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Inviato da: Centro di Cooperazione Culturale Soundtown e-mail: soundtown@soundtown.it
Titolo: Musica e teatro per la Festa della Liberazione a Nichelino (25/4-1/5)

Settimana della Liberazione a Nichelino

dal martedì 25 aprile a lunedì 1° maggio 2006

Sei giorni con la musica popolare, canti di lotta partigiana e performance teatrali per ricordare insieme il significato dell'impegno civile e delle lotte che hanno reso libero il nostro pease.


Programma:

  • Martedì 25 aprile, H 22
    Lou Dalfin, Piazza Di Vittorio

  • Mercoledì 26 aprile, H 22
    Manacuma, Comitato Quartiere Castello, Via Turati 4


  • Giovedì 27 Aprile, H 21
    Spettacolo teatrale "Radio clandestina - Roma, le Fosse Ardeatine, la Memoria", di e con Ascanio Celestini, musica di Matteo D'Agostino, regia di Ascanio Celestini. Presso il Teatro Superga, Piazzetta Macario, Nichelino
    Info: Tel. 011 6279789 - www.teatrosuperga.it

  • Sabato 29 aprile, H 22
    Malartan, Centro Sociale Nicola Grosa, Via Galimberti 3


  • Domenica 30 aprile, H 22
    Alberto Cesa e Cantovivo sui passi della Memoria Partigiana, Piazza Di Vittorio

  • Lunedì 1° maggio, H 22
    Custodie Cautelari, Piazza Di Vittorio

In caso di pioggia gli spettacoli del 25, 30 e 1 si svolgeranno presso il teatro Superga

Lou Dalfin
Fondato da Sergio Berardo, il gruppo dei Lou Dalfin nasce nel 1982 con l'obiettivo di rivisitare la musica tradizionale occitana. Una "line-up" acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti) e un repertorio di brani storici e popolari – sia strumentali sia vocali - caratterizzano il percorso artistico della formazione originaria. Con quest'approccio vengono registrati due LP: En franso i ero de grando guero nel 1982 (ormai esaurito e recentemente riedito in cassetta) e L'aze d'alegre nel 1984. Nel 1985 il gruppo si scioglie per lasciare spazio ad altri progetti musicali: L'Arp, La Ciapa Rusa e Lou Nouvè de l'Argentiera tra i più noti. Lou Dalfin "resuscita" nell'autunno del 1990: Sergio riunisce attorno a sé vari musicisti delle più diverse estrazioni musicali - folk, jazz e rock. L'inizio di questa seconda esperienza ha rappresentato il naturale momento di transizione del gruppo dalla formula acustica a quella attuale. Accanto agli strumenti più tipici della tradizione - vioulo, pivo, armoni a semitoun, pinfre, arebebo, viouloun, ecc. – sono introdotti basso, batteria, chitarra e tastiere. E’ il nuovo suono dei Lou Dalfin. Un’ideale e un fine esplicito ne indicano la direzione: rendere la tradizione occitana fruibile dal maggior numero di persone possibili.
La sfida viene lanciata: dalle etichette folk a quelle rock e pop, dalla musica di nicchia a quella popolare. Perché le radici culturali di pochi divengano patrimonio di tutti. Non si rinnega la propria storia – anzi - ma la si rende molteplice. Perciò ai concerti nelle Vallate Occitane del Piemonte, in cui il gruppo anima centinaia e centinaia di feste da ballo e si sente in patria, si affiancano le performance dal vivo nel resto d'Italia e all’estero, soprattutto nell'Occitania francese. Nel contempo i Lou Dalfin partecipano al "Mercat de musica viva" di Vic, nei pressi di Barcelona in Catalogna nel 1993, ad "Arezzo Wave" nel 1994, e al "Printemps De Bourges" di Cher in Francia nel 1995. Nel luglio 2002 sono al noto festival di "Saint Chartier", tempio della musica tradizionale europea, dove riscuotono un enorme successo di pubblico. Sei i dischi incisi: W Jan d' l'eiretto - 1992, Ed. Ousitanio Vivo; Gibous, Bagase e Bandí - 1995, Ed. Baracca e Burattini/Sony; Radio Ousitania libra live con il gruppo basco Sustraia - 1997, Ed. Baracca e Burattini/Sony; Lo viatge - 1998, Ed. Noys; La flor de lo dalfin - 2001, UPRFolkRock/Peones edizioni musicali; Sem encar ici - singolo registrato e mixato nel febbraio 2003 da Madaski e M. Tavella e mai distribuito nei negozi; L’òste dal Diau - maggio 2004, Ed. Tarantanius, distribuzione Venus. (quest'ultimo ha ottenuto la Targa Tenco 2004 per il miglior album in dialetto dell’anno); e infine nel maggio 2005 è uscito Al Temps de Fèsta en Occitania il nuovissimo DVD per le edizioni Felmay, distribuito da EGEA, che comprende, oltre a due ore di concerto, una serie di documentari inerenti vari aspetti della cultura occitana.

Con innumerevoli collaborazioni e più di 850 concerti alle spalle il gruppo vive oggi la sua piena maturità artistica: la raggiunta alchimia tra gli strumenti più arcaici della tradizione d'OC e i suoni moderni si esprime attraverso un linguaggio musicale travolgente, personale e rispettoso del proprio nobile passato, in cui convivono melodie millenarie, riff di chitarre, echi di canzone d'autore, rap e raggae.

Cantovivo
Tra i protagonisti del folk europeo, in scena da trant’anni ininterrottamente con la stessa coerenza e lo stesso impegno. In occasione del proprio Trentennale e 60 aani dopo la Liberazione, Alberto Cesa e Cantovivo ripropongono i canti che hanno accompagnato la lotta e la vittoria dei partigiani, la riconquista della libertà e la nascita della Costituzione repubblicana.
Brani tradizionali, nuove composizioni e testimonianze della Resistenza al nazifascismo. Il racconto dei partigiani - le immagini d’epoca - insieme a Festa d’Aprile, Bella ciao, Siamo i ribelli, Col parabello in spalla, Partigiano, Hermano, Tango della plaza de mayo, Master of war, e altre canzoni di lotta per la pace e la libertà italiane e internazionali, incluse nel doppio album antologico in allestimento.
Un'occasione per ritrovare sul palco anche alcuni dei compagni di strada di decine di incisioni e oltre 2.500 concerti.
Tre diversi allestimenti (Festa, Concerto e Racconto) presentati in soluzioni modulari: dagli otto musicisti della formazione al completo alla versione cantastoriale con Cesa insieme a un paio di accompagnatori
Componenti del gruppo:
Alberto Cesa canto, ghironda, chitarra, Ettore Cimpincio chitarra, Massimo Sartori flauti, ancie, sax, cori, Celeste Ruà organetto, fisarmonica, cori, Benny Pizzuto basso, Angeles Aguado chitarra, cori, Michela marcacci arpa,
con la collaborazione di Vanja Contu (arpa)
.

Manacuma
Musiche e danze  del sud Italia. Pizziche, tarantelle, canti sardi, tammurriate e serenate siciliane. Il concetto di "senza terra" si trasforma così in occasione per sentirsi a casa propria laddove risuonano le corde della passione, della storia, della festa, della sacralità.
Il gruppo trae la sua linfa vitale dall'incontro - scambio con la generazione che ancora conserva le forme arcaiche di canto, ballo e pratica strumentale,dalla collaborazione con ricercatori e dalla partecipazione alle feste popolari.

Malartan
"Malartàn" è il nome gaelico di un folletto bambino che popola molte fiabe della tradizione Irlandese e che ha la caratteristica di intrufolarsi nelle case della gente per fare scherzi e prendersi gioco dei padroni di casa. Traendo ispirazione dalle tradizioni delle regioni europee a cultura celtica (Irlanda, Scozia, Bretagna, regione Occitanica, ecc…), il repertorio è composto da danze, arie e ballate di queste regioni; molta importanza viene data all'arrangiamento dei brani ed alla "contaminazione" degli stessi, nell'ottica della libera espressione artistica e della ricerca di nuove e suggestive sonorità.

Custodie cautelari
Il gruppo appare la prima volta in pubblico il 20 ottobre del 1993. Seguono cinque anni fatti di 600 concerti i tutt’Italia.
Nel 1996 la band inizia una collaborazione con Maurizio Solieri (chitarrista e autore di Vasco Rossi) che durerà fino ai giorni nostri, con più di 250 concerti insieme.
Sempre nel 97 la band pubblica il suo primo album, autoprodotto, dal titolo Lune.
L’attività concertistica diventa febbrile. Nel 1998 la band pubblica il singolo "Fax" (Vele Spiegate) e da quell’anno inizia a tenere l’impossibile media di 160 concerti all’anno (trattandosi di concerti rock è quanto di più simile ad uno sport estremo).
Nel 1999 la band pubblica un singolo di transizione, "La vita tutta ", tratto da un blocco di brani registrato in 4 mesi negli studio di Vasco Rossi, potendo quindi conoscere più da vicino il rocker emiliano.
Il 2000 vede la nascita di uno spettacolo che le Custodie Cautelari nell'arco dei due anni successivi andranno a perfezionare: La notte delle chitarre . I concerti di quell'anno sono 180.
Nel 2001 le Custodie pubblicano con Alabianca - CGD Warner il doppio singolo Musica-vivere, che entra per breve tempo nei primi 10 singoli italiani.
Questi brani fruttano alla band la nomination al MUSIC AWARD come miglior artista emergente e come miglior brano.
Il 2002 vede l’uscita dell’album Notte delle chitarre (Target-Sony Music), suonato insieme ai dieci chitarristi dell'omonimo "combo" (Maurizio Solieri, Alberto Radius, Cesareo, Max Cottafavi, Ricky Portera, Mario Schilirò, Giuseppe Scarpato, Luca Colombo, Chris Maramotti, Fabrizio Consoli).
Nell’album sono presenti anche sei cantanti ospiti che duettano con Ettore Diliberto, voce e leader della band.
La cover “Il tempo di morire” cantata in duetto con Gianluca Grignani entra in programmazione su Radio Italia Solomusicaitaliana e su RTL 102.5.
In questo album Ettore duetta (oltre che con Grignani) insieme a Franco Battiato, Francesco Renga, Eugenio Finardi, Elio e Franz Di Cioccio. I concerti diventano sempre più grossi, spesso con più di 10 artisti (tra cantanti e chitarristi) ospiti della band, ad uno di questi partecipa anche Luciano Ligabue.
La band mette in scena 340 concerti nel biennio 2002-2003. La notizia circola e alla fine del 2003 Irene Grandi accetta di aggregarsi al grande circo. L'estate del 2004 vede l’arrivo di numerosi artisti della scena italiana che decidono di effettuare dei concerti insieme alle Custodie Cautelari, sia nello spettacolo della Notte delle Chitarre, che con la sola band senza i chitarristi.
Questo fenomeno porta ad effettuare un altro sproposito di concerti che vedono l’arrivo di Irene Grandi, Enrico Ruggeri, Neffa, Max Gazzè, Elio, Eugenio Finardi.
Nel frattempo la band inizia le registrazioni dell’album L'Incoscienza. Il 23 ottobre la tragedia: il tastierista della band Paolo Perduca, dopo un concerto, perde la vita in un incidente stradale.  La band scioccata interrompe l’attività per qualche tempo, poi, anche per superare il forte trauma, inizia la ricerca di un sostituto. Il provino è superato dal giovanissimo modenese Francesco Luppi. Nell’inverno 2004-2005 Irene Grandi e Custodie decidono di fare insieme un mini tour nei clubs; la collaborazione si fa più intensa, Ettore e Irene scrivono insieme il brano "Questa sera", che Irene canterà in duetto con Ettore nell’album del gruppo. Sempre nello stesso inverno la band (proseguendo il tour) registra con Neffa il brano "Per chi è solo al mondo", brano scritto da Neffa per la band. Un brano di Paolo Perduca, da lui stesso cantato, viene arrangiato dalla band ed inserito nell’album " L’incoscienza" con l’aggiunta delle voci di Ettore e di Elio (delle Storie Tese).
Le registrazioni si fanno sempre più intense (tanto quanto i concerti), ed Eugenio Finardi duetta con Ettore nella registrazione del brano " L'incoscienza" che dà il titolo all’album. Anche Maurizio Solieri scrive un brano per la band dal titolo "Se sto male c’è la musica". La peculiarità di questo brano è che Solieri non suona, ma canta insieme ad Ettore e al poliedrico dj Fernando Proce. Durante tutta l’estate la band effettua una tournèe congiunta con Eugenio Finardi, toccando tutt'Italia, isole comprese. A settembre l’album è pronto. L’uscita de L'Incoscienza è prevista per la prima settimana di ottobre 2005.
Le Custodie Cautelari sono:

  • Ettore Diliberto - voce e chitarra
  • Mauro Isetti - basso e cori
  • Max Müller - batteria
  • Francesco Luppi - tastiere e cori
  • Paolo Zanetti - chitarra solista e cori
  • Paolo Perduca - tastiere e cori

Info:
Informagiovani Nichelino
Via Galimberti,3 - 10042 Nichelino
Tel. 011 6819433
Fax. 011 6275868
E-mail: informagiovani@comune.nichelino.to.it
Sito: www.informagiovaninichelino.it

18/04/06


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