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Scuola per la buona politica
di Torino
Bando di iscrizione
al semestre didattico gennaio-giugno 2008
E' diffusa la percezione di un generale scadimento della vita pubblica nelle democrazie contemporanee, soprattutto nel nostro paese. Esso ha a che fare, in buona misura, con fenomeni come la crisi del sistema educativo e scolastico, la colonizzazione televisiva delle coscienze, la carenza di un'informazione plurale, seria e indipendente, il declino di partiti e sindacati, in cui un tempo avveniva una parte importante della formazione politica dei cittadini. Drammaticamente urgente appare, in queste condizioni, la creazione di spazi di discussione, per la rivitalizzazione di un'opinione pubblica informata e critica.
A partire da queste considerazioni i quattro Istituti culturali torinesi, intitolati rispettivamente a Gobetti, Gramsci, Rosselli e Salvemini, hanno convenuto sull'opportunità di creare a Torino una Scuola per la buona politica, prendendo a modello la Scuola omonima creata a Roma dalla Fondazione Basso.
La Scuola si rivolge a tutti coloro che sono interessati ad acquisire strumenti critici e a confrontarsi su temi di rilevanza politica. Per iscriversi non sono richiesti particolari requisiti di età o titoli di studio. Vorremmo però richiamare l'attenzione soprattutto dei più giovani e di coloro che rivestono funzioni di "mediatori culturali", come insegnanti, giornalisti, pubblici amministratori, esponenti del mondo dell'associazionismo e del volontariato.
Il programma della Scuola prevede un semestre l'anno di incontri, a cadenza mensile, strutturati nel modo seguente:
- ore 14.30 - 16.30: lezione tenuta da uno o due docenti esperti del tema specifico oggetto della giornata, seguita da dibattito;
- ore 17.00 - 19.30: seminario sul medesimo tema, ma orientato alla discussione di casi specifici e problemi concreti, condotto da altri due o tre docenti. La discussione seminariale sarà facilitata dalla previa distribuzione agli studenti, attraverso questo sito internet (www.sbptorino.org), di indicazioni bibliografiche e di brevi testi in argomento.
Gli incontri si svolgeranno nella Sala dell'Antico Macello di Po, in via Matteo Pescatore n 7, angolo via Vanchiglia, Torino.
Al termine del ciclo di incontri verrà rilasciato un attestato di frequenza.
La Scuola può ospitare al massimo cinquanta allievi. Oltre alla lista dei 50 ammessi verrà redatto un elenco dei primi non ammessi, che verranno contattati in caso di rinunce. Per iscriversi è necessario compilare e inviare il modulo online. Nella domanda si devono indicare data di nascita, luogo di residenza, titolo di studio, professione, recapiti telefonici ed elettronici. Gli aspiranti allievi sono inoltre invitati a illustrare brevemente le motivazioni che li spingono a iscriversi.
Le iscrizioni sono aperte dal 15 ottobre al 20 novembre 2007. Le domande verranno vagliate da un'apposita commissione, composta dal coordinatore delle attività didattiche, Michelangelo Bovero, e dai membri dell'ufficio di coordinamento. Entro il 20 dicembre 2007 il comitato comunicherà agli aspiranti allievi se la richiesta è stata accettata.
La quota di iscrizione è di euro 100,00, da versare sul c/c bancario intestato a Centro studi Piero Gobetti della Deutsche Bank agenzia A (via Garibaldi 44 – 10122 Torino), n. 030626, ABI 03104, CAB 01001, CIN o, IBAN IT22o0310401001000000030626 con la causale: "Iscrizione alla Scuola per la buona politica di Torino", nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2007 e il 10 gennaio 2008, pena la perdita del diritto acquisito di far parte della Scuola.
N.B. La quota andrà versata solo dopo avere ricevuto la conferma dell'iscrizione.
Programma didattico gennaio – giugno 2008:
1. Democrazia, elezioni, partiti
Quanto e come incidono i diversi sistemi elettorali sulla configurazione del sistema dei partiti e sulle forme della rappresentanza? Come si possono bilanciare il principio della rappresentatività democratica e l'esigenza di stabilità delle maggioranze e dei governi? Come è possibile coniugare efficienza decisionale e partecipazione democratica? La democrazia, per funzionare, richiede sistemi bipartitici o almeno bipolari? Come valutare, dal duplice punto di vista della democraticità e dell'efficienza decisionale, le ricorrenti e differenti proposte di investitura diretta dei capi dell'esecutivo?
31 gennaio 2008
Lezione: Giovanni Sartori
Discussione: coordina Michelangelo Bovero
Seminario: conducono Valentina Pazé, Piero Meaglia, Massimo Cuono
2. Democrazia e nuove forme di partecipazione
Nuovi strumenti di partecipazione sono stati ipotizzati, e spesso "testati", in questi anni di crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni rappresentative: consulte, giurie di cittadini, sondaggi e forum deliberativi, bilanci partecipativi, che coinvolgono semplici cittadini e/o rappresentanti di comitati civici, di associazioni di categoria, di enti locali, ecc. Riescono simili istituti a fare pesare gli orientamenti della società civile o non finiscono per risolversi in riti di legittimazione di una classe politica che continua a riservare a sé le scelte rilevanti? Quanto sono effettivamente rappresentative alcune di queste nuove arene deliberative? Quali rapporti intrattengono con le forme consolidate della rappresentanza democratica? Devono essere considerate come istituzioni alternative o complementari? Quanto risultano efficaci nel produrre buone decisioni collettive?
28 febbraio 2008
Lezione: Luigi Bobbio
Discussione: coordina Alfonso Di Giovine
Seminario: conducono Valentina Pazé e Stefania Ravazzi
3. Democrazia e populismo
Il tema verrà affrontato entro due prospettive differenti e complementari. Da un lato, è necessario un chiarimento delle nozioni stesse di populismo e di "antipolitica", per poter procedere ad una analisi orientata da interrogativi come i seguenti: quali sono i volti e le dimensioni del populismo contemporaneo? Quali le condizioni sociali, culturali, istituzionali che favoriscono l'ascesa di partiti e movimenti populisti? Sino a che punto fenomeni e dinamiche dell'antipolitica populista possono convivere con i principi e le regole della democrazia? Dall'altro lato, è opportuna un'analisi delle politiche economiche tipiche dei regimi populisti, con particolare riferimento al fenomeno dell'indebitamento pubblico creato dai governi di destra e alle sue ricadute sulle scelte della sinistra, spesso costretta a politiche "impopolari" di risanamento del bilancio e a derive tecnocratiche. Ne consegue una ridefinizione dell'identità storica di destra e sinistra?
27 marzo 2008
Lezioni: Alfio Mastropaolo e Gian Luigi Vaccarino
Discussione: coordina Claudio Vercelli
Seminario: conducono Valentina Pazé e Gabriele Magrin
4. Democrazia e mercato
Verranno messi a confronto due punti di vista diversi. Per un verso, pare necessario inquadrare il problema del rapporto tra le istituzioni democratiche e le dinamiche economiche in ambito nazionale e internazionale, con particolare riferimento alle dimensioni articolate e interconnesse della globalizzazione: si può temere che la società globale di mercato stringa la democrazia in un "abbraccio mortale"? Per altro verso, si tratta di chiarire il ruolo delle varie Authorities indipendenti nel regolamentare il mercato e salvaguardare l'equilibrio dei poteri indispensabile ad un corretto funzionamento della democrazia. Rispetto alle forme storiche della democrazia economica, in che modo vengono ridefiniti i confini tra sfera della decisione democratica e sfera del mercato? Come si possono prefigurare forme di regolazione dell'economia in grado di conciliare efficienza ed equità?
10 aprile 2008
Lezioni: Marco Revelli e Filippo Cavazzuti
Discussione: coordina Sergio Scamuzzi
Seminario: conducono Valentina Pazé e Lino Sau
5. Democrazia, laicità e società multiculturale
Quali nuovi problemi pone alle istituzioni liberal-democratiche la composizione sempre più multiculturale e multireligiosa delle nostre società? Quali risposte dovrebbe dare lo Stato alle richieste di riconoscimento pubblico avanzate da comunità religiose, in particolare dalla chiesa cattolica e dalle comunità islamiche? E' compatibile con la democrazia l'attribuzione di rilevanza pubblica a identità collettive pre-politiche? L'obiettivo dell'integrazione degli immigrati e più in generale delle minoranze etnico-culturali nella nostra società va perseguito anche attraverso la previsione di "diritti culturali", da affiancare ai classici diritti dell'uomo e del cittadino? Serve in Italia una nuova legge sulla libertà di religione?
22 maggio 2008
Lezione: Luigi Ferrajoli
Discussione: coordina Marco Brunazzi
Seminario: conducono Valentina Pazé e Ermanno Vitale
6. Democrazia ed Europa
Sarà anzitutto utile fare il punto sullo stato di avanzamento, o di stallo, del processo di integrazione delle istituzioni politiche europee, per poter procedere a stimolare la riflessione intorno al tema specifico della democrazia in Europa. Quali risultati ha prodotto la discussione sul "problema democratico" delle istituzioni europee? Quali canali di visibilità e di ascolto esistono o potrebbero essere predisposti per veicolare le istanze della società civile europea? Quale destino hanno avuto le istanze di federalismo presenti nel progetto originario di integrazione europea? Quali istituti ne conservano l'ispirazione originaria? Quale funzione e quale efficacia è riuscita ad ottenere la Carta di Nizza? L'Europa si è "costituita" o si va costituendo come un vero soggetto politico?
26 giugno 2008
Lezione: Elena Paciotti
Discussione: coordina Luigi Bonanate
Seminario: conducono Valentina Pazé e Patricia Mindus
Info:
Per ulteriori informazioni:
Bando di iscrizione: www.sbptorino.org/pagine/iscrizione/index.shtml
E-mail:
segreteria@sbptorino.org
24/10/07
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