logo di ricevuto e pubblicato

Inviato da: Marco Gobetti e-mail: marco.gobetti@ilbarrito.it
Titolo: Spettacolo del Teatro Stabile di Strada (3-17/7)

La compagnia Il Barrito degli Angeli-Marco Gobetti

presenta

Teatro Stabile di Strada

Inaugurazione

Per quindici giorni, da luned 3 luglio a luned 17 luglio 2006, tutte le sere alle ore 22.00 a Torino, nei pressi del n. civico 2 in Piazza San Giovanni (di fianco al Duomo), verrà replicato lo spettacolo Voglio un Pappagallo Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo.

Il pubblico potrà versare un'offerta a piacere, non obbligatoria, nel cappello di fronte alla zona scenica.

Lo spettacolo dura unora ed stato replicato nei mesi scorsi con singole date in luoghi chiusi, nellambito del progetto
Quel suono del mosto che bolle
, di cui Teatro Stabile di Strada naturale evoluzione.

Informazioni sullo spettacolo alla pagina: www.ilbarrito.it/vogliounpappagallo.htm.

Realizzazione (pensiero, mezzi e scopi)

Teatro Stabile di Strada
si fonda su una stanzialità frazionata, mai definitiva e in continua ricostituzione nel territorio; tale mobile stanzialità viene esercitata in strada.

Teatro Stabile di Strada avviene ogni qual volta la Compagnia replica uno spettacolo in strada nei modi seguenti:

  • nello stesso luogo
  • alla stessa ora
  • per pi di due giorni consecutivi

Ogni spostamento e ricostituzione di Teatro Stabile di Strada sono segnalate per via telematica (internet e e-mail) al potenziale pubblico e agli organi di informazione.

Per la Compagnia Teatro Stabile di Strada mezzo utile ad aggirare quei meccanismi e quelle strutture che limitano l'esercizio dell'attività dell'attore e la partecipazione del pubblico agli spettacoli.

La Compagnia in questo modo intende contaminare il sistema teatrale.

All'offerta commerciale dei propri spettacoli presso i circuiti esistenti, la Compagnia affianca insomma la replica auto-gestita dei medesimi spettacoli per la strada, secondo il principio della stanzialità frazionata.
L'attore di Teatro Stabile di Strada vive dei soldi ricavati a cappello e delleventuale ospitalità da parte del Comune in cui va a fare spettacolo.
Per esistere Teatro Stabile di Strada chiede quindi ai Comuni un aiuto essenziale, nello spirito di un mecenatismo illuminato, non sperperante e dedicato a un teatro che risponda innanzitutto al bisogno forte degli uomini che lo fanno (attori e pubblico).

In mancanza di ospitalità (vitto e alloggio o solo alloggio) da parte del Comune, lattore replicherà lo spettacolo per i giorni di sopravvivenza: cio per tanti giorni quanti riuscirà a mantenersi con i soldi ricavati a cappello nella stanzialità in atto o residui della stanzialità precedente. Prima di superare detto limite, si sposter.

L'attore della Compagnia opera artigianalmente nella preparazione dello spettacolo, cercando di plasmare una forma semplice, elastica, viva e modificabile, adatta ad accogliere gli uomini che trovandosi per strada in un determinato luogo lo faranno esistere una replica dopo l'altra. Essendo egli stesso uno di quegli uomini ed essendo gli altri uomini gli spettatori di ogni stanzialità frazionata, la permanenza in ogni Comune in cui Teatro Stabile di Strada avverrà, sar mezzo irrinunciabile affinchè l'attore conosca il pubblico, la sua vita, i suoi luoghi e la sua cultura. Sarà stimolo per l'attore a non dimenticare mai di essere innanzitutto un uomo e che ogni spettacolo che fa un pezzo della sua vita vissuto pienamente con altri uomini.

L'auspicio dunque che la stanzialità frazionata arricchisca l'immaginario, la memoria e la cultura dellattore e che la strada favorisca l'incontro libero e imprevedibile con il pubblico: lo spettacolo anzichè prodotto sarà così avvenimento e anzichè fruizione sarà per il pubblico esperienza.

Con Teatro Stabile di Strada la Compagnia ribadisce quindi, perfezionandola, la propria vocazione ad una drammaturgia e un teatro compresenti, mobili e basati sul confronto costante fra attore, spazi e pubblici diversi, di un teatro che sia vita e rivolta piuttosto che sterile rappresentazione. In questo senso di totale coincidenza con i principi che ispirarono alla compagnia il progetto Quel suono del mosto che bolle.

Principi così sintetizzabili:
Per una drammaturgia e per un teatro fortemente radicati sul territorio.

Per un teatro che per sia non geografico ma geopratico e che evocando e rivelando miri a rivolgersi, per forma ed argomenti, alla gente che sul territorio vive:

  • all'operaio come allo studente
  • all'agricoltore
  • al pensionato
  • all'impiegato
  • all'insegnante
  • alla casalinga
  • alle persone

Un teatro che utilizzi la memoria come strumento di libertà e che attinga al presente come tempo in cui vivere e fare accadere, lottando per sognare e pensare:

  • un teatro che trovi i suoi temi forti nell'epoca in cui avviene (l'informatica, i politici, la televisione, le guerre)
  • accostandoli con determinazione ai temi eterni
  • bagaglio di ogni uomo (l’amore, la morte, il sogno, il coraggio).

Per un teatro popolare nell'accezione meno restrittiva e pi corretta del termine, quella che espresse Jean Vilar in un passo di  quel documento memorabile - così la definì Gian Renzo Morteo citandola nel suo Il Teatro Popolare in Francia - che fu lintervista da lui rilasciata al mensile Bref nel 1955: Per me, teatro popolare significa teatro universale (dalla scheda  relativa al progetto Quel suono del mosto che bolle, consultabile sul sito della Compagnia).

Per la scelta delle stanzialità di Teatro Stabile di Strada la Compagnia accetterà di buon grado inviti da parte dei Comuni interessati.

Compagnia Il Barrito degli Angeli - Marco Gobetti - www.ilbarrito.it/marcogobetti.htm

Info:
Tel. 339 4801713
Fax. 178 2268488
E-mail: marco.gobetti@ilbarrito.it

26/06/06


freccia per tornare all'indice dei ricevuto e pubblicato
 Torna a Ricevuto e Pubblicato