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Inviato da: Associazione Altera e-mail: info@alteracultura.org
Titolo: Cineforum contro le Mafie (dal 1/3 al 17/5)


 

Altera, Effettonotteonline, Il libro ritrovato e UniLibera

Con il contributo di
Comune di Torino, Regione Piemonte, Fondazione CRt

organizzano il cineforum

100 passi contro le mafie 1 Marzo- 17 Maggio

Palazzo Nuovo sempre in aula 36 -- via S. Ottavio 20,  Torino

ingresso libero

Calendario del cineforum

  • Giovedì 1 Marzo ore 18.00  Come nasce una repubblica: mafia, politica e servizi segreti- proiezione di Segreti di Stato,  Paolo Benvenuti, 2003
  • Giovedì 8 Marzo ore 17.30 Le mafie russe - proiezione di Oligarch, Pavel Lounguine, 2002
  • Giovedì 15 Marzo ore 18.00 Mafia e letteratura - proiezione di A ciascuno il suo,  Elio Petri, 1967
  • Giovedì 22 Marzo ore 18.00 Le baby mafie - proiezione di Vito e gli altri ,  Antonio Capuano, 2002
  • Giovedì 29 Marzo ore 18.00 Mafia e vita quotidiana - proiezione di Angela,  Roberta Torre, 2002
  • Giovedì 26 Aprile ore 18.00 Stereotipi sulle e delle mafie - proiezione di Fratelli, Abel Ferrara, 1996
  • Giovedì 3 Maggio ore 18.00 Le mafie orientali - proiezione di Graveyard of honor, Kinji Fukasaku , 1975
  • Giovedì 10 Maggio ore 18.00 Una storia della Mafia - proiezione di In un altro paese, Marco Turco, 2005
  • Giovedì 17 Maggio ore 18.00 Banche, mafia, finanza - proiezione di I banchieri di Dio, Giuseppe Ferrara, 2001

Misteri politici, misteri giudiziari, misteri amministrativi, misteri diplomatici, misteri economici... Quanti i misteri della vita politica italiana che il cinema ha portato sugli schermi? Misteri destinati, in molti casi, a restare tali anche quando la verità pare a portata di mano. Rispetto ai lunghi tempi della giustizia, i tempi del cinema hanno consentito in più occasioni di giungere, molto rapidamente, alle soglie della verità e di ipotizzare legami di causa/effetto e possibili scenari di come si siano svolti i fatti. Molti registi-autori hanno avuto il merito di riaprire sullo schermo processi già archiviati e di istituire un pubblico dibattimento su avvenimenti chiave nella storia dello sviluppo dell'Italia democratica.

Nel macrofilone cinema e legalità si collocano a pieno titolo tutti quei film che hanno indagato sul labirintico e pericoloso mondo della mafia, sulle implicazioni fra mafia e Stato, sulle connivenze politiche e giudiziarie che hanno consentito il perpetrare di un fenomeno tanto indecoroso. Il cinema ha contribuito non poco a svelare i meccanismi perversi che sono alla base del fenomeno "mafia". Un mondo che a partire dagli anni Cinquanta occupa un ruolo di primo piano anche sullo schermo.Termini come "mafia","cosa nostra", o "famiglia" intesa quest'ultima come monolito da cui nascono strategie illegali e verso il quale convergono interessi di ogni tipo, devono in gran parte al cinema la loro vasta diffusione. Neologismi che assumono una valenza universale e che vanno al di là della semplicistica connotazione italo-siciliana che in molti ancora si ostinano ad attribuire ad essi. Non a caso già da molti anni si parla di internazionalizzazione della mafia che proprio in Paesi molto evoluti come Stati Uniti e Giappone trova le sue sedi più autorevoli.

Tuttavia gli italiani sono i primi a indagare con una certa assiduità le sottili relazioni che le grandi organizzazioni malavitose intrattengono con un po' tutti i settori della società civile condizionandone pesantemente il vivere quotidiano.

I film di mafia dunque sono ormai un vero e proprio genere, difficile contarli tutti, ed hanno proposto luoghi comuni e momenti di alta cinematografia, sono stati successi mondiali o pellicole per pochi, hanno narrato l'epopea della via violenta al capitalismo o hanno semplicemente raccontato un angolo di Sicilia o una storia semplice.
Molti film hanno scopi puramente commerciali, altri banalizzano e semplificano.
Tutti, però, al di là del valore artistico, del livello ideologico e delle buone (o cattive) intenzioni degli autori, sono spunto per qualche interessante riflessione.

Info:
contatti stampa:
vladimir mastrogiacomo +39 347 570 95 50
E-mail:vladimir@alteracultura.org
E-mail: info@alteracultura.org
Sito: http://www.alteracultura.org/

 

 

28/02/07


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