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SPECIALE BALLO | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2000 | ||
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In
disco c'è più gusto
Abbiamo appena varcato le soglie del tanto celebrato nuovo millennio, ma ancor oggi uno spettro si aggira per l'Europa. Una parola con cui disfattisti, economisti, politici e neomillenaristi si sono gonfiati le gote per anni, forse nemmeno a torto: recessione. Ma a consultare il rapporto Siae con i dati statistici relativi allo spettacolo in Piemonte, che differiscono nelle cifre ma non nel trend crescente da quelli italiani, sembra che questo fantasma sia lontano anni luce, perlomeno dal settore relativo agli svaghi (teatro, cinema, televisione, manifestazioni sportive, musica e discoteche). di Sergio Capelli Il segno positivo precede pressoché tutti i dati, indicando un generalizzato aumento delle spese relative ai divertimenti, fra le quali quelle per il ballo fanno segnare un incremento del 4.5% (+11.6% nella sola provincia di Torino). Il Piemonte si classifica al terzo posto nell'hit parade dedicata agli "spendaccioni" della Sathurday Night Fever dopo Lombardia ed Emilia Romagna. I Piemontesi, e i Torinesi in particolare, risultano quindi essere assidui frequentatori di ogni locale in cui il ballo la faccia da padrone e alla famosa e propagandata "Milano da bere" sembra fare da contraltare una vera e propria "Torino da ballare". Ma non eravamo dei bôgianen? "Tutt'altro - assicura Sergio Ricciardone, noto dj torinese - Torino è una realtà vivace. Tutti gli artisti stranieri con cui ho avuto il piacere di collaborare o che ho ospitato nelle mie serate sono rimasti favorevolmente colpiti dalla vitalità della Torino notturna. Credo che oggi, in Italia siano poche le realtà in grado di competere". Già: una vitalità che molti ci invidiano e che è testimoniata anche dal lungo elenco di locali da ballo (108 nella provincia di Torino, 61 nel solo capoluogo) presente sul sito del Sindacato Italiano Locali da Ballo (www.silb.it). Più di un centinaio di locali fra cui scegliere e orientarsi. Un bel dilemma per chi non è un aficionado di un locale in particolare. Ovviamente è possibile restringere il campo ragionando per macrocategorie, cosa che proveremo a fare, coscienti di correre il rischio di incappare in generalizzazioni e sperando di non suscitare le ire di nessuno. Il vero fenomeno delle ultime stagioni, secondo un trend che in Europa è legge ormai da anni, è stata la crescita dei discobar, locali a metà fra la classica discoteca e il pub-birreria. Già, i discobar... C'erano una volta i Reddocks... "La chiusura dei Reddocks - ci racconta Sergio Ricciardone - ha creato un grosso vuoto in questo campo. Un vuoto che però ha avuto anche risultati positivi: la diaspora degli artisti che suonavano l'anno passato nel locale di via Valprato ha fatto sì che oggi in città si siano create nuove situazioni interessanti". Proviamo a ficcanasare un po' fra queste tante situazioni interessanti. Sempre ai Docks Dora, a pochi passi da quella che era la sede dei Reddocks, è possibile fare quattro salti al Café Blue. Vivamente consigliati i venerdì sera con dj Turi in consolle che tutte le settimane attira frotte di ballerini con i suoi suoni ispirati agli anni '80. Zona Castalia, vecchio classico delle notti torinesi, propone serate di musica commerciale in sala grande, mentre nel privé si suonano pezzi dalle sonorità leggermente più ricercate. Il Billar delega il compito di animare i suoi sabato notte a Paolone aka Ferrari; generi musicali affrontati drum'n'bass, house, hip hop e lounge. Chi non potesse seguire Paolone il sabato, può comunque ritrovarlo, con cadenza mensile, allo Zoobar dove è anche possibile, fra un concerto live e una serata di cabaret, incappare nelle serate etniche del percussionista, qui in veste di selezionatore musicale, Vito Miccolis, il dr. Jeckill che si nasconde dietro al mr. Hyde Dottor Lo Sapio (storico personaggio in onda tutte le mattine sulle frequenze di R.T.P.). L'house music è invece in programmazione tutti i venerdì notte all'Aeiou di via Spanzotti, dove i dj's Pelle & Pandullo la fanno da padroni. Sempre in tema di discobar non è possibile non citare l'Azimut, dove son di casa dj Vespa & Pisti (ex Reddocks), che programma serate di musica alternativa ospitando spesso artisti torinesi. Il Fabric di Moncalieri, nuova entrata fra i must della notte torinese il cui nome deriva dritto dritto da uno dei club londinesi più trendy e prestigiosi, ha una programmazione articolata, passando dalla musica più facile e commerciale a serate per palati fini. Infine, fra le new entry sono da segnalare L'angelo, dove si possono alternare ottimi cocktail con quattro scatenati passi di danza, e il Nikita, nuovo locale nato dalle ceneri dello storico Il Cammello, dove si può mangiare, bere e soprattutto ballare. Ma se i discobar sono un fenomeno in piena crescita, ciò non significa che le discoteche più classiche siano in calo. Tutt'altro: l'offerta è sempre vasta (sia dal punto di vista musicale che di 'ambientazione') e i locali sempre più pieni. Per chi si sente molto trendy le possibilità non sono molte: negli ultimi anni le discoteche dove viene affrontato un discorso di tendenza sono diminuite. Il punto di riferimento è sicuramente il Mad di Trofarello, la cui programmazione prevede sabati sera a base di musica techno e techno-house. "Oggi nel torinese siamo rimasti solo più noi a fare un discorso di tendenza - afferma Dario Burzio, proprietario del Mad - Le discoteche che negli anni passati affrontavano un discorso simile al nostro potevano essere il Crossover, il Palace e, in sala grande, L'Ultimo Impero, ma la chiusura delle prime due e il cambio di rotta dell'ex Ultimo Impero, ora Privilege, hanno fatto sì che, oggi certa musica si possa ascoltare solo da noi". La parte del leone sembra dunque farla, quest'anno più che mai, la musica commerciale. Sono molte le discoteche che, dopo anni di programmazione più "pesante", sono tornate sui loro passi, seguendo i nuovi dettami della moda. "C'è stata un'inversione di tendenza, sembra un ritorno al passato: - dice Dario Burzio - qualche anno fa c'è stato il boom della musica techno e della progressive, oggi quasi tutte le discoteche che su quei generi musicali avevano basato le loro serate sono tornate alla commerciale. Sembra, in qualche modo, un ritorno al passato". Il Privilege (ex Ultimo Impero) di Airasca, discoteca regina della provincia di Torino, ha ammorbidito le sonorità dei pezzi in programmazione e vede, pressoché tutti i sabati, le sue serate allietate da ospiti del mondo dello spettacolo. Un sabato al Privilege, vera Mecca del ballo, rimane comunque un'esperienza senza la quale un vero amante del mondo della notte non si può dichiarare tale. Le discoteche dove si suona musica commerciale sono molte, la pressoché totalità di quelle presenti nel Torinese. Si passa dal Mitho di Piobesi all'Opera di Alpignano, dal Woodstock di corso Moncalieri al Rock City di corso Dante, solo per citarne alcune. Una categoria molto ampia e un'offerta altrettanto vasta fra cui scegliere non è per nulla facile. E se qualcuno dalla discoteca pretendesse qualcosa di più, oltre a qualche ora di musica e balli sfrenati, allora è d'obbligo una visita in un locale a scelta fra Hennessy, Theatro, o Big Club, (lo storico locale di corso Brescia che fu per lunghi anni il centro delle notti torinesi e che, in pieni anni '80 vide Mixo, oggi vee-jay di Tmc2, muovere i suoi primi passi), una sorta di triade di discoteche "aristocratiche". Dunque molta musica commerciale nelle nottate sotto la Mole, ma non solo quella: da molto tempo l'house music è un punto di riferimento per molti. La Latin Superb Posse è ormai dal 1986 protagonista di Popplanet, considerata la migliore one night house cittadina (tutti i sabati al Vertigo). "Quando è possibile, non ci limitiamo alla musica - ci dice Roberto Spallacci, art director della serata - passiamo dalla proiezione di diapositive a tema alla presentazione di riviste legate al nostro ambiente. Inoltre abbiamo sempre ospiti italiani e stranieri di livello mondiale". Claudio Coccoluto è in consolle a Popplanet il terzo venerdì di ogni mese e a Gennaio si alternerà con Ralf (sabato 8), il dj del Titilla, privé del mitico Cocoricò e con Smoking Jo (sabato 22), dj londinese, una delle pochissime donne a comparire, ormai da alcuni anni, nella classifica dei migliori dj's mondiali. Impossibili da catalogare sono invece Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone, i protagonisti del giovedì sera al Barrumba (Disco 3000) e del venerdì al Supermarket (Xplosiva). "Il principio fondante di Xplosiva - ci racconta Ricciardone - è la ricerca musicale. Infatti non è possibile definire la serata facendo riferimento ad un unico genere musicale: non facciamo una serata house, né jungle, né funk, ma facciamo contemporaneamente tutto questo. Ogni venerdì è differente dal precedente e da quello che lo seguirà. Per questo ospitiamo spesso dj italiani ed europei di fama. Possiamo annoverare fra le tante collaborazioni quella di Dimitri from Paris e di Terry Francis, considerato dalla rivista Muzik il 'miglior nuovo dj' dell'anno. Le serate del giovedì, invece, sono dedicate agli studenti universitari, per lo più matricole e studenti stranieri che partecipano al progetto Erasmus qui a Torino, e programmiamo musica più facile rispetto a quella di Xplosiva, una specie di Mtv alternativa". Ma a tutti coloro che alla trasgressività musicale preferiscono quella visiva non si può che consigliare i venerdì sera de La Gare dove è in azione l'animazione Vanity, ovvero Drag Queen e costumi kitsch a vitalizzare la serata. Da segnalare infine il Centralino Club dove il giovedì, venerdì e sabato sera, con dj Pippo a fare da maestro di cerimonie, sono in programma serate gay. Insomma, una Torino vitale e ballerina; una Torino che, alla faccia della sua fama di quieta città sabauda, si svela abitata da incalliti nottambuli dai piedi roventi; una Torino che offre una tale varietà di scelte che orientarsi è un vero problema. Una Torino che sempre di più "tende verso standards europei", ci assicurano Dario Burzio e Sergio Ricciardone. |
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