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CULTURA | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/2000 | ||
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Dissonanze
e anormalità
"I poeti hanno sempre saputo che il dolore si scioglie nel canto". Qui non si parla di poesia, non ci si domanda che cosa significa una poesia. La poesia è quel che è, esprime ciò che con il linguaggio comune non si può dire. Non utilizza la lingua della comunicazione. La poesia è un sistema complesso, non si limita al significato delle parole e delle frasi, è un sistema fatto di suoni, di segni, di ritmo. di Maria Abbrescia Alla poesia bisogna arrendersi, attenendosi alla sua scrittura, alla verità del poeta. La poesia, fatta di frammenti, linee spezzate, rapsodica e intermittente, è molto più vicina al procedere della nostra esperienza di quanto si sia portati a credere. Va e viene, si arresta e riprende, prosegue per strade parallele, incomprensibile e affascinante. E' armonia e disarmonia, tensione che non si risolve, impossibilità. Ma è indispensabile tenere presente che l'atto che conduce alla poesia si chiama lavoro, metodica costruzione di un'architettura. Matematica. Rivolgere l'attenzione verso alcuni poeti del secondo Novecento, grandi poeti che attingono i propri elementi dall'esperienza concreta, dall'osservazione del quotidiano anche quando si tratta di sogni e fantasmi, potrebbe essere il punto di partenza per un personale percorso nella poesia contemporanea. Partiamo da Philippe Jaccottet, uno tra i più importanti poeti francesi contemporanei - nato nel 1925 a Moudon, in Svizzera, vive nel sud della Francia. Nella sua opera è possibile individuare alcuni temi ricorrenti: il contrasto tra luce e ombra, vita e morte, bellezza e miseria dell'essere umano. Jaccottet, con il suo tono sommesso, guida presto all'introspezione e alla meditazione. La sonorità del verso, la musicalità spontanea di questo grande poeta, è resa con grande sensibilità dalla traduzione di Fabio Pusterla: Le nuvole si costruiscono in linee
di pietra
Noi possiamo portare poco peso,
Dalla grande tradizione polacca, invece, si impone all'attenzione con una originale e personalissima scrittura poetica, Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996, nata nel 1923 a Kórnik. La sua poesia è di frequente percorsa da una domanda "pressante" e "ingenua", ed è quella del "come vivere?" Ma è proprio il modo in cui la Szymborska solleva interrogativi e riflessioni a caratterizzare la sua poesia, fatta di disperazione e incanto, di levità, stupore e ironia: Ritorni
Visto che siamo in aria di Nobel, è inevitabile non transitare per Seamus Heaney e Czestaw Milosz, entrambi vincitori del premio per la letteratura, e rispettivamente nel 1995 e nel 1980. Oggettività e distacco sono forse i caratteri più evidenti della poesia di Seamus Heaney, nato nel 1939 nell'Irlanda del nord. I suoi versi sono pervasi di fermenti di materia vitale, di organismi, sono fatti di terra e di attesa: Oracolo
L'insopportabile percezione della impossibilità dell'essere umano di capire la propria esperienza è, secondo l'autorevole opinione di Iosif Brodskij, il nucleo centrale dei temi più importanti della poesia di Milosz. Nato in Lituania nel 1911, esule dalla Polonia sin dal 1951, Milosz ha perduto luoghi e affetti, la propria identità e la possibilità stessa di comunicare, ma si è salvato rimanendo legato alle sue radici, cioè alla sua cultura e alla sua lingua. Una lingua scarnificata e nitida, rigorosa e densa: Sovrano
d'Albania
Il percorso continua, ricco e frastagliato. Nonostante il suo mutismo pubblico anche la poesia italiana offre spunti ricchi. I maestri riconosciuti hanno dato ampia testimonianza di sé, da Attilio Bertolucci, a Giovanni Giudici, a Giovanni Raboni, ma il panorama si compone inoltre delle opere di poeti della generazione che aveva fornito le prime prove negli anni Settanta, come Maurizio Cucchi e Patrizia Valduga. Naturalmente questi vogliono essere soltanto degli spunti, brevi accenni, forse suggestioni. Per dirla con Hugo Friedrich, la poesia la si può amare o respingere. Ma dev'essere un amore o una ripulsa che si basa sulla conoscenza. |
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