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Arriva
dunque Terrestre, il quarto lavoro della
band torinese,
dopo otto anni dall'album d'esordio. Nel disco compaiono
quattordici tracce che racchiudono il "mondo
Subsonica"
mescolando perfettamente vitalità ritmica e
vocale ben intrecciata con gusto per sperimentazione
e suono energico. Il caratteristico equilibro tra
serialità elettronica e attitudine rock lascia
spazio a episodi simili all'improvvisazione. Non mancano
nell'album ambientazioni strumentali (Terrestre),
slanci orchestrali (Le serpi) e divagazioni acustiche
(Dormi).
Il ritorno dei Subsonica, a due anni dall'ultimo album,
era uno dei più attesi della musica italiana
e i dati di questi giorni li confermano proprio come
una delle band più amate dal pubblico; sicuramente
sono la band italiana che vende più dischi
nel nostro paese e riempie di più i Palasport!
Infatti anche il tour, partito il 5 maggio
da Pordenone, sta ottenendo un successo clamoroso:
tutte le date hanno registrato il sold out!
Per oltre due ore di concerto le nuove tracce
"terrestri" si fondono perfettamente con
i brani dei dischi precedenti creando un flusso sonoro
indispensabile al coinvolgimento fisico. Per tutta
la durata del concerto il Palazzetto diventa un enorme
club, dove si balla e si poga dalla prima all'ultima
canzone.
Dalla
pubblicazione del precedente lavoro Amorematico sono
trascorsi tre anni, mentre due ne sono passati dal
successivo live doppio Controllo del livello di rombo.
Nel 2004 è ufficiale la firma del contratto
con l'etichetta discografica EMI.
Oltre
ai progetti della band, i componenti dei Subsonica
sono attivi in progetti paralleli: nel 2001 Samuel
inizia il progetto solista Motel Connection accompagnato
dall'ex Subsonica Pier-funk -sostituito da Bass Vicio
- al basso e da Pisti, noto dj torinese, realizzando
anche la colonna sonora del film Santa Maradona. Boosta
intrattiene dj set nei principali locali house della
penisola e Max Casacci organizza a Torino raduni dal
nome La notte della groova. Nel 2002 i Subsonica vincono
il Premio Grinzane Cavour insieme a Manuel Agnelli,
Marco Parente e Cristina Donà. Il direttore
artistico Massimo Cotto - Radio Rai Uno - li ha apprezzati
per aver ridisegnato le frontiere della musica italiana
e creato un paese sonoro dove convivono elettrico
ed elettronico, poesia e denuncia, sussurro e dannazione,
senza compromessi alla facile commerciabilità
e per aver creato precedenti, laddove non esistevano.
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