logo di ricevuto e pubblicato
Inviato da: Debora Pasero e-mail: debora.pasero@alice.it
Titolo: Percorsi e memorie della città attraverso i suoi caffè storici

Venerdì 16 dicembre 2005 ore 18.00

Torino e i suoi caffè
Percorsi e memorie della città attraverso i suoi caffè storici


Caffè Fiorio -  via Po, 8

Torino severa e rigorosa, di una bellezza sabauda e industriale, con il suo reticolo di strade che disciplinatamente si incrociano e i suoi ritmi scanditi dai turni della grande fabbrica. In tanto ordine e omogeneità può aprirsi all’improvviso una nuova e vertiginosa prospettiva, uno scarto impercettibile che ti precipita in un mondo diverso e complementare. Può capitare varcando la porta di un caffè: la severità della città si trasforma in un elegante ed accogliente salotto.

Ricostruire la memoria di una città attraverso le vicende legate ai luoghi che meglio rappresentano la sua anima, i caffè storici che contengono ricordi, arredi, valori culturali e artistici della nostra storia; luoghi  dove, a differenza di Firenze e Milano ove i caffè erano luoghi di discussione artistico-letteraria, si faceva politica, che hanno ospitato avvenimenti  e personaggi di rilievo della storia non solo torinese ma italiana.
Lavorare al recupero della memoria storica dei caffè, attraverso il teatro, può diventare un'occasione importante di valorizzazione della storia dell'intera città.

Il teatro come evento straordinario può evocare il clima di anni importanti per la storia d'Italia che ancora segnano l'identità di questa città.

Il nostro lavoro si propone di restituire "la parola" a questi luoghi attraverso i ricordi personali di chi li ha frequentati, gestiti, attraverso gli scritti di chi li ha raccontati e vissuti, attraverso  le ricerche storiche esistenti e la memoria di un intera città che nei caffè ha messo in scena la sua storia. Non sono solo la preziosità architettonica e il lusso di questi luoghi a determinarne il valore storico ma le storie, le discussioni, i volti che ne hanno animato la vita sociale e culturale, le vicende politiche e culturali celate in queste atmosfere salottiere che hanno determinato la storia nazionale. Gli eventi teatrali all'interno di ogni caffè inviteranno a rivivere le atmosfere e a riscoprire la storia di una Torino che ha rappresentato per anni il pensiero nuovo dell'Italia, pionieristica e tradizionalista, nobiliare e operaia, capace di trasformare una corte di provincia in una potenza europea sia dal punto di vista politico che culturale.

Mutamenti sociali e di costume portano, nell'Ottocento, alla straordinaria diffusione dei caffè. Torino conosce questo sviluppo a partire dagli anni '30, quando i caffè diventano centri d'aggregazione sociale, luoghi di lettura di giornali italiani e stranieri, di discussione politica e culturale.

Nel 1839 se ne contavano a Torino 98. Sale da gioco, sale di lettura, fumoir, sale di ritrovo per le signore..., come testimoniano ancora oggi le numerose sale del caffè San Carlo.
Sono locale pubblico per eccellenza.

Era tutto un brulicare di sottofondo nella vita torinese, che aveva i suoi centri focali nei caffè, nelle osterie e negli alberghi a seconda della corrente politica.
La quieta atmosfera di questi locali era solo apparente, perché i politicanti che li frequentavano avevano necessità che nessuno si accorgesse che essi erano membri di società segrete, che tramavano per un'Italia indipendente.

Il caffè Fiorio - uno dei più autorevoli esempi di "caffè storico" della città.
Situato vicino alla reggia, alla sede universitaria ed ai ministeri dell'epoca regia, era frequentato da aristocratici, da ricchi borghesi, dalla aristocrazia militare, da funzionari e burocrati.
Solaro della Margherita, Giacinto Collegno, Perrone di San Martino, Cesare Balbo, Ilarione Petitti di Roreto, Giovanni Prati, Santorre di Santarosa, Alfonso Lamarmora, Camillo Benso Conte di Cavour, Sir James Hudson, Angelo Brofferio, Federico Nietsche:
questi solo alcuni dei frequentatori illustri, Al caffè si degustavano prelibatezze, si leggevano giornali, si giocava, si parlava e si "faceva politica". Proprio questo aspetto ha influenzato nel tempo destino e nome del locale: Carlo Alberto infiltrava fidati per verificare l'opinione pubblica, Cavour vi insedia il Circolo del Whist.
Diventa il "Caffè dei codini" per le idee moderate della sua clientela e, dopo la disfatta di Novara, "Caffè Radetzky", in quanto frequentato da reazionari contrari alla ripresa bellica contro l'Austria l che sono hanno frequentato il locale. I sostenitori delle idee del Gioberti, che abitualmente si riunivano nelle sale del caffè, fecero sì che fosse nominato "della Confederazione Italiana". Tale appellativo durò fino alla fine dell'Ottocento, quando riprese la sua originaria denominazione: il nome dei suoi originari proprietari.

Ampie sale e riservate salette permettono, malgrado i danni subiti durante la guerra, di godere di una atmosfera accogliente, vivace e raffinata, ideale per immergersi idealmente in quel fiume di idee, parole, gesti, emozioni e ragionamenti che hanno contribuito ad alimentare quello che oggi è...il nostro presente

Ingresso libero consumazione obbligatoria, è consigliabile la prenotazione 

Info:
Associazione Choròs/Polis
Via Porta Palatina 9
Tel. 011 4367463
E-mail: polisdue@fastwebnet.it

13/12/05


freccia per tornare all'indice dei ricevuto e pubblicato
 Torna a Ricevuto e Pubblicato