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Nella
notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 a Cinesi, sulla
costa palermitana, un ordigno esplosivo uccide un
giovane militante di sinistra, Giuseppe Impastato.
La sua colpa è quella di aver condotto una
decennale attività contro la mafia, pur provenendo
da una famiglia mafiosa, e di aver denunciato e
sbeffeggiato, dai microfoni di una radio locale,
i mafiosi della zona, a cominciare dal boss Gaetano
Badalamenti.
Le
indagini che dovrebbero far luce sulla sua morte
sono invece un intreccio di deviazioni, negligenze,
connivenze; Impastato viene fatto passare per terrorista
e suicida.
Sono occorsi oltre vent'anni perchè nei tribunali
e in parlamento si facesse luce sulle vere cause
della morte del giovane siciliano.
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