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Fondazione Accorsi
presenta
Secrit de profession.
La straordinaria vita e le opere di Pietro Piffetti.
per
Le grandi conferenze 2008 del Museo Accorsi
Mercoledl 27 febbraio 2008, ore 17.30
Il neodirettore Arabella Cifani e lo storico dell'arte Franco Monetti, consigliere della Fondazione Accorsi, analizzano, attraverso documenti inediti e nuove ricerche d'archivio, la vita ed alcuni aspetti dell'arte dell'ebanista torinese Pietro Piffetti (1701-1777), considerato universalmente come il maggiore ebanista europeo del Settecento.
L'artista fu uomo religioso, saggio, colto, con molteplici interessi culturali; ebbe una vita difficile ed una infanzia tormentata, fu tuttavia educato in modo raffinato ed impare a scrivere con grande eleganza, gli furono insegnate anche la musica, la poesia, la lingua e la letteratura latina ed italiana, il disegno.
La sua formazione culturale fu completata a Roma, a spese dei Savoia che ne incoraggiarono il talento. Nel 1731 divenne primo ebanista del re.
Piffetti lavorava con metodologia assai complessa che sarà posta in evidenza dalla conferenza. Usava infatti incisioni antiche, soprattutto cinque-seicentesche per trarne motivi decorativi per gli apparati iconografici dei suoi straordinari mobili. In tale ottica, saranno analizzate alcune sue creazioni, e saranno posti a confronto i due suoi lavori più celebri: il cassettone a ribalta della Fondazione Accorsi e quello del Quirinale.
Ingresso gratuito.
La prenotazione è sempre obbligatoria telefonando allo 011.837.688.3 da martedl a domenica ore 10.00-13.00; 14.00-18.00
Esposizione di un servizio inedito
Fino a giovedl 28 Febbraio
orario: 10.00-13.00; 14.00-18.00
Per il percorso Sapori Reali. Sovrani a tavola tra XVIII e XIX secolo, realizzato in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, Regione Piemonte - La Venaria Reale, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), il Museo Accorsi ha allestito la sua tavola della Sala da pranzo con un servizio inedito, di collezione privata: un bianco mantile in tessuto di Fiandra operata ricopre la tavola insieme a posate in Vermeil francesi, bicchieri in cristallo di Baccarat con profilo dorato e numerose saliere in argento. Il servizio di piatti in porcellana di Ludwisburg (1770-1780) ornato a mazzetti di fiordalisi blu su cavetto e tesa.
La manifattura di Ludwisburg fu attiva dal 1769 al 1793, di proprietà del duca Carlo Eugenio Wirthenberg. Ha sede all'interno del grandioso castello fatto costruire nel 1704 dal duca Eberhard Ludwig come padiglione di caccia e diventato in seguito l'embrione di uno dei castelli barocchi più grandi su territorio tedesco e di una città che avrebbe rivestito un ruolo di primo piano nella regione sotto il profilo politico, culturale, economico, commerciale ed industriale soprattutto nel mondo della porcellana bianca.
Il castello chiamato la "Versailles sveva", residenza dei re e duchi del Wirttemberg, è infatti oggi sede di una delle quattro manifattura di porcellana ancora oggi presenti in Germania ed è la sola nel Baden-Wirttemberg.
Il 5 aprile 1758 il duca Carlo Eugenio emanr il decreto che fondava la "Porcelain-Fabrique" nella città di Ludwigsburg, sede della sua residenza. Nella sua epoca d'oro tra il 1760 e il 1793 tale manifattura divenne una delle più rinomate ed apprezzate in Europa.
Info:
Fondazione Pietro Accorsi
Museo di Arti Decorative
Via Po, 55 – 10124 Torino
Tel. 011. 837.688 interno 3 - Fax 011. 815.40.61
Sito: www.fondazioneaccorsi.it
Email: info@fondazioneaccorsi.it
25/02/08
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