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Titolo: Assemblea contro la legge sulle droghe (18/2)

Contro la legge Fini sulle droghe:
promuoviamo opposizione, pratichiamo alternative

"Rompiamo un tabù, non dobbiamo avere paura di pronunciare la parola repressione". Così esordiva il vicepresidente del Consiglio Fini al momento della presentazione del ddl governativo di controriforma su droghe e dipendenze. Una proposta di legge - promessa già dal 2001 alle lobbies della "impresa morale" e del business economico sulle dipendenze - che ci riporterà a prima del referendum del '93, alla dose media giornaliera che prima di quella data trasformava i consumatori in spacciatori, e che sbatterà in una cella - come nel 90/92- migliaia di adolescenti che hanno fumato uno spinello, ai trattamenti obbligatori, all'ampliamento del circuito carcerario attraverso comunità coatte, allo smantellamento dei Ser.T e all'attacco ideologico alle terapie, prima tra tutte il metadone, alla fine dei tanti interventi di riduzione del danno che in questi anni hanno salvato e migliorato la vita di tanti consumatori.
Anche a livello regionale è partito un duro attacco alla riduzione del danno, e la politica locale si sta allineando a quella nazionale.
Questa legge non è un fulmine a ciel sereno, essa viaggia insieme ad altre pesanti controriforme nel campo della psichiatria, della prostituzione, del trattamento del disagio minorile, e più in generale ad un complessivo smantellamento del sistema di welfare e a un contestuale, maggior peso delle politiche penali e repressive, elette da questo governo a strumento di "gestione" di tanti fenomeni sociali.
Noi sappiamo fin troppo bene per averlo già vissuto nel '90 il costo umano e sociale delle scelte repressive sulle droghe: clandestinità, malattia, morte, carcere, abbandono, microcriminalità, stigmatizzazione. La salute, il benessere, l'educazione e l'autocontrollo non esistono laddove governa il codice penale invece che la politica sociale. I danni sarebbero immani, e non solo per chi le droghe le consuma, ma per tutta la collettività.

Negli ultimi mesi si è sviluppato nel paese un movimento variegato e plurale di opposizione e di controproposta a questa legge, cartelli e reti hanno unito le sensibilità, la ribellione e la propositività di soggetti diversi ma alleati, un movimento che ha trovato anche in Parlamento numerosi interlocutori, come dimostra la lunga lista di firmatari di una proposta di legge in controtendenza, che mira a promuove depenalizzazione del consumo, tenuta e sviluppo dei servizi, libertà terapeutica e diritti sociali, politiche di convivenza e riduzione del danno (proposta LaGreca-Margara). Un movimento che si è dato un appuntamento nazionale il 21 febbraio, a Roma.
Il cartello "Dal penale al sociale" ha ormai migliaia di adesioni a livello nazionale, e si sta connettendo con altre reti e altri coordinamenti per uno schieramento il più ampio possibile per dire NO ALLA LEGGE FINI.
Per ampliare e sviluppare la nostra capacità di opposizione ferma e di controproposta anche a livello regionale, troviamoci

Mercoledì 18 febbraio 2004
alle 16.00

Università - Palazzo Nuovo - 1° Piano

Assemblea verso un cartello locale
contro la controriforma su droghe e dipendenze


Un cartello di quanti

  • vogliono salvare e sviluppare il lavoro prezioso dell'ultimo decennio di tanti operatori del pubblico e del privato
  • non vogliono riempire le galere ma depenalizzare il consumo individuale, incontrare, ascoltare, aiutare chi consuma sostanze, non reprimere
  • vogliono tenere più ampio il ventaglio delle possibilità offerte da un sistema di servizi coordinato sul territorio, e che le comunità restino uno strumento terapeutico per chi le sceglie e non un obbligo legato al circuito penale
  • si oppongono a una privatizzazione selvaggia e credono a un ruolo di garante e coordinatore svolto da un servizio pubblico legittimato e dotato di risorse
  • non vogliono che consumatori e tossicodipendenti siano resi muti ma possano essere protagonisti delle loro vite
  • non vogliono una società che deve difendersi contro i consumatori ma una convivenza sociale in cui siano rispettati i diritti di tutti, dentro una pratica della minimizzazione dei rischi e dei danni per tutti, cittadini e consumatori.

Intervengono tra gli altri:
Livio Pepino (Magistratura Democratica) Franco Corleone (Forum Droghe) Leopoldo Grosso (Gruppo Abele) Vanna Lorenzoni (Segr. CGIL-Camera del Lavoro Torino) Claudio Sarzotti (Antigone Piemonte) Paolo Jarre (Dip Dipendenze ASL 5) Pierino Crema (segr. Gen FP CGIL) Maurizio Poletto (CGIL Camera del Lavoro Torino) Angelo Giglio (CanGo - ASL4) Dario Rossini (Collettivo Universitario Rebeldia) Susanna Ronconi (Forum Droghe) Maria Teresa Ninni, Luigi Marini (Coord. operatori servizi a bassa soglia) Anna Conta (Coord InPrimaPersona) Paolo Sollecito (Gabrio - MDMA) Tonino Ponzano (Drop in Alessandria) Roberto Moretto (Gruppo consigliare regionale PRC) Davide Petrini (Università di Torino) Milena Orioli (Lila Piemonte)

Primi promotori dell'iniziativa:
Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte; CGIL Torino, Forum Droghe, Gruppo Abele, InPrimaPersona - Coordinamento dei consumatori, Antigone Piemonte, Comitato Regionale Volontari Giustizia, MDMA, Collettivo Rebeldia, Ass. Isola di Arran, Coop Senza Frontiere, LILA Piemonte

Per informazioni: Maria Teresa Ninni (3496498916) Maurizio Poletto (3358131459) Susanna Ronconi (3394155985)

17/02/04


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