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Titolo: Peter Singer: "Etica globale" all'Arsenale della Pace (18/12)

Torino Capitale Mondiale del Libro
 
Per la serie "Nove Maestri" di Torino Capitale mondiale del libro

Peter Singer: Etica globale

Lunedì 18 dicembre 2006, Ore 18.00
Torino, Sermig, Arsenale della Pace, Laboratorio delle idee, via Andreis 18/28  

Ingresso libero

Peter Singer (1946) è uno dei pensatori più controversi e radicali del panorama filosofico contemporaneo. Nato nel 1946, australiano di Melbourne, ha studiato nell’Università della sua città e in quella di Oxford, ha insegnato in varie università inglesi e americane, e dal 1998 ha un doppio incarico universitario a Melbourne e a Princeton, dove la sua assunzione ha acceso polemiche che ricordano quelle violentissime che accolsero Bertrand Russell, fautore del libero amore. Ha raggiunto una notorietà internazionale con il saggio Animal Liberation (1975, Mondadori 1991), che è stato definito la “Bibbia dei movimenti di liberazione degli animali”, ed è tra gli animatori del “Progetto Grande Scimmia” per i diritti degli animali e in particolare delle scimmie antropomorfe.

Per Singer la distinzione tra essere umano ed essere animale è fondata su un pregiudizio analogo a quello del razzismo, che non ha ragione di essere. Se è vero che tutti, bianchi e neri, maschi e femmine, giovani e vecchi, devono godere degli stessi diritti, il principio deve essere applicato a specie diverse dalla nostra. In una prospettiva di vera uguaglianza, non importa se una vita è umana o non umana. Semplicemente perché siamo umani, non siamo giustificati a ignorare gli interessi degli animali quando entrano in conflitto con i nostri. L'uso e l’abuso che facciamo del bestiame d’allevamento rappresenta la più grande forma di maltrattamento e crudeltà del pianeta.

Singer assegna un valore fondamentale all'argomentazione razionale, costruisce la sua etica su basi rigorosamente laiche, ed è un convinto avversario del relativismo morale. Altrimenti non esisterebbero valori condivisibili, ma solo gusti soggettivi. Se oggi la schiavitù non è più accettabile, sostiene Singer, non è solo perché i gusti o i tempi sono cambiati: è perché sappiamo che gli argomenti in difesa della schiavitù sono sbagliati. "Se fossimo incapaci di empatia (di metterci nei panni degli altri e vedere come la loro sofferenza sia uguale alla nostra), allora il ragionamento etico non porterebbe da nessuna parte. Se l’emozione senza ragione è cieca, la ragione senza emozione è impotente".

Dopo il fallimento dei suoi obiettivi sociali e delle sue analisi economiche, dice Singer, la sinistra, intesa come “uno spettro di idee su come ottenere una società migliore”, ha bisogno di un nuovo paradigma che può essere offerto dal darwinismo. In tutte le società umane coesistono tendenze competitive e cooperative. Bisogna che la sinistra accetti anche la componente della competizione, orientandola positivamente all’interno di uno schema cooperativo vantaggioso per tutti.

La riflessione di Singer si è via via allargata a questioni morali di carattere più generale, imposte dalla globalizzazione in atto: un’etica per un solo mondo, come recita il titolo in un suo saggio tradotto da Einaudi nel 2003, che ci porti ad affrontare in modo più responsabile e consapevole i grandi temi della vita e della morte.

La sua riflessione si articola su alcuni concetti-base. Anzitutto, il dolore è negativo, dove per dolore si intende qualsiasi genere di sofferenza sia fisica che psicologica, a prescindere da chi la provi. Gli esseri umani non sono gli unici capaci di provare sofferenza o dolore: queste condizioni appartengono anche alla maggior parte degli animali non umani, molti dei quali sono in grado di provare anche forme di sofferenza che vanno al di là di quella fisica ( l’angoscia di una mamma separata dai suoi piccoli , la noia dell’esser chiusi in una stretta gabbia senza far nulla). Ancora: Siamo tutti responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire o che abbiamo deciso di non fare.

Molto nette le sue posizioni in tema di eutanasia: “Ritengo che la cosa più importante per un essere umano sia la qualità della vita - dice Singer-. Per me non dovrebbero essere le istituzioni a decidere sulla vita di un individuo. Penso che un individuo adulto e consenziente abbia il diritto  di decidere della propria vita e di esprimere la propria volontà. E’ giusto concedere l’eutanasia ai malati terminali che la richiedono e che soffrono pene fisiche e psicologiche, sempre che siano in grado di decidere con lucidità.

Diversa è la situazione di un neonato con una grave malattia che non è in grado di prendere una decisione per se stesso. Qualcuno deve farlo per lui. I genitori sono a mio parere i più indicati a prendere una decisione. 

"In futuro  - dice Singer - riusciremo a superare l’idea dello specismo, cioè la distinzione degli esseri viventi in base alla specie. In altri termini, l’idea che gli esseri delle altre specie non siano moralmente significativi. La guarderemo con autentico orrore: perché è un orrore e determina orrori".

Tra gli altri volumi di Singer: Etica pratica (Liguori, 1989), La vita come si dovrebbe (2001) e Scritti su una vita etica (2004), entrambi presso il Saggiatore.
Per la serie "Nove Maestri" di Torino Capitale mondiale del libro Peter Singer tratterà il tema Etica globale.

Info:
Fiera Internazionale del Libro Torino
Via Santa Teresa 15 - 10121 Torino
Tel. +39 011 5184268
Cell. 349 3530019
Fax. +39 011 5618378

15/12/06


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