alcuni ragazzi. Si comincia con
una cannetta, si passa dal pub per una birra, si cala prima di entrare
in discoteca (per scendere in pista già belli carichi). Si balla,
e si beve. Uno, due, tre cocktails. Poi arriva il down, passa l'effetto
della pastiglietta magica, e ci si ritrova stanchissimi, spossati. Se
la serata continua, via con un'altra cala. Se la serata è terminata
bisogna tornare a casa. Ma spesso la stanchezza non permette di mettersi
alla guida "in sicurezza". Ci si potrebbe addormentare. E
allora un tiro di coca, o un po' di anfetamina. Infine il letto, ma
si è ancora troppo svegli per dormire. Ci si deve rilassare.
Scatta l'ultimo spinello. Se fosse un film finirebbe con la stessa scena
con cui è iniziato. Se fosse un film, sarebbe il giusto sequel
di Trainspotting.
Ma troppo spesso non è un film
Rischio?
Ma quale rischio
Non sempre siamo coscienti dei rischi a cui ci esponiamo. Ma chi cala,
sa che pericoli può correre? Un lavoro sul tema ci mostra risultati
contrastanti. Da un lato l'Mdma è indicato dai ragazzi come droga
pesante e ciò fa pensare che esiste una percezione della sua
pericolosità, che viene individuata sia in relazione agli effetti
fisici causati (ipertermia), sia agli effetti psicologici che un'assunzione,
specie se ripetuta con continuità e frequenza elevata, può
provocare (stati di ansia, paranoia, alterazioni del tono dell'umore).
In contraddizione con quanto detto, emerge una bassa percezione dei
limiti entro i quali contenere la pericolosità della sostanza
e dei tempi necessari per il riequilibrio fisico dopo l'assunzione.
Insomma, sembra che i ragazzi siano ben coscienti della pericolosità
dell'ecstasy e dei suoi derivati. Sembra però altrettanto evidente
che non siano in grado di programmare un piano che gli permetta di limitare
al minimo i rischi a cui si espongono.
È per questo che, in tutta Italia, si susseguono da anni progetti
di informazione sulle nuove droghe finalizzati alla riduzione del danno.
Perché, almeno, non si facciano troppo male.
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Il mercato dell'Mdma
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L'Mdma è,
secondo il Consiglio d'Europa, una delle sostanze psicotrope più
consumate d'Europa, seconda solo alla cannabis. Ma da dove arriva,
e chi la produce?
Inizialmente la patria di tutte le pasticche era l'Olanda, terra
di coffee shop e di sballoni in trasferta. Erano molti i ragazzi
che, per "pagarsi le spese" e soprattutto lo sballo,
intraprendevano un viaggio verso i Paesi Bassi dove acquistavano
un po' di "chicche" da smazzare nelle discoteche italiane.
Un business di tutto rispetto, per i produttori soprattutto, tenendo
conto del fatto che il prezzo medio di una pastiglia è
compreso fra le 30 e le 60mila lire (e che al produttore non costa
mai più di 2000 lire).
Erano gli inizi. I grandi gruppi criminali hanno da tempo fiutato
l'affare (i margini di guadagno sono molto più alti di
quelli ottenibili con la produzione di qualsiasi altra sostanza
stupefacente). Ecstasy e sostanze affini hanno ormai fatto il
giro del mondo, sono prodotte pressoché ovunque (è
facile: bastano pochi mezzi e un chimico con pochi scrupoli) e
soprattutto sono consumate pressoché in ogni angolo del
globo (è del 1998 l'allarme ecstasy in Cina).
Oggi l'Olanda rimane il principale produttore di droghe di sintesi,
ma non solo: è anche il più importante centro di
smistamento delle sostanze proveniente dalle altre parti del mondo.
Già, perché, oggi, le pasticche vengono prodotte
anche in altre zone d'Europa. L'altro polo continentale per la
produzione di chicche è l'est Europa. Inizialmente i "padroni"
erano gli stessi: la criminalità organizzata olandese aveva
individuato in Russia e in Polonia zone adatte alla produzione
di pastiglie con costi, e rischi, molto inferiori.
Una sorta di Taiwan per la produzione di droga, potere della globalizzazione.
E l'Italia? Fino ad oggi non sono ancora stati scoperti laboratori
"professionali" per la produzione di pastiglie, ma l'estrema
facilità con cui è possibile preparare le chicche
praticamente nella propria cucina, fa pensare che qualche cultore
del "fai da te" sia presente sul territorio nazionale.
Magari in un appartamento del palazzo di fronte al nostro.
S. C.
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