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Lunedì
28 giugno alle ore 10.00,
presso il Salone d Onore del Castello del Valentino a
Torino , Edi Rama, sindaco di Tirana, dal 2000
e già ministro della cultura (dal 1998), esporrà
i progetti per la città, "nuova capitale per
il futuro".
Tirana,
città ottomana, fascista, comunista, dove le
stesse occupazioni sono altrettante stratificazioni architettoniche
è "come una bella donna malata", afferma
Edi Rama, "colorarla, non significa guarirla, ma
darle il coraggio di combattere, per farla uscire dal
suo letto di malattia".
Lo
stesso Rama ha ridipinto queste architetture nelle tonalità
solari che ogni giorno di più celano le tinteggiature
sbiadite dal tempo e dalla desolazione.
Con
lui, grazie alla consulenza di Hans Ulrich Obrist, sono
stati individuati a livello internazionale cinque artisti
nell'edizione 2003 della "Biennale d'Arte di Tirana"
(Carsten Hoellen, Dominique Gonzalez-Foerster, Liam Gillick,
Olafur Eliasson, Rirkrit Tiravanija), che sono intervenuti
sulle facciate degli edifici, accentuandone le caratteristiche
architettoniche, oppure polverizzandone le superfici anodine
con illusioni optical, pennellate multicolori, assemblaggi
neodada.
Il
progetto cromatico è solo un aspetto di un
più ampio e complesso progetto per la città
che segna l'avvio di un processo destinato a spingersi
oltre, fino a investire i "luoghi" più
rappresentativi del potere, con gli edifici dei Ministeri,
le Banche, i Musei, le Università, cresciuti sull'impianto
architettonico, urbano e paesaggistico tracciato dagli
architetti italiani: Armando Brasini, Florestano di Fausto,
Gherardo Bosio, Vittorio Ballio Morpurgo, Pietro Porcinai,
ecc.
Ed
è sul confronto tra la città del passato
più recente e quella del futuro che si è
basata la mostra sull'Architettura italiana in Albania
nel secondo ventennio del Novecento, curata da Maria Adriana
Giusti professore di restauro presso il Politecnico di
Torino nell'ambito delle iniziative culturali dell'Ambasciata
Italiana (Catalogo Idea Books). Nella sede della Galleria
Nazionale delle Arti, i progetti dell'Ufficio Centrale
di Architettura e Urbanistica, diretto da architetti
italiani, si sono confrontati col plastico della città
che illustra i progetti in corso del gruppo parigino Architecture
Studio, vincitore del concorso internazionale per il centro
di Tirana, bandito nel giugno 2003. Dal confronto,
emergono gli aspetti problematici del dibattito tra
conservazione e innovazione e l'urgenza di avviare
una lettura del tessuto urbano che si ponga in termini
di consapevolezza della storia per progettare il futuro.
In questo senso i progetti novecenteschi in mostra e gli
studi avviati rappresentano la base analitica per verificare
i processi costruttivi, le permanenze e le trasformazioni
in atto.
Da
qui l'ipotesi di un "Museo-laboratorio per Tirana",
che possa contribuire a riconoscere il valore di risorsa
culturale del patrimonio architettonico e urbano in un
momento particolarmente significativo della "ricostruzione"
albanese.
21/06/04
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