RICEVUTO e PUBBLICATO.....

Inviato da: Ribellarsi  e-mail: ribellarsi@libero.it
Titolo: 10 giugno - Torino contro il G8

Domenica 10 giugno 2001
tra le ore 18 e le 24
Hiroshima Mon Amour
via Bossoli 83 - Torino

GENOVA PER NOI...
giornata di informazione sul
GENOA SOCIAL FORUM

forum di discussione su:

Genoa Social Forum - Il diritto a manifestare
con esponenti del GSF

Global Social Forum di Porto Alegre
con Mimmo Porcaro (della delegazione italiana a Porto Alegre)

OGM e brevettazione del vivente
con Giorgio Salza (del comitato contro la manipolazione gentica degli alimenti)

Governo mondiale dell'economia
con Riccardo Bellofiore

- area documentazione con testi di approfondimento sulle varie tematiche
- proiezioni video in collaborazione con CINEMAMBIENTE
- intervalli musicali con dj
- cibo e vino

info: ribellarsi@libero.it


Nei giorni 20-22 luglio 2001 si terrà a Genova il G8

cioè l'incontro dei governi degli 8 Stati più ricchi e potenti del pianeta (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Russia). I G8 governano, di fatto, il Pianeta senza alcun mandato specifico e rispondono solo a se stessi autolegittimandosi, nonostante la crescente opposizione dei popoli. Per dimostrare ai cosiddetti “Grandi” della Terra che i loro metodi non sono assolutamente condivisi, in concomitanza con il Vertice si svolgeranno a Genova manifestazioni di protesta convocate dal Genoa Social Forum (costituito da oltre 200 associazioni e gruppi italiani, europei ed extraeuropei), con l'obiettivo di rendere visibile il dissenso.
Le giornate del 19-20-21 rappresentano una tappa molto importante per diverse ragioni:

Innanzitutto saranno un momento di incontro, dibattito e confronto tra migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, con esperienze sociali, politiche e civili molto diverse tra loro ma unite da una motivazione comune: il rifiuto etico e politico di accettare l'attuale sistema mondiale derivante dai processi di globalizzazione. Quella tuttora in corso, infatti, non è una vera globalizzazione della società, dell'economia e della condizione umana nell'interesse generale, bensì un arcipelago mondiale di poche “isole” nelle quali sono concentrate le risorse finanziarie, scientifiche e tecnologiche e il potere mediatico e simbolico. Il liberismo, le privatizzazioni e la generale deregulation rafforzano i legami tra queste “isole”, aumentando a dismisura le distanze tra esse e il resto del pianeta. Le regole sono decise da pochi soggetti (Organizzazione Mondiale del Commercio, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), non sottoposti a un controllo democratico e pilotati dai Paesi più ricchi e dai più potenti gruppi economico-finanziari del Pianeta. Il tutto avviene mentre l'ONU segnala gli alti costi umani e le gravi insicurezze ambientali, sanitarie, occupazionali, culturali e politiche derivanti da questa globalizzazione.

In secondo luogo, l'opposizione al G8 è stata individuata come l'appuntamento europeo del 2001 dai partecipanti al Global Social Forum tenutosi a Porto Alegre (Brasile) nei giorni 25-30 gennaio di quest'anno. Si è trattato del primo Forum mondiale di questo tipo, che ha visto la partecipazione di oltre 10.000 persone in rappresentanza di quasi 1000 organizzazioni di 138 Paesi. A Porto Alegre si sono incontrati movimenti latinoamericani e internazionali insieme a delegazioni nazionali in rappresentanza di gruppi, organizzazioni e movimenti che in tutto il mondo, prima e dopo Seattle, hanno dato vita alle varie forme di opposizione alla globalizzazione “selvaggia” e si sono battuti per la salvaguardia dei diritti. Nella consapevolezza che un movimento internazionale non può solo contrapporsi a un predominio ma deve saper passare dalla protesta alla proposta, i partecipanti al Forum di Porto Alegre hanno deciso di incontrarsi periodicamente per riflettere, discutere, dare forma e contenuti alla protesta mondiale contro il neoliberismo e a favore della globalizzazione dei diritti.

C'è poi una forte motivazione simbolica rappresentata dall'appuntamento di Genova: la rivendicazione del diritto di manifestare democraticamente il proprio dissenso. Da Seattle (dicembre’99, manifestazioni di protesta alla conferenza dell'OMC) fino a Quebec City (20-22 aprile 2001, manifestazioni contro l'Accordo di libero commercio tra le Americhe), infatti, si sono registrate decine di manifestazioni di protesta in tutto il mondo. In queste occasioni si è registrato un crescente arroccamento dei rappresentanti delle varie oligarchie (pubbliche e private), difesi da schieramenti di polizie ed eserciti, che hanno portato alle chiusure di parti delle città ospitanti gli incontri internazionali, fino alla chiusura delle frontiere nazionali. Anche per Genova, da alcuni mesi i rappresentanti delle istituzioni hanno definito una zona “rossa”, off-limits, all'interno della quale si svolgerà il G8 e, seppur finora in modo non perentorio lasciando al nuovo governo nazionale ogni decisione definitiva, ipotizzato la chiusura della città. La tendenza è dunque quella delle chiusure e dei divieti, anche in violazione delle Costituzioni e dei diritti civili e politici sanciti dalle Carte internazionali. Ma le autorità non hanno il diritto di vietare le manifestazioni sospendendo il regime democratico e impedendo a migliaia di persone di esprimere il proprio dissenso.

Per tutte queste ragioni è importante andare a Genova in tanti e manifestare tra il 19 e il 21 luglio, affinché sia garantita la salvaguardia dei diritti democratici a livello locale e dei diritti umani, sociali ed economici a livello globale.


 

05/06/01


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