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Titolo: "Verso sera" - rassegna di film dell’Aiace (27/2-3/4)


 

Sguardi d'autore

Torino, 27 febbraio – 3 aprile 2007

Rassegna cinematografica "Verso sera"

All'insegna del cinema d'Essai più attuale ed eclettico, la rassegna Verso sera, organizzata dall'Aiace, torna sugli schermi cittadini con la nuova edizione primaverile. Sei autori acclamati a livello internazionale, sei sguardi diversi sul presente e sull'immaginario si riuniscono in un ciclo di film "imperdibili" che si apre e si chiude con due documentari, l’uno in proseguimento di una recente prima visione e l'altro del tutto inedito nelle sale torinesi.

L'inaugurazione, martedì 27 febbraio, alle 18, al Cinema Centrale, è affidata a Neil Young: Heart of Gold, il film-concerto con cui il regista Jonathan Demme racconta un grande protagonista della musica contemporanea, rendendo insieme affettuoso e indimenticabile omaggio all’uomo, all’artista e all’amico. L'appuntamento conclusivo, il 3 aprile, è con l’anteprima cittadina di The White Diamond, il lungometraggio attraverso cui Werner Herzog, in forma sempre più smagliante, reinventa ancora una volta il genere documentario misurandosi con la nuova storia estrema di un ingegnere aeronautico, Graham Dorrington, intenzionato a sorvolare con una mongolfiera monoposto la foresta pluviale della Guyana e le temibili cascate del Kaieteur.

Diversi i temi degli altri lungometraggi d'autore: se il Mohsen Makhmalbaf del delicato Sesso e filosofia e l'intimista François Ozon de Il tempo che resta tratteggiano un quadro lucido e malinconico di chi deve fare i conti con la propria esistenza, Zhang Yimou regala allo spettatore, con Mille miglia… lontano, un viaggio tra due mondi e due generazioni. A La guerra di Mario, di Antonio Capuano, uno dei film italiani più riusciti del 2006, viene invece affidato il compito di osservare il reale attraverso la storia di un affido difficile in una Napoli contraddittoria, tra le periferie degradate e la borghesia di Posillipo.

Le proiezioni, gratuite per i soci Aiace, si svolgono nei cinema:

  • Centrale
  • Due Giardini
  • Empire
  • Fratelli Marx
  • Reposi 7

Programma:

27 febbraio, ore 18.00, Cinema Centrale
Neil Young: Heart of Gold (Id.) di Jonathan Demme
con Neil Young, Emmylou Harris, Chad Cromwell, Larry Cragg (USA 2006, 103')
Bastano un uomo e la sua chitarra per cambiare il mondo? Possono bastare, ma solo se la musica è fatta con il cuore. È questo il sottotesto di Neil Young - Heart of Gold, il film-concerto di Jonathan Demme: una lente di ingrandimento che indaga sul volto noto e quello segreto di uno dei più grandi protagonisti della musica contemporanea. Accompagnato dalla sua band e diretto dall'autore del Silenzio degli Innocenti, Young offre il meglio di sé. Heart of Gold si trasforma nell'omaggio da parte di un amico a un uomo che, dopo aver subito un'operazione per un aneurisma al cervello, ha visto in faccia la morte e vuole cantare la vita. E per questo ci regala un assolo sul palco, The Old Laughing Lady, eseguito con la stessa chitarra che usa da 30 anni, con la quale si è battuto contro razzismo, droga e pene d'amore. (Roberta Bottari)

6 marzo, ore 18.00, Cinema Reposi 7
Mille miglia… lontano (Qian li zou dan qi) di Zhang Yimou
con Ken Takakura, Shinobu Terajima, Kiichi Nakai (Hong Kong/Cina/Giappone 2005, 107')
Zhang Yimou scavalca lo spunto letterario per consegnarci una toccante meditazione sul rapporto fra le generazioni e fra i mondi. A mettersi in viaggio per esaudire l'ultimo desiderio del figlio, studioso di arti popolari cinesi, è il taciturno Takata, che parte alla volta della remota regione dello Yunnan per ritrovare il cantante d'opera tanto ammirato da suo figlio. Gli imprevisti naturalmente si susseguono ma ogni volta, fra carceri e uffici, interpreti e funzionari, altri padri e altri figli abbandonati, il padre scopre qualcosa, dentro e fuori di lui. Malgrado le distanze linguistiche, fra quel giapponese dotato di ogni possibile gadget elettronico e quei contadini quasi medioevali si stabilirà un contatto, anche fisico, prezioso e commovente. Zhang Yimou ci sorprende usando volti, paesaggi, sentimenti con francescana semplicità. (Fabio Ferzetti)

13 marzo, ore 18.00, Cinema Due Giardini
Sesso e filosofia (Sex and Philosophy) di Mohsen Makhmalbaf
con Daler Nazarov, Mariam Gaibova, Farzana Beznazarov (Tajikistan/Francia/Iran 2005, 102')
Artista e maestro di danza, il giorno del suo cinquantesimo compleanno un uomo dà appuntamento alle quattro donne che ha amato. L'ospite spera di comprendere come ogni storia è nata, si è evoluta ed è finita, lasciandolo solo. Però i frammenti del suo discorso amoroso restano tali: il romanticismo è un'illusione, ma neppure l'enunciato "faccio l'amore, dunque sono", che l'uomo proclama, sembra appagarlo. Makhmalbaf torna in Tagikistan, dove aveva realizzato Il silenzio, e ritrova la vena estetizzante e calligrafica di quel film. Didascalico come un Godard che ha voglia di ragionare d'amore, Mohsen Makhmalbaf fa muovere i personaggi all'interno d'inquadrature spoglie, imponendo loro una recitazione distaccata. Effetto non privo di un certo charme. (Roberto Nepoti)

20 marzo, ore 18.30, Cinema Empire
La guerra di Mario di Antonio Capuano
con Valeria Golino, Marco Grieco, Andrea Renzi, Rosaria De Cicco (Italia 2005, 100')
Antonio Capuano con cinque film si è segnalato come voce di grande personalità della scuola napoletana. Voce aspra, disturbante. Anche in La guerra di Mario. Giulia e Sandro formano una coppia quarantenne della Napoli borghese e intellettuale. Non hanno figli e ottengono l'affidamento di Mario, bambino sottratto senza resistenza alla famiglia naturale, alla Napoli del disagio e della criminalità. La donna si getta con tutta se stessa nella nuova prospettiva di maternità ma i risultati sono contraddittori. Sullo sfondo c'è una verità umana precisa da cui Capuano ha attinto. E c'è anche una gran fatica emotiva che ha reso stressante la triangolazione tra regista, attrice e non-attore bambino (Marco Grieco). Il risultato è alto e Valeria Golino non è mai stata così intensa. (Paolo D'Agostini)

27 marzo, ore 18.00, Cinema Centrale
Il tempo che resta (Le temps qui reste) di François Ozon
con Melvil Poupaud, Jeanne Moreau, Valeria Bruni Tedeschi (Francia 2005, 85')
Il trentenne Romain (Melvil Poupaud), dopo aver scoperto di avere un cancro terminale, passa dall'incredulità alla rabbia, alla depressione, prima di approdare a una stoica e quasi serena accettazione dell'evento. Progressivamente Romain si congeda da ogni cosa: il partner con cui trascinava una storia ormai consumata, i genitori affettuosi, la amata-odiata sorella e l'adorata nonna, l'unica a cui confida che sta per morire. Come il Patrice Chéreau dello struggente Son frère, Ozon non teme di firmare un film che sfida il tabù massimo di una società ossessionata dalla paura della morte. Imbastito su un collage di gesti e momenti insignificanti che, nella prospettiva di essere gli ultimi, si rivelano pieni di significato, Il tempo che resta si affida a un sensibile interprete, Poupaud, capace di esprimere senza sentimentalismi un complesso e doloroso stato emotivo. (Alessandra Levantesi)

3 aprile, ore 18.00, Cinema Fratelli Marx
Il diamante bianco (The White Diamond) di Werner Herzog
con Werner Herzog (Gran Bretagna/Germania 2004, 90')
Werner Herzog è in splendida forma. Sciorina film documentari uno più bello dell'altro, allargando e rinnovando, ad ogni giro che compie, l'idea stessa del documentario. Il regista tedesco ama mettersi in gioco, vivere sulla pelle le esperienze estreme dei suoi "personaggi-eroi", sempre alla ricerca di se stessi nel confronto con il mondo e la natura. Questa volta segue il progetto di un ingegnere aeronautico, Graham Dorrington, che intende sorvolare con una mongolfiera monoposto la foresta pluviale della Guyana e le temibili cascate del Kaieteur. Il "White Diamond", come viene soprannominata la piccola mongolfiera per la sua forma a goccia, s'erge leggera e il film con lei. Tutti i nostri giovani documentaristi dovrebbero vedere, rivedere e studiare Herzog  per capire quali e quante forme ha il documentario, per intuire e far germogliare i semi lanciati dal grande autore tedesco. (Dario Zonta)

Info:
AIACE – Associazione Italiana Amici Cinema d'Essai
Galleria Subalpina 30 - 10123 Torino
Tel. 011 538962
Fax. 011 542691
E-mail: aiacetorino@aiacetorino.it 
Sito: www.aiacetorino.it

23/02/07


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