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Contro
la legge Fini sulle droghe:
promuoviamo
opposizione, pratichiamo alternative
"Rompiamo
un tabù, non dobbiamo avere paura di pronunciare
la parola repressione". Così esordiva il
vicepresidente del Consiglio Fini al momento della presentazione
del ddl governativo di controriforma su droghe e dipendenze.
Una proposta di legge - promessa già dal 2001
alle lobbies della "impresa morale" e del
business economico sulle dipendenze - che ci riporterà
a prima del referendum del '93, alla dose media giornaliera
che prima di quella data trasformava i consumatori in
spacciatori, e che sbatterà in una cella - come
nel 90/92- migliaia di adolescenti che hanno fumato
uno spinello, ai trattamenti obbligatori, all'ampliamento
del circuito carcerario attraverso comunità coatte,
allo smantellamento dei Ser.T e all'attacco ideologico
alle terapie, prima tra tutte il metadone, alla fine
dei tanti interventi di riduzione del danno che in questi
anni hanno salvato e migliorato la vita di tanti consumatori.
Anche a livello regionale è partito un duro attacco
alla riduzione del danno, e la politica locale si sta
allineando a quella nazionale.
Questa legge non è un fulmine a ciel sereno,
essa viaggia insieme ad altre pesanti controriforme
nel campo della psichiatria, della prostituzione, del
trattamento del disagio minorile, e più in generale
ad un complessivo smantellamento del sistema di welfare
e a un contestuale, maggior peso delle politiche penali
e repressive, elette da questo governo a strumento di
"gestione" di tanti fenomeni sociali.
Noi sappiamo fin troppo bene per averlo già vissuto
nel '90 il costo umano e sociale delle scelte repressive
sulle droghe: clandestinità, malattia, morte,
carcere, abbandono, microcriminalità, stigmatizzazione.
La salute, il benessere, l'educazione e l'autocontrollo
non esistono laddove governa il codice penale invece
che la politica sociale. I danni sarebbero immani, e
non solo per chi le droghe le consuma, ma per tutta
la collettività.
Negli
ultimi mesi si è sviluppato nel paese un movimento
variegato e plurale di opposizione e di controproposta
a questa legge, cartelli e reti hanno unito le sensibilità,
la ribellione e la propositività di soggetti
diversi ma alleati, un movimento che ha trovato anche
in Parlamento numerosi interlocutori, come dimostra
la lunga lista di firmatari di una proposta di legge
in controtendenza, che mira a promuove depenalizzazione
del consumo, tenuta e sviluppo dei servizi, libertà
terapeutica e diritti sociali, politiche di convivenza
e riduzione del danno (proposta LaGreca-Margara). Un
movimento che si è dato un appuntamento nazionale
il 21 febbraio, a Roma.
Il cartello "Dal penale al sociale"
ha ormai migliaia di adesioni a livello nazionale, e
si sta connettendo con altre reti e altri coordinamenti
per uno schieramento il più ampio possibile per
dire NO ALLA LEGGE FINI.
Per ampliare e sviluppare la nostra capacità
di opposizione ferma e di controproposta anche a livello
regionale, troviamoci
Mercoledì
18 febbraio 2004
alle 16.00
Università
- Palazzo Nuovo - 1° Piano
Assemblea
verso un cartello locale
contro la controriforma su droghe e dipendenze
Un
cartello di quanti
- vogliono
salvare e sviluppare il lavoro prezioso dell'ultimo
decennio di tanti operatori del pubblico e del privato
- non
vogliono riempire le galere ma depenalizzare il consumo
individuale, incontrare, ascoltare, aiutare chi consuma
sostanze, non reprimere
- vogliono
tenere più ampio il ventaglio delle possibilità
offerte da un sistema di servizi coordinato sul territorio,
e che le comunità restino uno strumento terapeutico
per chi le sceglie e non un obbligo legato al circuito
penale
- si
oppongono a una privatizzazione selvaggia e credono
a un ruolo di garante e coordinatore svolto da un
servizio pubblico legittimato e dotato di risorse
- non
vogliono che consumatori e tossicodipendenti siano
resi muti ma possano essere protagonisti delle loro
vite
- non
vogliono una società che deve difendersi contro
i consumatori ma una convivenza sociale in cui siano
rispettati i diritti di tutti, dentro una pratica
della minimizzazione dei rischi e dei danni per tutti,
cittadini e consumatori.
Intervengono
tra gli altri:
Livio Pepino (Magistratura Democratica) Franco Corleone
(Forum Droghe) Leopoldo Grosso (Gruppo Abele) Vanna Lorenzoni
(Segr. CGIL-Camera del Lavoro Torino) Claudio Sarzotti
(Antigone Piemonte) Paolo Jarre (Dip Dipendenze ASL 5)
Pierino Crema (segr. Gen FP CGIL) Maurizio Poletto (CGIL
Camera del Lavoro Torino) Angelo Giglio (CanGo - ASL4)
Dario Rossini (Collettivo Universitario Rebeldia) Susanna
Ronconi (Forum Droghe) Maria Teresa Ninni, Luigi Marini
(Coord. operatori servizi a bassa soglia) Anna Conta (Coord
InPrimaPersona) Paolo Sollecito (Gabrio - MDMA) Tonino
Ponzano (Drop in Alessandria) Roberto Moretto (Gruppo
consigliare regionale PRC) Davide Petrini (Università
di Torino) Milena Orioli (Lila Piemonte)
Primi
promotori dell'iniziativa:
Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa
soglia del Piemonte; CGIL Torino, Forum Droghe, Gruppo
Abele, InPrimaPersona - Coordinamento dei consumatori,
Antigone Piemonte, Comitato Regionale Volontari Giustizia,
MDMA, Collettivo Rebeldia, Ass. Isola di Arran, Coop Senza
Frontiere, LILA Piemonte
Per
informazioni:
Maria Teresa Ninni (3496498916) Maurizio Poletto (3358131459)
Susanna Ronconi (3394155985)
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