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A Maison Musique - Venerdì 24 febbraio 2006 ore 21
Per il progetto La città dell'uomo in collab. con Magistratura Democratica
Teatroinrivolta presenta
Voci d'asfalto
spettacolo di e con Lucia Falco
Segue dibattito con Magistrato Paolo Borgna (Sost. Proc. Procura c/o Tribunale di To)
Coreografie Antonella Usai, voce fuori campo Federico Borrelli
Regia Gloria Sobrito
in collaborazione con
Gruppo Abele, Associazione Tampep, Amnesty International di Torino
Ingresso 10 euro – ridotto studenti – 7 euro.
Volevo parlare di prostituzione – Testimonianza di Lucia Falco
"Volevo fare uno spettacolo che parlasse di prostituzione. Ma come affrontare un tema del genere? Difficile, rischioso ed estremamente delicato. Difficile, perché è un argomento complicato, dalle mille sfaccettature, che ti mette in crisi, che ti mette di fronte a situazioni troppo diverse, troppo lontane. Situazioni troppo difficili da giudicare. O troppo facili.
Perché è proprio nel giudizio che nasce il rischio, il rischio di essere banali, di sentirsi al di sopra, di sentirsi legittimati a dire la propria con la pretesa di comprendere tutto e di poter tutto spiegare. con l'ulteriore rischio di perdere di vista i veri protagonisti, le vere protagoniste della storia.
E' stato quindi necessario cominciare a muoversi con prudenza, con estrema delicatezza, piano piano, su un terreno così scivoloso. E' stato necessario aprire bene le orecchie. Ascoltare le mille sfumature, le scelte e le casualità, gli inganni e le verità, i sogni e la realtà, ascoltare quelle mille storie
Storie di donne.
Storie di schiavitù,di compra vendita.
Dopo mesi di letture ,di incontri, di film, di documentari ho trovato una chiave.Quella che a me piace, la chiave che mi ha permesso di addentrarmi nel mondo della prostituzione, in quello che sta dietro a ciò che noi vediamo, dietro ai visi truccati e dietro agli abiti succinti che tanto riescono a indignare.
Quello della narrazione è uno strumento che noi tutti impariamo ad utilizzare molto presto nella nostra vita, è ciò che ci permette di comunicare, di raccontare agli altri ciò che vediamo, ciò che ci succede, ciò che viviamo.
E il racconto di sé e delle proprie esperienze è fondamentale nella vita di ognuno per poter riuscire a costruire, delineare o semplicemente ritrovare una propria identità. Narrare e raccontare per capire e guardare con un’occhio diverso quelle "signorine" sulla strada.…E poi un giorno le rivedi e ti sembra di vedere te stessa,vorresti andartene ma non riesci, hai i piedi inchiodati alla terra e le guardi, ti sale dentro il freddo respiro della notte ,finchè una di loro non ti fissa negli occhi e ti ritrovi sola ,e abbassi gli occhi e capisci che ci vuole coraggio per riuscire a fuggire via…e a cambiar vita… la loro ma anche la nostra.
Testimonianza di Gloria Sobrito
"Se qualcuno crede ancora che il caso esista, allora possiamo dire che il mio incontro con "teatro in rivolta" è avvenuto grazie ad esso. In realtà da anni mi occupo, come attrice e regista, di teatro e sempre più spesso mi trovo a lavorare su progetti che riguardano le "aree di disagio", modo burocratico e sbrigativo per definire le comunità,. il carcere, i manicomi. Le indubbie qualità terapeutiche, relazionali e socializzanti della pratica teatrale all'interno di queste realtà permettono il recupero dell'individualità. Questo avviene grazie al racconto in prima persona della propria esperienza, che diventa, in questo modo, testimonianza. Questo tipo di racconto permette di rivedere la propria storia e di riappropriarsene
Quando ho letto per la prima volta Voci d'asfalto ho riconosciuto quel tratto che permette a un racconto di trascendere e di varcare la soglia, reale e metaforica, delle parole per arrivare al cuore del pubblico affrontando il rischio del contatto con l'esterno, del giudizio e della diversità.
L'impatto emotivo di voci d'asfalto è forte, sono le voci di bambine vendute, dai loro parenti, come schiave e avviate alla prostituzione. Voci di bambine picchiate per giorni sino a quando non si sottomettono alla volontà dei loro stupratori, Voci di un mercato che esiste e opera qui vicino a noi, sotto i nostri occhi, Voci che non vorremmo sentire. Fare di tutto questo materiale uno spettacolo è stata impresa delicata, abbiamo tentato di mettere a nudo la bellezza anche dove, a un primo sguardo, esisteva solo orrore e tristezza. La scena è ridotta all'essenziale, come essenziale è la strada sulla quale si svolge il nostro racconto, che è tutto nelle mani dell'attrice che ci accompagna nel nel percorso affrontato da bambine costrette a diventare, troppo presto, donne. La nostra speranza è che, quanto prima, venga il giorno in cui simili destini non debbano più esistere. La nostra speranza è altresì che il cambiamento di un'unica persona possa contribuire a migliorare il destino di un'intera umanità, dolente e perduta.
Tutti noi le vediamo sfrecciando lungo le strade di notte, in piedi sul bordo del marciapiede, strette nell’abbraccio della solitudine. Alcuni di noi si fermano e contrattano. Altri proseguono magari accelerando, lasciando dissolvere quelle figure nella coda dell’occhio. Altri ancora si accostano, parlano e cercano di portarle via, in salvo una volta per tutte… Sono le prostitute comprate dove la terra è povera, trasportate e trapiantate sotto i nostri balconi o a ridosso dei prati di periferia, costrette nel caldo e nel gelo a battere i tacchi sulla nostra terra ricca.
Lucia Falco, attrice e autrice del testo, da sempre impegnata in temi sociali, decide di indossare nuovi panni e divenire, solo per gli spettatori, una di quelle nude abitatrici della penombra. Il palco si ricopre d’asfalto, i fari schizzano dalle mani dell’attrice, la musica si allarga nella notte e il monologo della puttana, della donna, dell’anima costretta in scarpe crudeli, inizia. Ma questa volta nessuno di noi è sulla sua automobile, al caldo, comodo, col piede sui pedali e la possibilità di scegliere se fermarsi e consumare o proseguire e non pensare!
Questa volta è lei, la puttana, a svolgere il bandolo della matassa. A noi, fuori dal guscio della carrozzeria e seduti davanti al palco, non resta che ascoltare il monologo, non resta che guardarci dentro e riflettere. La puttana parla, ci guarda dall’alto verso il basso, vestita con poveri panni o calata nel giubbotto maculato e si racconta, e ci racconta. Voce, corpo e anima dell’attrice iniziano a trasportarci con l’immaginazione lungo lo stesso cammino percorso da migliaia di ragazze sedotte, tradite, comprate, trasportate lontano da casa e gettate sulla strada.
C'è solo lei in scena, essenziale e generosa. Poi un pugno di luci, due torce elettriche, le note di una musica che tocca e avvolge. Il monologo, procede fluido, le parole sono semplici e dirette, i movimenti sono essenziali e curatissimi, la colonna sonora ammalia e le poche luci intervengono con scelta di tempo ottimamente calibrata.
Spettacolo povero, come povera è la strada, spettacolo ricco, come ricco sa essere il cuore degli schiavi, spettacolo impregnato di realtà, dove la messa in scena e la confessione si confondono.
Un simile modo di fare teatro è in grado di mettere in crisi lo spettatore, costringendolo a vedere ciò che è scomodo, ma donandogli al contempo momenti di bellezza, verità e poesia che non hanno prezzo. Come il corpo di una donna, come la consapevolezza di noi tutti lungo le strade della vita… (Marcello Serafino)
La compagnia, fondata da Lucia Falco, nasce nel 1987 con il nome di Locomotivo Teatro per poi trasformarsi nel 2002 in T.i.R. Teatro in Rivolta. L’associazione T.i.R. Teatro in Rivolta nasce a Chianocco nel 2002. Attiva principalmente nel campo teatrale è però formata da un gruppo di artisti professionisti provenienti anche da altri ambiti tra cui la danza e la fotografia, la pittura, la musica e la poesia. I componenti della compagnia hanno come comune denominatore il desiderio di esprimere creativamente il disagio sociale non come forma di semplice denuncia ma come lotta poetica e propositiva verso quello che sono le degenerazioni dell’uomo. Quindi teatro didattico mescolato con musica, poesia e danza, linguaggi a noi più consoni per portare avanti la nostra poetica di denuncia senza dimenticare che siamo, comunque artisti. L’associazione T.i.R. Teatro in Rivolta affianca alla produzione di spettacoli teatrali, l'organizzazione di eventi culturali in collaborazione con altri enti ed associazioni. Il contatto con altre realtà permette infatti di portare il "far teatro" in situazioni di volta in volta diverse.
Per la realizzazione del progetto "La Città dell’Uomo" di Tetaroinrivolta si ringrazia:
- Comune di Rivoli
- Compagnia San Paolo
- Maison Musique
Si ringraziano inoltre i curatori della rassegna
- Giovanna Alimonti - per l'idea:
- Lucia Falco – per il progetto, la direzione artistica e organizzativa
- Paolo Durandetto – per la grafica e cura dell’immagine
- Marcello Serafino – per la promozione
- Paolo Ciaberta – per le fotografie
Info:
Tel. 012 2647656
Cell. 338 3189085 (orari d'ufficio)
Sito: www.teatroinrivolta.it
Monica Mantelli
Cell. 335 6616255
E-mail: mantelli.monica@virgilio.it
20/02/06 |
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