Torino
e i suoi caffè
Percorsi e memorie della città
attraverso i suoi caffè
Venerdì
4 Marzo 2005 ore 18.00
Caff Ristorante Platti
Corso Vittorio Emanuele II 72
Le
voci teatrali emergono cercando di riprodurre quel brulichio,
quel sussurare, quel discutere e anche quel poco di
società segreta che nei caffè torinesi
dell'epoca, dal Risorgimento in poi, erano elementi
caratteristici.
Da quel clima si dipana la memoria di un passato che
a tratti ci appare remoto e lontano ma che in realtà
ancora ci appartiene, ancora è importante per
comprendere la vita culturale della nostra città.
Torino
è ancora una città segreta e allo stesso
tempo razionale e moderna, il suo fascino in fondo nasce
da questa doppiezza, da una certa difficoltà
di afferrare fino in fondo i processi di formazione
delle idee.
Nei
caffè è nata questa anima duplice: il
parlarsi fitto fitto e segreto e la formazione della
cultura borghese illuminata e progressista.
Il
Risorgimento italiano ha trovato il suo palcoscenico
naturale sotto le caldi luci delle prime lampade a gas
del Caffè San Carlo o nelle sale di Fiorio
o ancora dietro i vetri del Cambio.
Il Cambio, definito "succursale del parlamento",
era affollato di deputati e uomini di governo, Camillo
Benso di Cavour era di casa e infatti ancora oggi, nel
fascino di un tempo delle sue sale, campeggia in cornice
il conto di una sua cena.
Sotto i portici di piazza Castello al Baratti&Milano,
tempio della confetteria torinese, le caramelle e i
cioccolatini fanno bella mostra di sé, come gioielli,
dalle vetrine, nelle sue sale si incontrava la rosa
delle signore più in vista dell'aristocrazia
torinese, alle quali Gozzano rapito dedicava i suoi
versi.
A poca distanza troviamo il delizioso cofanetto del
caffè Mulassano, un ritrovo minuscolo
con il suo bancone in stile liberty, i lavori d'intarsio,
il soffitto a cassettoni con le parti centrali in cuoio
di madera e ancora le decorazioni in oro e i lucidi
marmi; qui sin dall'inizio del Novecento si ritrovavano
i notabili di Casa Reale ma soprattutto i ricchi borghesi
e gli artisti che prima dello spettacolo al Regio si
concedevano una dolce pausa.
E ancora lo scenario raccolto del piccolo Bicerin,
nome rubato all'omonima bevanda in esso inventata, aperto
nel 1736 come "bottega dell'acquacedratario e confettiere"
Giuseppe Dentis, luogo di incontro di statisti, scrittori,
filosofi, compositori e personaggi del mondo dello spettacolo;
ai suoi tavolini si sono seduti Rossini, Campanini e
la deliziosa Wanda Osiris.
Liquoreria confetteria Caffè Platti
Nel
corso dei decenni i caffè non hanno smentito
il loro ruolo e in essi hanno trovato il loro palcoscenico
più intimo le idee dei giovani intellettuali
della cerchia di Luigi Einaudi, fra i quali Pavese e
Calvino, che si ritrovavano da Platti per gustare
le loro parole accompagnate dalle atmosfere Liberty
e dall'ottimo Wermouth.
Il Platti è situato alla confluenza di due
corsi importanti per Torino, due corsi imponenti e mastodontici,
che solcano la città svolgendo un ruolo di arterie
di collegamento fra zone molto distanti e rispettando
la struttura romana antica dove i corsi erano sempre
perfettamente ortogonali.
Corso Vittorio Emanuele è fra tutti i viali torinesi
il più imponente. Alberato per tutta la sua lunghezza,
inizia dal ponte monumentale Umberto I, all'ingresso
del parco del Valentino. Corso Re Umberto è quasi
rettilineo e attraversa quartieri signorili, in un'alternanza
di edifici di fine secolo, inizio secolo e costruzioni
moderne, è una delle vie che dalla cintura convergono
verso il cuore della città, una linea verde perché
quasi del tutto alberata.
Il
Locale aprì i battenti nel 1875 come Liquoreria
Platti negli attuali locali di Corso Vittorio Emanuele
II, all'angolo con Corso Re Umberto.
Nelle sue sale la borghesia torinese amava trascorrere
le giornate, parlare d'affari e di politica, e festeggiare
le ricorrenze. Il vicino liceo D'Azeglio contribuiva
ad alimentare al Platti un pubblico giovane.
Il periodo più conosciuto dell'esistenza del
D'Azeglio è senza dubbio quello tra le due guerre
mondiali. Sono gli anni in cui il Liceo annovera tra
i suoi insegnanti figure come Augusto Monti, Umberto
Cosmo, Zino Zini (e nel '26, come supplente, il giovanissimo
Franco Antonicelli, in sostituzione di Cosmo destituito
dal regime fascista). I registri elencano tra gli studenti
nomi come quelli di Cesare Pavese, Giulio Einaudi, Leo
Pestelli, Massimo Mila, Vittorio Foa, Tullio Pinelli,
Giancarlo Pajetta, Renzo Giua, Emanuele Artom (tutti
allievi del professor Monti, nella sezione B), Leone
Ginzburg, Norberto Bobbio (nella sezione A). Luogo d'incontro
all'interno della Scuola è la già fornita
Biblioteca dell'Istituto, grazie alla quale, ad esempio,
lo studente Leone Ginzburg fa amicizia con il professor
Monti. Molti di loro diventarono nucleo propulsivo della
Casa Editrice Einaudi. Il dibattito postbellico su letteratura
e impegno politico, romanzo e società passa attraverso
di loro. Sono, come nel caso di Pintor e Ginzburg, due
figure opposte e antitetiche, ma anche complementari.
Con loro l'Einaudi si scinde tra un'anima torinese e
una milanese. Vince Torino, la centralità piemontese
di Pavese, ma senza Vittorini, senza il suo "Politecnico"
e i "Gettoni" l'Einaudi non sarebbe la stessa.
Platti
è stato quindi testimone dell'evolversi della
nostra città e di una gran parte della sua popolazione,
dal miracolo dell'Unità d'Italia, di cui Torino
è stata principale artefice, al dramma delle
due guerre mondiali, dal boom industriale alla rinascita
del capoluogo sabaudo come polo terziario e meta turistica
e culturale.
Davanti alle sue vetrine è nata la Juventus FC,
nelle sue sale hanno discusso statisti, intellettuali
e imprenditori quali Luigi Einaudi, Luigi Lavazza e
il Senatore Giovanni Agnelli che "frequentava il
Liceo d' Azeglio e aveva l' abitudine di andare da Platti
e comprare le meringhe ... ".
Gli
altri appuntamenti:
15
Aprile 2005 ore 19.30
Ristorante del Cambio
Piazza Carignano 2
20
Maggio 2005 ore 18.00
Caff Al Bicerin
Piazza della Consolata 5
17
Giugno 2005 ore 18.00
Caff Baratti e Mulassano
Piazza Castello 29
18
Novembre 2005 ore 18.00
Caff Fiorio
Via Po 8
Evento
teatrale a cura dell'Associazione Choròs con
Alberto Pagliarino, Francesca Guglielmino, Fabrizio
Stasia.
Progetto a cura di Maria Grazia Agricola e Tania
Prinzio
Collaborazione drammaturgica di Francesca Gugliemino
Promozione di Cristina Vergano
Info:
La prenotazione è obbligatoria presso
Ass.Choròs
Via Porta Palatina, 9
Tel 0114367463
Fax e segreteria telefonica 0114361812
Mail polisdue@tiscali.it