SCUOLA

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gennaio/febbraio 2000

 
 


  INFORMAZIONI
    Scuola di specializzazione in parchi e giardini: segreteria della Facoltàdi Agraria
via Leonardo da Vinci 44, 10095 Grugliasco 
(To), tel. 011/670.86.71; riferimenti: prof.ssa Elena Accati, dipartimento di agronomia, selvicoltura e gestione del 
territorio (tel. 011/670.87.72); prof. Pietro Piccarolo, dipartimento di economia ed ingegneria agraria 
(tel 011/670.85.93)
Il costo della scuola
di specializzazione è di L 1.750.000 all'anno.

Provincia di Torino: CSEA-C.F.P. "Bonafous", strada Pecetto 34, Chieri, tel. 011/94.24.124.
Da segnalare, a livello nazionale, l'Istituto professionale per l'agricoltura "Aicardi" di San Remo (Imperia) e la scuola agraria del parco di Monza (Milano), c/o cascina Frutteto, viale Cavriga 3, Monza (Mi), tel. 039/23.02.979.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Pollice verde
Pollice verde per i giardinieri del duemila. Tante infatti sono le opportunità offerte da questa professione in continua evoluzione.
Ma chi sono oggi i giardinieri e quali mansioni devono saper svolgere?
di Fabrizio Cellai
Il giardiniere, da sempre, si occupa della semina e della coltivazione delle piante ornamentali, in serra o nei terreni all'aperto. Insomma pota le rose delle ville dei "siuri", innesta, innaffia i ficus e disegna le aiuole di margheritine e di "non ti scordar di me".

Oltre a fiori e piante ornamentali coltiva ortaggi e frutta utilizzando zappe, rastrelli, cesoie, tosaerbe e motoseghe.
Ma è anche colui che, come esperto nella gestione delle aree verdi, progetta e dirige i lavori per la realizzazione di parchi e giardini pubblici e privati. In questo caso si troverà a realizzare progetti per la costruzione e la manutenzione dei parchi per i Comuni, Provincie, Regioni, Comunità montane e imprese private.
E' per questo che un bravo giardiniere dev'essere soprattutto un tecnico delle piante; piante di cui conosce le caratteristiche botaniche, le capacità di adattamento ai climi e ai terreni. Deve conoscere i procedimenti della potatura e degli innesti, i principi della riproduzione e della moltiplicazione delle piante.
Per raggiungere queste conoscenze due sono le strade percorribili: la scuola o la pratica.
Cominciamo dalla scuola. La facoltà di Agraria dell'università di Torino ha istituito la scuola di specializzazione in parchi e giardini. E' riservata ai laureati in Scienze agrarie e forestali e fornisce una specifica preparazione nel settore paesaggistico fornendo competenze approfondite nei settori della progettazione, manutenzione e gestione di varie tipologie di parchi e giardini. Gli ambiti d'intervento sono tutt'altro che scontati perché i futuri giardinieri si occuperanno del restauro di giardini storici, ma anche della riqualificazione di aree marginali o degradate come cave e discariche.
La scuola, a numero chiuso per un massimo di trenta partecipanti, comprende circa ottocento ore di lezione la metà delle quali si passano "sul campo". Alla fine di ogni anno gli allievi devono sostenere un esame teorico-pratico per proseguire nel percorso tra le piante e i frutti. Alla fine, per chi ce la fa, viene rilasciato un titolo di agronomo paesaggista o forestale paesaggista.
Sempre alla facoltà di Agraria si può frequentare il corso di perfezionamento in parchi, giardini e aree verdi mirato a fornire le conoscenze sull'allestimento di spazi verdi pubblici e privati. Anche qui potranno accedere, dopo il superamento di un test d'ammissione, soltanto 40 studenti laureati in scienze agrarie, forestali, architettura, scienze biologiche, naturali e beni culturali e diplomati in produzioni vegetali.
Il corso si sviluppa in duecento ore di lezione comprendenti esercitazioni pratiche in Valle d'Aosta con la collaborazione delle comunità montane.
Particolare attenzione, durante le esercitazioni, verrà data alla progettazione, al disegno, alla rappresentazione grafica e alle varie tipologie di giardini su cui gli studenti dovranno cimentarsi durante il corso.
Scendendo di livello, si possono frequentare i numerosi corsi di formazione professionale promossi dalle Regioni. Si tratta di corsi pubblici di uno o due anni a cui si può accedere con il semplice diploma di terza media. 
A livello provinciale, per esempio, il centro di formazione professionale dello CSEA di Chieri organizza un corso di due anni dove le materie fondamentali da studiare vanno dall'agronomia alla botanica, dal giardinaggio alla storia e progettazione dei giardini, dalla fitopatologia alla matematica e alla cultura generale. Delle 2400 ore di cui è composto il corso, 160 circa vengono riservate a un periodo di stage in azienda.
Ma non finisce qui perché la formazione può proseguire con i corsi per vivaisti e il corso Bonsai.
Tuttavia non è preclusa la carriera ai giardinieri fai da te, di coloro cioè che tramite lunghi anni di apprendistato imparano da soli le arti del mestiere.
Questo perché le prospettive di lavoro sono molteplici, anche se rimane vero che un titolo di studio può far aumentare le prospettive di lavoro (soprattutto se si parte da un diploma di perito agrario o agrotecnico).
Il giardiniere, oggi, trova impiego in aziende specializzate, nel settore pubblico, ma anche come libero professionista avviando un'attività in proprio.
Attività che nascono come funghi, si potrebbe parafrasare, grazie a nuove tecniche di coltivazione come l'idrocoltura. "Si tratta della coltivazione delle piante senza l'ausilio di terriccio come substrato - ci spiega l'esperto Germano -; in Israele, dove c'è poca terra e pochissima acqua a disposizione,  vengono coltivati in questo modo i pompelmi. La tecnica prevede la sostituzione del tradizionale terriccio con altri materiali di ancoraggio per le radici come l'argilla espansa che richiede meno acqua, elimina la presenza di alcuni batteri presenti naturalmente nella terra e migliora quindi l'impatto ambientale delle piante sul terreno che dovrà assorbire meno insetticidi e antiparassitari".
Insomma le possibilità non mancano e se son rose fioriranno.

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