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SPECIALE BALLO | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2000 | ||
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Liscio,
gassato o....
Melodie orecchiabili e ballabili, quasi seimila orchestre infaticabili che suonano duecentocinquanta sere all'anno e un mercato che fattura cifre da capogiro. Valzer, polke e mazurke alla riscossa. Con il trucco rifatto sono tornate prepotentemente alla ribalta. Il ballo liscio, emarginato e ghettizzato come un genere musicale di terz'ordine, folcloristico e nostalgico, adesso riesplode. di Maria Abbrescia Il liscio è una realtà della nostra cultura, sulla scia dell'operetta, sulla scia della tradizione che l'Italia ha conosciuto con il melodramma; tutto ciò era parte della nostra società e affondava le radici nei nostri usi, nei consumi, nel modo di vivere. Perché negarlo o ignorarlo? Già è del tutto assurdo avere pregiudizi, ma sul ballo poi. che è gioia di vivere, naturale come bere, mangiare, camminare; che è un modo per comunicare, un metodo d'approccio, un gioco. Armonia del corpo che si muove con un ritmo e si esprime. Nei secoli la danza, nata come cerimoniale, espressione collettiva in un'epoca in cui ancora non c'era un'espressione verbale complessa, è diventato modo fondamentale della vita sociale. Tutti i popoli hanno avuto un culto straordinario della danza, arricchendola di simboli di una potenza tale da suggestionare artisti moderni come Picasso e Modigliani. Riconsiderare il liscio, questa forma musicale di tradizione tipicamente italiana, è dunque più che mai opportuno. Un po' di storia: nel calderone del cosiddetto liscio vi sono tante cadenze musicali diverse e con origini differenti. La Mazurka, per esempio, proviene dalla regione boema della Mazuria. La Polka è una danza di corte che risale al XIX secolo e deve il nome alla Polonia, da cui proviene. Entrambe risentono della cultura araba e di quella tzigana; gli strumenti a fiato, infatti, riproducono gli stessi suoni della zurka araba. Le origini del Valtzer, invece, non sono così certe. I tedeschi lo fanno derivare dall'Allemanda (Germania meridionale), dal Dreher (Baviera) e dal Landler (Austria). I francesi dalla "Volta Provenzale". Di certo c'è che, a partire dall'Ottocento, Vienna ne diventò la capitale, soprattutto grazie alla famiglia Strauss. Tutti balli con una caratteristica comune: il volteggio di coppia su ritmo ternario. Quindi contatto, quel contatto umano che la discoteca esclude privilegiando altri aspetti. Il liscio è un perfetto metodo per mantenere l'esercizio alla relazione, è il trionfo della comunicazione attraverso lo sguardo, il corpo, la gestualità. Le melodie sono molto orecchiabili, quelle del sentimento facile, dell'allegria. Un'allegria che sa di Romagna, il regno di quel liscio che nacque proprio nelle sue aie, dove si ballava sulla ghiaia strisciando le suole sul terreno, lisciandole, appunto. Da allora la musica da ballo si è diffusa in tutta Italia, soprattutto al Nord, assumendo connotazioni diverse secondo le regioni. Nella sua versione più attuale, il liscio si è adeguato alle inclinazioni dell'ultimo decennio lasciandosi contaminare da ritmi moderni. Ma quel sapore genuino, tanto apprezzato dagli amanti del genere, sopravvive intatto. Neppure i più giovani sono insensibili a questo ritorno di fiamma. I motivi che spingono i ragazzi verso i balli di coppia sono svariati ma facilmente immaginabili: movimento, divertimento, occhi negli occhi. Naturalmente tutto ciò non vale soltanto per il "ballo italiano", ma per molti altri ritmi. Tant'è che impazzano le sonorità latinoamericano, letteralmente. E' possibile lanciarsi in Merengue, Cumbia o Plena - in una parola: "salsa" - praticamente tutte le sere. E che dire dell'intramontabile Tango, dall'origine è tutt'altro che nobile, che ha Torino ha trovato una collocazione di rilievo, al di là di mode effimere, già parecchi anni fa. La musica da ballo cubana, una miscela esplosiva di culture e stili differenti dove suoni di radice africana si mescolano con elementi di provenienza ispanica e con aspetti della cultura nordamericana ed europea, riecheggiava nelle caille dell'Habana già prima degli anni Sessanta. Oggi, e già da alcuni anni, il Son, il Danzòn, la Guarracha, il Mambo, il Cha-cha-cha, la Rumba e il Bolero movimentano le serate di moltissimi giovani ( e meno giovani) in tutta Europa. E la voglia di ballare e divertirsi non è l'unica spinta; soddisfare il desiderio di socializzare, di stare insieme, di giocare con gli sguardi e con i passi, prima timidi e via via più audaci, in un'atmosfera di allegria e di amicizia è senz'altro una prospettiva affascinante, e che spessissimo si concretizza attraverso il ballo di coppia. La musica latinoamericana, infatti, è diventata il simbolo, spesso mitizzato, di un modo di vivere, di una cultura dove gli aspetti del divertimento hanno profonde radici sociali e culturali. Così, se fino ad alcuni anni fa valzer, tango e fox trot scontavano una sorta di disprezzo culturale, oggi pare proprio che la gente voglia ritrovare la propria identità nel solco del proprio patrimonio musicale. Perché anche la musica e specchio e cardine di un'identità culturale. |
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