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Titolo: Ricordo di Felice Andreasi ad Atrium (12/12)

Torino capitale mondiale del libro

Gli appuntamenti dal 12 al 15 dicembre

Martedì 12 dicembre, ore 18
Atrium Torino, Piazza Solferino

  • Ricordo di Felice Andreasi
    Letture da L’uomo spaventoso -
    Letture: Alessandro Lussiana
    Felice Andreasi (1928 – 2005) inizialmente è stato attivo come pittore, con una vasta opera che è stata presentata in varie mostre personali, tra l’altro al Piemonte artistico e culturale nel 1995 a cura di Alberto Cottino e Angelo Mistrangelo. Della sua produzione figurativa restano in mente i ritratti spesso monocromi, tra cui un Guido Ceronetti e paesaggi abitati da presenze naturali quali Grande insetto (1968). La sua memoria è però legata soprattutto al teatro, in specie nello spazio del cabaret, con una serie di incisivi monologhi decisamente nella dimensione dello humour nero, recitati con una cadenza assolutamente personale. Molti di questi testi trovarono poi posto nella raccolta L’uomo spaventoso edita da Il Formichiere nel 1974, che rappresenta il meglio di un talento micidiale nel far deflagrare le contraddizioni della quotidianità.

    Dopo la scena vennero la televisione e poi il cinema, con ruoli destinati a rimanere nella memoria, dopo l’esordio nella commedia, in specie per film come Permettete signora che ami vostra figlia? di Gianluigi Polidoro, Saxofone di Renato Pozzetto, Nessuno è perfetto di Pasquale Festa Campanile. Poi vennero parti più articolate con Pupi Avati (Storia di ragazze e di ragazzi), Guido Chiesa (Il caso Martello), Silvio Soldini (Un’anima divisa in due, Pane e tulipani), fino al cameo in Due amici di Spiro Scimone.
    A fianco di immagini di repertorio, Alessandro Lussiana leggerà alcuni dei numeri creati tra gli anni Sessanta e Settanta, in cui si dispiega appieno il talento dell’uomo di spettacolo torinese, come emerge a esempio in questo sketch. «Se avessi saputo, non avrei mai lasciato crescere la casa alta sul prato. Avrei fermato il tetto all’altezza del fungo porcino, sottoterra. Invece, avrei scavato la nicchia del fuoco e, scolpito il mio letto tra le radici della pianta più solida, avrei sistemato lì accanto la botte del vecchio vino. Avrei stretto le mani intorno intorno e avrei detto bene bene, perché no, perché no. Non voglio decidere niente. Lasciatemi andare per la mia strada».

Mercoledì 13 dicembre, ore 18
Atrium Torino, piazza Solferino

  • Morten Ramsland (Danimarca)
    a cura di Ambasciata di Danimarca, Roma - Introduce: Carola Scanavino
    Dalla Danimarca uno scrittore importante che narra la sua terra natale.
    Morten Ramsland, nato nel 1971 presso Odense, è l’autore rivelazione dell’ultima stagione danese con Testa di cane, uscito presso Feltrinelli, che gli ha valso numerosi, importanti riconoscimenti (tra cui il prestigioso Alloro d’oro, consegnato dall’associazione dei librai del suo paese).

    Il romanzo sta avendo molte traduzioni in varie lingue e narra l’epopea di una famiglia braccata dalla Storia, a partire dalle vicende contrastate dell’antenato Rasmus Zanna, pirata che ha lasciato in eredità alla casa un’infinita serie di oggetti esotici. La saga, ricca di episodi drammatici, è però temperata da un notevole gusto per il sarcasmo, il grottesco, in ispecie in relazione all’Io –narrante, il bambino dalle orecchie asventola cui sono affidati commenti pungenti su una realtà che sfugge al controllo.
    Introduce Carola Scanavino, docente di Letteratura danese all’Università degli Studi di Torino.

Giovedì 14 dicembre, ore 18
Atrium Torino, piazza Solferino

  • Parola guida: Search
    Web semantico: gli agenti intelligenti al servizio della ricerca

    a cura di Osservatorio Scrittura Mutante Biblioteca Multimediale di Settimo Torinese e Ars Media
    In collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche)
    Intervengono: Derrick De Kerckhove, Mauro Lupi, Massimo Marchiori, Gino Roncaglia
    Coordina: Eugenio Pintore
    “Se l’Utente non andrà all’Informazione l’Informazione andrà all’Utente”: sembra essere questa la promessa e la tendenza dei più evoluti sistemi di ricerca in rete. Grandi speranze sono riposte nel web semantico, espressione con cui si fa riferimento alle etichette o tag che le informazioni portano con sé. Informazioni sulle informazioni che servano a pubblicare i dati sul web in modo che essi siano già ricercabili.

    Informazioni e dati, dunque, in un formato adatto alla interrogazione, interpretazione e, più in generale, alla elaborazione automatica. Le diverse parti di un documento sono descritte semanticamente e possono essere elaborate per usi diversi: dall’estrazione di informazioni secondo specifici criteri, alla riformulazione per essere adattato ad altri formati, e ancora alla visualizzazione in funzione delle capacità del terminale a disposizione.
    Stanno inoltre prendendo piede sul web nuove forme di catalogazione a esso strettamente connesse come la Folksonomia, un sistema di classificazione che è nato dal basso, dagli utenti del web stesso. Grazie a questi strumenti sarà forse possibile costruire una nuovo modello di biblioteca in rete e ripensare i sistemi di catalogazione del sapere fin qui adottati.

    Partecipano: Derrick De Kerckhove, direttore del Programma McLuhan all’Università di Toronto, cattedra Papamarkou in Tecnologia e Pedagogia alla Biblioteca del Congresso di Washington DC; Massimo Marchiori, ricercatore presso il Dipartimento di Informatica del MIT di Boston e ricercatore in informatica presso l’Università di Venezia; Mauro Lupi, presidente e cofondatore di Ad Maiora Spa, società che si occupa di pubblicità online ed è specializzata nei servizi di search marketing, fondatore nel 1997 di MotoriDiRicerca.it oltre che autore Motori di ricerca e visibilità sul web edito da Apogeo nel 2001; Gino Roncaglia, ricercatore in filosofia presso l’Università della Tuscia, dove coordina dal 1996 il seminario interfacoltà di Teoria e pratica della scrittura elettronica e ipertestuale. Autore di saggi e articoli sul rapporto tra informatica e scienze umane è coautore dei manuali su Internet pubblicati da Laterza.
    Coordina la tavola rotonda Eugenio Pintore del Settore Biblioteche della Regione Piemonte.

Venerdì 15 dicembre, ore 18
Atrium Torino, Piazza Solferino

  • Una lezione di calligrafia
    a cura di Associazione Dal Segno Alla Scrittura
    Comunemente si associano alla calligrafia immagini di amanuensi in camere buie su libri polverosi, o si pensa alla “bella scrittura” insegnata nella scuola pubblica fino a qualche decennio fa.
    In quest’incontro si vuole far conoscere e divulgare il significato di fare calligrafia oggi: due millenni di storia della scrittura nella nostra cultura occidentale ci hanno lasciato un patrimonio incredibile ricco di creazioni variabili di forme e di lettere. La mano può ora padroneggiare e riprodurre queste variazioni attraverso l’esplorazione sistematica e lo studio di tale eredità storica. Le forme e i testi suscitano sensazioni che trasmesse allo strumento, guidato dalla mano, possono approdare a possibilità espressive e a svariate, infinite metamorfosi delle lettere. Così, mentre si scrive, le forme delle lettere possono trasformarsi fino a diventare illeggibili.

    La scrittura appare allora come un rinnovato mezzo di espressione, carico di emozioni e di significati: è il linguaggio dei segni, dei colori della materia.
    Sarà quindi necessario rivedere le tappe fondamentali della storia della scrittura e la sua evoluzione, prima di approdare alle forme contemporanee: Lettera Capitalis Monumentalis, Onciale, Carolingia, Gotiche Textures e Fraktur, Cancelleresca, Corsiva Inglese.
    Vedere poi il gesto della mano che costruisce la forma delle lettere e il ritmo di scrittura, in una successiva dimostrazione pratica di calligrafia cosiddetta “classica” chiariranno meglio il concetto di calligrafia “contemporanea”.

Venerdì 15 dicembre, ore 21
Piccolo Regio laboratorio, Piazza Castello 215

  • Il Novecento attraverso gli slogan Giovani oggi, schiavi domani!
    a cura di Teatro Regio di Torino e Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura
    Slogan tornato in auge nei recenti scontri parigini tra polizia e studenti.
    Lo scoppiettante inizio dello spettacolo è un allegrissimo in cui i fiorentini Rapsodi, rubandosi tempo e parola a vicenda, mettono in risalto locuzioni e tic linguistici degli ultimi decenni del secolo, quale chiave d’ingresso a un camaleontico parlatoio che in un crescendo di gag e citazioni declini finalmente in un unico suono.

    Scherzi linguistici, voci preregistrate, effettate ed esagerate. Tutto per tentare di ricreare una lingua postmoderna. Una lingua che non significhi perché il mondo è troppo cambiato e le parole gravate dai significati rappresentano un universo riduttivo che non abitiamo più.
    La creazione di una nuova lingua è quindi irrinunciabile perché presuppone un nuovo popolo. Che siamo noi, i cybernauti. Ancora vivi pur tra masse di rifiuti da smaltire, ma incapaci di parlare un nuovo linguaggio che il mondo nuovo esigerebbe formulassimo. Tuttavia… un primo, timido fondatore di una lingua salvifica, o silvi(o)fica, scese in campo nel 1994 e nella figura di Carlo Pestelli ci parlerà per le rime.

Info:
Ufficio Stampa Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura                                   
M. Consuelo Vignarelli
Tel. 011 5184268 int. 904  
E-mail: ufficio.stampa@fieralibro.it                                                                            

Elisa Scattolini
tel. 011 5184268 int. 919
E-mail: ufficio.stampa2@fieralibro.it

11/12/06


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