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Inviato da: Laura Barison e-mail: laurabarison@libero.it
Titolo: Il nuovo romanzo dell’autore palestinese Muin Masri

Io sono di là
di Muin Masri

Editore: Michele Di Salvo ­ Divisione TracceDiverse
Prezzo: 10 Euro


Introduzione:
Sono tre, a mio avviso, le parole attorno alle quali si costruisce l’intenso romanzo di Masri, e, sempre a partire da queste, si dischiudono al lettore le diverse vie di interpretazione.
La prima è solitudine, il protagonista che incontriamo è solo, e lo è in modo radicale perché è orfano di padre e di madre. È talmente solo che non ha neppure un nome a fargli compagnia, a donargli un volto. Il suo nome e cognome li ha persi in guerra, nella guerra quotidiana e personale che combatte per sopravvivere, e nella guerra collettiva del popolo palestinese cui appartiene. La condizione di orfanità del “ragazzo senza nome” si innalza allora a condizione esistenziale del suo popolo orfano di patria e di speranze, nazione alla quale insieme alla terra è stata strappata l’identità. L’essere solo diviene, ad un certo punto, un essere altro, estraneo, e ciò si desume anche dal titolo che denuncia sin da subito il suo appartenere ad un ‘altrove’, ad un mondo altro, con le sue regole ferree anche se appena intuibili e non codificabili.
La seconda parola chiave è guerra, sentita dai personaggi che popolano questo romanzo come impellente necessità, unica risposta dei disperati, dei dannati della terra palestinese ­si potrebbe dire parafrasando Fanon-. Andare a combattere per la Palestina diviene, nel romanzo, estremo gesto d’amore per la patria, impresa che promette onore a chi la intraprende, unica strada possibile ­e qui diviene tragicamente reale la riflessione di Masri- per riscattare una vita che sembra aver perso senso nel momento in cui ha perso terra e storia. Ma l’odio e la diffidenza che reca con sé la guerra conducono l’uomo all’aberrazione, che è lo scagliarsi deliberatamente contro ciò che in sé è bello e buono. Contro questa ottusa violenza l’autore compone il delicato racconto-idillio della danzatrice caduta in guerra che offriva ai passanti la grazia dei suoi movimenti e si sentiva a casa in
Palestina.
La terza parola è giustizia; tutto il testo è animato da una profonda tensione verso ciò che è giusto e si oppone con fermezza a ciò che non lo è. Il protagonista, soprattutto nei momenti più bui cerca una giustizia che poi spesso è la Giustizia che si svela nei versetti del Corano. È proprio quest’ultima parola che costituisce la lente attraverso cui vedere e leggere gli eventi.
La disperazione iniziale si traduce allora in sorprendente speranza quando l’autore ci rivela che, alla fine dei sentieri tortuosi e interrotti percorsi dall’uomo, ci aspetta la certezza del ritorno a casa e la gioia della festa.
(Silvia De Marchi)

Quarta di copertina
Appartenere alla terra e al popolo di quelli che sono di là, e vivere tra quelli che sono di qua non è cosa semplice, può anzi divenire una condizione lacerante… E se, come è stato per Masri, dalla propria patria e dal proprio popolo ci si deve pur separare, non è detto che li si debba abbandonare: essi possono essere saldamente custoditi in una regione del proprio cuore.

"Si può perder tutto in questa vita, i propri cari, la casa, la terra, ma la patria no, è la storia, e come si può andare avanti senza la propria storia? Una volta, quando le tribù dovevano spostarsi da una zona all’altra per forza maggiore, anche di pochi chilometri, portavano con loro tutto, perfino i loro morti, rappresentavano la storia, il passato, la carta d’identità. Ecco perché quel milione di profughi palestinesi sognava di ritornare a casa propria, senza i propri morti si sentivano persi, orfani."


Biografia
Muin Masri è nato a Nablus (Palestina) nel 1962, residente in Italia dal 1985, si occupa di Informatica e, tempo permettendo, racconta "storie del proprio paese".
Ha già pubblicato Racconti? (1994) edito da Scripturiom, Il sole di inverno (1999) e Pronto, ci sei ancora? (2001) editi da Portofranco. Ha realizzato un programma radiofonico per Radio Rai3 nell’ambito di Cento Lire.


Info:
Silvia De Marchi (redazione casa editrice traccediverse)
Tel. 011 5681904
Sito: www.traccediverse.com

20/12/05


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