Parole
in Corsa:
In
testa i "Bus" con oltre 70 racconti brevi
Premio
speciale per i racconti ambientati
sui mezzi di trasporto metropolitani
Fino
al 23 maggio la partecipazione al
concorso
letterario promosso da GTT
La
seconda edizione del concorso letterario "Parole
in corsa - viaggiare e scrivere, scrivere è
viaggiare", promossa dal Gruppo Torinese Trasporti
(GTT) prevede- come assoluta novità un premio
speciale per il miglior racconto breve (non oltre le
5300 battute, compresi gli spazi) legato in qualche
modo ai trasporti pubblici.
Già nella passata edizione fra i racconti dei
600 partecipanti scorreva un esile "fil
- rouge" legato alla loro condizione di "utenti".
Sarà per il nuovo premio o per l'effettivo aumento
di iscritti, ma i racconti ambientati o dedicati in
toto al mondo dei trasporti pubblici quest'anno è
aumentato sensibilmente!
Tanto da farne l'argomento in testa alla classifica
dei quasi 200 racconti raccolti da GTT fino ad
oggi, con un buon 40% degli elaborati. Oltre
80 degli "aspiranti scrittori" sono
evidentemente fruitori quotidiani dei mezzi di trasporto
pubblico, e descrivono, spesso con grande poesia, situazioni,
emozioni, profumi, sguardi, incontri, conversazioni
o pensieri che nascono lungo un tragitto urbano o extraurbano
in autobus e in tram.
E rientrati a casa, lungi dallo scrivere qualche lettera
a GTT, hanno preferito imbastire un racconto breve,
il più delle volte positivo e romantico, e inviarlo
on line tramite l'accesso al sito: www.gtt.paroleincorsa.org
alla mail: "paroleincorsa@gtt.to.it"
o portarlo su dischetto direttamente presso la sede
del Gruppo Torinese Trasporti - Corso Turati 19/6, 10128
Torino.
In
molti racconti l'autobus diventa "un osservatorio
sociale - un po' come un bar con il suo incessante flusso
di clienti",
"un microcosmo di umanità varia, esotica,
affascinante".
Sui pullman si mescolano persone di diverse età,
culture, stato sociale, razze che diventano fonti d'ispirazione
per i viaggiatori/scrittori.
"Come ogni sera, di ritorno dal lavoro, leggevo
e curiosavo stralci di vite estranee in viaggio sul
mio solito autobus".
Nessun particolare sfugge all'attento osservatore: dagli
abiti ai gesti, dalle tonalità della voce agli
sguardi profondi,
alle lunghe conversazioni di questa grande "famiglia
itinerante".
Donne, bambini, barboni, anziani, studenti, saltimbanchi
diventano i protagonisti di appassionanti storie d'amore,
di amicizia,
di destini incrociati, di ritrovamenti sul 56, sul
67, piuttosto che sul 13 o sul 4.
Non manca l'incontro con personaggi misteriosi che diventano
- una volta svelato l'intreccio - un proprio alter -
ego da imitare
o dal quale ricevere consigli.
Nasce perfino una nuova linea tranviaria volante per
superare il traffico.
Il bus di una vita può diventare metafora, o
addirittura un moderno "Caronte" con cui attraversare
il limite estremo, verso l'aldilà.
Particolare anche l'attenzione rivolta a chi lavora
sugli autobus GTT.
I controllori o gli autisti vengono menzionati più
volte e descritti dettagliatamente nel loro ruolo
"L'autista oggi è attento,
con la strada e gli anziani, controlla nello specchietto
che si siano sistemati prima di ripartire, meriterebbe
un encomio.."
Così come prendono forma i sentimenti "raggelati"
di chi deve ammettere "di non avevo trasferito
dalla borsetta al borsone quel pezzettino di carta che
di li a poco il controllore le avrebbe chiesto di vedere.."
Immagini emozionanti nascono invece dalle descrizioni
dei vecchi bigliettai che guardano con rimpianto le
moderne obliteratrici disposte sui mezzi pubblici con
l'avanzare del progresso..
Saranno: